• 5 motivi per cui fare SEO è fondamentale per qualsiasi azienda

    Fare SEO è importante per le aziende

    5 motivi per cui fare SEO è fondamentale per qualsiasi azienda

    Mi auguro che la SEO sia una delle tue prossime attività aziendali.
    Incredibilmente, esistono molti proprietari di siti Web e aziende che non hanno ancora la più pallida idea di cosa significhi fare SEO nelle loro strategie marketing.

    Alcuni pensano a costi esorbitanti o che dovranno assumere qualche specialista.
    Altri ritengono che la SEO sia un tipo di dolore al collo o che richieda troppo tempo, quindi perché iniziare?

    In questo semplice articolo ti propongo 5 validi motivi che ti ispireranno a valutare seriamente la cosa.

    1. La SEO ti consente di arrivare dove i tuoi clienti cercano qualcosa

    Piaccia o no, ma le forme tradizionali di marketing come la pubblicità stampata, la televisione, la radio, ecc. hanno perso potere.
    Queste forme di marketing sono diventate una sorta di rumore a cui nessuno presta attenzione, motivo per cui l'attenzione è rivolta completamente ai motori di ricerca.
    Ora c'è l'inbound marketing: tu cerchi e trovi qualcosa.

    La differenza rispetto all'outbound marketing, ovvero, la pubblicità tradizionale, è straordinaria; sei tu che cerchi, non è la pubblicità a cercare te.
    Non mi pare cosa da poco.

    Immagina di dover comprare una macchina per il caffè. Dove la cercheresti?
    Naturalmente, sulle pagine dei risultati di ricerca di Google, dove altrimenti?

    Internet ha capovolto gli affari: ora è più probabile che le persone visitino prima il tuo sito web piuttosto che il tuo negozio fisico. È un dato di fatto.

    Questo è il motivo per cui la tua principale responsabilità come operatore di marketing e imprenditore è quella di essere visibile su Google, il che significa che il tuo sito deve posizionarsi in cima alla prima pagina. Pertanto, ignorare la SEO nel 2020 è quasi come negare che la Terra sia rotonda (Ops... c'è chi lo fa...).
    Un altro argomento a favore della SEO è che la ricerca organica è finora la principale fonte di traffico di un sito web.

    La spiegazione è piuttosto semplice: se il tuo sito web viene trovato da chi cerca qualcosa, costui molto probabilmente lo visiterà.
    E più persone visitano il tuo sito Web, più conversioni puoi ricevere e, quindi, più soldi puoi guadagnare.
    Il traffico può portare anche ulteriori entrate se sul sito sono presenti annunci AdSense.

    Un altro motivo per cui è necessario fare SEO è che la ricerca organica è ciò che domina maggiormente l'attività di conversione.

    Secondo uno studio di Forrester Consumer Technographics, il 49% dei consumatori fa affidamento su ricerca quando prende decisioni di acquisto e il 19% ammette che i motori di ricerca influenzano le loro scelte. Inoltre, il 58% della ricerca è l'ultimo o l'unico evento all'interno di un percorso di acquisto.

    Hai ancora dubbi?

    Fondamentalmente, quello che sto cercando di dire è che in questo momento, mentre stai leggendo questo articolo, centinaia di clienti stanno già cercando i tuoi prodotti o servizi sui motori di ricerca e se non ti trovano, chiamano un tuo concorrente.

    2. La SEO è molto più conveniente della PPC

    Come ho già detto, molti imprenditori sono sorpresi dal fattore costo della SEO. Altri decidono di optare per la PPC (Google ADS), pensando di spendere meno e avere risultati immediati.

    La verità è che entrambi le strategie costano ed è doveroso affermare che la SEO ti costerà di più nella fase iniziale.

    Il fatto è che la SEO porta un valore a lungo termine, mentre la PPC solo nell'immediato: finché paghi sarai presente nei risultati di ricerca.

    È importante sapere che la ricerca organica porta quasi il 95% di tutto il traffico. Per questo motivo, il 70-80% dei visitatori ignora la pubblicità, concentrandosi sui risultati organici.
    Fonte: SimilarWeb Global Search Marketing Report

    Naturalmente, la somma di denaro che spenderai per una campagna PPC dipende fortemente dal tuo settore e dalla concorrenza.
    Probabilmente spenderai molto se vuoi classificarti con parole chiave ad alto volume di ricerca, con migliaia di ricerche mensili.

    Inoltre, all'interno del tuo settore possono esserci drastiche variazioni nei costi delle parole chiave e dei costi medi per clic.
    Quindi, prima di decidere se pianificare una pubblicità a pagamento, sarebbe opportuno fare una ricerca adeguata delle parole chiave e calcolare quanto ti costerà, operazione abbastanza facile con l'ausilio del Keyword Planner di Google ADS.

    Ad esempio, se vendi cialde compatibili da caffè e desideri classificare la query di ricerca "cialde compatibili da caffè", con quasi 4€ di costo per clic e 400 clic mensili stimati, preparati a spendere 1600€ (valori stimati a gennaio 2020).
    Questa è una grande somma da spendere per il targeting di una sola parola chiave. Tuttavia, se scegli di scegliere come target una query meno competitiva, come "cialde da caffè", ti costerà 150€ al mese. Molto meno, ma è comunque denaro che puoi risparmiare se decidi di fare SEO.

    Tuttavia, è anche importante sapere che la PPC è un'aggiunta funzionale alla SEO, soprattutto per la promozione e la vendita di prodotti di breve durata.
    Le statistiche mostrano che gli esperti di marketing che utilizzano tecniche SEO organiche affiancate ad annunci pay-per-click registrano in media il 25% in più di clic e il 27% in più di profitto rispetto all'utilizzo di una tecnica.

    Investire il tuo tempo in SEO e un po' di denaro in buoni strumenti ti ripagherà per gli anni a venire.
    Inoltre, ricorda: SEO e PPC vanno a braccetto per via dell'aumento del Quality Score e di conseguenza, riduzione di costi!

    3. La SEO aiuta a costruire il brand

    A meno che tu non sia un'azienda come Apple, è probabile che i potenziali acquirenti non stiano digitando il tuo marchio durante la ricerca di prodotti o servizi.
    Nel mondo reale, è più probabile che i clienti cerchino alcuni prodotti o servizi correlati alla tua attività e naturalmente, tu vorresti che il tuo sito web appaia il più alto possibile nei risultati di ricerca.

    Il fatto è che gli utenti che cercano su Google si ricordano dei risultati, specialmente se il tuo meta description è curato.
    Può sembrare strano ma la maggior parte degli utenti associa risultati più alti nelle SERP ad una maggiore credibilità di questa o quella fonte.

    Ecco perché la SEO è esattamente ciò che può aiutare a rafforzare la credibilità del tuo sito Web agli occhi di potenziali consumatori.
    Cura quindi il meta description perchè apparirà quello assieme al meta TITLE, tra le SERP ed evita di fare mostrare la normativa cookie del tuo sito tra le serp (È un classico di chi non cura il lato SEO del proprio sito).

    È corretto affermare che nel 2020 la SEO è fondamentale per aumentare l'engagement del tuo brand.
    I dati dimostrano che l'81% degli acquirenti conduce ricerche online prima di effettuare un acquisto.
    Questo significa che gli utenti tendono ad eseguire molte ricerche prima di prendere la decisione finale.

    Fare SEO può far sì che le tue pagine web vengano continuamente visualizzate per una vasta gamma di query e aiutarti a guadagnare più mindshare con i tuoi clienti.
    E, naturalmente, più compari nei risultati di ricerca dei tuoi potenziali clienti, maggiori sono le probabilità che convertano.

    4. SEO influenza quasi ogni aspetto della tua attività

    Fare SEO influenza una grande varietà di cose, il che rende questa pratica l'investimento marketing più intelligente che si possa fare.

    Innanzitutto, la SEO ha un impatto enorme sul modo in cui il tuo marchio viene percepito dal pubblico e dalla reputazione della tua attività.

    Le recensioni online sono una parte importantissima della SEO.
    Secondo un sondaggio di Local Consumer Review nel 2018 di BrightLocal, il 97% dei clienti legge le recensioni quando cerca qualcosa e l'85% afferma che tendono a fidarsi delle recensioni online tanto quanto si fiderebbero dei consigli personali.
    Naturalmente, lavorare sulla reputazione non è semplice e veloce ma con la SEO, puoi imparare come gestirla e utilizzare le recensioni a tuo vantaggio.

    In secondo luogo, come è già stato menzionato nell'articolo, la SEO influenza molto le decisioni di acquisto.
    Pertanto, puoi sicuramente aspettarti che le tue vendite e il numero di lead qualificati aumenteranno senza ulteriori investimenti monetari.
    A dimostrazione di quanto affermato - secondo NewsCreed , il 57% dei marketer B2B ha confermato che la SEO ha un impatto enorme sulla generazione di lead.

    In terzo luogo, aumentare il traffico del tuo sito Web con l'aiuto della SEO significa che un numero maggiore di persone può potenzialmente condividere i tuoi contenuti sui social network e spargere voce sulla tua attività.

    In quarto luogo, la SEO può eliminare molte attività non necessarie come l'invio di e-mail e risparmiare un sacco di tempo a dare informazioni perchè visibili nelle ricerche organiche.

    5. SEO migliora il tuo sito web

    Come forse saprai, Google è piuttosto esigente quando si tratta di classificare un sito.
    Google migliora costantemente i suoi algoritmi in modo che solo i siti di alta qualità si posizionino nelle prime posizioni. È un dato di fatto, i proprietari di attività commerciali che non sono coinvolti nella SEO, non si preoccupano di seguire le linee guida di Google o di eseguire controlli approfonditi sul proprio sito Web.
    Iniziare a fare SEO ti costringerà ad analizzare costantemente il tuo sito per migliorare la sicurezza, l'esperienza utente e vari aspetti tecnici.
    In definitiva, con la SEO migliori significativamente il tuo sito Web e riscontri effetti collaterali interessanti sotto forma di traffico, conversioni e vendite.

    Conclusioni

    Prendersi cura di tutti questi aspetti può sembrare una missione impossibile, soprattutto per un novizio o per chi si affida al cugino di turno che ovviamente promette sempre risultati.

    Questi erano solo 5 motivi per cui la tua azienda ha bisogno di fare SEO e credimi se ti dico che ne hai bisogno proprio adesso.
    Ma la SEO ha molti altri vantaggi.
    Il fatto è che nel 2020 la tua azienda non può semplicemente competere in rete senza questo tipo di strategia, punto e basta.

    Il vero vantaggio della SEO è che ha un impatto a lungo termine e non ti pentirai mai di aver investito in essa perché ti ripagherà sempre.

     

     

     

  • A che serve il SEO se sono già in prima pagina su Google?

    Essere primi su Google!

    Esistono aziende e persone che vivono l'illusione il cui proprio sito sia ben posizionato sui motori di ricerca.
    Chiedete a qualcuno che possiede un sito se è visibile in rete; il 99% delle volte risponderà: "Sono in prima pagina".

    Riporto l'episodio che mi ha dato l'idea di pubblicare questo post.
    Nella mia città, un mio amico gestisce una carrozzeria e possiede un sito web: https://www.ferraricarrozzeria.cloud/

    Stando a quello che mi dice Daniele, il suo sito è in prima pagina su Google. Addirittura, salta fuori nella prima riga della prima pagina.
    Effettivamente, se andiamo su Google e digitiamo ferraricarrozzeria.cloud/, il sito è primo nei risultati.
    Ma cos'è c'è di sbagliato in questa asserzione?
    Semplice: digitando ferraricarrozzeria.cloud/, andiamo a chiamare direttamente il dominio che sarà unico in tutto il mondo. Non potrà esserci un altro https://www.ferraricarrozzeria.cloud/ in tutta Internet.

    Può accadere però che un cittadino di Novi Ligure necessiti di servizio carrozzeria e sui motori di ricerca digiti: Carrozzeria a Novi Ligure.
    Purtroppo, per la carrozzeria Ferrari, questa chiave di ricerca, ad oggi non trova https://www.ferraricarrozzeria.cloud/ nelle prime cento pagine di Google.
    Ma Google non è un solo motore di ricerca per i siti bene o male posizionati. E' un servizio che si evolve soprattutto per gli utenti ed ecco che con quella chiave effettivamente il sito del mio amico Daniele appare in terza riga, nella sezione Google Map.
    Qualcuno quindi ha avuto il buon senso di inserire www.ferraricarrozzeria.cloud/ in Google Places altrimenti la visibilità era completamente compromessa.

    Esistono però siti la cui tematica non richiede una collocazione geografica.
    Ad esempio, questo blog non necessita di Google Places e digitando il suo vero nome-chiave (che non è ovviamente www.andreagiudice.eu ma "AltrArte Blog") il sito risulta in prima pagina, terza riga (11.8.2012).
    Ovviamente, nessuno conoscerà l'esistenza del termine AltrArte e nessuno quindi lo cercherà con il suo nome ma la caratteristica dei blog è quella di farsi conoscere ed apparire per la varietà e la qualità degli articoli pubblicati e non per una chiave singola.

    Come si devono cercare quindi i siti in rete?

    Non certo con il nome del dominio a meno che questo non rispecchi la chiave di ricerca dello stesso sito e quindi, il servizio che si necessita trovare. Ad esempio, www.carrozzeria-noviligure.it
    La chiave di ricerca va studiata e pianificata a dovere perchè una volta scelta non andrà più cambiata (specie se presente nel dominio di secondo livello, pena la completa ristrutturazione del sito on page e off page).

    Torniamo alla carrozzeria

    Un utente potrebbe anche non digitare il nome della città durante la ricerca ma chiedere a Google "servizio carrozziere" oppure "riparazione in carrozzeria" e, seguendo sempre l'esempio precedente, la visibilità di risulta nuovamente persa.
    Ecco cosa significa fare SEO: portare in prima pagina un sito con una chiave di ricerca, trovata e studiata attentamente in base particolari criteri e formule matematiche.

    Logo 1 SEOQualche esempio

    Ora (per farmi un po' di pubblicità) porto tre esempi di applicazione SEO a cui sto lavorando.

    www.alessandrogioielli.eu era una gioielleria di Valenza che mi ha assoldato per portare in prima pagina il loro sito.
    La chiave di ricerca era Acquisto oro.
    Appariva in prima pagina, ottava riga. Il SEO è iniziato meno di due mesi fa, partendo da oltre la centesima pagina (praticamente invisibile).

    Giancarlo De Vincentis offre servizio come voce speaker. Il sito è www.giancarlodevincentis.com
    Quindi, su Google digitiamo Voce Speaker e lo troveremo in prima pagina, terza riga (oscillante con la prima e la seconda).

    Sono disegnatore e quest'anno ho deciso di mettere online le mie strisce. Potevo esimermi dall'attività SEO su questo mio sito?
    www.pulpi.it è il dominio che riflette il nome del personaggio illustrato nelle mie strisce.
    Ovviamente, non digiteremo Pulpi nelle ricerche perchè noi ignoriamo l'esistenza di un personaggio con quel nome.
    Su Google digiteremo Disegni personaggio e scopriremo che www.pulpi.it appare in prima pagina, prima riga con fluttuazioni sulla seconda e terza.

    A che serve un sito web se poi non è visibile?

    Pensateci: vi siete fatti realizzare un sito stupendo ma nessuno potrà mai vederlo perchè per i motori di ricerca non esiste.
    Certo, con il tempo prima o poi verrà scovato da Google, Yahoo o Bing ma potrebbero passare mesi o anni.

    Se volete farvi realizzare un sito web da qualcuno, pretendete che costui insista sulla chiave di ricerca che contraddistinguerà tutto il sito: dominio e pagine interne (anche se per il nome del dominio nutro qualche riserva).
    Quando il lavoro sarà terminato e vi accorgerete che il sito non apparirà in rete, inizierete a sentire la necessità di posizionarlo, è inevitabile, e tutto il lavoro facilmente dovrà essere nuovamente pianificato.
    Volete esporre una vetrina, essere visibili in rete. Il vostro sito dovrà apparire nelle ricerche.
    Pare una banalità ma spesso questo aspetto è sottovalutato.

    Un po' di FAQ?

    La domanda tipica che mi viene posta dopo quanto descritto è: "E se due aziende propongono la stessa attività e quindi stessa chiave"?
    Un buon SEO non apporrà mai la stessa chiave di ricerca a due siti che offrono la stessa tipologia di servizio. Potrebbe invece accadere che la stessa chiave venga assunta da due SEO diversi a due siti differenti.
    In questo caso entrano in gioco molti fattori, in primis la bravura dei SEO assunti.
    E se due SEO sono bravi in ugual misura? (Ovvero, chi è bravo esattamente come me? Ovviamente, me stesso)
    Ebbene, se lo stesso SEO assegna una chiave identica a due siti, subentrano ancora altri fattori come l'anzianità del dominio o chi dei due siti è soggetto a più traffico.

    Come si svolge l'attività SEO su un sito? Ovvero: "Come fai"?

    E' sufficiente pensare che il numero di fattori che influenzano il corretto posizionamento di un sito sono ad oggi sono quasi 200.
    C'è da lavorare almeno un anno su ogni sito e quando per scelta del cliente si interromperà la SEO attività, la chiave subirà la concorrenza e lentamente il sito web inizierà a scendere nelle serp.

    Esiste poi la categoria di aziende presenti unicamente su social network come Facebook e che rifiutano un sito web "perchè tanto la clientela è solo la" ma di questo parlerò in un altro post.

     

     

  • A cosa serve mettere nello stesso gruppo di annunci una corrispondenza a frase e una esatta?

    Come usare le parole chiave con il quality scopre di Google ADS

    Google ADS: a cosa serve mettere nello stesso gruppo di annunci una corrispondenza a frase e una esatta?

    Mi è capitato di notare una curiosa tecnica, quella di mettere nello stesso gruppo di annunci di una campagna di ricerca, due parole chiave identiche ma una configurata come corrispondenza esatta e l'altra come corrispondenza a frase.

    Le stesse chiavi, poi, evocano i soliti tre annunci, spesso scritti in maniera superficiale, ignorando alcune implicazioni tecniche (e molte volte, di neuro marketing, cta ridicola, ecc).

    Noto anche altre tragedie: nello stesso gruppo di annunci, la stessa parola chiave in decine di versioni diverse, plurali, singolari, maiuscole e minusole, perchè, sai, non ci fidiamo molto di Google; è una pratica aziendale che non vogliamo cambiare.

    Esempio di gruppo di annunci - incubo

    Ecco cosa mi capita di vedere nello stesso gruppo di annunci.
    Facciamo finta che questa sia una campagna ricerca di un'azienda che vende case in legno.

    • "case in legno"
    • "casa in legno"
    • [case in legno]
    • [casa in legno]
    • "casette in legno"
    • "abitazione in legno"
    • [abitazione in legno]
    • "appartamento in legno"
    • [appartamento in legno]
    • "appartamenti in legno"
    • [appartamenti in legno]
    • ...e via seguito.

    E gli annunci?

    Vendita immobili in legno | Azienda leader | Chiama il numero verde
    Vendiamo immobili in legno adatti alle tue necessità.

    Insomma, una vera tragedia.
    Analizziamo cosa accade in una situazione come questa.

    L'utente digita "vendita casa in legno" e viene centrata la corrispondenza nelle prime due parole chiave.
    Quale parola chiave in particolare viene chiamata?

    Non importa, una a caso! Quello che conta, non è quale parola chiave viene chiamata in causa ma quale annuncio viene evocato!
    Se partità quell'orrore che ho scritto qui sopra, difficilmente qualcuno cliccherà (incredibile, c'è ancora qualcuno che scrive azienda leader).
    Se nessuno clicca, il CTR e il Quality Score si abbassano.

    Cos'è il Quality Score?

    Tutto iniziò nel 2005 quando Google fece il salto di qualità che determinò il successo delle campagne grazie al punteggio di qualità nelle parole chiave.

    Questo punteggio è assegnato da diversi fattori, i più importanti dei quali sono: il CTR, la corrispondenza delle parole chiave negli annunci e... si, sempre lei: la SEO sul sito, ovvero, la presenza di un determinato argomento centrale sul sito di atterraggio.

    Nel nostro caso, quindi, cos'è accaduto?

    La richiesta "vendita casa in legno" non ha centrato la corrispondenza esatta (per la presenza della parola "vendita").
    La query avrà quindi chiamato in causa le prime 2 corrispondenze a frase, una a caso tra le due ed è stato chiamato un annuncio orrendo sul quale nessuno ha cliccato.

    D'un tratto, un altro utente digita la stessa parola chiave; Google chiama un altro annuncio, 'sta volta creato con cognizione di causa:

    Vendita Case in Legno | Scopri un Nuovo Modo per Risparmiare | Chiama il numero Verde
    Cerchi una Vendita di Case in Legno? Approfitta adesso dell'Offerta Online, ecc ecc

    (bello, eh?)

    L'utente cliccherà e atterrerà su un sito e a questo punto, in nella parola chiave chiamata tenderà ad alzarsi il Quality Score.
    La volta successiva, verrà evocato l'annuncio orrendo ma non sarà così in alto nelle SERP.
    Il tecnico, con il suo bravo certificato, alzerà il CPC per compensare la riduzione di visibilità ed ecco avviato il disastro: la campagna aumenterà di costi.

    Sarà "il caso" quindi a scegliere quale parola chiave sarà centrata e a rotazione, quando capiterà quella performante, ovvero, quella con un punteggio alto, gli annunci saranno ben visibili, viceversa, i click costeranno di più.

    Perchè allora esiste questa mania ossessiva di inserire corrispondenze esatte e a frase nello stesso gruppo di annunci?

    La tecnica in effetti esiste ma non va applicata in questa maniera.

    A parità di ottimizzazione SEO di un sito, si dovrebbero creare due gruppi di annunci identici, con gli stessi annunci e stesse parole chiave, configurate però a corrispondenza esatta per un gruppo e a frase per l'altro gruppo.

    Dopo mediamente 30 giorni di click (o anche più), si dovrebbe misurare il quality score delle parole chiave di ciascun gruppo e mettere in pausa quello con il punteggio più basso.
    Come risultato, avremo una riduzione dei costi della campagna, e ti posso garantire che potresti spendere anche meno della metà se tutta la catena è ottimizzata, dal click, alla parola chiave, passando per gli annunci, fino alla SEO della pagina di atterraggio.

    Mio caso personale: gestisco due campagne molto grandi che fanno fronte ad una concorrenza spietata. In alcuni giorni, il CPC arriva a 7.5€
    Dopo aver portato il Quality Score a 9/10 il CPC è sceso a 3,2€ mantenendo la stessa posizione nelle SERP ma il gioco duro l'ha fatto il sito perfettamente SEO onpage.

    Quante Keywords in un gruppo di annunci?

    Una! Ragazzi, in un gruppo di annunci, si mette solo una parola chiave e si misura il punteggio, cercando di ottimizzarlo nel tempo.
    Nell'esempio che ho portato ad inizio articolo, ho aggiunto una vagonata di altre parole chiave che dovrebbero essere poste in un proprio gruppo di annunci, con tanto di annuncio configurato a dovere.
    Niente dubbi su plurali o singolari: Google sa fare il suo lavoro. Se aggiungi diverse parole chiave, rischi di centrare punteggi bassi e alzare i costi.
    Una. Cerca di resistere: aggiungi solo una parola chiave.

    Conclusioni

    Le campagne Google ADS non sono come quelle di Facebook. Vanno seguite sempre, tutti i giorni, ottimizzando di continuo tutta la catena, fino all'atterraggio sul sito dove poi avviene la magia: perchè un utente dovrebbe chiamare te e non un altro?

    Ma questa è un'altra storia.

     

     

  • Aziende su Facebook: funziona?

    Sono visibile su Facebook? No

    La mia azienda è su Facebook e quindi è visibile da centinaia di utenti.
    Sarà vero?
    E come veniamo percepiti in tal caso?

    Secondo uno studio, gli acquirenti diffidano non poco delle aziende presenti unicamente su Facebook; in particolare, solo al 15% degli iscritti interessano le aziende presenti mentre il 25% vorrebbe essere più ascoltato e non finire in mezzo al mucchio del social.
    Su Facebook manca la considerazione personalizzata verso i clienti: è completamente assente il fattore "personalità dedicata" determinante in ambito persuasione di vendita.
    Una email dal servizio assistenza, una news letter sono punti essenziali per una strategia di vendita.
    Inoltre, la fetta di clientela non iscritta al social network sarà definitivamente persi per due motivi.
    Primo, se non presenti ed iscritti a Facebook non potranno comunicare con l'azienda.
    Secondo, se non si vogliono iscrivere per snob, di riflesso snobberanno anche l'azienda stessa.
    Un negozio o un servizio di vendita qualsiasi dovrebbe esporsi al pubblico con un proprio sito web e come secondaria via, un aggancio ai social network per attirare traffico.

    Possedere un proprio sito web consente anche di gestire una email con nome di dominio annesso nell'indirizzo.
    Considerate questi due indirizzi email a cui vi rivolgereste per effettuare un acquisto. A quale dareste maggior fiducia?

    [email protected]

    [email protected]

    Dal primo si deduce la presenza di un sito web: www.paginewebitaliane.it
    Il secondo indirizzo propone solo anonimato.
    Stessa discorso valido ovviamente per domini pubblici come @libero.it oppure @hotmail.com

    Ammettiamo che un servizio vendita possegga una pagina fan o un profilo personale su Facebook.
    In entrambi i casi, ogni post pubblicato sul social network relativo ad un offerta di vendita o una promozione verrebbe seppellito nel giro di poche ore dalle centinaia di stupidate che girano sui social e neppure sfruttando i noti orari hot per essere visibili si riuscirebbe ad emergere nel caos infantile del Social Network.
    Pensate: avete da vendere ad un'offerta strepitosa, un vostro oggetto di punta di catalogo, e un cliente non lo vede perchè un suo contatto ha appena pubblicato la solita bufala del gruppo di pedofili o quella del "gettone telefonico che non vediamo più da anni, accidenti se ci manca".

    La famosa pagina fan di Facebook

    L'azienda ha una pagina fan ed è in continua ed ossessiva ricerca dei "mi piace" per propagarsi.
    Purtroppo, il 94% dei "mi piace" vengono chiesti, mentre solo il 6% sono spontanei. I numeri iniziano a fare colpo quando superano i milione di click (papà youtube insegna).

    Ancora.
    L'azienda potrebbe promuovere un evento per partecipare ad una vendita. Oltre che arrivare solo ai propri contatti, gli eventi sono accettati solo da amici e conoscenti per effetto "carità".
    Si sa infatti che l'evento al momento del rifiuto, mostra all'amministratore una notifica di mancata partecipazione e questo crea un effetto "scortesia" ben lontano dalla tipologia di richiamo per cui era stato pensato.
    Ecco perchè di recente è stato aggiunto il pulsante "forse". Se annuncio di non partecipare faccio la figura del maleducato. Il forse mi solleva un po' dalla colpa, no?
    Non è forse vero?

    Qualcuno si fa consigliare

    Esiste poi la clientela leggermente più smaliziata in tema Internet che fortunatamente porta consigli ai clienti: costoro sanno bene che un sito web oggi come oggi costa mediamente una cinquantina di Euro all'anno per mantenere attivo il dominio.
    Il costo maggiore si affronta nella realizzazione del sito o per l'attività SEO.
    Se un azienda non può permettersi di investire in cifre non eccessive per promuoversi, di fatto offre una percezione negativa di se stessa in rete.
    Ergo: se un'azienda non vuole investire, va a promuoversi su servizi gratuiti: i social network.

    Su Facebook quindi abbiamo due fattori decisamente contro: la visibilità di rete compromessa e il senso di (s)fiducia dei nostri clienti.
    Certo, Facebook offre il servizio pubblicità (a pagamento).
    In un colpo si è visibili ad una grossa fetta di potenziali clienti apparendo nella barra verticale a destra.
    Una domanda: quanti di voi hanno mai cliccato su una tematica di interesse su quella barra?
    Come, non la vedete?
    Non è che per caso usate come browser Firefox o Chrome con installata quella magica estensione di nome Adblock plus?
    Se un vostro potenziale cliente usa uno di quei due browser con installata quell'estensione, la visibilità della promozione è completamente persa.
    Inoltre, non sono molto informato ma qualcosa mi dice che i le cifre da sborsare a Facebook siano più alte dell'acquisto di un sito web personalizzato.

    Allora sono spacciato sui social?

    Vi domanderete: esiste quindi un social network in grado di dare visibilità alla mia azienda?
    La risposta è no.
    Esistono social network pensati per le aziende (Linkedn...) ma teniamo sempre a mente che lo scopo di un social network è quella di guadagnare, illudendo il cliente di renderlo visibile.
    Facebook, per primo, studia ed applica metodi di dipendenza psicologica molto efficaci (farmville, ecc).

    Per contro, i social possono essere utilizzati per aumentare in modo sbalorditivo il traffico verso il proprio sito web.
    Pubblicando articoli su un sito è possibile "iniettarli" in un colpo solo su una ventina di social network diversi.
    Con i feed si sfruttano gli aggregatori di news, comunicati stampa e mercati online che accettano rss.
    Un po' come fa questo blog.

    Basta sapere dove e come mettere le mani.

     

     

     

     

  • Backlink nel footer: serve? Riflessioni

    A cosa serve il back link nel footer?

    Backlink nel footer: è utile crearlo?

    Tutti noi che facciamo siti, dal cugino alla web agency più avanzata, abbiamo un curioso vizio: mettere nei footers un bel link al nostro portale, in barba alle più rigide norme SEO che dicono di evitare di piazzare wide link, dofollow che da una home page puntano ad un'altra home page.

    Posso capire chi non ha dimestichezza con la SEO ma tutti noi che facciamo siti, dovremmo sapere che:

    • Un link da valore se il sito è tematico;
    • Un wide link spesso è penalizzante, non tanto per chi lo riceve ma per chi lo trasmette: il sito da cui parte non viene visto di buon occhio dai motori di ricerca.

    Il consiglio che do è semplice: mettete un rel="nofollow" per vivere tranquilli (anche se di recente, pare che le cose non stiano più così - fonte) e usare come anchor il nome del vostro brand.

    Milioni di backlink

    La questione è abbastanza spinosa.
    Mi è capitato di recente di analizzare un sito che riceveva circa 5 milioni di backlink (!).
    Incuriosito, mi sono accorto che il 99% di quei link arrivava solo da tre domini, tre siti, (due WordPress e un PrestaShop) "bucati": uno spam bot aveva trovato una vulnerabilità e pubblicava un migliaio di pagine spam al giorno su argomenti tipici di occhiali di marca scontatissimi.

    Il gioco duro, lo faceva il link nel footer: ogni pagina spam linkava il sito della web agency, ovviamente.

    5 milioni di backlink spam non sono una bella cosa, non credi?
    Ebbene, considerato quanto affermato da Google (il nofollow non è più una direttiva ma un suggerimento) ti fideresti di un nofollow per proteggerti da una linkbuilding così selvaggia?

    Vogliamo farci pubblicità?

    Ci aspettiamo forse che l'utente che naviga il sito dica "wow, che bel sito, ora clicco qui per vedere chi l'ha fatto e me ne faccio fare uno anche per me perchè sono bravi"?

    Insomma, se proprio non riesci a fare a meno di quel backlink, antiestetico per il cliente e potenzialmente dannoso per tutti, ecco tre soluzioni.

    Nofollow.
    Linka e aggiungi un nofollow ma fai attenzione per i motivi citati.

    Non usare un link con anchor.
    Usa un semplice testo: nel codice scrivi www.[tuosito].it , non <a href="/www.tuosito.eu">brand</a>.
    Questo stratagemma comunica a Google il nome di brand come citazione semantica.

    Se usi Joomla, puoi creare questo semplice trucco.
    Siediti comodo perchè la cosa è davvero interessante.

    I link che crea Joomla

    Fino alla versione 3.4 nel pacchetto del CMS Joomla c'era il componente web link.
    Ora, nelle nuove versioni, l'hanno rimosso ma lo puoi scaricare e installare il pacchetto aggiornato da qui.

    Crea una categoria qualsiasi (dovrebbe essere già presente "Uncategorised") e il link al sito che vuoi puntare.
    Crea un menu, fallo puntare al componente come "lista dei link web di una categoria". Questo menu, non pubblicarlo!

    Crea una voce di menu, ad esempio web-link che diverrà anche l'alias (l'url) di quella nuova pagina, quindi, aprila: www.tuo-sito.it/web-link
    In quella pagina, vedrai la schermata del componente con il tuo link.
    Copia l'url che si è creato.

    link nel componente web link di Joomla

    Adesso, apri il tuo bravo footer e crea un anchor che punti a quell'url.
    Il link sarà qualcosa di simile a questo: www.pulpi.it
    Questo link, punta al (mio) sito dei Pulpi ma il codice sarà:
    https://www.andreagiudice.eu/link?task=weblink.go&id=1

    Ultima cosa, molto importante: crea una voce nel robots.txt:
    Noindex: /weblink
    Questo perchè Google troverà inevitabilmente quella pagina anche se non pubblicata!

    Con questo sistema, avrai creato un link che apre il tuo sito, conta i click (li vedi dal pannello del componente web link) e non trasferisce rank.

     

     

     

  • Come aumentare i followers su Instagram

    Come aumentare i followers sui social networks come Instagram

     

    Come aumentare i followers su Instagram? 

    Il termine traffico laterale sui social networks credo sia mio, non ho verificato.

    Cos'è il traffico laterale?

    Partiamo da una premessa. I social Networks non sono gratuiti. Per essere visibile bisogna pagare.
    Possiamo inventarci tutti gli stratagemmi del mondo, dagli orari di pubblicazione all'uso mirato degli hashtag ma di fatto sui social networks se non paghi sei poco visibile.
    Ad esempio, su Facebook la visibilità è del 5% su tutti i contatti.
    Cosa significa?

    Significa che se hai 100 contatti, solo in 5 vedranno apparire il tuo post sulla loro bacheca.

    Poi, ovvio che col tempo in altri lo vedranno ma capirai che se devi pubblicizzare qualcosa, non puoi permetterti di attendere due mesi prima che lo vedono in 30.

    Tutto questo, ovviamente, se non paghi, cioè, se non fai una bella sponsorizzata, allora si, puoi fregartene di orari e tutto il resto perchè gli strumenti a che Facebook mette a disposizione sono tanti, soprattutto, la profilazione per evitare di dispendere le impressioni.

    Finora, di quale traffico ho parlato?

    Ma ovviamente, quello diretto, cioè, di coloro che si sono loggati e ti vedono nella loro bacheca.
    Facebook vuole questo per svariati motivi, primo tra tutti, per la leva della reciprocità: se una cosa piace a me, è facile piaccia anche ad un mio amico, quindi, se io clicco e acquisto, è molto probabile che anche il mio amico faccia altrettanto.

    Ma cosa accadrebbe se tutti i post fossero visibili tra le serp di Google?

    Quello che è accessibile da Google è quello che può vedere liberamente anche un utente, solo che Google è più bravo a trovare i contenuti e se li trova, li mostra e se li mostra, tu clicchi e vedi cosa ha scovato, nel nostro caso, un post che potresti leggere senza loggarti (cosa che accadeva fino a poco tempo fa su Linkedin. Ne ho parlato qui).

    Questo è il traffico laterale che i social non vogliono, ovviamente.
    Il traffico laterale è l'utenza che raggiunge i tuoi post o il tuo profilo passando attraverso le serp dei motori di ricerca o un link diretto passato da un amico.

    Come fanno quindi i social ad evitare che Google scansioni le proprie pagine e profili?
    Semplicemente inseriscono una direttiva nel codice che impedisce ciò, ad esempio, Instagram mette:

    <meta name="robots" content="noimageindex, noarchive">

    Nel dettaglio:

    • noimageindex istruisce Google a non mostrare le immagini
    • noarchive istruisce Google a non mostrare il famoso link copia cache nei risultati di ricerca.

    Questo è il codice nella home di Instagram. Nota il meta robots.

    Come aumentare i followers su Instagram e social

     

    Come aumentare il traffico e quindi i potenziali followers su Instagram o altri social?

    In effetti c'è un trucco che in parte risolve il problema; dico in parte perchè per vedere i profili devi sempre loggarti ma almeno, le foto di Instagram le puoi vedere tra le serp di Google e se le vedi, ti logghi e puoi seguire la persona che le pubblica.
    In questo modo, avremmo così creato un ingresso laterale al profilo, ingresso che non potrebbe esistere per via di quei due meta.

    Non scenderò nei particolari perchè diventerebbe lunga ma sappi che con tutti i CMS adesso è possibile ricevere il feed che pesca da Instagram le tue foto.

    Ad esempio, aggiungendo sulla pagina del tuo CMS, direttamente nell'estensione di Joomla o nel plugin di Wordpress un microdato di schema.org che indichi ai motori di ricerca che quella è una TUA foto, e un link per ciascuna di essa che punti al tuo profilo, cliccando da Google Immagini, è possibile raggiungere direttamente il tuo profilo, loggarsi e, se sei interessante, seguirti!

    Avrai già capito quindi qual'è il fulcro del discorso: essere interessanti!

    Come fare ad acchiappare followers?

    Non è sufficiente adottare questo trucco su pagine web ben indicizzate: per prendere followers: devi essere anche interessante!
    Cosa fanno gli influencers per attirare utenza? Sono interessanti. Solo questo.

    Sei in grado di produrre contenuti grafici di qualità?

    Se adotti questo stratagemma, quindi, se sfrutti il traffico laterale e fai una sponsorizzazione DOPO che i contenuti sono stati indicizzati, il successo è assicurato.

    Ovviamente, il discorso è valido per tutti i social networks. Fai entrare lateralmente il traffico e ne vedrai di belle.

    Questo discorso si riallaccia al motivo per cui adesso i post su Linkedin ricevono meno traffico, ovvero, la stessa copertura degli articoli scritti con Pulse (sempre Linkedin) da tempo negato alle serp di Google.
    Qui ne parlo.

    In pratica, Linkedin ha chiuso il traffico laterale anche ai post, che ricevevano decisamente più utenza rispetto agli articoli solo perchè questo social ha inserito un meta-robots che non indicizza più i contenuti.
    Nel codice di Linkedin, infatti, ora appare:

    <meta name="robots" content="noarchive, noindex">

    (alla faccia di chi asserisce che Linkedin è amico di Google, l'ho letto qualche giorno fa. Ancora oggi sto aspettando la smentita dopo la mia puntualizzazione).
    Mi piace pensare che la modifica di Linkedin sia stata fatta dopo che ho scritto questo post.

    Vuoi aumentare i followers su Instagram? Non bastano questi trucchi

    Ragazzi, siamo alle solite.
    Quello che fa la differenza sono sempre e solo i contenuti. Se sei interessante, avrai successo.
    Posso affermare con certezza che la sequenza in ordine di importanza per aumentare i followers su Instagram è la seguente:

    1. Sii interessante: se pubblichi contenuti validi, con il tempo l'utenza se ne accorgerà e smetterai di elemosinare like.
    2. Paga: fai una sponsorizzata ogni tanto. Buttaci 10€ e pubblica qualcosa di furbo. Potresti fare su un migliaio di followers in mezza giornata.
    3. Usa il traffico laterale: se sfrutti la SEO puoi fare cose straordinarie.
    4. Usa correttamente gli hashtag: ne parlo qui.

    Adesso, divertiti pure a leggere tutti i tutorial sugli orari per pubblicare e i segreti gratuiti più divertenti; se non interessi a nessuno, puoi passare al piano B: elemosinare i like.

     

     

     

  • Come ottenere validi backlink, oggi?

    Come ottenere validi backlink?

    Con l'avvento di Penguin e Panda, ottenere backlink è diventato arduo.
    Se vogliamo aumentare la link popularity di un sito, un backlink lo dobbiamo ottenere da un sito tematico ma ovviamente, sarebbe impensabile chiederlo ad un concorrente, non credete?
    Esistono sempre le directory ma come sfruttarle al meglio? Come sceglierle?
    Si legge ovunque che le directory vanno selezionate attentamente.
    Seguitemi.

    Cartella

    Come scegliere una directory

    Iniziamo dal page rank.
    Esistono directory che raggiunto un PR di 5 iniziano a chiedere denaro per l'inserimento dei link. Non essendo un grosso investimento, una ventina di euro possiamo permetterceli ma ad un analisi più attenta, scopriamo che questo PR lo possiede solo la home page e mano mano che ci allontaniamo da essa, il valore scende.
    Sarà facile quindi ottenere un link da una pagina con PR 1 o nullo.
    In ogni caso, una pagina con un rank di 5 ha una buona reputazione e le pagine collegate ad essa offrono di sicuro ottimi backlink ma quello che più vale oggi è la tematica, fattore più importante del page rank.

    Le categorie

    Con l'avvento dei vari aggiornamenti atti a combattere lo spam (Panda e Penguin) per i SEO il lavoro si è fatto difficoltoso.
    I link che dobbiamo ottenere dovranno provenire da siti tematici altrimenti privi di valore.
    Come si pongono di fronte a questa innovazione le directory?

    Vogliamo inserire un sito che vende occhiali. In quale categoria della directory lo andremo a proporre?
    Se lo suggeriremo nella categoria "negozi" potremmo stare certi che questo backlink ci porterà poco valore. E' vero che chi vende occhiali solitamente possiede un negozio ma è anche vero che in quella pagina esisteranno altre tematiche a noi inutili.
    Se però esisterà una categoria denominata Centri Ottici con all'interno decine di descrizioni di altri siti oculistici, ecco che il backink acquisterà importanza.
    Diffidate quindi di quelle directory che vi inseriscono nella categoria "varie": servono poco o a nulla anche se con PR alto.

    Continuando con gli esempio, un link ad un sito di un asilo andrebbe collocato in una categoria inerente gli "istituti scolastici". Le altre descrizioni in quella pagina mostreranno tematiche inerenti l'educazione, istituti ed insegnanti e tutte le argomentazioni in linea con una scuola di infanzia.

    Ricordate; se non trovate la vostra categoria tematica, abbandonate quella directory.

    Ma perchè hanno implementato Panda e Penguin?

    Ottenere un rank valido e veritiero è l'obbiettivo dei motori di ricerca.
    Mi spiego: cercate un venditore di auto? Digitate "concessionario auto" e salta fuori in primo piano un sito di un ortolano nella cui home page appare la stringa "vicino al noto concessionario di auto".
    Voi continuereste ad usarlo quel motore di ricerca se i risultati fossero di codesta utilità e qualità?

    I Social

    La home page di Facebook ha un incredibile pr di 9.
    Come lo avranno ottenuto?
    Non ho dubbi nel ritenere che questo PR se lo siano creato con la marea di pulsanti sociali presenti in tutta Internet, che altro non sono che backlink.
    E Twitter? 10!
    Linkedn 9 e via di seguito.

    Sarebbe facile quindi creare un profilo pubblico e aggiungere qualche link verso il nostro sito ma tutti i social inseriscono il nofollow o peggio un convertitore di link che sostituisce l'url ma è stato dimostrato che Google a volte ignora la presenza di questi stratagemmi. Come fare a capirlo?

    Stiamo posizionando un sito; analizzando i suoi competitors scopriamo che qualcuno riceve backlinks di valore con nofollow.
    Addirittura, qualcuno ottiene reputazione dagli script contaclick; non si tratta di link ma script che se eseguiti aprono la pagina di un sito esterno dopo aver conteggiato il click. Un esempio è il componente Banner di Joomla.
    Non è chiaro quando e come Google dia valore a quella tipologia di "backlink" ma la verità è che questo fenomeno è ben visibile nell'analisi dei comptetitors.
    Provate voi stessi con Spyglass. Scoprirete tante cose interessanti.
    Dalle analisi che ho compiuto, appare evidente che Google dia importanza a questo pseudo backlink se provenienti da siti tematici.

    Ad esempio, alcuni competitor ricevono uno 0.1 da un link con nofollow oppure un 0.08 da un banner contaclick.
    Scopriremo anche che viene passato uno 0 da una directory ad alto pr perchè il backlink giace nella categoria mista.

     

     

  • Come raggiungere i propri obiettivi in rete (che tipo di SEO sei?)

    Raggiungi gli obiettivi?

    Per chi pubblichi e quali obiettivi hai?

    Se frequenti i social o hai un blog, pubblichi contenuti e se lo fai per guadagnarci, ti sei mai posto la domanda: cosa sbaglio?

    Il tipo di post che pubblichi su un tuo blog, su Linkedin, Twitter o Facebook porterà un risultato e mi auguro per te sia quello che stai perseguendo.
    Non sto parlando di coloro che sono nella fase della ricerca di consensi, ovvero, ciò che pubblichi deve avere un qualsiasi riscontro per raccontarlo in giro (hai visto quanti like ha il mio post?).

    In queste poche righe mi rivolgo ad una fascia di utenti che produce contenuti per un obiettivo ben preciso, qualsiasi esso sia (eccetto i laic su Feisbuc, per favore).

    Sei utente di Linkedin?

    Prendiamo in esame Linkedin e le due fasce di utenti che lo popolano.
    Tralasciando la categoria che si iscrive e dimentica l'account, ci sono quelli che condividono tutto a prescindere perchè gli pare giusto fare così, peccato che poi non siano in grado di discutere il contenuto di ciò che hanno consigliato o condiviso.

    Mi capita spesso di leggere post di utenti che consigliano qualcosa di interessante; di recente, un tizio ha pubblicato uno schema elettrico che seppure banale, gli piaceva probabilmente perchè esteticamente pieno di strani simboli e righe.
    Ho dato una spiegazione logica a quel circuito e a distanza di settimane, nonostante un'altra decina di utenti l'avessero consigliato, nessuno è stato in grado di rispondere.
    A questa fascia di utenti consiglio di lasciare perdere Linkedin; Facebook da maggiori soddisfazioni con i gattini.

    Come raggiungere i propri obiettivi: su Linkedin pochi capiscono cosa condividono

    La seconda fascia è composta da utenti che producono contenuti e costoro si dividono in due sottocategorie: i primi pubblicano cose molto tecniche, i secondi, lasciano intendere che ne capiscono e, strategicamente, non approfondiscono e lavorano sul proprio portfolio.

    • Per la prima categoria, prendo come esempio il mio settore (SEO, Google ADS e Marketing): i SEO che pubblicano articoli troppo tecnici rischiano di non coinvolgere l'utenza media che possiede un sito ma ne capisce poco o niente.
      Insomma, se mi metto a parlare di proprietà di microdati, a chi mi sto rivolgendo se non ad un altro SEO, ovvero, alla concorrenza?
      In realtà, costoro possono farsi notare da agenzie ma sappi che queste vorranno vedere anche il tuo portfolio e risultati.
    • Per la seconda categoria, tenendo presente sempre il mio settore, devo fare i complimenti a coloro che riescono ad attirare la mia attenzione con un titolo interessante (come fare per...) e nell'articolo si prodigano in un fiume di termini e inglesismi spesso inventati, letti i quali non mi trovo nulla in mano, ma comunque attirano possibile clientela, addirittura, fanno sentire incapaci la concorrenza (me).

    Che tipo di SEO sei?

    Ho la sensazione che esistano tre tipi di SEO.

    1. Ci sono quelli che ti offrono uno straordinario posizionamento, garantito per un anno.
      Fantastico, vero? Ho avuto a che fare personalmente con questi professionisti.
      Sai come fanno a lavorare questi SEO?
      Semplicemente, inventano parole chiave prive di traffico: la cosa buffa è che saranno sempre (forse) in prima pagina, anche dopo un anno.
    2. Ci sono quelli che ti posizionano con parole chiave ottime.
      Sarai primo nelle serp ma nessun cliente ti chiamerà per cui si giustificheranno dicendoti è il mercato in crisi, sta accadendo a tutti quelli del tuo settore, non è la stagione, ecc ecc.
    3. Ci sono poi quelli che ti posizionano con le stesse parole chiave di prima ma ti fanno fatturare.
      Quale sarà la differenza?

    Primi nelle ricerche non basta

    Un progetto SEO parte da zero fino alla creazione di un sito che converte, che persuade, con testi e immagini studiate alla perfezioni.
    Il tuo SEO ne deve sapere di copy persuasivo, web-usability e tutti gli standard annessi; dovrebbe avere collaborazioni con grafici in gamba e deve seguirti sempre in ogni passaggio.
    Il tuo SEO sarà una persona costosa.

    Questa tipologia di SEO ha raggiunto il proprio obiettivo in rete: te!

    E tu, caro SEO che stai leggendo, cosa e a chi comunichi quando pubblici contenuti in rete?
    Quali sono gli obiettivi che ti prefiggi: arrivare primo nelle serp oppure fare convertire il sito del tuo cliente?

     

     

     

  • Come scegli il nome di dominio?

    Il nome di dominio va scelto con cura

    Il nome di dominio dovrebbe rispecchiare il brand della tua attività. E fin qui ci siamo.
    I problemi nascono dagli errati consigli del tuo fidato web master che spesso ignora alcune implicazioni SEO e di web usability.
    Ignora nel senso che è ignorante e troppa utenza si rivolge a dilettanti per risparmiare, e quando vedo un nome di dominio scelto con superficialità, so già che è stato assunto il cuggino di turno o il figlio dell'amica che la sera fa dei lavori che dovresti vedere e non chiede niente.

    Cari cugini e figli dell'amica, ecco la

    lista definitiva degli errori da evitare durante la scelta del nome di un dominio

    A primo posto: la lunghezza

    Mi è capitato proprio oggi di leggere su un manifesto della mia città un nome di dominio talmente lungo che sicuramente è stato consigliato dal cuggino di turno o il figlio dell'amica di sua moglie, belin, dovresti vedere che bei lavori fa la sera nel tempo libero.
    Perchè sceglierlo corto?
    A parte l'implicazione SEO che pare che Google prediliga gli url brevi, difficilmente qualcuno scriverà correttamente nella barra degli indirizzi un nome come:
    www.festadellabirradimarzo2019dimoncaglieriprovinciaditorino.it
    Non ridere perchè quello che ho visto stamattina era di poco più corto.

    Al secondo posto: due vocali uguali affiancate

    Tuo cugino ti ha fatto acquistare lamiaazienda.it e tu apri la tua bella casella [email protected].

    Chi ha ascoltato l'indirizzo di quella casella, come  la scriverà?
    Se la scriverà con due a, tutto filerà liscio ma se scriverà [email protected], tanti saluti al contatto.
    Evita.

    Al terzo posto: niente trattino

    Ho detto niente! Evitalo e basta.
    Perchè?
    Sicuramente, il solito cliente inizierà a chiederti: ma trattino basso o alto? E tu: alto, al che, lui: quello simile a... E tu, a quel punto, perdendo la pazienza, urlerai: il meno: info chiocciola la mia meno azienda, punto it.

    Evitalo. Vivrai meglio.

    Al quarto posto: evita nomi simili a domini famosi

    Se la tua attività si chiama andreagiudici e acquisti andreagiudici.eu, sicuramente sarai fagocitato dal correttore di Google che ti porterà sul mio sito.
    Fare SEO su un sito del genere risulterà quasi impossibile; a tal proposito, posso citare un mio caso di studio relativo al nome di dominio musicoterapie.it che era praticamente irraggiungibile perchè fagocitato dal correttore che portava all'autorevole musicoterapia.it
    Il sito (era un forum) in seguito a tale fallimento venne chiuso.

    Al quinto posto: evita le "Y" su nomi inventati

    Ti posso assicurare che se aggiungi una "Y" al posto di una "i" solo perchè ti piace fare l'ammericano, perderai metà del traffico perchè il 50% dell'utenza sbaglierà a scrivere e l'altra metà, verrà probabilmente fagocitata da un nome di dominio simile.
    Quindi, se vuoi prendere qualcosa tipo: azienda.it, evita di acquistare azyenda.it solo perchè vuoi fare il figo.
    Ricorda: scrivere in italiano è più facile di quanto sembri: www.nokappa.it

    Al sesto posto: niente numeri!

    Aggiungere un numero al nome di dominio confonde e basta perchè chi ascolta non saprà mai se quel numero è una cifra o a lettere.
    www.azienda1.com è facilmente confondibile con www.aziendauno.com?

    Evita i numeri. Fanno solo casino.

    Al settimo posto: attenzione alla vocale affiancata ad una consonante

    Questa è un po' strana e nel contempo, imfima.

    Ho un'azienda che si chiama Azienda Ti.
    Acquisto il dominio aziendati.com poi do l'url ad un cliente che inevitbilmente chiederà: "Aziendatì" (accento finale) o "Aziendat" ?
    Non ridere perchè non è semplice la questione: entrambi i domini si potrebbero pronunciare nello stesso modo.
    Soluzione? Sono aperto a suggerimenti.

    All'ottavo posto: a nessuno frega se sei una SRL o una SNC

    La tua azienda si chiama NomeAzienda srl e tu acquisti il dominio nomeaziendasrl.it
    Ma no.
    Cerca di resistere, evita di inserire la forma giuridica della tua azienda nel dominio perchè ai tuoi clienti non frega nulla; se proprio gli interessa, andarnno a cercarsela nel footer, dove il tuo fidato webmaster avrà inserito tutta l'intestazione.
    Che dici? Il dominio l'ha acquistato tuo cugino? Beh, oramai è tardi ma può ancora inserire l'intestazione nel footer, visto che è obbligatoria.

    Dai spazio alla fantasia

    Abbiamo a disposizione tante estensioni di primo livello con cui possiamo divertirci.
    Una mia (futura) cliente ha un'agenzia di spettacoli per bambini, intrattenimento, ecc.
    Ha acquistato: bimbi.agency
    Fantastico, no?
    Tempo fa ho acquistato il dominio noviligure.city (ex forum, ora redirect al mio sito).
    Bello, no?

    Il dominio da visibilità?

    Se fare SEO è dare visibilità ad un sito e avere un nome di dominio che funziona porta visibilità, allora anche questo fa parte di una strategia.
    Come puoi perdere l'occasione di avere un sito che riceva traffico?
    Inizia a cercare un nome di dominio facile, senza fesserie perchè fa figo e che non confonda Google o chi lo scrive.

    Scegliere un nome di dominio non è semplice, lo so, ma considera che è l'unica caratteristica di un sito che non potrai mai più cambiare.
    Una volta scelto, te lo tieni.

     

     

     

  • Come scrivere un testo SEO compatibile?

    Come scrivere un testo SEO compatibile

    Alla domanda come si scrive un testo SEO compatibile, è possibile dare solo una risposta: scrivi qualcosa che parli di quell'argomento.

    Semplice?
    Pare di no.

    Un esempio di un testo SEO incompatibile

    Ti porto un esempio di un caso che mi è capitato su un sito che stranamente non si posizionava.
    Questi testi apparivano nella tagline, zona header e corpo centrale della home page.

    È tempo di cambiare
    Eletto prodotto dell'anno 2017
    È naturale
    È biologico
    È Rinnovabile
    Entra anche tu a fare parte del progetto natura

    Ascoltiamo il progetto di Madre natura; non tentiamo di perfezionarlo, gli diamo solo forma.
    La tua sarà una location naturale.
    Vivere in un vero ambiente naturale

    I tempi cambiano ma la natura ci ha insegnato come costruire senza distruggere
    Solidità e leggerezza, resistenza in poco spessore.
    Calore e silenzio

    Abbiamo raggiunto la massima percentuale di biocompatibilità e resistenza fisica.
    Nessun compromesso.

    Suppongo tu abbia compreso al 100% di cosa sta parlando quel sito, no?
    Anche Google lo avrebbe compreso, cavolo; eppure, come mai la ricerca mattoni in canapa non portava alcun risultato neanche nella centesima pagina delle serp?

    Mancano le chiavi di ricerca?
    Ma si, anche; quello che manca, è l'argomento centrale: quel testo non dice nulla (oltre che essere noioso e privo di informazioni).

    Insomma, come si fa a scrivere un testo che sia SEO compatibile ?

    Semplice: parla di un'argomento centrale. Non è difficile.
    Cerca di resistere nell'inserire frasi inutili; scrivi come se parlassi ad un non vedente.

    Qualcuno poi dirà che la SEO offpage aiuterà: se qualche migliaio di siti di edilizia punteranno con una serie di anchor mirate, forse creerebbero tematicità ma come si possono generare così tanti link spontanei verso un sito che il cui argomento non è chiaro?

    Il successo della SEO

    A volte sono convinto che in alcuni settori sia facile posizionare siti non perchè sono bravo a farlo ma perchè gli altri fanno pasticci.
    Lo si può capire solo  la concorrenza, anche senza usare software macchinosi.

    In questi giorni, ho per le mani un posizionamento relativo ad un agriturismo: chi fa seo in questo settore?
    Le prime ricerche hanno evidenziato solo disastri: siti non responsive, alcuni con solo immagini ed altri contenenti solo la stringa HOME nel tag title della home page e CONTATTI nella sezione contatti.

    Bene, ora che ti ho svelato qual'è il segreto per scrivere un testo SEO compatibile, sei neanche a metà strada ma almeno hai iniziato.

     

     

     

  • Come tutelare i contenuti testuali sul tuo sito?

    Come tutelare i contenuti testuali del proprio sito web

    Come tutelare i contenuti testuali sul tuo sito?

    Hai fatto un sito e ti sei rivolto ad un copywriter per redarre i contenuti testuali da inserire nelle pagine.
    Eh si, perchè ti sei accorto un copy scrive, di solito, tanto ma tanto testo e se hai intenzione di farti trovare in rete, ha optato per questa scelta.

    Dopo qualche mese, ti viene un dubbio: come posso sapere se quei testi che ho pagato fior di quattrini sono stati scopiazzati da qualcun'altro, solitamente, il cugino di turno che la sera fa lavori stupendi e prende poco?
    Ma soprattutto, come posso tutelare i miei diritti di autore?
    Partiamo dalla prima domanda.

    Mi hanno copiato i testi?

    Prendi una porzione di testo da una pagina del tuo sito, racchiudila tra due apici ("... ") e inseriscila su Google.
    Ad esempio, guarda il sito di questo mio cliente:
    www.investigazioniares.it
    Prendiamo questa stringa:
    "si impegna ad offrire indagini effettuate secondo criteri di conformità, legalità ed efficienza, con aggiornamenti"

    Questo è il risultato.
    Ops! E adesso?

    Ma vuoi dire che tutte quelle altre agenzie investigative hanno chiamato un loro cugino per redarre i testi?
    Incredibile!

    Come posso dimostrare che quel testo l'ha prodotto una copywriter qualche anno prima, e che ARES ha anche pagato per farla lavorare?

    Tutela dei diritti

    In quel sito ho aggiunto questa sezione:
    https://www.investigazioniares.it/diritti-autore

    Cosa si legge in quella pagina?
    Tutti i contenuti testuali presenti su questo sito sono protetti da licenza Creative Commons.
    Tali contenuti sono contrassegnati da marca temporale ed è vietata la copia e la pubblicazione, anche parziale, del materiale su altri siti internet e / o su qualunque altro mezzo se non a fronte di esplicita autorizzazione.

    Cos'è una marca temporale?

    Esiste un sistema che tutela la paternità di un'opera: si chiama marca temporale

    Molti ISP vendono pacchetti di marche temporali, nel mio caso, mi sono rivolto al solito Aruba:
    https://www.pec.it/acquista-marche-temporali.aspx

    Si scarica il loro software, poi si comprime tutto ciò che si vuole tutelare in un file ZIP o RAR, crittografandolo magari con una password robusta.
    Si apre il software e si crea una marca temporale su quel file.
    Verrà generato un hash univoco, una cui copia rimarrà sui loro server certificati.
    Quel codice stabilisce data e ora esatta in cui è stato processato il tuo file compresso, relativa all'opera che vuoi tutelare.

    In questo caso, ho garantito la paternità dei contenuti testuali di quel sito e la stessa cosa l'ho fatta anche su altri portali, ad esempio, il personaggio che disegno, visibile su questo sito, è protetto da marca temporale.

    Licenza

    Un volta applicata la marca temporale, hai stabilito che l'opera è tua e se l'opera è tua, sarai tu a decidere quale licenza d'uso adottare.
    La Creative Commons solitamente è adatta. In questa pagina, puoi creare la licenza ideale per la tua opera:
    https://creativecommons.org/choose/

    In realtà il discorso della licenza è un po' complesso.
    In passato ho avuto a che fare con quelli di Copyright, ne ho parlato in questo articolo.

    Insomma, tutto gratis. Non male, no?
    E i testi di ARES investigazioni?

    I siti che appaiono in quella ricerca sono passibili di denuncia per violazione di diritti di autore ma a dirla tutta, non sono affari miei.

    Facciamo un altro esempio?

    Guarda quest'altro mio sito:
    www.investigazionidea.it

    Come al solito, prendiamo una porzione di testo, lo inseriamo su Google e lo racchiudiamo tra apici:
    "L'agenzia opera su tutto il territorio nazionale ed estero per conto di studi legali, aziende, imprese, privati e società"

    Questo è il risultato.
    OPS! E adesso?

    Chi glielo dice a cugino webmaster che DEA Investigazioni ha la sua brava sezione dedicata ai diritti di autore?
    https://www.investigazionidea.it/diritti-autore

    PS: chicca SEO, la pagina dei diritti di autore è negata agli spidere dei motori di ricerca. Secondo te, perchè?
    Nel codice di quella pagina, ho inserito questo meta:
    <meta name="robots" content="nofollow, noindex, noydir, noodp, nosnippet, noarchive" />

    Insomma, ma è un flagello!
    Già ti vedo prendere mano al mouse per vedere chi ha copiato i contenuti testuali del tuo sito ma nel caso scoprissi che mezza rete te li ha usati, che fai?
    Niente. Senza marca temporale non puoi dimostrare nulla
    Prendiamo quest'altro sito:

    www.terapiamusicale.eu

    Scegliamo una porzione di testo:
    "La MusicoTerapia è un sistema di approccio alla persona che, partendo da elementi musicali e sonori"

    Cosa mi dice Google?
    Guarda qui.

    Adesso chi glielo dirà a quei siti che anche Terapia Musicale ha una sezione dedicata alla tutela dei diritti di autore?
    http://www.terapiamusicale.eu/licenza

    Ripercussioni a livello SEO

    Google in effetti non sa chi ha inserito i testi per primo.
    Il motore di ricerca, sa quando li ha trovati; al limite, può leggere i microdati che suggeriscono una data di inserimento nella pagina ma c'è da fidarsi?
    Insomma, io scrivo i testi, un altro webmaster li copia e inserisce nel codice una proprietà di schema.org che dice quando sono stati messi nella pagina ma l'espediente non prova nulla perchè dopo un po' anche l'altro webmaster potrebbe fare altrettanto.

    Ragioniamo per assurdo.
    Creo un sito con un dominio nuovo. Inserisco una tonnellata di testi e dopo tre mesi Amazon li copia e incolla sulla propria Home Page.

    Facendo una ricerca, chi salterà fuori per primo tra le serp?
    Amazon, ovvio. Eppure, c'eri prima tu.

    Nel nostro assurdo caso, Amazon fagociterà tutto nelle serp ma l'esempio è stato scritto per farti capire che quello che conta è l'autorevolezza della pagina, non la freschezza dei contenuti, come qualcuno asserisce.


     

    Con la marca temporale, puoi prendere in mano la faccenda a livello legale e chiedere di fare sparire le tue copie dalla rete perchè tu hai scritto quei testi per primo e lo puoi dimostrare.

     


    Conclusioni

    Ho come la sensazione il web diventerà più costoso: adesso che hai capito che i testi non li devi copiare per non rimetterci in visibilità e non li puoi copiare per non pagare una multa (anche salata!), dovrai assumere un copy (non tuo cugino, per favore!) e farti scrivere contenuti originali e interessanti se riesce, perchè grazie a quest'ultima caratteristica, sarà anche facile prendere qualche cliente in rete.

     

     

     

  • Cos'è E-A-T nella SEO?

    Cos'è il fattore e-a-t e come viene utilizzato per la seo

    Hai mai sentito parlare di E-A-T nella SEO?

    Secondo me si ma sono sicuro che dopo svariate ricerche sarai rimasto più confuso di prima.
    In rete si trova di tutto, è sufficiente fare una ricerca.

    Cos'è l'e-a-t nella seo

    Che cos'è l'E-A-T?

    Competenza, autorità e affidabilità (Expertise, Authority, and Trustworthiness: E-A-T) sono i criteri che Google considera per misurare la qualità delle pagine dei siti.

    Questi e altri criteri sono spesso menzionati nelle Quality Raters' Guidelines, ovvero, le linee guida che i valutatori umani di Google usano per determinare la qualità dei risultati di ricerca.
    Si dice che l'E-A-T sia importante per tutti i contenuti, ma soprattutto quelli che hanno la capacità di influenzare la felicità di una persona, la sua salute, la sua stabilità finanziaria o la sua sicurezza.

    Google chiama queste pagine "I tuoi soldi o la tua vita", o YMYL e ad agosto 2018 questo termine andò molto in voga quando si parlò di Medical Update

    Come viene valutato l'E-A-T?

    Per stabilire l'E-A-T, i valutatori di Google (i quality raters), analizzano le informazioni di un sito e le confrontano con quelle reperibili sul web.
    Esistono circa una dozzina di segnali da analizzare su cui i valutatori vengono coinvolti per valutare l'E-A-T.

    Valutazione delle competenze

    Il contenuto deve essere prodotto da un individuo o da un'organizzazione con esperienza, formazione o altre qualifiche pertinenti per ottenere una specie di punteggio.
    È importante notare che non tutti i tipi di contenuti richiedono competenze formali; per le pagine non YMYL, la normale esperienza di vita può essere sufficiente.

    La competenza può essere stabilita attraverso l'autore del contenuto.
    I dati da verificare sono le credenziali, la biografia, la pagina dell'autore, il numero di articoli su argomenti simili, articoli su altri siti web, e probabilmente qualcosa che spiega come l'autore sia diventato un esperto dell'argomento.

    La competenza può essere stabilita anche attraverso un sito web o l'organizzazione.
    Un SEO è esperto di questo argomento se citato da siti affini, un ristorante dimostra esperienza nella pagina "chi siamo" e un'azienda di mobili è esperta di mobilia.

    La competenza può essere evidente dalla qualità dei contenuti.
    Se si tratta di una pagina dettagliata e di lunghezza adeguata, con molti esempi e riferimenti, allora i valutatori possono concludere che il contenuto è stato creato con sufficiente competenza.

    Valutazione dell'autorità

    Affinché un contenuto sia autorevole, la competenza deve essere riconosciuta da altri nello stesso settore e dal pubblico in generale.
    Per questo motivo, per valutare l'autorità, i valutatori devono guardare oltre quel sito web.

    Il consiglio che i valutatori ricevono per valutare l'autorità è quello di cercare su Google l'autore o l'organizzazione, escludendo le fonti citate dall'autore stesso o dall'organizzazione in questione (le famose pagine "dicono di noi").

    I segnali da cercare sono i premi, le recensioni e le valutazioni, le opinioni degli esperti e le citazioni da altre organizzazioni.
    Wikipedia è spesso usata come fonte affidabile, come nell'esempio qui sotto:

    Alan Parsons su Wikipedia: eat determina la qualità dei contenuti e questa fonte è utilizzata dai valutatori umani di google

    Valutazione dell'affidabilità

    L'affidabilità comprende l'accuratezza delle informazioni, la trasparenza sull'organizzazione - oltre il sito web e le sue politiche - e la reputazione dell'autore dei contenuti.

    Per valutare l'affidabilità, i valutatori sono istruiti nel dare un'occhiata al sito web di partenza e cercare cose come la descrizione dell'azienda, la pagina dei termini e delle condizioni, la politica di rimborso, le informazioni di contatto e altre formalità rilevanti.

    È anche importante verificare se il contenuto stesso può essere attendibile, se i fatti sono recenti, se le affermazioni YMYL sono supportate da riferimenti e se il contenuto è in linea con il consenso scientifico.

    Di seguito è riportato un esempio di pagina che va contro il consenso scientifico e che probabilmente otterrà un basso punteggio di affidabilità.

    I deliri del corona virus e il 5g ottengono un punteggio e-a-t molto basso

    Quanto è importante l'E-A-T per la qualità della pagina?

    Ho ritenuto necessario includere questo aspetto perché il fattore E-A-T potrebbe essere scambiato come concetto centrale delle linee guida per i valutatori e dei criteri principali per la qualità delle pagine.
    Ma non è così.

    La valutazione dell'E-A-T è solo una delle fasi della valutazione della qualità delle pagine. I valutatori iniziano con lo stabilire lo scopo, dopo di che cercano di determinare se la pagina può essere attendibile (E-A-T), poi esaminano la qualità del contenuto principale e, infine, verificano se la pagina fornisce una buona esperienza utente.

    Si potrebbe affermare che l'importanza dell'E-A-T è diminuita nell'ultima edizione delle linee guida dei raters, dato che il numero di volte in cui il concetto è menzionato nel documento è sceso da 186 a 135, rispetto l'edizione precedente.

    Cronostoria dell'E-A-T

    Il concetto E-A-T apparve per la prima volta nel 2003 visse un'esistenza poco rilevante fino al 2013 ma partiamo dall'inizio.

    • 2003
      Probabilmente già nel 2003 si mormora che Google abbia organizzato una squadra di valutatori e che stia lavorando per preparare gli utenti abituali di Internet per lavorare come "classificatori di qualità" e rivedere manualmente l'indice di ricerca.
    • 2008
      Vengono svelate per la prima volta le istruzioni fornite ai classificatori di qualità e, anche se eloquenti, contengono solo i più basilari parametri di qualità della pagina che hanno per lo più a che fare con la rilevanza del contenuto.
    • 2013
      Dopo una serie di fughe di notizie, Google decide finalmente di rendere pubbliche le linee guida, ma scopre poi che la versione pubblica è molto più breve di quella svelata in nel 2008.
      Questo è anche l'anno in cui il documento menziona per la prima volta il termine E-A-T.
    • 2015
      Google rilascia finalmente la versione completa delle linee guida e da questo momento in poi i SEO sono pienamente consapevoli dell'E-A-T, ma non diventa ancora fonte di preoccupazione come lo è oggi.
    • 2018
      Il 1° agosto, Google rilascia un importante aggiornamento dell'algoritmo principale e tutto il traffico organico del web va in tilt.

    Gli esperti SEO si affrettano a cercare la causa del problema e a ripristinare i propri posizionamenti e lamentano un bug di Google, ma il motore di ricerca insiste sul fatto che si tratta di un aggiornamento ad ampio spettro e che non c'è nulla di specifico da correggere.

    Questo, fino a quando Danny Sullivan, il referente pubblico di Google per la ricerca, non suggerirà qualcosa circa le linee guida dei Quality Rater e come migliorare i contenuti.

    Danny Sullivan suggerisce come migliorare i contenuti delle pagine

    Probabilmente questo era un commento mirato a calmare gli animi, ma molti la presero a cuore.

    Nei primi giorni dell'aggiornamento, sembrava infatti che i siti web medici fossero stati colpiti in modo sproporzionato; nelle linee guida dei valutatori, i siti web medici sono specificamente indicati come quelli considerati al più alto standard di qualità.

    Era quindi facile supporre che l'aggiornamento e le linee guida fossero direttamente collegati.

    È stato allora che gli esperti SEO hanno iniziato a valutare le linee guida dei raters e le correzioni possibili da applicare.
    Queste istruzioni indicavano dozzine di parametri sulla qualità delle pagine e i SEO compresero appieno il significato di E-A-T.

    Prima di allora nessuno prestava davvero attenzione all'E-A-T e si stava profilando un'area delle linee guida in cui i SEO potevano lavorare su un grande margine di miglioramento.

    Da quel momento in poi, l'E-A-T aveva guadagnato popolarità nella comunità SEO. Ora l'E-A-T viene consigliato sia come un modo per riprendersi dall'aggiornamento dell'agosto 2018, sia come un modo per ottenere migliori posizionamenti in generale.

    L'E-A-T ha davvero importanza per la SEO?

    Il concetto di E-A-T comprende una dozzina di fattori che migliorerebbero effettivamente la qualità delle pagine, ma solo come percepite da valutatori di qualità umani e dagli utenti in generale.

    Non c'è mai stata alcuna prova che l'E-A-T possa essere misurato algoritmicamente.

    Infatti, Google ha subito affermato che non è possibile:

    Danny Sullivan suggerisce come migliorare i contenuti delle pagine

    Google ha anche confermato più volte che non può, o meglio non vuole tracciare vari segnali individuali considerati come parte dell'E-A-T:

    Sulla reputazione dell'autore, John Mueller aveva commentato:

    Non considererei le Linee Guida per i Quality Rater come qualcosa che i nostri algoritmi valutassero esplicitamente controllando la reputazione degli autori e poi usassero questi dati per classificare i vostri siti web.

     

    Sulle recensioni aziendali, John Mueller aveva commentato:

    Non vorremmo usare l'E-A-T per il settore aziendale / business.

    Esistono vari tipi di problemi riguardo a fonti di dati per la valutazione dell'E-A-T di un sito web aziendale. Dobbiamo essere assolutamente sicuri su ciò che effettivamente sia rilevante per gli utenti, piuttosto che affidarci ciecamente a valutazioni di terze parti.

    Per quanto riguarda la verifica dei fatti, la whitepaper di Google sulla lotta alla disinformazione dice chiaramente:

    Il nostro sistema di classificazione non identifica l'intento o l'accuratezza fattuale di un dato contenuto.

    Sulla freschezza dei contenuti, John Mueller ha commentato:

    La freschezza è importante ma non la usiamo sempre perchè spesso ha senso mostrare contenuti che per anni ci sembrano rimanere rilevanti.

    Sulla grammatica, John Mueller aveva commentato:

    È sempre bene risolvere problemi noti con un sito, ma Google non conterà i tuoi refusi.

    Sui segnali dei Socials, Gary Illyes ha commentato:

    È stato divertente leggere alcuni SEO scrivere: "vediamo molti like su Facebook inerenti alcuni contenuti, ecco il motivo per cui quelle pagine si posizionano meglio."
    Ma quei Like non erano la causa della visibilità.

    Il vero motivo è che probabilmente in quella pagina c'era qualcosa di veramente interessante che ha attirato molti like su Facebook.
    Questo è esattamente il motivo per cui i contenuti migliori piacciono a Google (oltre che a Twitter e Facebook).

    Detto questo, Google usa un altro segnale che punta all'EAT e non è lo stesso di cui parlano nelle Linee guida per la valutazione della qualità.

    Ecco un estratto della whitepaper di Google sulla lotta alla disinformazione:

    whitepaper di Google, come combattiamo la disinformazione.

    Per la delusione di tutti, il segnale che Google usa per determinare l'E-A-T è il più antico: il PageRank, alias i backlink, alias il numero e la qualità dei link che puntano alla tua pagina.
    I backlink sono qualcosa su cui ogni esperto SEO ha lavorato molto prima che ci fosse anche solo una nozione di E-A-T, quindi non c'è davvero nulla di nuovo da spiegare.

    Come migliorare il ranking di un sito

    Se vuoi dare alla tua pagina una spinta, allora no, ottimizzare l'E-A-T non ti aiuterà.
    Da quello che dice Google sull'uso dei segnali E-A-T e dal modo in cui i valutatori di qualità sono istruiti a valutare, possiamo dire con una certa sicurezza che non c'è ancora modo di determinare l'E-A-T algoritmicamente: qualsiasi ottimizzazione E-A-T si faccia, è improbabile che Google la "veda".

    Migliorare la qualità della pagina?

    Assolutamente sì.

    Le linee guida per i valutatori di qualità contengono una tonnellata di ottimi consigli, E-A-T ed altro, per migliorare la qualità delle pagine.
    Il miglioramento della qualità potrebbe non essere rilevato dall'algoritmo, ma agirà sicuramente su una migliore esperienza dell'utente e affinerà il tuo business.

    Essere credibili e persuasivi, lo dico sempre, è più importante che essere visibili!

    L'esperienza utente, a sua volta, aumenterà il valore dei contenuti e contribuirà indirettamente al posizionamento: il miglioramento deve essere parte di una strategia SEO!

    Per stare al passo con l'algoritmo

    Ben Gomes, VP di Google di Search Engineering ha detto che anche se le linee guida dei raters non sono l'unico segnale per il posizionamento, sono il riflesso molto accurato della direzione che sta prendendo il motore di ricerca.

    Con un PageRank perfezionato, un brevetto sulla catalogazione delle entità testuali, e oltre 16.000 segnali di qualità che portano migliaia di aggiustamenti dell'algoritmo all'anno, è praticamente garantito che un giorno Google sarà in grado di valutare tutti i criteri E-A-T autonomamente.

    E quando Google introdurrà un punteggio E-A-T nel suo algoritmo, non sarà più possibile ingannarlo.
    Ecco perchè non è una cattiva idea iniziare ad ottimizzare l'E-A-T da adesso, non in modo superficiale, aggiungendo un elemento pagina qua e là, ma costruendo una reputazione positiva per il tuo brand, i tuoi autori e i tuoi prodotti.

    Non è esattamente ciò a cui miri, in definitiva?

    Considerazioni finali

    Anche se le affermazioni sul fatto che l'E-A-T sia un fattore di ranking sono per lo più prive di fondamento, la qualità dei contenuti continua ad essere un argomento molto popolare tra i SEO.

    Il problema è che credo che la maggior parte di noi preferirebbe occuparsi di problematiche SEO comprovate piuttosto che di incertezze.

    In realtà, ad oggi, l'unica preoccupazione SEO comprovata che ha a che fare con l'E-A-T è l'autorità di pagina e del sito, ricavata dai backlink e i backlink li attiri solo se sul tuo sito hai contenuti di qualità.

    Chi vuoi che linki il tuo sito se hai scritto stupidaggini?

     

     

  • Cos'è l'intento di ricerca

    Intento di ricerca nella seo

     

    Guida all'intento di ricerca

    Freddie Mercury è morto all'età di 45 anni a causa di una broncopolmonite aggravata dall'AIDS
    Troverai un articolo su Wikipedia, un Knowledge Panel sulla destra ed altro.

     

    Intento di ricerca su Google

     

    Adesso prova ad aggiugnere la parola "comprare".
    Invece di informarti su come acquistare dei resti del cantante, scoprirai che esiste un libro su Amazon, oggetti su ebay, ed altro.

     

    Intento di ricerca su Google

     

    Il motore di ricerca oggi cerca di capire non solo il "cosa" della tua ricerca, ma anche il "perché".

    Lo scopo principale di Google è quello di capire e mostrare il risultato migliore corrispondente a ciò che stai cercando.
    L'attività della SEO, a sua volta, cerca in tutti modi di comunicare a Google che il tuo sito è il miglior risultato per una particolare ricerca.
    Ad oggi, questo ha molto a che fare con l'intento di ricerca dell'utente invece che il semplice utilizzo della giusta quantità di parole chiave.

    I. Definizione dell'intento e come influenza la ricerca

     

    Definizione dell'intenzione di ricerca su Google

     

    L'intento di ricerca (ovvero l'intenzione dell'utente e della parola chiave) è il motivo ultimo per cui un utente sta cercando.
    L'intento dell'utente è sempre stato l'obiettivo più importante per i motori di ricerca.
    Prima che l'AI venisse implementata tra gli algoritmi di Google, l'intenzione a corrispondenza aveva molto più a che fare con la semplice parola chiave presente nei contenuti.

    Questa ricerca funziona ancora quando l'intento è unico ma spesso esiste divario tra i termini che gli utenti digitano nella barra di ricerca e ciò che pretendono dai risultati e qui entrano in gioco gli algoritmi di IA, attivati dal 2013 in avanti.

    Esempio: la query TV sfocata.
    La SERP non mostrerà tutte le pagine in cui sono menzionate le parole "sfocato" e "TV" ma risponderà all'intento di riparare un televisore; vedrai risultati come "Come correggere la scarsa qualità dell'immagine", "La mia TV ha un'immagine sfocata".

    Google non mostrerà le parole chiave digitate in grassetto, ma corrispondenze all'intento di ricerche di qualcuno che cerca di risolvere un problema TV.

    Come siamo arrivati a tanto?
    Google utilizza un algoritmo di Intelligenza Artificiale chiamato RankBrain.
    BankBrain calcola i dati storici sul CTR delle SERP in tempo reale; analizzando lo storico del comportamento degli utenti, Google può elaborare un'ipotesi su cosa intendiamo cercare quando digitiamo determinate parole chiave.

    Oggi, se non si gestisce l'intento di ricerca e si lavora solo a parole chiave, c'è una grossa possibilità di non apparire più tra le SERP.
    Insomma, è inutile cercare di migliorare il ranking di una pagina riempiendola di parole chiave; questa tecnica non funziona più come un tempo.

    Questo è il motivo per cui il matching user intent dovrebbe essere la volta di successo del lavoro di ogni SEO, che dovrà evitare di inserire semplicemente una o due parole chiave per le quali si intende migliorare il ranking.

    II. Tipi di intento di ricerca

    Possiamo inserire le ricerche in quattro categorie principali, in base all'intento dell'utente:

    • Gli utenti hanno bisogno di spostarsi.
      Sia online che nella vita reale, un utente potrebbe semplicemente cercare su Google qualcosa tipo: "andrea giudice"; "consulente seo novi ligure".
      Oppure cercare l'indirizzo di un luogo del mondo reale: "cinema a novi ligure".
    • L'intento dell'utente potrebbe anche essere quello di ottenere informazioni su qualcosa: "come guarire dal Corona Virus"; "Qual'è la capitale Italia"; "come fare per posizionare un sito".
      In questo caso, l'intenzione non è di acquisto ma di ottenere una risposta, magari leggendo e osservando i contenuti.
    • Nel caso di un acquisto, l'utente vorrà spendere, quindi userà termini come "comprare", "prezzo", "economico", e spesso farà ricerche locali come "noleggio bici a Novi Ligure".
      Le persone in questo caso cercano una pagina di un prodotto, con un layout semplice che mostra un prezzo o un pulsante "acquista".
    • Oppure ancora un mix tra i precedenti; gli utenti potrebbero fare ricerche commerciali perchè non ancora pronti ad acquistare. Essi stanno estrapolando informazioni su alcuni servizi/prodotti di nicchia: È meglio "questo o quello", "le migliori auto", ecc.

    Queste categorie non rappresentano una regola fissa, naturalmente.
    L'intento informativo dell'utente potrebbe trasformarsi molto facilmente in un intento di acquisto, oppure un potenziale acquirente potrebbe tornare a cercare altre informazioni in qualsiasi momento.

    L'eccezione, probabilmente, è nell'intento di ricerca "arrivare da qualche parte".
    Con una query di navigazione, l'utente cerca di raggiungere un particolare sito web o un prodotto/servizio di cui è già a conoscenza.
    In questo caso, probabilmente esisterà un solo sito web che sta cercando di raggiungere mentre le altre categorie possono sovrapporsi grazie alla natura dell'acquisto online.

    Determinazione dell'intento di ricerca

    In una situazione in cui l'intento non è così facile, dovrai rivolgerti a Google con una semplice ricerca.
    Digita semplicemente la domanda che ti interessa porre e osserva la SERP; questo semplice metodo ti svelerà quale intento il motore di ricerca ha collegato alle tue parole chiave.

    Dai un'occhiata alle caratteristiche della SERP per capire quale sia l'intento per maggior parte degli utenti.
    Tieni sempre conto di ciò che è posizionato più in alto, poiché ciò spesso riflette l'intento per maggior parte degli utenti.

    Torniamo al nostro esempio "Freddie Mercury".

     

    Intento di ricerca su Google

     

    Si otterrà uno snippet in primo piano con alcune informazioni, e poi pagine informative.
    Google non sa ancora cosa vogliamo sapere esattamente, quindi mostrerò nella posizione zero alcune indicazioni sulla vita dell'artista e a destra dove trovare le sue canzoni.

     

    III. Integrare l'intento di ricerca con le parole chiave

    La creazione di tutti i contenuti dovrebbe iniziare con una ricerca per parole chiave, tenendo sempre a mente l'intenzione dell'utente.

    Proviamo con Rank Tracker.
    Rank Tracker contiene alcuni moduli per gestire le parole chiave.

    1 - Vai in Keyword Planner e inserisci le parole chiave di destinazione e attendi la fine della scansione: otterrai una lunga lista.

    2 - Nell'angolo in alto a destra, potrai applicare filtri per selezioanre o escludere quelle di interesse.

     

    Filtrare le parole chiave

     

    3 - Se vuoi creare una pagina che si rivolge a una query transazionale in una particolare nicchia, aggiungi un multi filtroo contenente termini tipo, "prezzo", "usato",e così via.

    4 - Potrai anche attivare il modulo Combinazioni di parole chiave per ottenere una serie di idee su come le parole chiave potrebbero essere organizzate e riordinate.
    Fai comunque sempre attenzione perché a lavorare è una macchina, dopotutto. Non aggiungere parole chiave completamente prive di senso come bersaglio e usa questo modulo come fonte di ispirazione.

    5 - Queste parole chiave saranno aggiunte automaticamente al Keyword Sandbox.
    Lì saranno automaticamente suddivise in base alle categorie, ma potrai anche raggrupparle a tuo piacere, ad esempio, in un gruppo a nome di qualcosa come "Intento di ricerca - comprare".
    Crea gruppi per ogni parola chiave che il tuo sito web cercherà di indirizzare.

    Intento dell'utente come base della mappatura delle parole chiave

    Affinché i tuoi contenuti intercettino sempre l'intento di ricerca del tuo potenziale cliente, dovrai lavorare in modo che sia esso a dettare ogni singolo passo del processo SEO.
    La mappatura delle parole chiave, quindi, è determinante poiché gestirà la corrispondenza tra pagine e query di ricerca.

    Ragionando a livello strutturale, dovresti usare la mappa delle parole chiave per tenere a mente l'intento che sta dietro ad ogni pagina

    In questo modo, saprai quali pagine devono essere indirizzate a specifici intenti transazionali informativi.
    Questo sistema dev'essere utilizzato come guida per la creazione dei contenuti.

    L'intento di ricerca oggi è la base per creare contenuti SEO; deve essere considerato sia quando si ottimizzano le pagine già presenti sul tuo sito web, sia quando si pianificano nuove sezioni.

    IV. Ottimizzare il tuo sito web per l'intento di ricerca

    Esisteranno molte più domande informative che transazionali ma credo che nessuna delle due ottimizzazioni dovrebbe essere il fulcro assoluto di qualsiasi sito web.
    Un sito web dovrebbe rispondere a tutti gli intenti che un utente potrebbe necessitare. Puntare il tuo sito web ad un unico intento di ricerca non è la migliore strategia.

    Una persona interessata ad una particolare nicchia, leggendo un articolo informativo su un certo prodotto potrebbe rapidamente interessarsi e acquistarlo.
    L'ideale quindi sarebbe una pagina che copre un'intenzione di ricerca informativa che linka quella di acquisto e pagine che coprono diversi intenti, dovrebbero essere linkate a loro volta tra loro.

    A quell'utente bisogna dare possibilità di passare a pagine che soddisfino i suoi intenti informativi verso altri prodotti e, in ultima analisi, effettuare un acquisto.

    Regole per l'ottimizzazione dei contenuti per l'intento di ricerca

    Regola n. 1. Assicurati di usare parole chiave appropriate per l'intento a cui miri

    Le parole chiave utilizzate in modo appropriato e intelligente dovrebbero essere parte naturale di qualsiasi contenuto.
    È necessario fornire a Google le parole chiave che i suoi bot si aspettano di trovare in una pagina che copre la tua nicchia di mercato.

    Per esempio, come regola generale, le query informative contengono parole come:

    • Guida
    • Tutorial
    • Descrizione
    • Come posso
    • Dalla A alla Z
    • Che cosa è
    • Come
    • Quali sono i vantaggi di
    • Come fare per
    • Modi per

    In una pagina di questo tipo dobbiamo usare le parole chiave e una vasta gamma di sinonimi.
    Circonda sempre le parole chiave a cui stai puntando con termini tipo "cos'è", "come fare", "guida", ecc.

    Regola n. 2. Determina l'intento di ricerca guardando le caratteristiche della SERP

    Hai mai sentito parlare delle ricerche a zero click?
    Sono di gran moda al momento. È la fantomatica posizione zero.
    Il motivo è dovuto alla caratteristiche della SERP.

    Perché le caratteristiche della SERP sono importanti per l'intento di ricerca?
    Google sta effettivamente cercando di trattenerti il più a lungo possibile sulla sua piattaforma.
    Una volta che il motore di ricerca ha compreso il tuo intento, non cercherà di darti semplicemente i soliti 10 link in blu ma anche funzionalità aggiuntive e profilarti.

    Per questo motivo è necessario conoscere esattamente le caratteristiche della SERP dove andrai a posizionarti.
    Una query come "quando è morto Freddie Mercury" non si tradurrà in un clic, poiché l'utente otterrà la risposta direttamente in SERP.

    D'altra parte, query come "come fare una campagna di link building" condurranno inevitabilmente l'utente al tuo sito web, poiché è un grande argomento che richiede un vero e proprio studio.
    I risultati delle ricerche che contengono "compra" o "acquista" potrebbero anche finire con una SERP contenente la casella "People ask also box".

    Box ask people: le persone cercano

    In questo caso, il tuo sito web apparirà nella SERP due volte!

    Ancora più importanti sono le query che attivano un knowedge panel (difficile da ottenere), e i Featured Snippet (facili da ottenere)

    Nel Featured Snippet viene mostrato ciò che Google considera la tua migliore risposta.
    Ciò che vediamo nei Featured Snippets spiegazioni e i punti chiave.

    Esempio: una ricerca standard di Google per un SEO: "Come ottenere i featured snippets".

    Quello che apparirà sarà uno snippet del sito web di Semrush, che avrà configurato i dati strutturati per creare questo contenuto.

    Ma le funzioni SERP sono importanti anche se non si finisce in una casella People Ask Box (Le persone hanno chiesto anche) o in un Featured Snippet.
    Quando si consulta un Ask Box, si leggono le domande dell'utenza e le risposte e questi dati sono oro colato per un SEO.

    Anche senza puntare ad una funzione particolare delle SERP, rispondere alle domande dell'utenza in modo pulito e conciso è il modo migliore per segnalare ad un motore di ricerca che il tuo sito è un ottimo candidato per apparire primo nei risultati.

    Regola n. 3. Analizzare le prime pagine dei risultati per suggerimenti su forma e contenuto

    In generale, se si vuole posizionare il proprio sito, è una buona regola cercare ciò che esiste già in SERP. E non intendo solo il contenuto, ma anche la forma.

    • Per un contenuto che copre l'intento di ricerca informativa, le forme più popolari sono elenchi, guide passo-passo, infografiche e, naturalmente, video esplicativi.
    • Per l'intento di ricerca transazionale, la pagina migliore da creare è una pagina di prodotto, pagine di prezzi, pagine di iscrizione, consultazioni gratuite, pagine di vendita.
    • Quando una persona ha intenzione di acquistare, cerca pagine di confronto, tabelle e recensioni.

    Non è sufficiente che i tuoi contenuti siano informativi e utili, perché gli algoritmi di Google guardano anche a ciò che esiste già, al ranking e al comportamento trascorso dell'utente.
    Non si può creare un contenuto e sperare in un ranking casuale.

    Ammettiamo che si sta cercando di intercettare un intento di ricerca informativo e supponiamo che le pagine più alte per quella ricerca siano tutte brevi, pulite e suddivise in elenchi puntati.
    Potrebbe quindi essere una buona idea aggiornare semplicemente i tuoi contenuti testuali, senza stravolgere troppo la formattazione.

    Un altro esempio: stai ottimizzando il tuo sito per un intento di ricerca commerciale o di acquisto.
    Analizza una dozzina di SERP e vedrai che la maggior parte di esse contiene pagine che annunciano offerte speciali nei loro titoli.
    La SERP sarà piena di cifre tipo -20% di questo e -15% di quello.

    Oltre a questo, tutte le pagine delle prime posizioni presentano un sacco di immagini con i pulsanti "Acquista".
    Ottimizza quindi la tua pagina in base a quello che trovi in quella SERP.

    Gli utenti vogliono una pagina ricca di immagini in cui è possibile acquistare direttamente; il prezzo è, ovviamente, un fattore importante e lo si implementa in modo che corrisponda al meglio al presunto intento dell'utente.

    È importante sapere che tutto ciò non è un'operazione definitiva: Le SERP continuano a cambiare.
    Per questo motivo è fondamentale che il tuo studio delle SERP sia regolare. Devi monitorare ciò che Google considera le migliori pagine che corrispondono all'intento di un utente oggi rispetto a tre settimane fa.

    È possibile monitorare contemporaneamente un gruppo di SERP con Rank Tracker.
    In Project Preferences ---> Rank Checking Mode è possibile impostare Rank Tracker per registrare la cronologia delle SERP.

    Analisi storico delle serp di google

    Questo ti permetterà di vedere come le SERP sono cambiate da quando hai iniziato a tracciare le tue parole chiave.

    Il tuo sito deve comunicare d'essere la pagina perfetta per un particolare intento di ricerca.
    Per questo motivo Google analizza le altre pagine che si stanno classificando e verifica cosa le rende migliori.

    Conclusioni

    La SEO oggi è un'impresa estremamente complessa.
    Certo, un audit tecnico potrebbe sembrare più importante perchè farà sì che il tuo sito si comporti bene per ogni utente (velocità, profondità di click, web usability, ecc) ma la vera differenza la faranno i contenuti scritti in base alle domande che un determinato pubblico potrebbe porre: ricorda, gli utenti si aspettano di trovare risposte sulle tue pagine.

    Aspettarsi è la parola chiave in questo caso.
    Presentarsi come un tipo di pagina, un sito web, un'azienda ed un prodotto che un utente si aspetta di trovare è il modo che ti farà vincere.

    Questo risultato lo raggiungi solo se tieni conto, oltre delle parole chiave, anche di tutti i possibili sinonimi e della storia della SERP.

     

     

     

  • Cos'è RankBrain e come sfruttarlo per la SEO

    Cos'è rankbrain e come ottimizzarlo per la SEO

    Cos'è Rank Brain?

    Proprio come la maggior parte degli aggiornamenti di Google, RankBrain è avvolto nel mistero.

    Da ottobre 2015 l'argomento è ancora circondato da un sacco di polemiche ma la verità è che RankBrain è una delle parti più essenziali dell'algoritmo di Google ed è l'unico sistema di apprendimento automatico che il motore di ricerca utilizza.

    In questo articolo, proverò a scrivere qualcosa su come funziona effettivamente RankBrain, come ha impattato sulla SEO odierna e come ottimizzare un sito web per sfruttare questo algoritmo.

    Com'è cominciato tutto

    Internet 10 anni fa era un gran casino.
    La rete era popolata solo da link spam per manovrare i posizionamenti: i webmaster acquistavano link e la SEO era ben lontana dall'essere definita un tecnica leale.
    Poi, c'erano quelli che inserivano decine di volte le parole chiave nei testi, anche se in realtà, costoro esistono ancora e non sanno che i loro articoli o pagine non sono posizionati grazie a quella pratica.

    Nel 2011, finalmente, cambiò tutto per sempre: Google capì che la qualità e i risultati pertinenti dovevano venire premiati con la visibilità.
    Il motore di ricerca avviò una vera e propria rivoluzione penalizzando e ridimensionando i siti inaffidabili grazie all'avvento di Panda (2011) e Penguin (2012).

    Subito dopo, come per magia, i siti di qualità si posizionarono nelle prime posizioni e Google iniziò a parlare di pertinenza nei risultati.

    In passato, Google cercava parole chiave separate all'interno di una query per capire l'intento di ricerca ma l'espediente non sempre funzionava, motivo per cui venne introdotto Hummingbird (2013).

    Questo algoritmo portò ad una vera svolta nella ricerca semantica prendendo in considerazione la combinazione tra parole chiave e contesto.

    Tuttavia, i risultati della ricerca erano ancora lungi dall'essere perfettamente pertinenti perché l'algoritmo non capiva come elaborare query di ricerca sconosciute che venivano costantemente digitate.
    In effetti, pare che circa il 15% delle query che Google elabora ogni giorno siano nuove.

    Due anni dopo, nell'ottobre 2015, Google introdusse RankBrain, il cui scopo era elaborare query di ricerca mai viste prima per restituire un miglior risultato.

    Che cos'è RankBrain?

    RankBrain è il nome di un algoritmo di Google capace di apprendimento automatico, utilizzato per elaborare query non familiari e uniche e collegarle a ricerche già esistenti; RankBrain fornisce agli utenti risultati di ricerca più pertinenti.

    Sebbene l'algoritmo fosse entrato in funzione nell'aprile 2015, RankBrain è stato annunciato pubblicamente per la prima volta in un'intervista a Greg Corrado, ricercatore senior di Google, a Bloomberg nell'ottobre 2015.

    Come descrisse RankBrain Greg Corrado?

    RankBrain uses artificial intelligence to embed vast amounts of written language into mathematical entities — called vectors — that the computer can understand. If RankBrain sees a word or phrase it isn't familiar with, the machine can make a guess as to what words or phrases might have a similar meaning and filter the result accordingly, making it more effective at handling never-before-seen search queries.

    RankBrain utilizza l'intelligenza artificiale per elaborare grandi quantità di linguaggio in entità matematiche - chiamate vettori - che un computer può comprendere.
    Se RankBrain legge una parola o una frase con cui non ha familiarità, l'algoritmo può fare un'ipotesi su quali parole o frasi potrebbero avere un significato simile e filtrare il risultato di conseguenza, rendendolo più efficace nella gestione di query di ricerca mai viste prima.

    Come funziona RankBrain?

    RankBrain utilizza le cosiddette entità, oggetti specifici già conosciuti da Google: persone, luoghi e cose.
    Con l'aiuto di un algoritmo matematico, Google divide queste entità in vettori che puntano a parole più specifiche; vettori simili portano a SERP simili.

    La novità di questo aggiornamento è che se Google ha già raccolto molte informazioni, può fornire immediatamente risultati di ricerca più precisi per la tua query.
    Quando RankBrain incontra una query sconosciuta, cercherà il vettore più simile e restituità risultati per essa sempre più precisi.

    Nel tempo, quindi, Google perfezionerà i risultati per una query di ricerca sconosciuta in base all'interazione dell'utente e ai modelli di ricerca precedenti.
    Fondamentalmente, RankBrain analizza i risultati che gli utenti finalmente ottengono dopo aver digitato la stessa query di ricerca.
    Se nota che molti utenti preferiscono un particolare risultato di ricerca rispetto ad altri, RankBrain lo considererà più pertinente e molto probabilmente lo classificherà più in alto per altre query simili.

    RankBrain fornisce anche ottimi risultati nel comprendere le query orientate alla negazione con frasi contenenti parole come "senza" o "no": in passato, Google le avrebbe semplicemente ignorate.

    Ecco come Gary Illyes ha spiegato il meccanismo di RankBrain alla SMX Advanced Conference:

    Basically, it's a ranking factor. It's part of machine learning. It's something that tries to identify patterns and bucket data. It looks at data about past searches and based on what worked well for those searches, it will try to predict what will work best for a certain query. This works best for long-tail queries and queries we've never seen.

    Fondamentalmente, è un fattore di ranking. RanBrain fa parte dell'apprendimento automatico: è qualcosa che cerca di identificare schemi e dati.
    L'algoritmo verifica i dati nelle ricerche passate e sulla base di ciò che ha funzionato e cercherà di prevedere cosa funzionerà meglio per una futura query, funzionerà meglio per query a coda lunga e query che non abbiamo mai visto.

    Quali query sono interessate da RankBrain?

    Nel 2015, al momento del rilascio, RankBrain fu utilizzato solo nel 15% di tutte le ricerche di Google.
    Nel 2016, quando RankBrain dimostrò risultati sorprendentemente buoni, la fiducia di Google nel sistema di apprendimento automatico iniziò a crescere.

    Tuttavia, RankBrain non elabora tutte le query ma si specializza principalmente per quelle poco chiare.
    Come affermato da Steven Levy:

    "RankBrain probabilmente non è coinvolto in tutte le query ma in molte query".

     

    La logica sta alla base del fatto che RankBrain non è coinvolto nell'elaborazione di tutte le query: quando Google è sicuro del significato di una query, RankBrain non è di alcuna utilità, entra in gioco solo quando il motore non riesce a capire l'intenzione di ricerca.

    Cosa sono l'apprendimento automatico e l'intelligenza artificiale?

    Per una migliore comprensione di RankBrain, è importante avere anche un'idea di cosa siano l'apprendimento automatico e l'intelligenza artificiale, funzioni strettamente intrecciate e, quindi, spesso fraintese.

    In breve, l'Intelligenza Artificiale è un insieme di macchine in grado di svolgere compiti che normalmente richiedono intelligenza umana, come percezione visiva, riconoscimento del parlato, processo decisionale e traduzione tra lingue.

    Quando si tratta di Apprendimento Automatico, l'Intelligenza Artificiale può apprendere senza essere esplicitamente programmata: questo è esattamente ciò che fa RankBrain, apprendere e migliorare in base all'esperienza passata.

    Cos'è la corrispondenza neurale?

    La corrispondenza neurale è probabilmente il termine più caldo nell'ambito SEO.
    L'argomento è diventato molto popolare tra i SEO dopo che Danny Sullivan annunciò, a settembre 2018, che Google iniziò a utilizzare la corrispondenza neurale su circa il 30% di tutte le query.

    Dopo la sua dichiarazione, nessun'altra informazione aggiuntiva fu diffusa:

    Neural matching is an AI-based system Google began using in 2018 primarily to understand how words are related to concepts. It's like a super-synonym system. Synonyms are words that are closely related to other words.

    La corrispondenza neurale è un sistema basato sull'Intelligenza Artificiale che Google iniziò a utilizzare nel 2018, principalmente per comprendere come le parole sono correlate ai concetti.
    È come un sistema che lavora sui sinonimi: parole strettamente correlate ad altre parole.

    In breve, la corrispondenza neurale è un sistema che aiuta Google a collegare le parole alle ricerche nel tentativo di fornire i risultati di ricerca più pertinenti.

    In che modo RankBrain differisce dalla corrispondenza neurale?

    Nonostamte RankBrain e la corrispondenza neurale siano sistemi basati sull'intelligenza artificiale, essi differiscono di molto.

    Oltre al suddetto tweet, Danny Sullivan fornì un ottimo esempio di come funziona effettivamente la corrispondenza neurale:

    For example, neural matching helps us understand that a search for "why does my TV look strange" is related to the concept of "the soap opera effect." We can then return pages about the soap opera effect, even if the exact words aren't used...

    Ad esempio, la corrispondenza neurale ci aiuta a capire come la ricerca di "why does my TV look strange" sia correlata al concetto di "effetto soap opera" (prova anche tu).
    Possiamo quindi restituire risultati sull'effetto soap opera, anche se quelle parole esatte non sono usate
    Ed ecco come Danny Sullivan descrisse la differenza fondamentale tra RankBrain e la corrispondenza neurale in due semplici frasi:

    In summary:

    • RankBrain helps Google better relate pages to concepts
    • Neural matching helps Google better relate words to searches.

    And there's nothing special searchers or webmasters need to do. These are part of our core systems designed to naturally increase understanding. "

    In breve:

    • RankBrain aiuta Google a relazionare le pagine con i concetti
    • La corrispondenza neurale aiuta Google a relazionare le parole con le ricerche.

    Non c'è nulla che gli utenti che cercano su Google o i webmaster debbano fare. Si tratta di parte dei nostri sistemi di base progettati per migliorare naturalmente la comprensione dei risultati di ricerca.

    Sulla base di questi unici commenti, la differenza principale tra RankBrain e Corrispondenza Neurale è che svolgono compiti diversi.
    Lo scopo principale della corrispondenza neurale è quello di collegare le query a determinati concetti, formando ciò che Danny Sullivan ha definito un "sistema di super sinonimi".
    Quindi RankBrain entra in gioco e restituisce risultati nelle SERP più rilevanti in base al comportamento dello storico di ricerca dell'utente.

    Tieni presente che tutto ciò è solo un presupposto e non ci sono commenti ufficiali che dimostrano il contrario.
    La SEO è così.

    Sebbene RankBrain e la corrispondenza neurale facciano cose differenti, i sistemi hanno ancora alcune cose in comune: entrambi capiscono il linguaggio naturale e il significato dietro le query di ricerca.

    RankBrain fa parte di Hummingbird?

    Hummingbird è l'algoritmo di ricerca globale di Google, composto da molte parti diverse responsabili di determinate attività.
    RankBrain opera sotto Hummingbird, essendo responsabile dell'elaborazione di query uniche: non gestisce tutte le ricerche, come farebbe un solo algoritmo principale.

    RankBrain è un segnale di ranking?

    RankBrain è un segnale di ranking? Bella domanda.
    Il fatto è che, nella stessa intervista a Bloomberg, Greg Corrado ha chiamato RankBrain cone terzo segnale di classifica più importante di Google . Ecco cosa ha detto:

    RankBrain is one of the "hundreds" of signals that go into an algorithm that determines what results appear on a Google search page and where they are ranked. In the few months, it has been deployed, RankBrain has become the third-most important signal contributing to the result of a search query.

    RankBrain è uno dei centinaia di segnali che entrano in gioco in un algoritmo che determina quali risultati compaiono su una pagina di ricerca di Google.
    In pochi mesi RankBrain è diventato il terzo più importante segnale che contribuisce al risultato di una query di ricerca.

    Sulla base di ciò che hai appena letto, quindi, RankBrain sarebbe realmente un segnale di classifica.
    Tuttavia, questa affermazione dipende ancora da ciò che si considera "segnale di ranking".

    In un contesto più tradizionale, i segnali di rank sono determinate caratteristiche del sito Web come parole chiave nella pagina, numero di backlink, autorità, ecc., che gli algoritmi dei motori di ricerca prendono in considerazione.

    Se guardiamo quindi i segnali di ranking da questo punto di vista, allora RankBrain non è sicuramente un segnale di rank - non è una caratteristica del sito Web e non esiste un punteggio RankBrain (almeno nessuno lo sa).
    Ecco perché, dal mio punto di vista, RankBrain è più un meccanismo di elaborazione delle parole chiave che un fattore di ranking.

    Ma se guardiamo tutto da un'altra prospettiva, considerandolo come un segnale che partecipa al processo di ranking generale, RankBrain può essere sicuramente definito come un segnale importante per posizionare i siti.

    Di sicuro, Google non posiziona più grazie a parole chiave secche per via della presenza di RankBrain; quest'affermazione spiega parecchie cose, in primis, come mai molti siti si posizionano per parole chiave assenti sulle pagine e che le stesse sono soggette a forti fluttuazioni per via del continuo apprendimento di Google verso query simili o correlate a concorrenti.
    Spesso, non sono le nostre pagine a scendere nelle SERP ma quelle dei concorrenti a salire!

    In che modo RankBrain ha cambiato la SEO?

    Ora che sappiamo come RankBrain collega le query a risultati più pertinenti possibili, l'intento di ricerca è diventato la priorità.
    Questo è il motivo per cui RankBrain privilegia solo le pagine che soddisfano veramente i suoi requisiti: risponde alle domande degli utenti, consente la transazione (se necessario) o fornisce una informazione completa aull'argomento presente nella query.

    Sostanzialmente, con RankBrain è necessaria una efficiente ottimizzazione dei contenuti testuali, senza la quale è impossibile comprendere l'intento di ricerca.

    Un'altra cosa che ha cambiato per sempre il modo in cui facciamo SEO è il focus sull'ottimizzazione dei contenuti spostato dalle parole chiave agli argomenti.
    Immagino che per la maggior parte dei SEO non sorprenda che il concetto "parola chiave" di una pagina sia davvero morto.
    Nell'era RankBrain, tutto ciò di cui hai bisogno è la completezza di ciò che scrivi nella tua pagina e non c'è modo di ottenere maggiore visibilità creando pagine contenenti diverse varianti di parole chiave.

    Come ottimizzare per RankBrain?

    Utilizza un linguaggio naturale!
    Fondamentalmente, l'unica raccomandazione sull'ottimizzazione di RankBrain ricevuta finora è arrivata da Gary Illyes, Webmaster Trends Analyst di Google:

    Optimizing for RankBrain is actually super easy, and it is something we've probably been saying for 15 years now, is — and the recommendation is — to write in natural language. Try to write content that sounds human. If you try to write like a machine then RankBrain will just get confused and probably just pushes you back.

    But if you have a content site, try to read out some of your articles or whatever you wrote, and ask people whether it sounds natural. If it sounds conversational, if it sounds like natural language that we would use in your day to day life, then sure, you are optimized for RankBrain. If it doesn't, then you are 'un-optimized.

    L'ottimizzazione per RankBrain è in realtà molto facile, è qualcosa che probabilmente consigliamo da 15 anni: scrivere in linguaggio naturale.
    Prova a scrivere contenuti che suonano umani. Se provi a scrivere come una macchina, RankBrain si confonderà e probabilmente ti rifiuterà.

    Se hai un sito ricco di contenuti, prova a leggere alcuni dei tuoi articoli a qualcuno e chiedi se sembrano naturali.
    Se suonano come una conversazione o come un linguaggio naturale che useresti nella vita di tutti i giorni, allora sicuramente sei ottimizzato per RankBrain.

    Sono sicuro che questa raccomandazione ufficiale da Google non ti sorprenderà e starai già creando contenuti indirizzati a "lettori umani".
    Tuttavia, ci sono ancora un paio di cose che devono essere prese in considerazione per un ottimizzazione di RankBrain.

    L'intento di ricerca

    Come ho già detto, il compito finale di RankBrain è quello di fornire risultati di ricerca più pertinenti possibili, pertanto, è molto importante che le tue pagine corrispondano all'intento di ricerca desiderato perché ciò comporta quasi sempre un CTR elevato.

    Quindi il primo passo verso l'ottimizzazione di RankBrain è cercare di capire l'intento di ricerca dietro le parole chiave.
    Digita semplicemente le tue parole chiave nella casella di ricerca; dai un'occhiata ai risultati ottenuti e prova a comprendere gli intenti dietro le tue parole chiave.

    Ecco, ad esempio, cosa viene fuori da Google quando si digita "frullato verde":

    L'intera prima pagina dei risultati di ricerca sono ricette di frullati - Google non si preoccupa di darti una definizione di "frullato verde", quindi è sicuro che l'intento di ricerca dietro la query è "come fare un frullato verde".

    Quando cerchi "champions league", Google presume che tu voglia conoscere i risultati delle ultime partite e ti fornirà punteggi, giocatori che hanno segnato e un sacco di altre statistiche.
    Inoltre, quando inizi a digitare "champions league", Google ti informa sul punteggio e sulla data dell'ultima partita direttamente nella barra di ricerca.

    Migliorare la pertinenza e la completezza

    È probabile che alcune delle tue pagine non corrispondano realmente all'intento di ricerca desiderato. In tal caso, devi lavorare per migliorarne la pertinenza e la completezza.

    Come spiegato, RankBrain sposta l'attenzione dalle parole chiave agli argomenti; è necessario rendere le pagine dei contenuti il ​​più complete possibile diversificandole con termini e sinonimi correlati.
    Inoltre, grazie alla capacità di RankBrain di elaborare il linguaggio naturale, cerca di astenerti dal fraseggiare in modo innaturale, specialmente nei titoli e nel meta description.
    Evita stupidaggini inventate, inglesismi che riempono tanto la bocca e frasi dialettali.
    Cerca di resistere!

    Detto questo, il modo migliore per migliorare la pertinenza e la completezza dei tuoi contenuti è utilizzare qualcosa che misuri il TF-IDF in modo da raccogliere i termini più pertinenti utilizzati dai tuoi principali concorrenti.

    Sapendo che il CTR è uno dei fattori che RankBrain prende in considerazione quando stima la pertinenza della pagina, è importante assicurarti dell'ottimizzazione dei vari meta poiché influenzano direttamente il CTR stesso.
    Lavora sulla CTA e il copy dei meta dati.

    Prendi in considerazione l'utilizzo di Google Search Console per individuare le pagine con un CTR basso e vedi cosa puoi migliorare.

    Ciò significa che il tuo sito web ha altissime possibilità di posizionamento per ricerche successive simili dei tuoi concorrenti.
    In parole povere, maggiore è il tuo posizionamento, maggiore è la probabilità che ti classifichi per query simili.

    L'ultima cosa, ma non meno importante che consiglio vivamente di fare regolarmente è tenere d'occhio la tua nicchia.

    Il vantaggio di RankBrain è che può modificare le SERP se ritiene che l'intento di ricerca delle tue parole chiave sia cambiato.

    Quindi, se Netflix lancia una serie TV con un nome simile a quello del tuo marchio, le recensioni della serie supereranno le tue pagine.
    Se non vuoi che ciò accada, assicurati di monitorare costantemente le SERP per le tue parole chiave.

    Conclusione

    La cosa che sappiamo per certo sugli algoritmi in continua evoluzione di Google è che non rimangono mai gli stessi a lungo.
    Le probabilità che Google possa (se non lo ha già fatto) modificare e perfezionare RankBrain sono molto alte.

    RankBrain apprende e cambia costantemente, quindi l'unica cosa da fare è indirizzare i tuoi contenuti agli esseri umani, mantenendoli pertinenti alle intenzioni di ricerca e rendendoli conversativi e aggiornati.

    Aggiungi contenuti che parlino realmente di ciò che vuoi scrivere.
    Non inventarti stupidaggini che fanno fighi: se tratti il tema dell'ambiente, evita di scrivere per un ambiente più green; scrivi tranquillamente per un ambiente più verde.

    Non ti piace?
    Fa niente: funziona.

     

     

  • Cosa significare fare SEO ad un sito?

    Come scrivere un testo ottimizzato SEO

    Cosa significa fare SEO ad un sito?

    Quando mi passano un sito da analizzare, la prima cosa che controllo è la quantità e densità dei testi, cercando di gestire il classico commento del cliente "tanto nessuno legge, voglio un sito visual", con tanto di supercazzola.

    Una volta appurato che il sito ha una buona densità di testo, verifico la cosa più straordinaria del mondo: il testo parla di quello che il sito vuole comunicare?

    Perchè ridi?
    Ti posso assicurare che il buon 80% dei siti non dice nulla.

    Il test del rimbambito, come lo chiamo io, è sempre valido: fai un copia-incolla di tutti i contenuti del sito, stampalo e fallo leggere a qualcuno che non sa nulla di quell'azienda.
    Lette le prime righe, se capisce qualcosa durante i primi secondi, siamo a cavallo.
    Adesso ridi un po' meno, vero?

    Ecco a cosa vanno incontro i miei colleghi SEO a cui viene chiesto di posizionare un sito; nessuno vuole cambiare i contenuti testuali perchè ricchi di frasi inutili ed emotive che altro non fanno che confonfere i motori di ricerca, eppure, sperano in qualche magia esoterica e oscura che dia visibilità, quando la soluzione è semplicissima: sarebbe sufficiente parlare esattamente di ciò che fa un'azienda. Niente di più.

    È da li che inizia l'avventura della SEO.
    Adesso, però, riscrivo quanto detto in termini SEO.

    Cosa significa fare SEO ad un sito?

    Quando mi passano un sito web da analizzare, la prima cosa controllo è la quantità e densità dei contenuti testuali (ignorando il commento "tanto nessuno li legge" del cliente).
    Una volta appurato che il sito da posizionare ha una buona densità di testo nelle pagine, verifico se questi contenuti descrivono realmente l'attività aziendale.
    Perchè ridi?
    Ti posso assicurare che il buon 80% dei siti web è incomprensibile per Google.

    Il test del rimbambito, come lo chiamo io, è sempre valido: fai un copia-incolla di tutti i contenuti testuali di un sito web, stampalo su carta e fallo leggere a qualcuno che non sa nulla di quell'azienda.
    Lette le prime righe di quel foglio, se egli capisce subito di cosa si sta parlando, hai scritto un buon testo.
    Mi sono spiegato?

    Ecco a cosa vanno incontro i miei colleghi SEO a cui viene chiesto di posizionare sui motori di ricerca un sito web; nessuno vuole cambiare i contenuti testuali perchè ricchi di frasi inutili ed emotive che altro non fanno che confonfere i motori di ricerca.
    Parla di ciò che fai. Niente di più.
    È da li che inizia l'avventura dell'ottimizzazione SEO.

    Quali differenze hai notato?

     

     

  • Cosa sono i segmenti di affinità e come si devono usare?

    Cosa sono i segmenti di affinita e come si usano

    Cosa sono i segmenti di affinità e come si devono usare?

    Google ADS mette a disposizione uno strumento molto potente per profilare l'utenza in modo da fare apparire gli annunci display solo a chi è (o sarebbe) potenzialmente interessato a qualcosa.
    Ho scritto che si tratta di uno strumento molto potente ma di fatto pochi lo sanno usare, semplicemente perchè pochi ragionano in termini SEO.

    Creiamo un segmento di affinità

    Quando crei il segmento di affinità, puoi inserire gli URL di siti affini all'argomento di interesse.
    Gli annunci appariranno quindi a coloro che sono interessati a quel dato argomento, e non a coloro che hanno visitato quegli url! Ricorda, non è remarketing.

    Il remarketing lo puoi fare solo ed esclusivamente con un segmento di Analytics.
    Se pensi di fare remarketing aggiungendo un solo url (quello del sito su cui hai intenzione di creare uno pseudo-remarketing), sappi che stai ottenendo un risultato del tutto differente; i tuoi annunci appariranno solo a coloro che sono affini a quel sito (e prega sia stato ottimizzato SEO ONpage)

    Tornando al discorso, quali URL dovremo inserire in quel segmento?
    Vai su Google e digita una parola chiave pertinente alla tematica centrale.

    Adesso, fai attenzione ai risultati.
    I primi annunci saranno quelli sponsorizzati e di seguito, siti che Google ha restituito come risultati di ricerca organica.

    È molto importante capire che i siti sponsorizzati NON dovranno essere presi come riferimento di affinità perchè quasi sempre non sono ottimizzati a livello SEO.
    Questi siti, appariranno solo perchè configurati nella campagna di ricerca la parola chiave che tu hai digitato.

    I siti che dovrai inserire nel tuo segmento dovranno essere unicamente quelli che appariranno per primi come ricerca organica.
    Non solo: dovrai metterne al massimo tre o quattro perchè più scenderai in profondità tra le serp - addirittura, sconfinando nella seconda pagina - più ciò che Google mostrerà sarà sempre meno autorevole, ovvero, sempre meno tematico.

    Il rischio, quindi, sarà quello di fare apparire gli annunci anche in spazi web e app non tematici o non propriamente affini, perchè nella terza pagina dei risultati, un sito potrebbe apparire per altri motivi rispetto alla tua parola chiave che hai digitato e quindi, parlare di altro.

    Conclusioni

    • Il remarketing lo puoi fare solo ed esclusivamente con un segmento di Google Analytics
    • Nel segmento di affinità, non devi inserire i siti sponsorizzati
    • Nel segmento di affinità dovrai inserire 3 o 4 siti, quelli che appaiono subito sotto gli annunci sponsorizzati
    • Più siti inserisci, più aumenti il "rumore"

    Come puoi capire se la tecnica funziona?
    Semplice: guarda dove appaiono gli annunci nel gruppo il cui target è il tuo nuovo segmento di affinità.

    Se i tuoi annunci appaiono continuamente sul canale ufficiale di Peppa Pig, qualcosa non ha funzionato.
    (è accaduto al sottoscritto)

    Buona profilazione (se ci riesci).

     

     

     

  • Cosa sono le entità per Google e per la SEO?

    La seo e le entità

    Cosa sono le entità per Google e nella SEO

    Le entità sono un po' un mistero, hanno influenzato molti aspetti della ricerca e raramente se ne parla.
    Immagino che parte del motivo sia dovuto al fatto che non vengono rivelate molte informazioni sui brevetti di Google, notoriamente ambigui nelle descrizioni e di poco aiuto.

    Alla fine, anche se comprendiamo cosa sono queste entità, non è chiaro come e se possono essere utilizzate in ambito SEO.

    In questo articolo, ho raccolto qualche informazione e ho fatto del mio meglio per tradurle dal linguaggio dei brevetti al linguaggio umano per analizzare alcune possibili tattiche SEO.

    Cosa sono le entità?

    Uno dei brevetti di Google definisce ufficialmente cosa sono le entità:

    Un'entità è una cosa o un concetto che è singolare, unico, ben definito e distinguibile.
    Ad esempio, un'entità può essere una persona, un luogo, un oggetto, un'idea, un concetto astratto, un elemento concreto e qualsiasi combinazione.
    In genere, le entità comprendono cose o concetti rappresentati linguisticamente da nomi.
    Ad esempio, il colore "Blu", la città "San Francisco" e l'animale immaginario "Unicorno", possono essere entità.

    In poche parole, un'entità è qualcosa da consentire agli utenti di cercarla facilmente per nome.

    Ad esempio, io non sono (ancora) abbastanza sconosciuto per essere un'entità: sono solo uno dei tanti blogger che tratta l'argomento della SEO e nessuno mi cerca per nome ma, ad esempio, un tizio di nome Bill Slawski si è guadagnato il suo status di entità essendo un esperto riconosciuto sui brevetti di Google, perchè collegato, menzionato e intervistato in tutto il web.

    In che modo Google trova le entità?

    Google sta costruendo il suo database di entità utilizzando due fonti distinte: copiare esistenti e scoprirne nuove.

    In questo momento, Google sta creando principalmente entità da fonti note, come Wikipedia e IMDb, portali che alimentano il suo database, allineandolo al mondo reale.
    Lo svantaggio è che quelle fonti sono lente ad includere nuove entità e aggiornare quelle vecchie, quindi Google rischia di non fornire contenuti rilevanti.

    Per limitare questo problema, Google ha brevettato alcuni metodi per scoprire nuove entità da dati non strutturati disponibili sul Web.
    Uno dei metodi dice al motore di ricerca di utilizzare entità note e scoprire se sono collegate a entità sconosciute, tramite la sintassi o apparendo frequentemente insieme all'interno dello stesso documento.

    Ad esempio, se molti documenti dicono "Andrea Giudice scrive molto su Linkedin", ovvero, entità nota, Google potrebbe chiedersi se Andrea Giudice potrebbe essere a sua volta, un'entità da tenere in considerazione.

    Un altro metodo suggerisce di misurare il valore di un'entità rispetto alla dimensione del suo ambito, cioè, dovrebbe essere più facile diventare un'entità autorevole in un campo ristretto rispetto ad uno ampio.
    Ad esempio, sarebbe difficile per uno scrittore diventare un'entità all'interno dell'ambito della SEO e molto più facile diventarlo all'interno di una sottocategoria della SEO, proprio come Bill Slawski si è specializzato nei brevetti, Marie Haynes nelle linee guida per i valutatori di qualità e Brian Dean nei backlink.

    In che modo Google archivia le entità?

    Google mantiene un database in continua crescita di circa 5 miliardi di entità e oltre 500 miliardi di proprietari di entità.
    La tabella seguente riassume i tipi di informazioni che Google raccoglie su ciascuna entità:

    TIPO DI DATI ESEMPIO NOTE
    NOME Star Trek Google dice:
    il nome è la rappresentazione linguistica dell'entità.
    Ma l'entità stessa è in realtà memorizzata come ID univoco
    ID Entità XXXXXX01 Gli ID univoci aiutano a distinguere tra entità con lo stesso nome.
    Ad esempio, la serie TV Star Trek sarebbe IDXXXXXX01, mentre Star Trek cartoni animati, avrebbe l'IDXXXXXX02
    Classe Serie TV Un'entità può appartenere a un numero qualsiasi di classi e sottoclassi.
    Ad esempio,Star Trek è una serie TV, ma è anche un club di appassioanti, una serie di cartoni animati e un'insieme di gadget
    Le classi sono spesso entità a sé stanti.
    Attributo anno 1966 Un'entità può avere un numero qualsiasi di attributi.
    Ad esempio, Star Trek è andato in onda nel 1966, è stato creato da Gene Roddenberry, annovera un certo numero di episodi, ecc
    Relazione Rilasciato il... Una relazione è un modo in cui un'entità è collegata ad altre entità.
    Ad esempio, Star Trek è stato rilasciato nel 1966, è andato in onda per 3 stagioni ed ha avuto come protagonista William Shatner, ecc
    Rilevanza 0.89 Il punteggio di pertinenza misura la forza e / o l'importanza della relazione tra entità.
    Ad esempio, Google potrebbe essere al 99% sicuro che Star Trek sia una serie TV, 0,80 che sia una serie di Cartoni animati e 0,16 sicuro che sia un film d'amore.

    Nel caso in cui anche tu abbia bisogno di modello visuale, un database di entità potrebbe assomigliare a questo schema (in versione molto semplificata, ovviamente).
    Nota l'entità e l'indice di sicurezza verso la relazione e gli attributi.

    Relazioni tra le entità di Star Trek in Google.

     

    Come verificare se qualcosa è un'entità

    Il modo più semplice è cercare su Google la tua entità e vedere se ha un pannello informativo dedicato.
    Ad esempio, cerchiamo Patrick Stewart.

    Il pannello infomativo di Patrick Stewart.

    Un modo più sofisticato consiste nell'utilizzare uno strumento di ricerca entità per ottenere l'elenco che Google considera corrispondere alla tua query.
    Se utilizziamo Patrick Stewart come chiave di ricerca, come esempio, Google considera 100 entità in qualche modo rilevanti, ma lo stesso Patrick Stewart vince con il punteggio di pertinenza più alto di 14,168.78, mentre il contendente più vicino è Patrick Hodge, Lord Hodge con un punteggio di pertinenza di 214.96.
    Lo strumento ci dice anche qual è il tipo della nostra entità come, cosa, persona, organizzazione e così via.

    Il sistema più avanzato per verificare se qualcosa è un'entità è andare alla fonte e utilizzare Knowledge Graph Search API di Google e visualizzare il codice, anche se in realtà, questo stratagemma non offre alcun vantaggio perchè poco intuitivo.

    Suggerimenti SERP

    Poiché Google conosce la classe dell'entità, può dare suggerimenti riguardo ad altre entità della stessa classe.
    Ad esempio, se cerco Togo Web, Google identificherà l'azienda come brand dedicato al web marketing e mi chiederà se interessato anche ad altri simili.

    Pannello informativo di Togo Web.

    Con la stessa logica, possiamo cercare intere classi di entità e trovare alcuni suggerimenti forniti direttamente nei risultati.
    Ad esempio, se cerco i migliori film di fantascienza, Google mi offre un'intera gamma di entità tra cui scegliere:

    Migliori film di fantascienza: google mostra le entitià.

    Posizionamento delle pagine

    Forse la cosa più importante è che le entità consentono a Google di ridurre l'influenza delle parole chiave e dei backlink come segnali di ranking e dare al significato del contenuto maggiore importanza.
    Quello che Google può fare è mappare le entità all'interno di un contenuto e verificare se la mappa ha senso, se tutte le entità previste sono presenti e connesse tra loro.

    Ad esempio, se sto scrivendo un articolo sui brevetti di Google, probabilmente il motore di ricerca si aspetterebbe che menzionassi Bill Slawski, esperto dell'argomento, nonché un Ufficio brevetti e marchi dove vengono depositati.
    Teoricamente, le pagine che fanno uso di tutte le entità nel giusto contesto, si posizionerebbero meglio rispetto a quelle che non lo fanno.

    Come utilizzare le entità per la SEO?

    Ci si aspetta che presto le entità sostituiscano backlink e parole chiave.
    Forse non lo faranno del tutto ma probabilmente in maggior parte.

    Il sistema di classificazione diventerà molto più difficile da manipolare lato SEO perché Google sarà in grado di analizzare molto più contesto di quanto non facesse prima; sarà il momento in cui nessun tipo di posizionamento innaturale avrà più senso di esistere (e sarà la volta buona che mi deciderò a chiudere pagine web italiane)

    Se in futuro vuoi rendere efficace la tua strategia SEO, devi iniziare a costruire le tue entità e rafforzare le connessioni con altre nel tuo campo.
    Ecco alcune cose che puoi iniziare a fare da oggi:

    Crea la tua brand identity

    Creare la tua Knowledge Graph diventa una risorsa incredibile per la tua strategia SEO.
    Tra tutte le attività, il tuo brand è probabilmente quello più facile da trasformare in entità (a meno che tu non includa persone famose nel tuo team).

    Assicurati di aumentare l'awareness del tuo brand attraverso tecniche di SEO e marketing.
    Trova un nome di brand univoco (un giorno scriverò un post che parla di vantaggi e svantaggi dell'avere un nome di brand uguale ad una parola chiave ad alto KPI), cerca di ottenere un posizionamento ben definito (ad esempio Arc'teryx è un'azienda di abbigliamento specializzata in abbigliamento esterno), essere coerente con gli attributi del tuo marchio (luogo, data di fondazione, fondazione, ecc.), crea e mantieni profili social, crea elenchi nelle directory aziendali chiave del tuo mercato, promuovi il tuo brand e assicurati menzioni (anche quelle da te scollegate vanno bene!) da altre entità nel tuo settore.

    Usa i microdati schema markup

    Se non vuoi attendere che Google trovi da solo le entità sul tuo sito web, puoi velocizzare le tempistiche utilizzando i dati strutturati.
    I dati strutturati offrono una vasta libreria di tag che possono essere utilizzati per dire a Google quali parti del tuo contenuto sono entità e quali attributi.

    In particolare, lo schema aziendale locale può essere utilizzato per collegare la tua attività ad entità geografiche vicine e aumentare la tua visibilità nella ricerca locale. Il markup organizzazione, persona e autore possono essere ulteriormente utilizzati per creare connessioni tra entità sul tuo sito web e profili su altri siti web.

    Crea il tuo profilo GMB

    La rivendicazione, l'ottimizzazione e il mantenimento della tua scheda Google My Business (GMB) è la parte più importante di qualsiasi strategia SEO locale.
    GMB non trasforma necessariamente la tua attività in un'entità ma aiuta quasi sempre a farlo.
    Google utilizzerà la tua scheda GMB per apprendere informazioni credibili sulla tua attività e per creare collegamenti tra il tuo sito e altre entità locali e farà miracoli nelle tue classifiche a livello locale.
    Quindi l'effetto è molto simile a diventare un'entità, solo che tecnicamente un database aziendale locale è separato dal Knowledge Graph.

    Cerca entità per i tuoi contenuti

    Ogni volta che stai pianificando un nuovo contenuto, assicurati che includa altre entità che Google considera pertinenti al tuo argomento.
    Ecco come puoi ricercare queste entità:

    Ricerca su Google

    Innanzitutto, sappiamo che Google utilizza associazioni tra entità per migliorare i risultati di ricerca. Quindi una cosa che possiamo fare è cercare l'argomento principale del nostro contenuto e vedere che tipo di suggerimenti di entità vengono visualizzati nei risultati.
    Ad esempio, se stessi pianificando un articolo sulle migliori web agency, cercherei e controllerei la sezione "Le persone cercano anche":

    Le miglkiori web agency nelle entità di ricerca su Google.

    Scorri fino alla fine della SERP e controlla le ricerche correlate.

    Ricerche correlate nelle migliori web agency.


    Quindi passa alla ricerca immagini e scorri i modificatori di ricerca suggeriti.

    Migliori web agency in Google Immagini.

    Wikipedia

    Sappiamo che Google utilizza Wikipedia come una delle fonti per il suo database di entità, quindi anche tu puoi utilizzarlo per cercare le proprietà delle entità e trovarne altre associate.
    Ad esempio, se dovessi scrivere un articolo su Patrick Stewart, Wikipedia mi direbbe che non posso farlo senza menzionare Patrick Hodge, Lord Hodge.

    Patrick Stewart su Wikipedia.

    API Natural Language

    E l'ultima tappa è la demo dell'API Natural Language di Google (API NLP), la tecnologia che utilizza per elaborare il testo e individuare le entità. La tecnologia stessa è a pagamento, ma la demo è gratuita.
    Quello che puoi fare è copiare il contenuto più alti dei tuoi concorrenti, eseguirli tramite l'API NLP e scoprire le entità più importanti menzionate in questo modo:

    Analisi dei linguaggio naturale.

    Lo strumento probabilmente scoprirà centinaia di entità per ogni testo, ma solo alcune avranno un punteggio significativo. Prendi alcune delle entità più importanti da un paio dei tuoi concorrenti, aggiungile a ciò che hai trovato su Wikipedia e dalla ricerca di Google ed otterrai un elenco completo di entità che potresti includere nei tuoi contenuti.

    Conclusioni

    Mi piace pensare alle entità come ad modello digitale del mondo reale e sono curioso di vedere quale direzione prenderà la SEO.

    Forse la tecnica diventerà così valida che non avremo più bisogno della SEO per spiegare i nostri contenuti ai motori di ricerca (qualcuno dirà che la SEO è morta) o forse diventerà incredibilmente complicato e dovremo utilizzare tonnellate di dati strutturati per aiutare Google a capire cosa è cosa.
    Ma qualunque sia la direzione che prenderà questa tecnologia, è certo che l'importanza delle entità crescerà e coloro che iniziano ad usarla da oggi sono destinati a vincere.

     

  • Differenze tra eSyndicat e PHPLinkDirectory

    Differenze tra eSyndicat e PHPLinkDirectory: quale scegliere?

    Aggiornamento del 2.11.2014

    Da anni uso PHPLinkDirectory installato nella directory Pagine Web Italiane e nei primi mesi del 2014, ho acquistato eSyndicat, installato su Prima Directory.
    Questo post verrà spesso aggiornato su trucchi e miglioramenti per usare i due noti script che gestiscono una webdirectory.

    È meglio eSyndicat o PHPLinkDirectory?

    Inizio con il dire che dal lato admin, PHPLinkDirectory non ha confronti.
    PHPLD possiede centinaia di opzioni che fanno letteralmente impallidire eSyndicat.
    Le impostazioni sono talmente numerose che spesso si rimane un po' confusi ma ti posso assicurare che risultano tutte utili ed importanti.

    Parlando invece di svantaggi, un punto a sfavore di PHPLD è la assoluta mancanza della lingua italiana. Il file disponibile nel pacchetto è stato tradotto da un traduttore automatico ed è quasi incomprensibile.
    Suggerisco quindi l'uso della lingua nativa, lato admin.

    In eSyndicat, una lacuna che avverto è l'impossibilità di creare più tipologie di proposta link: ad esempio, una con nofollow e l'altra senza.

    Il nofollow si aggiunge a tutto o a niente nelle preferenze globali.

    Assistenza

    Qualche tempo fa l'assistenza di PHPLD era ferrea: se volevi usufruirne, dovevi pagare.
    Ora le cose sono cambiate: nonostante l'avviso dell'obbligo di pagamento sia ancora presente, gli sviluppatori rispondono e aiutano gratuitamente.
    Come mai?
    Posso solo supporre che il concorrente diretto eSyndicat, si sta comportando nei confronti dei clienti nella medesima maniera per cui, in casa PHPLinkDirectory c'è stato un adeguamento.
    Posso affermare quindi che entrambi gli script, a livello assistenza, sono allo stesso livello.
    Un punto a sfavore in entrambi è il forum italiano: nessun utente della nostra lingua risponde se non loro, in inglese.

    BUG in eSyndicat

    eSyndicat soffre di un brutto e fastidioso baco.
    Nonostante le mie rimostranze sul forum di assistenza, gli sviluppatori e i moderatori negano l'evidenza (mah).
    Di fatto, eSyndicat piazza due o più TAG H1 in homepage e diciamocela tutta: per un software SEO non è proprio il massimo.

    Il problema nasce quando si attivano gli Slider.
    Lo Slider, letteralmente, "diapositiva", è un'immagine bella grossa nell'header. La gestione è affidata all'omonimo plugin.
    Il titolo dello slider assumerà il valore del tag <title> nella pagina della categoria scelta ma, attenzione, sarà assunto anche nel titolo con TAG H1 della pagina stessa.
    esyndicat slider e il titolo h1 dello slider

    Inoltre, sorpresona, se si creano più slide, si otterrà un H1 per ciascuna diapositiva, quindi nel caso configurassimo tre slide, otterremo quattro (!) H1 in una sola pagina, tre per gli slide, uno per il titolo di intestazione che compileremmo normalmente nella configurazione "Path & URL":

    Titolo di eSyndicat in H1

    Ora, perchè non scrivere un H1 unico, farcito di eventuali sinonimi del <title>, direttamente nell'editor subito sottostante?

    In definitiva, il titolo diverrà il tag title e l'H1 della home.
    Soluzione?
    Apri il file layout.tpl del template in uso e cerca la riga

    Il mio consiglio è commentarla o eliminarla del tutto.
    Non fare quello che vuole forzare il <title> sostituendo l'H1 con un H2.
    Toglila e basta.
    Così facendo, avrai eliminato anche il problema del pluri H1 degli slide e sarai libero di scrivere nell'editor tutti gli H1 che vuoi, compresi di sinonimi.

    PHPLinkDirectory: upgrade dalla 4.x.x alla 5.x.x

    L'upgrade al nuovo ramo per me non è stato completamente indolore.
    Premetto che mi sono fatto aiutare da uno sviluppatore: ho acquistato il pacchetto e ho approfittato del servizio upgrade.

    Il primo impatto è stato drammatico: non funzionava quasi più nulla.
    Ad essere precisi, parecchie funzioni non funzionavano correttamente nonostante la relativa impostazione attivata.

    Ad esempio, il controllo della presenza del link reciproco ha smesso di funzionare nonostante la spunta di controllo presenza fosse attiva.

    Controllo Link reciproco su phplink directory

    Dopo svariati tentativi, mi arrendo e scrivo all'assistenza che risolve tutto.
    Alla domanda "qual'era il problema", la risposta fu "era da attivare la spunta sulla validazione".
    Cosa significa?
    Dopo l'upgrade, qualche impostazione ha smesso di funzionare anche se presente.
    Queste spunte erano "solo" da disattivare e riattivare.

    PHPLinkDirectory: il link diretto sul titolo

    La versione 4.x.x non soffriva di questa caratteristica.
    Si, perchè secondo me questa caratteristica è un problema: quando viene visualizzata la presentazione di un sito, il titolo non dovrebbe puntare all'url del sito stesso ma ad una scheda descrittiva, la stessa pagina del READ MORE, dove sarà presente anche l'url del sito.
    Esempio:

    Il titolo in phplinkdirectory

    In pratica, dopo l'upgrade alla 5.x.x, se si cliccava su "I Disegni del personaggio Pulpi", PHPLD apriva direttamente il sito.
    Conseguenze?
    Se sulla homepage della directory appaiono link diretti, è facile essere penalizzati.
    Soluzione?

    Apri il file:
    /templates/Core/DefaultFrontend/views/_listings/_placeholders/listingUrlTitle.tpl

    Sostituisci la stringa:

    Con la stringa:

    In questo modo, il titolo punterà alla scheda di descrizione del sito, in pratica, assumerà lo stesso valore del link READ MORE.
    Se ti chiedi perchè non eliminare allora il READ MORE (se lo vuoi fare, devi "svuotare" - non eliminare - il file templates/Core/DefaultFrontend/views/_listings/_placeholders/readMoreLink.tpl), la risposta è evitare contenuti duplicati.
    La descrizione apparirebbe infatti due volte: nella presentazione, prima di cliccare su READ MORE e dopo, nella pagina di descrizione.

    Se invece ti chiedi: perchè allora non mantenere una descrizione unica, raggiungibile solo dal READ MORE o dal link di cui sopra, la risposta è dovuta a motivi SEO.
    Una "prepagina" di presentazioni che raggruppa decine di siti tematicamente comuni, da spinta al link raggiungibile dal titolo del sito.

    eSyndicat e PHPLinkDirectory: lo script di Google Analytics

    Se non vuoi installare un plugin per gestire lo script di Google Analitycs, puoi aggiungere la stringa direttamente nel layout.tpl dei template, tipicamente a fondo pagina.
    Se vuoi però che eSyndicat e PHPLInkDirectory continuino a funzionare, devi racchiudere lo script di Analytics tra il tag LITERAL:

    {literal}
    <script>
    (function(i,s,o,g,r,a,m){i['GoogleAnalyticsObject']=r;i[r]=i[r]||function(){
    (i[r].q=i[r].q||[]).push(arguments)},i[r].l=1*new Date();a=s.createElement(o),
    m=s.getElementsByTagName(o)[0];a.async=1;a.src=g;m.parentNode.insertBefore(a,m)
    })(window,document,'script','//www.google-analytics.com/analytics.js','ga');

    ga('create', 'UA-xxxxxxxx-x', 'auto');
    ga('send', 'pageview');
    </script>
    {/literal}

    PHPLinkDirectory: i contenuti duplicati del Widget Alphameric

    Su PHPLinkDirectory, le estensioni si chiamano Widget. Su eSyndicat, si chiamano plugin.
    Detto questo, su PHPLinkDirectory esiste un Widget che crea un elenco alfabetico dei link: il nome è Alphameric

    Attivandolo, il risultato è questo:

    Il widget di phplinkdirectory Alphameric

    Accade che ogni lettera crea un contenuto duplicato che punta alla stessa scheda del sito.
    In pratica, una scheda di presentazione di un sito, è raggiungibile da più URL.
    Soluzione?

    Aggiungere al file robots.txt questa stringa:

    User-agent: *

    Disallow: /alphameric/*

    Così facendo, inibiremo la scansione degli spider dei motori di ricerca su ogni lettera del Widget.

    Altri trucchi?

    Se hai da proporre altri trucchi o miglioramenti su eSyndicat o PHPLinkDirectory, commenta questo post o scrivimi. Includerò le tue proposte in questo articolo.

     

     

  • Disponibile traduzione italiana di eSyndicat

    Disponibile traduzione italiana di eSyndicat

    Due righe per importare un file lingua su eSyndicat 3.x.x.
    Quello che segue è valido solo se hai già una lingua in italiano installata.
    Se vuoi aggiornarla, clicca qui e procedi come segue.

    Vai nella sezione Language Manager.

    Gestione lingua esyndicat 3

    Se hai una lingua in italiano installata, cancellala per evitare di trovarti righe doppie; a quanto pare, le nuove impostazioni non sovrascrivono le vecchie.

    Cancella la lingua italiano di esyndicat

    Così facendo, diverrà di default quella in inglese.
    Ora, vai nella sezione "importa/esporta" lingua.

    Importa lingua italiano in esyndicat

     

    Ti apparirà una finestra del genere.

    Importa lingua italiano in esyndicat

    Importa il file CSV (è compresso in RAR) che trovi qui.
    Torna nella gestione lingua e imposta la nuova lingua in italiano come default e il gioco è fatto.

    Lingua in italiano di Default su esyndicat

    La traduzione non è completa al 100% e potresti trovare qualche errore.
    Periodicamente, fai un salto sul mio blog e controlla se ci sono aggiornamenti.

    Clicca qui per la traduzione in italiano di eSyndicat

    traduzione italiana di esyndicat

     

     

  • Elenco Directory dal comportamento scorretto

    Elenco Directory dal comportamento scorretto

    Aggiornamento del 9.1.2015

    Questa che segue non è la solita lista directory dofollow gratuite ma un elenco di siti che ti fanno iscrivere, ottengono un backlink e poi cambiano le carte in tavola.

    Si passa da coloro che dopo un po' ti piazzano il nofollow a quelli che cambiano servizio, godendosi in seguito, tutti i backlink accumulati durante la precedente prestazione come directory.

    Sei invitato a partecipare alla lista, scrivimi.


    Aggiornamento del 30.11.2016

    http://directoryfree.it

    Fine del servizio. Il dominio è in vendita e presto vedremo un ecommerce o chissà che

    elencositi.it

    Qui ora si gioca online.


    linkcenter.it

    linkcenter.it ora è un ecommerce di scarpe.


    Aggiornamento del 9.1.2015

    seoguru.it/directory/

    Il webmaster ha aggiunto un bel Dosallow alla directory nel file robots.txt.
    contattatolo, mi ha risposto che la directory presto verrà chiusa.
    Togliete pure il backlink verso il sito.


    Aggiornamento del 8.1.2015

    admyhost.com

    Il webmaster ha venduto il dominio ed ora il sito non è più una directory. Togliete pure il backlink.


    Aggiornamento del 29.12.2014

    sitiitaliani.net

    Non è più una directory. Cancellate tutti i backlink che puntano a quel sito.


    Aggiornamento del 26.12.2014

    planet-directory.net

    Ecco le categorie che non vengono indicizzate dai motori di ricerca.
    http://www.planet-directory.net/robots.txt


    Aggiornamento del 20.10.2014

    elenco-aziende.com

    Qualche tempo fa proposi alcuni link in questa directory.
    Con sorpresa oggi mi accorgo che tutte le schede dei siti recensiti sono prive di qualsiasi tipo di backlink.
    Non sono presenti accorcia-link, java-link, link con nofollow, niente di niente.
    Ovviamente, questa directory approfitta dei backlink ricevuti e difatti ad oggi, presentano un PR4.
    Sarà un errore, boh?!


    Aggiornamento del 27.8.2014

    directory.e-max.it

    Hanno aggiunto a tutti gli outlink il nofollow.
    Peccato. Era un'ottima directory; ora è da abbandonare.


    Aggiornamento del 8.6.2014

    Queste 7 directory che seguono devono ancora ricambiare un link dopo diversi anni e, ovviamente, in tutto questo tempo, hanno approfittato dei miei backlink.

    gold-link-directory.com
    mylittleseo.com
    directory.universalsite.org
    webdb.it
    directoryok.info
    webdirectoryitalia.it
    dnadirectory.net

    **

    mrclick.it

    22.11.2014 - Non è più una directory. Togliete pure il link verso quel dominio.


    indirectory.it

    Questa directory è morta. Espone solo la pagina di default del server


    directory.iaconet.com

    13.5.2014 - Da anni attendo un inserimento di un link e per tutto questo periodo hanno approfittato di alcuni miei backlink.


    mrclick.it

    4.5.2014 - nonostante le mie svariate richieste al probabile indirizzo email [email protected] , non inseriscono i backlink a distanza di 6 mesi, approfittando però di quelli richiesti da loro stessi per l'inserimento dei siti nella directory.

    sitibergamo.net

    6.3.2014 - Il webmaster ha modificato il file robots.txt in modo da non fare indicizzarfe la directory da Google, non so da quanto tempo.

    my-network.it

    Hanno inserito i nofollow a tutti i link, non so da quanto tempo.

    giorgiotave.it

    Considero estremamente scorretta questa directory perchè da oltre 4 anni attendo ben sei backlink ad altrettanti proposte di inserimento.Il punto è che per tutto questo periodo, la directory ha approfittato di 6 miei backlink.

    mondo-seo.com

    Dopo aver accumulato un certo numero di backlink, interrompono il servizio di directory annunciando un laconico: La DIRECTORY presente su questo sito è stata rimossa, ci dispiace per il disagio..

    z73.it

    Ex directory, ora un sito generico di cucina, viaggi e... boh?


    fortunecat.it

    Ex directory, ora redirect 301 a soluzioneagile.it

    annunci.gratuiti.biz

    Ex directory, ora un redirect 301 ad un dizionario online

    katalogato.com

    Ex directory, ora sito sulla Sardegna

    recensione.org

    Ex directory, ora vendita host o qualcosa del genere

    tuttoilweb.it

    Ex directory, ora Hotel e viaggi

    directory.guest.it

    Da anni attendo un inserimento di un link e per tutto questo periodo hanno approfittato di alcuni miei backlink.

    blogitaliani.net

    Da anni attendo un inserimento di un link e per tutto questo periodo hanno approfittato di alcuni miei backlink.

    web-reviews.org

    Da anni attendo un inserimento di un link e per tutto questo periodo hanno approfittato di alcuni miei backlink.

    elencoblog.net

    Redirect 301 ad un sito "Giochi per ragazze"

    abcitaly.it

    È diventato un sito sul made in Italy.

    Andrea che fa TIE!

     

     

  • Fattori di ranking nel 2020

    I Fattori di ranking nella SEO del 2020

    Quali sono i fattori di ranking nel 2020? 

    Sembra ieri che Google diceva di considerare oltre 200 fattori di ranking.

    Google si è evoluto drasticamente negli ultimi dieci anni.
    Oggi, il neural matching - un metodo basato sull'IA - elabora circa il 30% di tutte le ricerche e Google è in grado di riconoscere concetti oltre il fronte delle semplici parole chiave.

    Adesso abbiamo da considerare cose come RankBrain, mobile-first indexing e l'HTTPS.

    Poiché dobbiamo adattarci ai cambiamenti e trovare il modo di ottenere il massimo dalle SERP, il tema dei fattori di ranking rimane attuale più che mai.
    Diamo quindi uno sguardo a quali fattori di ranking considerare nel 2020 e a quali lasciarsi alle spalle.


    Sommario



    Fattori di dominio


    Età del dominio



    Cosa dicono i SEO

    L'età del dominio è stata considerata un fattore di rank per molto tempo.
    Questo concetto ha fatto credere ai webmaster di poter trarre vantaggio da domini anziani: si riteneva che apparissero più autorevoli agli occhi di Google.

    Questa convinzione probabilmente è nata grazie ad un vecchio brevetto di Google che affermava che i domini importanti vengono spesso pagati in anticipo per diversi anni, al contrario di quelli mediocri.
    Google ha negato che l'età del dominio impatta sul posizionamento.


    Cosa dice Google

    Nel 2010, Matt Cutts dichiarò apertamente che non vi era alcuna differenza tra domini anziani e giovani".
    John Muller è stato ancora più preciso, affermando un "no" alla correlazione tra età di dominio e registrazione, come fattori di rank.


    Per riassumere

    Esistono molti esempi di nuovi domini utilizzati per siti di alta qualità e molti vecchi utilizzati per fare spam.
    È improbabile che l'età del dominio e la durata della registrazione incidano sul ranking.

    Probabilmente, i domini più anziani potrebbero trarre vantaggio da altri fattori, come i backlink accumulati.
    Tuttavia, se un dominio avesse una brutta cronologia (riduzioni di rank o penalitalizzazioni da spam), Google potrebbe annullare il valore di quei backlink e in alcuni casi, una penalità potrebbe passare al nuovo proprietario del dominio.

     

     


    Parole contenute nel chiave (EMD)


    Cosa dicono i SEO

    Sono domini che contengono parole chiave o ne sono totalmente costituiti (i cosiddetti domini a corrispondenza esatta, EMD).
    Si ritiene che questi domini si classificano meglio e più rapidamente rispetto a quelli privi di keywords poiché i loro nomi fungono da segnale di pertinenza.

    In un video nel 2011, Matt Cutts ha confermato indirettamente la tesi citando una lamentela degli utenti: Google da un po' troppo peso alle parole chiave nei domini.


    Google dice

    In una sessione di Hangout, John Mueller ha risposto alla domanda circa le parole chiave presenti nei domini:
    "... solo perché quelle parole chiave sono presenti in un nome di dominio non significa che questo si posizionerà per quelle parole chiave."

    "... è normale che accada e se capita di avere parole chiave nel nome di dominio, il posizionamento non è in alcun modo correlato."

    Poiché un numero piuttosto elevato di EMD è stato utilizzato in pratiche di spam, Google ha implementato l'algoritmo "EMD" per porre fine a questa pratica.


    Per riassumere

    Avere una parola chiave come nome di dominio non porta molti vantaggi, oggi.
    Esistono molte aziende importanti che hanno dominio a brand, non basato su parole chiave, ad esempio Amazon, Apple, Facebook, Twitter, ecc.
    Qualità e valore utente sono molto più importanti.


    Parola chiave nell'URL di una pagina


    Cosa dicono i SEO

    L'uso di una parola chiave come parte dell'URL di una pagina del sito può fungere da segnale di pertinenza
    Questi URL possono fungere anche da vere e proprie anchor text quando condivisi così come sono, tuttavia, l'impatto sul posizionamento è piuttosto ridotto.


    Google dice

    John Mueller aveva confermato che una parola chiave nell'URL di una pagina era un segnale SEO, sottolineando l'insignificanza rispetto ad altri fattori ed ha sconsigliato di gestire quell'URL solo per il gusto di contenere parole chiave.
    "Credo sia uno scarso fattore di ranking. Non è qualcosa che cercherò di forzare o lavorare per ristrutturare il tuo sito solo per poter inserire parole chiave in un tuo URL".


    Per riassumere

    Gli URL contenenti parole chiave vengono evidenziati nei risultati di ricerca, il che potrebbe influire sul CTR di un sito, poiché suggeriscono agli utenti il ​​contenuto della pagina.
    Google vede tali URL come leggeri segnali SEO. Tenendo conto della loro capacità di fungere da ancore, vale la pena utilizzarli se utilizzati come link in una pagina.


    TLD prefisso internazionale


    Cosa dicono i SEO

    Un dominio di primo livello (ccTLD) a codice di paese è un dominio con l'estensione di un determinato paese (ad esempio, .it per l'Italia o .fr per la Francia, .ca per il Canada, ecc.).
    Si ritiene che avere un ccTLD aiuti a posizionarti meglio nella regione target.


    Cosa dice Google

    Il centro assistenza sulla Google Search Console afferma:
    "i ccTLD sono un segnale forte sia per gli utenti che per i motori di ricerca perchè il tuo sito sarà esplicitamente destinato a un determinato paese ".
    Allo stesso tempo, avere un TLD con prefisso internazionale può ridurre le possibilità di ottenere livelli più alti di CTR a livello globale.
    "Puoi indirizzare il tuo sito Web o parti di esso agli utenti di un singolo paese specifico che parla una specifica lingua.
    Questo può migliorare il posizionamento delle tue pagine nel paese di destinazione ma a scapito dei risultati in altre lingue.


    Per riassumere

    Un dominio di primo livello con prefisso internazionale è un fattore di posizionamento nella ricerca, definito per un specifico paese.
    Se la tua attività si rivolge al mercato di un determinato paese, ciò che dovrai sicuramente fare sarà gestire i contenuti per gli utenti di quel paese.
    A parer mio, ciò che conta realmente è l'hreflang per il posizionamento, mentre per il CTR l'estensione di primo livello (non ho casi di studio, vado a naso).



    Fattori di contenuto


    Parola chiave nel tag del titolo



    Cosa dicono i SEO

    Il tag title indica ai motori di ricerca l'argomento di una determinata pagina. Inoltre, i motori di ricerca usano quel tag per creare uno snippet visibile agli utenti.
    Il TAG title agisce come fattore di rank che segnala la pertinenza della pagina per una query di ricerca.
    Tuttavia, oggi è meno importante rispetto al passato secondo un recente studio di correlazione.
    "Abbiamo trovato una scarsa relazione tra l'ottimizzazione delle parole chiave del tag del titolo e il posizionamento.
    Questa correlazione era significativamente più bassa del previsto, il che lascia supporre il passaggio di Google alla ricerca semantica".


    Dice Google

    Nel 2016 John Mueller affermava che i tag del titolo rimanevano un importante segnale SEO, ma non critico.
    "I titoli sono importanti per la SEO e sono usati come un fattore di ranking ma non qualcosa su cui direi valga la pena dedicare il tuo tempo" .
    Di recente, Martin Splitt, analista per i webmaster di Google, ha sottolineato l'importanza dei metadati, in particolare del tag title, nominandolo tra i più importanti fattori di ranking.
    "È importanate assicurarsi di avere meta tag che descrivano il tuo contenuto. "

    "Cerca di creare titoli, differenziandoli il più possibile per ogni pagina del sito. "
    Nella Guida introduttiva SEO, Google consiglia di creare titoli di pagina unici e precisi, ponendo l'accento sulla loro naturalezza.


    Per riassumere

    Sebbene vi siano prove del fatto che i tag dei titoli basati su parole chiave possano svolgere un ruolo meno significativo nel rank, Google continua a sottolineare la loro importanza come fattore di pertinenza rilevante.
    Per sfruttare al meglio i tag del titolo, assicurati che siano unici e specifici per gli argomenti delle pagine e usa le parole chiave in modo ragionevole, ed evita il più possibile la duplicazione di quei meta dati sul tuo sito.


    Parola chiave nel meta description


    Cosa dicono i SEO

    Il meta description era un segnale di ranking, tempo fa.
    Anche se oggi non lo è più, rimane importante per la SEO, poiché può influenzare sul CTR.


    Cosa dice Google

    Google ha ufficialmente smesso di utilizzare come fattore di rank il meta description nel suo algoritmo di ricerca nel 2009.
    Tuttavia, lo utilizza ancora per creare gli snippet nelle SERP.
    "Anche se a volte utilizziamo il meta tag description per gli snippet che mostriamo nelle SERP, non lo usiamo più come segnale di ranking"


    Per riassumere

    Il meta description svolge ancora un ruolo significativo nella SEO, anche se non è più un fattore di ranking.
    Google lo utilizza per creare gli snippet nelle SERP e queste descrizioni possono servire agli utenti per vedere di cosa tratta la tua pagina direttamente dalle SERP.
    Creare descrizioni più rilevanti per il contenuto della tua pagina può aiutarti a catturare l'attenzione degli utenti e migliorare il tuo CTR.


    Parola chiave nei tag H1


    Cosa dicono i SEO

    Il tag H1 (noto anche come intestazione) è noto come tag di secondo titolo, poiché contiene una breve frase che descrive l'argomento della pagina.
    Il testo racchiuso tra gli <H1> </H1> è quello più visibile.
    L'uso di più tag H1 in una una pagina è fortemente sconsigliato.
    Altri tag H, come H2... H6, aiutano a rendere i contenuti più leggibili e forniscono ai motori di ricerca un'idea della struttura della pagina.


    Dice Google

    Da un hangouts, John Mueller, nell'ottobre 2015, dice che i tag H non portano a nessun bonus di ranking.

    "...lo usiamo per capire meglio il contesto di una pagina e la struttura del testo ma non crea guadagno in ranking"
    Per quanto riguarda quanti tag H1 dovrebbero essere usati in una singola pagina, lo stesso John Mueller ha semplicemente detto: Quanti ne vuoi".


    Per riassumere

    Sebbene non ci sia una chiara conferma che l'uso di parole chiave nei tag H1 possa comportare miglioramento, questi tag aiutano i motori di ricerca a farsi un'idea del contesto e della struttura della pagina.
    Inoltre, un testo nell'intestazione H1 è considerato il pezzo più significativo del tuo contenuto.
    Inserire parole chiave target nel tag H1 sembra una buona idea ma se lo fai ragionevolmente.


    Ottimizzazione delle immagini


    Cosa dicono i SEO

    Le immagini possono segnalare ai motori di ricerca la loro rilevanza attraverso il testo alternativo, nome file, titolo, descrizione, ecc.
    Le immagini sono importanti fattori di rank, in particolare per la loro ricerca.


    Dice Google

    John Mueller ha sottolineato l'importanza del testo alternativo dell'immagine.
    "Il testo alternativo è estremamente utile per Google Immagini, se vuoi che queste vengano posizionate."
    Google insiste anche sulla necessità di creare testi, titoli e didascalie su immagini pertinenti per migliorare l'accessibilità.
    "Aggiungendo più contesto testuale alle immagini, i risultati possono diventare molto rilevanti, il che può portare traffico di qualità al tuo sito."


    Per riassumere

    Le immagini sono una parte importante del contenuto di un sito Web.
    Lo rendono più accattivante, più facile da leggere e talvolta forniscono più valore al contenuto testuale.
    L'ottimizzazione corretta delle immagini le fa apparire nella ricerca: più sono rilevanti per il contesto che le circonda, più è probabile che vengano posizionate più in alto nei risultati di ricerca. Pertanto, tutti gli attributi di immagine, testo alternativo, titoli, ecc. sono molto probabilmente fattori di ranking significativi.


    TF-IDF


    Cosa dicono i SEO

    TF-IDF (term frequency–inverse document frequency) è il sistema di recupero delle informazioni e si ritiene sia un metodo utilizzato da Google per valutare la pertinenza dei contenuti.
    È anche considerato un fattore importante per la SEO e il ranking ed è uno strumento utilizzato per trovare parole chiave più pertinenti.


    Dice Google

    Google ha confermato di utilizzare TF-IDF da molto tempo ma sono anche già stati elaborati metodi più sofisticati.

    "Il famoso TF-IDF da tempo lo utilizziamo per indicizzare le pagine Web"

    ... stiamo però iniziando a pensare in termini di entità e relazioni piuttosto che di parole chiave. "
    John Mueller di recente ha puntualizzato il concetto affermando che Google utilizza una quantità enorme di altre tecniche e metriche per definire la pertinenza.

    "Per quanto riguarda il tentativo di capire quali sono le parole pertinenti in una pagina usiamo tantissime tecniche per il recupero delle informazioni.
    Nel corso degli anni sono emerse tonnellate di queste metriche"


    Per riassumere

    Il TF-IDF è una tecnica piuttosto datata che è stata ampiamente utilizzata per il recupero delle informazioni in diversi campi, inclusi i motori di ricerca.
    Tuttavia, oramai, sono entrati in gioco metodi più sofisticati.
    Alcuni casi di studio mostrano correlazione tra ottimizzazione del contenuto con TF-IDF e miglioramento del ranking.
    Potrebbe essere una tecnica molto valida utilizzare il TF-IDF per arricchire i tuoi contenuti con parole chiave più pertinenti.
    Insieme ad altri fattori, questo può aiutare a migliorare il tuo rank.


    Lunghezza del contenuto



    Cosa dicono i SEO

    Da un lato, esistono casi di studio che dimostrano una correlazione tra ranking e lunghezza dei contenuti.
    È stato osservato che contenuti abbondanti (circa 2000-3000 parole di lunghezza) tendono a posizionarsi più in alto e ottenere maggior traffico rispetto a copie più brevi.
    D'altra parte, esistono altri studi che dimostrano il contrario.


    Dice Google

    Ecco cosa ha recentemente affermato John Mueller in uno dei thread di Reddit, per quanto riguarda il conteggio delle parole in una pagina.
    "Il conteggio delle parole non è un fattore di ranking. Fine del problema."
    Abbastanza chiaro, no?


    Per riassumere

    È più probabile che tanti contenuti consentano di approfondire un argomento, fornire più valore e rispondere efficacemente alle intenzioni di ricerca dell'utente.
    Tutti questi fattori influenzano positivamente il ranking, ma la ricchezza dei contenuti non è l'unico fattore che Google tiene in considerazione.


    Completezza dei contenuti


    Cosa dicono i SEO

    La completezza del contenuto indica la misura in cui un testo in una pagina tratta questo o quell'argomento.
    Si ritiene che i contenuti, se approfonditi, siano segnale di qualità, dimostrino l'esperienza del sito Web in un determinato settore e garantiscano maggiore fiducia percepita da parte degli utenti.
    Casi di studio dimostrano che contenuti completi e approfonditi migliorino il rank del sito:


    Google dice

    Nella sua Guida introduttiva SEO, Google consiglia
    "La creazione di contenuti di qualità richiede almeno una delle seguenti opzioni: tempo, impegno, competenza, talento e abilità.
    Il contenuto deve essere accurato, scritto in modo chiaro e completo ".

    Ecco cosa dice Google in merito all'ottimizzazione dei contenuti.
    "La creazione di contenuti interessanti e utili probabilmente influenzerà il tuo sito più di qualsiasi altro fattore.
    Gli utenti riconoscono buoni contenuti e se li trovano, probabilmente vorranno consigliarli ad altri."
    Oggi Google privilegia non solo contenuti accurati e approfonditi, ma anche utili.


    Per riassumere

    Un contenuto di alta qualità è completo quando accurato e apporta valore agli utenti.
    Evita di creare contenuti per il solo motivo di promuovere della tua attività o i tuoi servizi.
    Contenuti di qualità dovrebbero avere uno scopo, rispondere alle intenzioni di ricerca degli utenti e fornire la migliore soluzione alle loro esigenze.


    Contenuti recenti



    Cosa dicono i SEO

    Dopo l'aggiornamento dell'algoritmo CAFFEINA, Google tende a dare spinta in visibilità a contenuti più freschi, creati di recente o aggiornati.


    Dice Google

    L'aggiornamento Caffeina aveva lo scopo di fornire risultati di ricerca in tempo reale, ovvero consentire di trovare più rapidamente nuove informazioni pertinenti.

    L'aggiornamento è stato implementato al sistema di indicizzazione di Google, facendo apparire più rapidamente le informazioni e gli aggiornamenti nella ricerca.
    "Caffeina fornisce risultati più freschi del 50% per le ricerche sul ed è la più grande raccolta di contenuti web che abbiamo offerto."
    Tuttavia, John Mueller di Google ha recentemente negato di offrire migliore posizionamento per i siti frequentemente aggiornati; e come al solito, ci sono eccezioni a questa "regola".

    Allo stesso tempo, infatti, la freschezza dei contenuti è parte dell'algoritmo di ranking che favorisce visiblità a siti Web di informazione su determinate aree di ricerca (come notizie, tendenze, politica, eventi, ecc.).


    Per riassumere

    In generale, la risposta al fatto che il contenuto più recente abbia impatto sul ranking sarà: dipende (ecco la parola più usata dai SEO).
    Negli ambiti in cui è probabile che gli utenti cerchino informazioni più recenti, i risultati della ricerca vengono elaborati dalla parte Quality Deserve Freshness dell'algoritmo di ranking.
    Per altri risultati, Caffeina indicizza rapidamente gli ultimi aggiornamenti senza alcun impatto significativo sul ranking.


    Vecchio contenuto


    Cosa dicono i SEO

    Esistono prove sul fatto che vecchi contenuti, o non aggiornati, potrebbero superare pagine più recenti.
    L'età di una pagina, quindi, potrebbe essere presa in considerazione dall'algoritmo di ranking.


    Dice Google

    Discutendo su uno di questi casi, John Mueller supponeva che contenuti non aggiornati rimanevano pertinenti e citatandoli potrebbero mantenere buone posizioni nelle SERP, anche in presenza di nuove pagine.

    Penso che sia complicato quando è trascorso del tempo; queste pagine semplicemente nel corso degli anni hanno accumulato fiducia, link ed altri segnali, il che che spinge a pensare: "beh, sembra una buona pagina di riferimento."


    Per riassumere

    Google non fornisce alcuna conferma che i vecchi contenuti tendono a posizionarsi meglio.
    Tali casi si verificano, ma è più probabile che il loro successo sia collegato ad altri fattori, ad esempio qualità, pertinenza e una notevole quantità di backlink.
    Direi quindi che non è l'età che conta, ma la qualità e il valore che apportano agli utenti.


    Grammatica e ortografia


    Cosa dicono i SEO

    La maggior parte delle pagine più visibili non presenta errori grammaticali o ne ha minimi.
    Se ne deduce che la grammatica influenzi la qualità, quindi è considerata fattore di ranking indiretto.


    Google dice

    Matt Cutts, nel 2011, ha ammesso una correlazione tra qualità di un sito e correttezza grammaticale dei suoi contenuti, suggerendo miglioramenti di grammatica ortografia per influenzare il ranking indirettamente.

    Stranamente, prima Matt dice che la grammatica è importante.

    Poi più tardi, John Mueller dice un'altra cosa.
    È sempre bene risolvere i problemi noti di un sito, ma Google non conta i tuoi errori di battitura.


    Per riassumere

    Anche se Google non conta i tuoi errori di battitura e afferma che non ha alcun impatto sulla visibilità, la scarsa grammatica sembra poco professionale (soprattutto per nicchie come banche, diritto, servizi medici) e può lasciare gli utenti meno soddisfatti del contenuto del tuo sito.
    Ovvio, no?


    Presenza di altre parole chiave in una pagina


    Cosa dicono i SEO

    Si ritiene che la presenza di altre parole chiave per le quali una pagina si posiziona, oltre alla query principale, possa essere considerato fattore di qualità.


    Cosa dice Gogole

    Un brevetto di Google chiamato "Query augmentation" afferma:

    "Quando un utente invia una rochiesta ad un motore di ricerca, i termini digitati possono essere valutati e abbinati per selezionare una o più query simili.
    Le query selezionate, a loro volta, possono essere utilizzate da Google per migliorare l'operazione di ricerca, ottenendo così risultati migliori".
    Ciò significa che se l'algoritmo sceglie la vostra pagina come la più adatta per una determinata query, può anche trovarla come risultato per altre query rilevanti.


    Per riassumere

    È improbabile che un numero di parole chiave differenti sia un fattore di posizionamento.
    Tuttavia, se la tecnologia brevettata è stata implementata nell'algoritmo di ricerca, è molto probabile che il posizionamento per una singola query possa semplificare quello della pagina con molto meno sforzo.


    E-A-T


    Cosa dicono i SEO

    Dalla comparsa delle Google Quality Raters Guidelines, la competenza, l'autorevolezza e l'affidabilità (E-A-T) di un sito web sono diventati termini legati alla qualità.
    Molti sostengono che E-A-T sia diventato un segnale forte che Google utilizza per valutare i siti web.
    Si ritiene anche che fornire informazioni aggiuntive, ad esempio, i cosiddetti NAP, ovvero, i nomi degli autori dei contenuti e la biografia, possa migliorare le classifiche.


    Dice Google

    John Mueller ha fornito una spiegazione esauriente su ciò che le Quality Raters Guidelines intendevano, nonché se E-A-T potesse valere come segnale di ranking.

    "Molto di questo deriva dalle Quality Raters Guideline che dettano i risultati di ricerca diretta o fattori di posizionamento nella ricerca.
    Questo è ciò che suggeriamo quando valutano la qualità dei nostri risultati di una ricerca."


    Per riassumere

    E-A-T oggi è una parola che molti SEO amano ripetere per quanto riguarda la qualità di un sito Web e quindi l'impatto sulla visibilità.
    Le Quality Raters Guidelines sono state create per i dipendenti di Google, il cui compito era quello di esaminare i risultati delle ricerche e assicurarsi che fossero pertinenti e di alta qualità: contengono solo consigli su cosa considerare nei risultati.
    Vero, per alcune tipologie di siti, come gli "Your Money Your Life", ad esempio, è fondamentale verificare le informazioni se provengono da esperti e dimostrare la loro esperienza fornendo la biografia dell'autore, ecc.
    Tuttavia, chiamare E-A-T un fattore di ranking pare essere un po' prematuro.


    Parole chiave LSI nel contenuto


    Cosa dicono i SEO

    LSI sta per indicizzazione semantica latente.
    È un metodo di reperimento delle informazioni che trova relazioni nascoste tra le parole per restituire risuiltati più accurati.
    Si ritiene che l'LSI aiuti Google a comprendere meglio il contenuto di un sito web.
    Le parole semanticamente correlate aiutano il motore di ricerca a riconoscere il significato di termini che possono avere significati diversi.
    Sono spesso chiamate "parole chiave LSI", e si suppone abbiano impatto sul ranking.


    Google dice

    John Muller ha negato l'esistenza di parole chiave LSI, dicendo
    "Non esistono parole chiave LSI: chiunque ti dica altrimenti si sbaglia, mi dispiace. "
    Inoltre, LSI è un vecchio metodo inventato nell'era pre-web e Google utilizza tecnologie molto più moderne.


    Per riassumere

    È improbabile che le parole chiave LSI abbiano impatto a livello SEO.
    L'indicizzazione semantica latente è un vecchio metodo di recupero delle informazioni che i moderni algoritmi di ricerca, probabilmente non usano nemmeno perchè si basano su metodi molto più sofisticati.



    Struttura del sito e fattori di codice



    Cosa dicono i SEO

    I link interni consentono la scansione e l'indicizzazione del contenuto di un sito Web. Aiutano anche a distinguere le pagine più importanti rispetto ad altre.
    Le ancore fungono da forte segnale di pertinenza.


    Cosa dice Google

    L'argomento di link interni è stato affrontato da John Mueller durante una sessione Hangouts, sottolineando l'importanza.

    "I dati che raccogliamo dai link interni è davvero importante: il tipo di anchor text, il testo intorno ai link in quei post del blog all'interno del tuo contenuto, è molto importante per noi"


    Per riassumere

    Google esegue la scansione dei siti Web seguendo i link interni, creando così l'idea della struttura generale.
    I link interni danno peso da e verso le pagine; la sezione che ottiene molti link da altre pagine del sito sembra più prominente agli occhi di Google.
    È probabile che il testo di ancoraggio dei link interni sia molto rilevante.
    È fondamentale fornire link ai contenuti più preziosi e assicurarsi di non averne interrotti. È anche consigliabile utilizzare ancore basate su parole chiave.


    Layout intuitivo


    Cosa dicono i SEO

    È fondamentale che il layout della tua pagina restituisca i contenuti immediatamente fruibili agli utenti.
    Questo dopo il lancio dell'algoritmo "Page Layout algorithm" che tende a penalizzare i siti con annunci offensivi e pop-up interstiziali.


    Dice Google

    Dopo l'introduzione dell'algoritmo "Page Layout algorithm" nel 2012, Matt Cutts ha scritto:

    "I siti con poco contenuto "above-the-fold" possono essere interessati da questa modifica.
    Se apri un sito web e la parte superiore non ha molti contenuti testuali visibili "above-the-fold" o dedica una gran parte della schermata iniziale ad annunci, non è segno di una buona esperienza per l'utente e potrebbero avere uno scarso rank successivamente".

    Più tardi, Gary Illyes ha confermato l'importanza dell'impatto di questo algoritmo, confermando con un "Sì, è ancora importante".


    Per riassumere

    Il layout user-friendly giocherà a favore di un sito web.
    Se i visitatori possono raggiungere facilmente il contenuto di una pagina (senza essere infastiditi da giganteschi blocchi pubblicitari), questo è considerato come buona esperienza di navigazione.
    Da questo, si evince che Google intende penalizzare ogni sorta di pubblicità distraente.


    Categoria di pagina


    Cosa dicono i SEO

    Si ritiene che una pagina che appare in una categoria pertinente potrebbe ottenere un aumento del ranking.


    Dice Google

    Un Un brevetto di Google descrive un metodo che abbina i termini di ricerca al contenuto della pagina e alla categoria.
    Esso determina il punteggio di rilevanza della categoria che può influenzare il ranking:

    "...Viene determinato un punteggio per i criteri di ricerca-categorie.
    Un punteggio complessivo viene determinato in base al testo della pagiona e della categoria di appartenenza".


    Per riassumere

    È probabile che Google utilizzi la corrispondenza delle categorie come segnale di rank (e allo stesso tempo, utilizza altri segnali che gli consentono di fornire risultati migliori).
    Inoltre, un'architettura gerarchica che include categorie aiuta Google a comprendere meglio il contenuto delle pagine, nonché la struttura generale del sito.
    Se una categoria raggruppa un certo tipo di argomentazione, Google la vedrà come "contenitore" di quell'argomento e tutte le pagine contenute ne trarranno vantaggio.


    Architettura del sito


    Cosa dicono i SEO

    Una scarsa architettura del sito che impedisce ai bot dei motori di ricerca la scansione di tutte le pagine può ostacolare la visibilità. Inoltre, confonderà gli utenti.


    Dice Google

    John Mueller ha sottolineato l'importanza dell'architettura del sito ben elaborata dicendo:
    "In generale, starei attento ad evitare di impostare una situazione in cui la normale navigazione del sito non funziona correttamente.
    Dovremmo essere in grado di eseguire la scansione da un URL a qualsiasi altro URL sul tuo sito, semplicemente seguendo i link nella pagina."

    Jophn ha anche accennato all'accessibilità dei contenuti per quanto riguarda la profondità dei click:
    "Ciò che conta è quanto sia facile trovare effettivamente il contenuto che cerchi.

    "Quindi è più una questione di quanti link devi attraversare per accedere effettivamente ad una pagina piuttosto che l'aspetto della struttura stessa dell'URL."


    Per riassumere

    Un'architettura del sito ben elaborata consente una migliore crawlability e offre agli utenti un modo semplice per accedere all'intero contenuto del sito Web.
    Un contenuto difficile da raggiungere è indice di una scarsa esperienza utente ed è probabile che si posizioni male.


    HTML valido


    Cosa dicono i SEO

    Gli errori HTML possono segnalare scarsa qualità in un sito e quindi peggiorare il posizionamento. Al contrario, un codice HTML valido aiuta a posizionarsi meglio.


    Dice Google

    Le linee guida generali di Google parlano di compatibilità tra browser e HTML valido.
    "Sebbene consigliamo di utilizzare un codice HTML valido, è probabile che non sia un fattore determinante per il modo in cui Google esegue la scansione e l'indicizzazione del tuo sito."
    A tal proposito, c'è anche una dichiarazione di John Mueller
    "Fintanto che una pagina può essere renderizzata, la convalida non ha importanza."
    Nella stessa discussione, John ha anche negato che l'HTML possa avere alcun impatto sul rank, oggi.


    Per riassumere

    Sebbene l'HTML non possa essere definito fattore di ranking e Google incoraggi a non preoccuparsene, la validazione porta alcuni vantaggi che non puoi ignorare.
    Essa influisce positivamente sulla velocità di scansione e sulla compatibilità del browser, oltre a migliorare l'esperienza dell'utente.


    Markup di dati strutturati


    I SEO dicono

    Il markup dei dati strutturati (schema.org) aiuta i motori di ricerca a identificare meglio il significato di un determinato contenuto (ad esempio, evento, organizzazione, prodotto, ecc.).
    L'uso dei dati strutturati può comportare la presenza di un migliore snippet nei risultati di ricerca. Si ritiene inoltre che influenzi il ranking.


    Dice Google

    Ecco cosa diceva John Mueller sull'uso dei dati strutturati un anno fa:
    "Non c'è incremento di ranking implementando i dati strutturati. Tuttavia, questi possono far comprendere più facilmente l'argomento della pagina, e possono mostrare cosa è rilevante (migliora il targeting, forse il ranking, per essere più precisi).
    (non è una novità, imo)"


    Per riassumere

    Sembra che i dati strutturati non siano un fattore di ranking, ma aiutano a classificare un sito, dopo tutto.
    I dati strutturati agiscono indirettamente, aiutando i motori di ricerca a comprendere meglio e quindi a valutare i contenuti.
    Inoltre, possono migliorare la visibilità nei risultati di ricerca creando uno snippet funzionale e ricco.



    Fattori di prestazione e sicurezza


    HTTPS


    Cosa dicono i SEO

    Google tende a posizionare meglio i siti Web in HTTPS.
    Avere un certificato SSL valido aiuta un sito Web a ricevere ranking.


    Dice Google

    Nel 2014, Google ha introdotto ufficialmente l'HTTPS come segnale di ranking
    "... negli ultimi mesi abbiamo eseguito dei test che tengono conto dei siti che utilizzano connessioni crittografate e sicure come segnale di ranking nei nostri algoritmi delle ricerche.
    Abbiamo riscontrato risultati positivi, quindi stiamo iniziando a utilizzare HTTPS come segnale SEO".
    Tuttavia, secondo Garry Illyes, l'https non è un fattore di fondamentale importanza.
    "È importante in generale, ma se non lo fai, va benissimo. Se sei in una nicchia competitiva, allora può darti un vantaggio." .


    Per riassumere

    La sicurezza è stata una delle preoccupazioni di Google per molto tempo.
    Non sorprende quindi che l'HTTPS sia stato reso segnale di ranking e sebbene non sia considerato un grosso punto di svolta, migrare in HTTPS pare la solluzione migliore.
    SEO a parte, la sicurezza è sempre cosa buona ma c'è un altro punto da considerare: il browser mostra "sito non sicuro" e questo gioca un punto a sfavore sul sito dal punto di vista "Esperienza utente".


    Posizione del server


    Cosa dicono i SEO

    La posizione geografica del server può segnalare ai motori di ricerca la pertinenza del tuo sito Web per il Paese e il pubblico di destinazione.


    Dice Google

    In questo video, Matt Cutts suggerisce la probabilità di migliorare il rankiing, nel caso in cui il tuo sito sia ospitato nel paese in cui risiede il pubblico target.


    Per riassumere

    Proprio come i domini di primo livello sono un segnale, è probabile che la posizione geografica del server di hosting faccia capire ai motori di ricerca quale pubblico è il target del contenuto del sito e lo include nei risultati di ricerca di un determinato Paese. Questo è particolarmente importante quando si mira a una SERP locale altamente competitiva.


    Velocità della pagina


    Cosa dicono i SEO

    La velocità della pagina è considerata uno dei fattori di posizionamento più significativi, in particolare per dispositivi mobile.


    Dice Google

    La velocità del sito è ufficialmente un fattore di rank da molto tempo.
    A partire dal 2018, è stato annunciato come fattore di ranking anche per la ricerca mobile.

    "Sebbene la velocità sia stata utilizzata per qualche tempo come segnale di rank per le ricerche su desktop, a partire da luglio 2018, la velocità della pagina è fattore di rank per le ricerche su dispositivi mobili."


    Per riassumere

    La maggior parte delle ricerche viene fatta da dispositivi mobili e gli utenti tendono ad abbandonare caricamenti di pagina maggiori di 3 secondi; avere un sito veloce qiundi è un enorme vantaggio.
    Inoltre, Google offre maggiori opportunità di posizionamento, pertanto, è fondamentale adottare tutte le misure necessarie per aumentare la velocità del tuo sito (che può includere l'utilizzo di una rete CDN, applicazione di compressioni, riduzione dei reindirizzamenti, l'ottimizzazione di immagini e video, ecc.).


    Usabilità mobile


    Cosa dicono i SEO

    L'usabilità su mobile è uno dei principali fattori per un sito Web da posizionare nella ricerca.
    Casi di studio multipli dimostrano correlazione tra usabilità mobile e posizionamento.


    Dice Google

    Con l'introduzione di un numero crescente di risultati di ricerca per dispositivi mobili, Google ha sottolineato l'importanza dell'usabilità dei dispositivi mobili come segnale di rank.
    "Poiché sempre più persone utilizzano dispositivi mobile per accedere a Internet, i nostri algoritmi devono adattarsi a questa modalità di utilizzo.
    "...amplieremo l'uso del mobile come segnale di ranking. Questo cambiamento influenzerà le ricerche in tutte le lingue del mondo e avrà un impatto significativo sul posizioamento"


    Per riassumere

    A causa dell'aumento del numero di utenti che navigano su dispositivi mobile, Google incoraggia i siti ad attivare l'accessibilità da questi dispositivi, se garantiscono prestazioni migliori su schermi ridotti.


    AMP


    Cosa dicono i SEO

    Le "Accelerated mobile pages (AMP)" sono le cosiddette copie ottimizzate per dispositivi mobile delle rispettive pagine presenti sui normali siti.
    In realtà, sono normali pagine HTML, più leggere, create per fare risparmiare tempo agli utenti sul caricamento dei contenuti.
    Esistono prove che le pagine AMP tendono a posizionarsi più in alto nelle serp.
    AMP è considerata condizione primaria per far apparire un sito web nel carosello delle notizie di Google.


    Dice Google

    John Mueller ha affermato che la tecnologia AMP inizialmente non era fattore di rank ma ha ammesso, tuttavia, che Google potrebbe usarla per valutare la qualità di un contenuto, a condizione che fossero pagine canoniche.

    "Suppongo quindi sia necessario fare distinzione tra pagine AMP separate dal tuo sito Web e pagine AMP, versione canonica ad un sito.
    "... se si tratta di un URL canonico e se è quello che effettivamente indicizziamo, sì, lo useremo per determinare la qualità di un sito".


    Per riassumere

    Gli AMP sono un'ottima soluzione per il Web mobile: rendono la rete molto più leggera e quindi forniscono contenuti agli utenti più velocemente.
    Sebbene non sia un segnale diretto di ranking, gli AMP possono comunque influire sulla qualità del sito.



    Comportamenti utente


    CTR, frequenza di rimbalzo e tempo di permanenza


    Cosa dicono i SEO

    Si ritiene che Google tenga conto dei cosiddetti segnali di interazione dell'utente, come CTR, tempo di permanenza e frequenza di rimbalzo.
    In base al tempo trascorso da un utente su un sito prima di tornare alla SERP, Google può valutare la qualità della pagina.
    Alcuni casi di studio mostrano una correlazione tra frequenza di rimbalzo, CTR e tempo trascorso su un sito Web come fattore di ranking.


    Google dice

    Gary Illyes ha affermato in modo esplicito che il CTR non è usato come fattore di ranking.
    "Tempo di permanenza, CTR... queste sono in genere stronzate inventate. La ricerca è molto più semplice di quanto si pensi."


    Per riassumere

    Tutto ciò che riguarda il comportamento degli utenti sembra essere un argomento molto controverso.
    Da un lato, Google ha più volte negato l'utilizzo di questi segnali come fattori di ranking.
    D'altra parte, esistono casi di correlazione.
    Lasciando da parte il posizionamento, un buon CTR è una gran cosa e indurre gli utenti a trascorrere più tempo sul tuo sito Web può portare a più conversioni.
    È importante quindi considerare attentamente queste metriche.


    Pogo-sticking


    Cosa dicono i SEO

    Il pogo-sticking è un tipo di comportamento da parte dell'utente, quando egli "salta" attraverso una SERP da un risultato all'altro per trovare quello più rilevante.
    Si ritiene che il pogo-sticking possa influenzare negativamente i posizionamenti.


    Dice Google

    John Mueller ha spiegato durante una sessione di Hangout che questa pratica non è considerata un segnale di ranking.

    "Cerchiamo di usare altri segnali per i risultati di ricerca.
    Gli utenti possono andare avanti e indietro, guardare più cose nei risultati di ricerca o rimanere solo brevemente su una pagina e tornare indietro.
    Penso che sia davvero difficile dire "beh, potremmo usarlo come segnale di ranking.
    Non mi preoccuperei di cose del genere "


    Per riassumere

    Google sembra considerare il pogo come variante del normale comportamento dell'utente.
    È improbabile che il pogo-stick diventi un fattore di ranking, almeno nel prossimo futuro.


    Traffico diretto


    Cosa dicono i SEO

    Esiste una conferma che Google abbia utilizzato i dati del browser Google Chrome per tracciare i visitatori di un sito.
    Si ritiene quindi che Google possa valutare il traffico di un sito e favorire quelli che ne ricevono molto diretto per determinare quante persone lo visitano (e con quale frequenza).
    Nel 2017, è stata osservata una correlazione tra traffico diretto e ranking dei siti Web.


    Dice Google

    Esiste un brevetto di Google chiamato "Punteggio del documento basato sul traffico associato", ma non esistono prove che sia mai stato utilizzato.
    Inoltre, Google nega qualsiasi correlazione tra traffico e classifiche.
    "No, il traffico verso un sito Web non è un fattore di ranking."


    Per riassumere

    Sebbene Google possa utilizzare i dati di Chrome per valutare la pertinenza o la qualità del sito Web, non vi è alcuna conferma del fatto che il traffico diretto possa svolgere un ruolo significativo nel fornire un posizionamento migliore.


    Recensioni degli utenti positive o negative


    Cosa dicono i SEO

    Le recensioni degli utenti, positive o negative, possono essere prese in considerazione dall'algoritmo di ranking di Google.


    Dice Google

    Da un lato, esiste un brevetto sulle recensioni di un dominio:
    "Viene creata un classifica sul dominio che può essere utilizzata per valutare la polarità e l'entità del giudizio."
    Tuttavia, è improbabile che questo segnale sia stato utilizzato, poiché John Muller ha negato di aver considerato valutazioni, recensioni ecc. come fattori di classifica, finora.


    Per riassumere

    Google è probabilmente sulla buona strada per includere giudizi positivi o negativi negli algoritmi. Le recensioni degli utenti svolgono un ruolo importante per il posizionamento nella ricerca locale, tuttavia, parlando di classifiche di ricerca organiche, Google non sembra aver ancora preso una decisione se utilizzare o meno questi segnali.



    Segnali di link



    Cosa dicono i SEO

    L'algoritmo di ranking di Google tiene conto del numero di domini e pagine che linkano un sito Web.
    Vari studi mostrano una forte correlazione tra il numero di backlink e posizionamento.


    Dice Google

    Ecco un estratto su cosa ha detto di Larry Page:
    "...contare le citazioni o i backlink fornisce una certa approssimazione dell'importanza o della qualità di una pagina.
    Il PageRank estende questa idea dando meno importanza al numero dei backlink e maggiore alla qualità".


    Per riassumere

    Sicuramente, i backlink siano uno dei fattori di ranking più importanti e il loro numero è importante.
    Tuttavia, i backlink non sono trattati allo stesso modo, quello che conta è la qualità.
    È necessario cercare di ottenere backlink da siti autorevoli e di qualità, piuttosto che lavorare sul numero degli stessi.



    Cosa dicono i SEO

    I backlink da fonti pertinenti alla pagina a cui puntano sono considerati forti segnali SEO.


    Dice Google

    Il blog per i webmaster di Google ha sottolineato il valore dei link pertinenti:
    "Abbiamo continuato a sostenere il valore dei link autorevoli e rilevanti come un importante segnale di ranking".
    Ecco un'altra menzione, da un post precedente:
    "Come molti di voi sapranno, i link in entrata pertinenti e di qualità possono influenzare il tuo PageRank, uno dei molti fattori nel nostro algoritmo".


    Per riassumere

    È abbastanza ovvio che Google consideri i backlink come forti segnali di posizionamento.
    Quindi, un paio di backlink da siti Web pertinenti della stessa nicchia o pagine con contenuti di attualità possono fare molto di più di una decina di link da fonti meno rilevanti.


    Testo di ancoraggio backlink


    Cosa dicono i SEO

    I testi di ancoraggio dei backlink possono segnalare la pertinenza di una pagina linkata e, di conseguenza, influire sul posizionamento per le parole chiave target.


    Google dice

    La descrizione dell'algoritmo del motore di ricerca di Google spiega come vengono come vengono considerati gli anchor text.
    "Il testo dei link viene trattato in modo particolare da Google.
    ...lo associamo alla pagina a cui punta il link. Questo apporta diversi vantaggi.
    ...gli anchor text spesso forniscono descrizioni più accurate delle pagine web a cui puntano, rispetto alle pagine dove risiedono i link stessi".

    Tuttavia, Google mette in guardia contro le ancore ottimizzate in modo innaturale
    "Ecco alcuni esempi comuni di link innaturali che possono violare le nostre linee guida:

    ...Link con un anchor text ottimizzato in articoli o comunicati stampa distribuiti su altri siti.
    Per esempio: ci sono molte fedi nuziali sul mercato. Se vuoi organizzare un matrimonio, dovrai scegliere l'anello migliore"


    Per riassumere

    Pare un argomento delicato: sii cauto ad utilizzare ancore basate su parole chiave.
    Da un lato, l'algoritmo di ricerca tiene conto dei testi di ancoraggio. D'altra parte, un uso eccessivo di ancore basate su parole chiave può apparire innaturale, sospetto e portare danni al conteggio finale.
    È consigliabile utilizzare in modo ragionevole ancore basate su parole chiave.
    Pensa ai testi di ancoraggio come a brevi descrizioni dei contenuti a cui linki, ed evita di riempirli di parole chiave target.


    Link da domini .edu / .gov


    Cosa dicono i SEO

    Si ritiene che backlink provenienti da domini .edu e .gov diano maggior peso ai siti a cui puntano.


    Google dice:

    Matt Cutts di Google ha dichiarato che i link dei domini .edu e.gov sono considerati come qualsiasi altro backlink.

    "Non è vero che un link da un .edu o un .gov apporti automaticamente più valore".

    John Mueller ha approfondito affermando che Google ignora molti link .edu.

    "A causa dell'errata convinzione che i link .edu siano più preziosi, questi siti vengono spesso considerati link-spam. Per questo motivo, ignoriamo parecchi backlink da quei siti".


    Per riassumere

    Domini .edu e .gov normalmente sono siti Web autorevoli e di grande qualità, di solito quindi ottengono posizioni più elevate.
    Tuttavia, quando si tratta di trasferire il loro valore, Google tende a trattarli allo stesso modo ad altri siti Web, non attribuendo loro ulteriore peso solo per l'estensione di primo livello. Invece sforzarsi per guadagnare un link da un sito .gov, è molto più saggio provare a guadagnare link da siti di nicchia rilevanti.



    Cosa dicono i SEO

    Sebbene si supponga che link in uscita ti danneggino, link verso siti di qualità, come risorse autorevoli potrebbero invece funzionare a tuo favore.


    Google dice

    Ecco cosa ha detto John Muller nel 216 sui link in uscita:

    "Il nostro punto di vista... gli outlink link verso altri siti non sono fattore di ranking negativo ma possono portare valore ai vostri contenuti; questo a sua volta può essere rilevante per noi nella ricerca".

    Ecco cos'ha risposto sull'impatto dei link in uscita sulla SEO in una sessione di Hangouts:

    "Linkare altri siti web è un ottimo modo per fornire valore ai vostri utenti.
    Spesso i link in uscita aiutano gli utenti a scoprire di più, a controllare le vostre fonti ed approfondire i vostri contenuti".


    Per riassumere

    Non esiste un "sì" o un "no".
    Sembra che i link in uscita non creino problemi per Google se inseriti in un contesto pertinente perchè aiutano gli utenti ad esaminare l'argomento a cui sono interessati in modo più completo.



    Cosa dicono i SEO

    Una crescita stabile e continua nel tempo, del numero di backlink descrive popolarità crescente (o continua) di un sito Web, quindi può portare a posizioni più alte nei risultati di ricerca.
    Se un sito Web però perde più link rispetto a quanti ne acquisisce nel tempo, Google declassa la sua posizione nelle serp


    Google dice

    Uno dei brevetti di Google si occupa di "marcare" i siti web in base al comportamento dei link. Ecco alcuni estratti:

    "...i segnali basati sui link possono riferirsi anche alle date in cui appaiono o scompaiono dalla rete."
    "Misuriamo il comportamento nel tempo dei link a (e/o da) un documento. Il motore di ricerca assegna un punteggio al documento in conseguenza a questo valore come variabile nel tempo".


    Per riassumere

    Penso che sia probabile che Google consideri quando i siti guadagnano e perdono backlink.
    Analizzando questi dati, è possibile fare ipotesi sulla loro crescente o decrescente popolarità e trattare i siti Web di conseguenza, come promuoverli o ridimensionarli nelle SERP.
    Pertanto, se la tua pagina continua a ricevere backlink nel tempo, può essere considerata pertinente, "aggiornata" e può essere posizionata meglio.


    I reindirizzamenti 301 fanno perdono leggermente valore


    Cosa dicono i SEO

    I link che puntano a una pagina reindirizzata in 301 passano meno rank a quella di destinazione rispetto ai link diretti.
    I reindirizzamenti 301 funzionano in qualche modo quindi come un fattore negativo.


    Dice Google

    Nel 2016, Garry Illyes ha chiarito la questione: "gli reindirizzamenti 30x non perdono PageRank".

    In seguito, rispondendo a una domanda sulla perdita del valore derivante da catene di reindirizzamento, John Mueller ha affermato quanto segue:
    "Nella maggior parte dei casi non è un problema. Possiamo trasferire PageRank attraverso reindirizzamenti 301 e 302.
    In sostanza, ciò che accade è che utilizziamo questi reindirizzamenti per scegliere una pagina canonica.
    Selezionando un url canonico, concentriamo tutti i segnali sul nuovo URL."


    Per riassumere

    Per Google non esiste differenza tra un link diretto ed uno che punta a una pagina reindirizzata.
    Quest'ultimo passerà lo stesso peso alla pagina di destinazione, come se fosse un link diretto.
    È probabile che non sia necessario preoccuparsi troppo dei reindirizzamenti 301.
    Tuttavia, troppi reindirizzamenti (e catene di reindirizzamento) possono portare ad un impatto negativo sulle prestazioni del sito Web e le prestazioni sono un fattore di ranking.
    Inoltre, il numero eccessivo di reindirizzamenti è negativo per il crowler budget.


    Nofollow links


    Cosa dicono i SEO

    L'algoritmo di ranking di Google non tiene conto dei link contrassegnati con attributo nofollow.
    Tali link non hanno alcun peso, quindi puoi ignorare il loro valore.


    Google dice

    Recentemente, Google ha annunciato un nuovo approccio ai link nofollow, affermando che non li tratterà come direttive ma come suggerimenti.
    "Quando è stato introdotta la direttiva nofollow, Google non considerava questi link come segnali da utilizzare all'interno degli algoritmi di ricerca ma adesso è cambiato tutto.

    Tutti gli attributi dei link - sponsored, UGC and nofollow - sono trattati come suggerimenti, su come i link sono considerati o esclusi nell'ambito della ricerca".

    Gary Illyes ci da altre informazioni:
    "Il passaggio ad un sistema basato su suggerimenti può coprire ogni tipologia di link. Non abbiamo comunque nulla da annunciare al momento, ma sono sicuro che i vostri siti trarranno vantaggio da questa mossa, nel lungo termine".


    Per riassumere

    L'attributo nofollow è stato introdotto per combattere i link di spam circa 15 anni fa.
    Da oggi spetterà a Google decidere se utilizzare questi link al fine di trasferire rank o meno. Non è chiaro, tuttavia, cosa influenzerà questa decisione.


    Conclusioni

    Ho esaminato i temi e le ipotesi più comuni, cercando di trovare prove o smentite da parte di Google.
    Molte cose che prima funzionavano, oggi non sono più neanche considerate.

    Posso riassumere che oggi esiste una combinazione di fattori che ci fornisce maggiori probabilità di determinare un buon posizionamento:

    • ottimi contenuti che soddisfano le intenzioni di ricerca
    • backlink provenienti da fonti pertinenti e affidabili
    • un sito sicuro e veloce
    • un'ottima esperienza utente.

    Nulla di nuovo, quindi, no?

    Nel post, sono state rivolte domande a John Mueller e Gary Illyes ma la sensazione delle loro risposte per una tecnologia ideale (e che non la è ancora) è sempre molto forte.
    Chissà perché ho sempre la netta impressione che costoro mi dicano come il motore di ricerca "dovrebbe fare" e non come i webmaster dovrebbero comportarsi nella realtà.

    Poi, anche qualche risposta contraddittoria, come se chi venisse interpellato in fondo fosse impreparato a quelle domande.

     

    Cosa ne pensi?

     

     

     

  • Gli scambi link a chi servono?

    A chi serve uno scambio link?

    Questo post è stato aggiornato il 3.11.2014

    Ieri (3.11.2014) arriva una email proveniente dal sito di mia moglie: il direttore di stile naturale scrive nella sezione contatti e propone uno scambio link.
    Questo, il testo.


    [....]
    Attualmente stiamo migliorando la nostra  rete di link building con portali qualificati e ben indicizzati.

    I NOSTRI NUMERI
    5 page rank
    85000 ingressi mensili
    46.000 amici Fb
    10.500 follower tw

    I NOSTRI CONTENUTI
    Il nostro sito è specializzato in: biologico, naturale, bla bla bla...

    SCAMBIO LINK E VISIBILITÀ
    Possiamo scambiare link, sia di citazione portale che su parole chiave. Il tutto in scambio gratuito.
    Sicura della vostra disponibilità, porgo cordialità.

    [...]


    Analizziamo la situazione

    Il sito, effettivamente presenta un mostruoso pr5 (sulla Home page).
    Secondo SemRush, la maggior parte dei backlink arrivano da eBay e da Wikipedia, siti notoriamente autorevoli, anzi, autorevolissimi.
    In totale, ricevono 2600 backlink di cui 782 con nofollow (che ad oggi valgono come i dofollow).
    Questi, i risultati di Alexa.
    Non male la frequenza di rimbalzo.

    In definitiva, dove andrebbe a finire il backlink verso nostro sito? Probabilmente, sulla quinta o sesta pagina della sezione link, pagine dal PR meno che nullo.
    Strano: una home page con un pr di 5 punta un link diretto alla sezione LINKS e non trasferisce pr; evidente segno che il footer viene ignorato (il link è li).
    Quella sezione è giovanissima, rispetto a tutto il sito, le cui altre pagine presentano un pr3.
    Come mai?

    Tematicità?

    I due siti, non essendo per niente tematici, non guadagnerebbero nulla.

    Conclusione?
    Ho risposto chiedendo numi ma a distanza di due giorni, ancora nulla.
    Spypig, mi dice che leggono.

    Sono molto curioso: come mai vogliono un backlink da Terapia Musicale?

    Aggiornamento del 6.11.2014

    Abbiamo accordato uno scambio link.
    Il nostro backlink è stato piazzato nella prima pagina della loro sezione link, quella che riceve un collegamento diretto dalla home.
    Ovviamente, mano mano che i link vengono aggiunti, il nostro backlink scenderà di posizione, poi andrà nella seconda pagina, e in seguito fino alla quinta per poi sparire.
    In pratica, dalla home, lo spider del motore di ricerca dovrà passare 5 pagine per trovare quel link.

    Ovviamente, anche il nostro link verso stilenaturale subirà gli stessi passaggi.

     

     

  • Google Aggiorna il pagerank (2014)

    Google Aggiorna il Page Rank

    Come promesso, l'1.1.2014 Google ha aggiornato il valore del pagerank a tutti i siti indicizzati.
    Ed io ho fatto scoperte davvero interessanti sui posizionamenti che ho eseguito da un anno a questa parte.
    Il più significativo, è quello relativo al mio forum (ora, chiuso) che da 3 è sceso a 2.
    Ma anche la mia directory che è salita da 2 a 3.

    Da SEO di vecchia scuola, sono ancora affezionato a questo valore che, a mio modesto parere, è ancora indice di discreta importanza.

     

     

  • Google e la regola non (più) supportata del NOINDEX

    Google e la regola non più supportata del noindex

    Google e la regola non (più) supportata del NOINDEX

    Il 30 luglio è arrivata a tutti questa mail di Google:

    Google ha identificato che il file robots.txt del tuo sito contiene la regola non supportata "noindex".
    Questa regola non è mai stata supportata ufficialmente da Google e il primo settembre 2019 smetterà di funzionare. Consulta il nostro Centro assistenza per sapere come bloccare le pagine dall'Indice Google.

    Perché Google mi dice che la regola non è mai stata supportata ufficialmente quando in una pagina del loro supporto leggo la descrizione di cos'è il NOINDEX?
    Suppongo che questa direttiva venga deprecata a favore del disallow ma gli altri motori di ricerca continueranno ad accettarla?

    Ad esempio, il buon Bing che porta mediamente il 30% del traffico per via di coloro che usano Explorer installato sui PC nuovi, come si comporterà?

    robots.txt: il rovescio della medaglia

    Se voglio bloccare una risorsa dall'indicizzazione uso il robots.txt ma cosa accade se l'utente va su www.[sito.it]/robots.txt ?

    Ovviamente, essendo un file di testo, l'utente vedrà quali pagine sono bloccate e per soddisfare le proprie curiosità le andrà a vedere; esistono situazioni infatti in cui neanche gli utenti dovrebbero avere un accesso visuale ad una determinata sezione di un sito (il mio sito, ad esempio, ha 2 sezioni di cui non voglio far conoscere l'esistenza).

    Come risolvere, quindi?
    La risposta sta nell'usare il meta-tag robots nell'html di quella pagina.

    <meta name="robots" content="noindex" />

    Banale?
    A quanto pare no, considerato il famoso caso di camera.it/robots.txt che nascondeva i curriculum dei manager con il disallow, oppure, la Regione Sicilia che in www.regione.sicilia.it/robots.txt che nasconde una parte del sito:
    disallow: /amministrazioneaperta

    Eccola:

    http://www.regione.sicilia.it/amministrazioneaperta

    Avessero usato <meta name="robots" content="noindex" /> in rete non ci sarebbe tutta questa (inutile) polemica; già, perché spesso le pagine si devono bloccare anche per questioni tecniche. In quella pagina, infatti, non c'è nulla di particolarmente scabroso.

    Ne vedremo delle belle col noindex?

    Da settembre 2019 il webmaster medio metterà mano subito al proprio robots.txt e a parer mio se ne vedranno di belle tra le serp (ad esempio, la pagina della Regione Sicilia), specialmente per siti che hanno pagato atuoccugino per spendere poco, cugino che addirittura ignora l'esistenza della search consolle.

    Togliere il noindex?

    Se la direttiva continua a funzionare sugli altri motori di ricerca (non c'è solo Google) e Google, nonostante l'errore carica il file e processa le altre direttive, personalmente sconsiglio di rimuovere il noindex.

    Il test da fare sarà creare tre pagine:

    • pagina 1 bloccata da disallow e noindex
    • pagina 2 bloccata solo da disallow
    • pagina 3 bloccata da noindex


    Se Google mostrerà l'errore nella search consolle, tra le serp si vedrà la pagina 1 e la 3.
    La configurazione della pagina 1 è interessante perché consente di capire se la presenza del noindex evita di processare tutto il robots.txt.

    In ogni caso, il nosnippet, nonostante non sia menzionato da nessuna parte funziona eccome.
    Guarda il mio robots.txt:
    www.andreagiudice.eu/robots.txt

    No, le pagine segrete non le troverete perché le ho bloccate con il meta. ;)

     

     

  • Google e lo strumento di rimozione URL

    Strumento rimozione url di Google non funziona

    Google e lo strumento di rimozione URL

    Google ha tolto lo strumento di rimozione url dalle serp?
    Si, lo ha sostituito con una funzione che nasconde temporaneamente un risultato. Non rimuove; nasconde temporaneamente.
    Eppure, qualcuno in casa Google è un po' sbadato perchè la pagina rimozione esiste ancora e la trovi qui:
    https://www.google.com/webmasters/tools/removals

    Pensi sia una pagina orfana che presto verrà rimossa?
    No. La pagina è ancora linkata da un tutorial:
    https://support.google.com/websearch/answer/6349986?hl=it

    Ebbene, dirai, qual'è il problema?
    Semplice: questo tool non funziona.

    La mia lotta contro alcuni link spam

    Sono mesi che sto tentando di fare sparire contenuti spammosi, relativi ad un sito su cui ho messo mano, dai risultati delle ricerche.
    Il precedente sito, era un'installazione Wordpress presa di mira da un bot che sfruttava una vulnerabilità del CMS, mai aggiornato, per pubblicare pagine di vendita Viagra e Cialis.
    Nelle serp, c'erano la bellezza di ventiduemila (!) articoli relativi alla vendita di questi prodotti.
    Il danno a livello SEO era notevole perchè gli articoli, oltre presentare link dofollow a siti esterni di vendita, producevano un risultato alquanto discutibile: digitando la query "viagra a [città]" (non voglio citare la città per non creare nuove e strane associazioni al sito in questione che leggi dall'immagine in testa su questa pagina), davano come risultato, in alto nelle serp, proprio quel sito, come fosse responsabile delle stesse vendite.

    Insomma, dopo aver segnalato le pagine spammose nell'apposito tool di rimozione che ho scovato, in corrispondenza della colonna STATO, appare la stringa "Rimosse".
    Incubo finito? No.
    Ancora dopo una settimana le pagine sono ancora presenti nelle serp.

    Faccio presente che per cercare di rimuovere i (22.000!!) risultati, ho seguito questo post molto interessante, dove viene specificato che l'unica strada è quella di creare un errore 404 su ogni pagina da rimuovere e includerle nella sitemap.
    In realtà, in quel post viene suggerito di creare una sitemap visitabile dall'utente; nel mio caso, non sarebbe stato opportuno segnalare la vendita di Viagra su un sito di un albergo ristorante, per cui, ho creato una sitemap.xml separata ed ho impostato la direttiva sitemap= nel robots.txt che ha prodotto sicuramente risultati, fatta eccezione di ultimi 7 url che permangono e che non vengono rimossi dal tool "rimozione pagine obsolete".
    Questi url, sono pagine orfane, ovvero, non linkate da alcuna altra pagina.

    Ora, com'è possibile dare forza (rank) a pagine orfane?
    Supponiamo che tutte quelle pagine fossero linkate tra loro, chi dava forza a quella sotto-rete?
    Non è che per caso, una solo di quelle pagine (magari, sette), in passato, fossero linkate esternamente da un altro sito?
    Con Spyglass non trovo nulla.

    Il 31 gennaio decido di utilizzare lo strumento ufficiale degli strumenti webmaster, quello che consente la rimozione temporanea.
    Stando a ciò che sta scritto, per 30 giorni i risultati non dovrebbero essere più mostrati.
    Ebbene, fino al 5 febbraio, più nulla ma ecco che il 6 febbraio, tutto ritorna: i 7 link sono nuovamente tra le serp e la cosa preoccupante è che se digito la query "Voglio comprare il cialis a [città]", il sito salta fuori in prima pagina, prima riga a livello nazionale.

    Gli esperimenti continuano.

     

     

  • I post su Linkedin hanno maggior copertura degli articoli di Pulse? Da adesso non più

    Linkedin ha cambiato le regole in fatto di copertura degli articoli rispetto ai normali post. Roba da SEO? Scopri di più in questo articolo.

    Linkedin e la copertura dei post rispetto agli articoli di pulse

    I post su Linkedin hanno maggior copertura degli articoli di Pulse? Da adesso non più

    In molti si chiedono il motivo per cui gli articoli scritti con l'editor Pulse di Linked non raggiungono la stessa visibilità dei normali post.
    Da qualche giorno sono cambiate alcune cose per cui entrambi i contenuti avranno copertura in base a come pubblichi materiale su Linkedin: il social premia chi paga (!) e la qualità di quello che scrivi.

    Cosa è cambiato su Linkedin?

    Entrambi i contenuti, articoli e post, si propagano sui profili di Linkedin.
    Da qualche giorno, però, i normali post non vengono più indicizzati dai motori di ricerca esattamente come gli articoli scritti con Pulse per via di un'istruzione presente nel codice:
    <meta name="robots" content="noarchive, noindex">

    Osserva il codice di questo mio post:
    https://www.linkedin.com/posts/consulente-seo-novi-ligure-alessandria_nuovaseo-activity-6606497126476324864-S7a0
    (l'istruzione appare nel codice solo facendo logout)

    Questo invece è un mio semplice articolo (ripeto: fai logout da Linkedin):
    https://www.linkedin.com/pulse/cosa-si-fa-per-non-perdere-i-clienti-andrea-giudice/
    Alla faccia del noindex deprecato da settembre 2019, Google considera ancora questa istruzione.

    C'è dell'altro: oltre che apparire l'istruzione <meta name="robots" content="noarchive, noindex"> nel codice, adesso il profilo non viene più indicizzato, quindi, il link "Visualizza tutta l'attività" porta al login.
    Prima, invece, il profilo veniva indicizzato e lo spider di Google entrava da quel link e indicizzava la lista di post.

    Conclusioni

    Se prima i post avevano più copertura perchè venivano indicizzati da Google (apparivano le prime tre righe nelle serp; cliccando ti loggavi e li leggevi), adesso viene tutto negato all'esterno e il traffico è solo interno a Linkedin stesso.
    Peccato: qui spiegavo come fare linkbuilding da questo social.

     

     

  • Il formato AMP è ancora rilevante nel 2020 per la SEO?

    Il formato AMP nella seo

    Il formato AMP è ancora rilevante nel 2020 per la SEO?

    Da quando è stato lanciato, AMP è stato oggetto di continua polemica e molta confusione.
    Il progetto prometteva caricamenti più veloci di pagine e posizionamenti migliori ma avrebbe richiesto ottimizzazioni radicali.

    Mentre il numero di utenti aumentava, la maggior parte degli sviluppatori rimaneva scettica e nonostante ciò, dopo tre anni AMP esiste ancora.

    In questo articolo, cercheremo di capire se AMP è ancora rilevante nel 2020, analizzando storia, sviluppi e piani futuri.

    Che cos'è AMP

    Il progetto AMP (Accelerated Mobile Pages) è un framework open source sviluppato per l'obiettivo di fornire un formato utente utile per fruire contenuti Web su dispositivi mobile.
    L'idea però appare un po' confusa, quindi analizziamola.

    Framework open source

    Il progetto è ufficialmente open-source ma ampiamente sponsorizzato e promosso da Google, quindi possiamo attribuirgli l'intera paternità.

    Formato user-first

    Google ha dato battaglia al web lento a caricarsi e si è posto l'obiettivo di definire un nuovo standard per la progettazione di pagine per mobile.
    In questo contesto, un formato user-first significa un web veloce.

    Contenuti web

    L'obiettivo iniziale del progetto era quello di fornire pagine per mobile più leggere, ma da allora si è ampliato per includere interi siti web desktop, storie interattive, e-mail, annunci e soluzioni di e-commerce.

    Come funziona l'AMP

    Una volta implementato, AMP fa caricare istantaneamente le vostre pagine su mobile.
    Gran parte di questa velocità viene raggiunta pagando alcune restrizioni, ma il vantaggio cruciale deriva da un intelligente trucco di rendering che inizia a caricare la pagina prima ancora che venga visitata.

    Restrizioni nel design

    AMP applica severe restrizioni di progettazione che consentono solo inline styles, limita i CSS a 50KB, i JS a 150KB e sposta tutto l'eccedente fuori dal percorso critico di rendering.
    Queste restrizioni sono già sufficienti per creare pagine molto veloci ma il vero trucco è un altro.

     

    Pre-rendering

    Quando i risultati della ricerca su mobile includono pagine AMP, Google inizia a caricarle ancora prima di visitarle.
    Al momento di consultare i risultati della ricerca, se si sceglie una pagina AMP, essendo già caricata nel browser, viene visualizzata immediatamente.

    Se la pagina invece non è AMP, inizierà a caricarsi solo quando la visiti.
    Come potrai constatare, esiste una notevole differenza di velocità tra le pagine AMP e non-AMP.

    Pare quindi che le pagine AMP abbiano un vantaggio sleale rispetto alle normali pagine.
    Google, d'altronde, non può permettersi di precaricare tutte le pagine in modo uguale, perché alcune potrebbero essere troppo pesanti, ma il progetto si sta muovendo anche verso il pre-rendering di quelle non AMP che soddisfano i criteri di velocità, anche se raggiungere quell'obiettivo potrà richiedere molto tempo.

    Come implementare l'AMP

    Il progetto AMP fornisce un'ampia documentazione e risorse per la conversione delle nostre pagine, ed è un processo piuttosto semplice.
    Addirittura, è ancora più facile per coloro che usano WordPress: si può ottenere i vantaggi di AMP installando il plugin ufficiale.

    Probabilmente, sarà necessario fare qualche aggiustamento manuale per far funzionare correttamente tutti gli elementi ma il processo di conversione di un intero sito web in AMP spesso non richiede molto tempo.

    Non appena ti senti sicuro che la tua pagina è pronta per AMP, potrai validarla con l'apposito tool AMP.
    Il validatore è disponibile online, ma anche attraverso la console di sviluppo e un'estensione di Chrome.

    Questa estensione usa lo stesso strumento che Google mette a disposizione per verificare se la pagina è conforme al protocollo AMP, quindi idonea al pre-rendering.
    Il validatore ti fornirà un rapporto completo di tutti i problemi da risolvere sulla tua pagina in modo da utilizzare AMP non appena sarai pronto.

    pagina in formato amp nelle serp di google

    Una volta pubblicata, la pagina entrerà nella cache di Google e sarà contraddistinta da un'icona a forma di fulmine che la differenzierà dalle pagine non AMP nella SERP.

    Perché implementare AMP

    All'ultimo AMP Conf è stato annunciato che il tempo di carico medio per una pagina AMP è di 0,7 secondi, mentre, secondo Google, quello per una normale pagina mobile è di 15 secondi.

    Parrebbe un ottimo motivo per passare ad AMP?
    Beh, non esattamente, perché una normale pagina mobile può anche essere ottimizzata facilmente e caricata in meno di 2 secondi, e se proprio vuoi, puoi migliorare queste tempistiche a meno di un secondo o addirittura battere una pagina AMP.

    La vera domanda è: sei abile al punto di configurare il tuo sito web al fine di ottenere prestazioni eccezionali, oppure preferisci passare ad AMP?

    AMP influisce sul posizionamento?

    Secondo Google, AMP non è di per sé un fattore di ranking ma è caratterizzato da un netto miglioramento della velocità, e noi sappiamo che questo è un importante fattore di ranking.
    Anche se esistono sistemi per progettare pagine veloci, non riuscirai mai ad eguagliare la sensazione della velocità di una pagina AMP pre-caricata.

     

    il formato amp è più visibile per la seo?

    Un altro punto da tenere a mente è il ruolo di AMP per chi gestisce un sito di notizie.
    Google mette a disposizione una serie pulsanti dedicati e non c'è modo di accedere a quei controlli se non usi una pagina AMP.

    Qual è lo stato attuale del progetto AMP?

    Quando AMP è stata lanciata sono stati annunciati diversi partnership con importanti editori, tra cui Twitter, LinkedIn, Pinterest e WordPress.
    AMP vantava inoltre risultati straordinari per le pagine convertite.

    In generale, AMP ha dichiarato di fornire miglioramenti della velocità con un fattore di 4, così come un significativo assorbimento del traffico su mobile, un miglioramento del tempo di permanenza e delle conversioni.

    Ma sono passati tre anni e la novità si è un po' affievolita, per cui diamo un'occhiata a quello che sta succedendo adesso in ambito AMP.

    Sviluppi chiave

    Mentre AMP si è evoluto nel design delle pagine, i principali sviluppi sono arrivati da nuove applicazioni, come gli annunci, le storie e le e-mail.

     

    • 1 ottobre 2015
      Google annuncia
    • 2 febbraio 2016
      Le prime pagine AMP appaiono in un pannello 'Top Stories'
    • 3 settembre 2016
      AMP appare tra i risultati di ricerca
    • 4 agosto 2017
      I vantaggi in termini di velocità AMP sono estesi agli annunci
    • 5 febbraio 2018
      Vengono introdotte le storytelling AMP ed Email AMP
    • 6 dicembre 2018
      Viene rilasciato il plugin per Wordpress
    • 7 aprile 2019
      Viene ammesso JavaScript in AMP
    • 8 aprile 2019
      Non appare più il dominio di Google nell'URL

    Percentuale di utilizzo

    Nel 2017, il team del progetto ha annunciato che AMP è stato utilizzato su 900.000 domini e oltre 2 miliardi di pagine.
    Nel 2018, i numeri sono cresciuti fino a 31 milioni di domini e oltre 5 miliardi di pagine; stranamente, il team non ha fornito aggiornamenti nel 2019, il che normalmente significa che i numeri hanno smesso di essere importanti.

    Tuttavia, se guardiamo le statistiche fornite da W3Techs, si noterà che la quota di siti web che utilizzano AMP è cresciuta del 70% solo nell'ultimo anno, passando dallo 0,037% allo 0,064% del totale del web.

    formato amp in crescita per i cellulari

    Conferenze

    A partire dal 2017, il progetto AMP ha organizzato tre conferenze annuali per condividere progressi e progetti futuri. La partecipazione è cresciuta costantemente, ma niente che si possa definire una crescita esplosiva.
    Tuttavia, questo è un segno positivo per la salute generale del progetto.

    Attività di GitHub

    Il numero dei partecipanti al progetto AMP è in costante crescita, da 400 nel 2017 a oltre 800 nel 2019.

    Qual'è la critica su AMP?

    Da quando è stato lanciato, AMP ha ricevuto una buona parte di segnali di opposizione, sia per quanto riguarda l'implementazione tecnica che per le implicazioni del controllo da parte di Google.
    Se hai voglia dare un'occhiata, ecco uno dei tanti articoli che criticano AMP, con link ad altri articoli simili che a loro volta contengono altre citazioni.

    Limitazioni tecniche

    Inizialmente, le pagine AMP non consentivano l'uso di JS di terze parti, avevano un'analisi bug errata, stili limitati, nessun commento, nessun pulsante di condivisione sociale, nessuna navigazione, nessuna barra laterale ed atre lacune.

    Le pagine erano piuttosto spartane nell'aspetto e ricordando i primi blog testuali della rete.
    Come potrai immaginare, quindi, i proprietari dei siti web non erano molto felici di rimuovere dalle loro pagine caratteristiche grafiche che li rendevano accatticanti: pareva un prezzo troppo alto da pagare solo per un miglioramento della velocità di caricamento su mobile.

    Controllo di Google

    Il vero problema, tuttavia, è stato il coinvolgimento di Google.
    Poiché Google ospitava effettivamente tutte le pagine AMP e le serviva interamente sotto il proprio dominio, sembrava che il motore di ricerca si appropriasse sia dei contenuti che del traffico.
    C'è stato anche il trattamento preferenziale delle pagine AMP nei risultati di ricerca, altro fattore negativo.

    Risposta AMP

    Ad oggi, la maggior parte delle questioni sopra elencate sono state affrontate e risolte dal team di AMP.
    Il catalogo AMP ha aggiunto numerosi componenti amministrativi e progettuali riguardanti la navigazione, moduli e analisi.
    Le pagine AMP non sono più servite tramite il dominio Google e il team sta lavorando per estendere i vantaggi della cache del motore di ricerca.

    Rimane ancora una questione: il trattamento preferenziale delle nuove pagine AMP che appaiono in SERP dedicate.
    Attualmente non si prevede di affrontare questo problema, al contrario, è probabile che si accentui man mano che le AMP Stories acquistano popolarità e vengono inserite nei risultati di ricerca.

    Qual è il futuro dell'AMP

    Il progetto AMP è ben lontano da essere il punto di forza del portafoglio di Google, ma sembra che rimarrà attivo.
    Nuove funzionalità vengono aggiunte, il team si è dimostrato affidabile nell'affrontare le preoccupazioni degli sviluppatori e le statistiche del progetto sembrano promettenti.
    Quale sarà quindi il prossimo passo per il progetto AMP?

    Sito web tutto AMP

    In cima alla lista delle priorità, si sta pensando di usare il protocollo AMP per costruire interi siti web completamente funzionali.
    Tre anni fa AMP era incredibilmente limitante, perchè consentiva pagine elementari ma l'elenco dei componenti ha continuato a crescere ed oggi non esiste quasi più una caratteristica che non possa essere replicata in modalità AMP.

    Per colmare il divario rimanente, AMP ha finalmente permesso l'uso di JavaScript, caratteristica inizialmente fortemente negata dal progetto.
    I JavaScript sono limitati a 150KB e dovrebbero essere sufficienti per implementare tutte quelle caratteristiche che non sono ancora coperte da AMP.

    Nuovi tipi di contenuto

    AMP Stories e AMP Email sono ancora in fase embrionale e non hanno ancora trovato molto riscontro, ma il team di sviluppo è pienamente impegnato in queste applicazioni.

    • AMP Stories è un formato di storytelling molto simile a quello utilizzato da Snapchat, Instagram e Facebook;
    • AMP Email è una casella email di nuova generazione, dinamica e interattiva: fondamentalmente una pagina web servita tramite un client di posta elettronica.

    AMP Bento

    L'obiettivo è che i componenti AMP siano utilizzati all'interno di normali pagine, non AMP.
    L'idea è quella di migliorare sensibilmente le prestazioni delle pagine senza un pieno impiego dell'intero schema AMP.
    Indipendentemente dal fatto che si tratti di una strategia o di un vero e proprio tentativo di creare un web più veloce, una maggiore flessibilità è sempre benvenuta, direi.

    Pre-rendering non AMP

    Sembra giusto che Google estenda i benefici del pre-rendering anche a pagine che non sono veloci le AMP ma è ancora tutto in cantiere perchè ci sono due grandi ostacoli da superare.

    • In primo luogo, non esiste un modo affidabile per valutare la performance percepita di una pagina non AMP.
      In una pagina AMP si hanno delle restrizioni progettuali che garantiscono una sensazione di velocità.
      Anche se esistono di test di velocità che possono essere utilizzati su pagine non AMP, nessuno è in grado di misurare la percezione di rapiditià di caricamento pagina.
      Il team AMP sta lavorando a questo problema: è probabile che la soluzione sia un mix di analisi tra i report di Chrome UX, Lighthouse e il validatore AMP.
    • In secondo luogo, il pre-rendering rappresenta un rischio per la sicurezza, perché invia una richiesta di recupero di una pagina prima che vi sia l'intenzione espressa di visitarla, quindi c'è uno scambio di informazioni senza il consenso dell'utente.
      Google aggira questo problema ospitando le pagine AMP sul suo server, utilizzandolo come buffer di informazioni. Fortunatamente, la nuova tecnologia Signed Exchange permetterà a Google di mettere in cache anche le pagine non AMP, quindi questo problema parrebbe quasi risolto.

    AMP nel 2020

    Ti aspetti che dica "dipende" (eccola di nuovo, la parola più cara ai SEO) solo dal fatto che tu sia o meno un sito di notizie.
    In caso positivo, allora avresti dovuto approfittare di AMP tre anni fa ma se non sei un sito di notizie e non ti interessano le funzioni tipiche di AMP, allora non vedo un motivo valido per la conversione in questo formato nel tuo prossimo futuro.

    Il vantaggio chiave di AMP è la velocità della pagina che deriva da un'ottimizzazione radicale e che viene ulteriormente migliorata attraverso la cache di Google.
    Ma una velocità simile può essere raggiunta con una regolare ottimizzazione del fattore mobile del tuo sito, inoltre, la cache di Google sarà presto estesa alle pagine non AMP.
    In definitiva, se il tuo sito web è già veloce, allora ne starei alla larga da AMP, perché non riscontrerai alcun vantaggio.

    Detto questo, fine dell'argomento AMP

    All'epoca, AMP riduceva le pagine fino a versioni elementari e scarne.
    Ora, AMP possiede abbastanza flessibilità per costruire anche pagine avanzate.
    Se il tuo sito web mobile è lento e stai cercando un modo per ottimizzarlo, AMP è un'opzione da prendere in considerazione.

    Beh..."dipende"...

     

     

     

  • Il mistero di chi fa SEO: la nuova stregoneria moderna

    Il mistero di chi fa SEO: la nuova stregoneria moderna!

    Ci risiamo: manco a farlo apposta oggi mi ha scritto uno staff che gestisce una directory molto frequentata della rete, proponendomi un ottimizzazione per uno dei siti di mia moglie che sto posizionando con discreti risultati: spettacoli per bambini
    Questa è la sintesi dello scambio email intercorso.
    Leggi attentamente.

    [...]
    Comunque molto carino il Suo sito e la Sua iniziativa, però vedo che non riceve molto traffico. Forse potrebbe lavorare a qualche convenzione o organizzare qualche concorso a premi giocato online (ovviamente senza soldi) così porta traffico proveniente da genitori e parenti.

     

    La ringrazio per i consigli [nome].
    Ma... mi tolga una curiosità: come fa a sapere che non ricevo molto traffico?

     

    Il marketing è il nostro mestiere
    Abbiamo dei software che ci riportano degli indicatori; tramite i valori visualizzati possiamo dedurre una serie di condizioni, tra cui il traffico afferente

     

    Se non avete il codice di Google Analytics non potete vedere nulla.
    E questo vede, lo so perchè noi studiamo SEO da sempre.
    Il sito riceve una media di 800 contatti mensili con punte di 5000.

    Mi dica, qual'è il nome di questo software miracoloso che bypassa il codice UA-39454906-1 di Google?
    Sono molto curiosa.

     

    Non studiate abbastanza ;)
    Possiamo lavorare per voi, ma non possiamo rivelare i nostri segreti, mi spiace.

     

    Chi abbocca?

    Pescatore

    Il SEO: il mistero della rete! Un brivido che scorre lungo la schiena: come faranno costoro a fare apparire un sito meglio di un altro?
    Roba segretissima da hacker?

    Ma va.

     

     

  • Iliad e Google ADS: incompatibilità totale?

    Iliad non funziona con Google ADWORDS ?

    Iliad e Google ADS: incompatibilità totale?

    Questo post è stato aggiornato il 10.12.2019 (leggi in fondo)

    Tutto nasce da un tentativo di chiamata al numero verde del supporto di Google ADS dal mio telefono con operatore Iliad.

    Numero inesistente, la risposta che sento.
    Ma com'è possibile?

    Mai più avrei pensato che con Iliad quel numero verde non è raggiungibile.
    Poco male, dopo la scoperta dell'acqua calda, chiamo da un altro operatore e tutto fila liscio.

    I guai però arrivano con il numero di scambio che Google ADS mette a disposizione per misurare le conversioni.
    Ebbene, dopo una decina di prove, scopro che quel numero non funziona con Iliad!

    Sai cosa significa?
    Significa che se un utente con operatore Iliad clicca sull'estensione di chiamata configurata per misurare le conversioni, fa spendere al cliente secondo CPC e offerta ottimizzata impostati (in un mio caso, quasi 5€!) ma non riuscirà a chiamare.

    Iliad non è compatibile con il numero di scambio dell'estenzione di chiamata di Google ADS!

    Trovo la cosa grave: Iliad è diffusissimo in Italia e gli utenti che cliccano, fanno spendere ai clienti senza poter chiamare.

    Ad oggi, 11.9.2019, nessuna soluzione se non quella di disattivare la misurazione delle conversioni nell'estensione di chiamata (e di conseguenza, la misurazione delle conversioni sul numero di telefono della pagina di atterraggio tramite Google Tag Manager o script).

    Ricordo sempre che esistono clienti che lavorano solo sulle telefonate e pochissimo dal form di compilazione dati. Le campagne di queste aziende non misurano le conversioni!
    Misurare le conversioni non significa solo avere dei dati ma anche ottimizzare di continuo la resa.

    Il numero di scambio è una cxxxxa pazzesca

    La presenza di questo numero di scambio che appare quando l'utente clicca sull'estensione di chiamata è sempre stata problematica: sul cellulare l'utente vedrà un numero differente da quello visto inizialmente, e se lo memorizzerà in rubrica, non funzionerà perchè dinamico. Potrebbe infatti cambiare da un giorno all'altro.

    Concludendo, con questa tipologia di clienti, le uniche sterategie di offerta fattibili sono il CPC manuale o il massimizza i click, senza alcuna ottimizzazione sulle conversioni e tanti saluti al CPA Target.

    Aggiornamento del 12.9.2019

    Mi ha chiamato il supporto di Google: con voce imbarazzata ha confidato che non si è ancora accorto nessuno del problema.
    A quanto pare, sono il primo in Italia a segnalare la cosa.

    Aggiornamento del 10.12.2019

    Mi ha chiamato ILIAD. Dopo un mese di ricerche, studi e consultazioni se ne viene ad una.
    Non è colpa nostra. È Google che deve aggiornare i propri termini di utilizzo. Buona giornata.

    E così termina la stupenda avventura di una scoperta straordinaria.
    Uno da la colpa all'altro e tanti saluti alle conversioni.

     

     

     

     

  • Instagram: come usare gli hashtag al meglio

    Come si usano gli hastag su Instagram?

    Come si usano gli hashtag su Instagram?

    Premessa: non mi occupo di social networks ma spesso vengo chiamato in causa con il solito quesito: come usare al meglio gli hashtag su Instagram?

    Una caratteristica che apprezzo di Instagram è che ti da una stima (non so quanto reale) del traffico di un determinato hashtag.
    Esistono strumenti dedicati per analizzare il traffico degli hash per ogni social networks ma Instagram te lo calcola al volo.

    Saturazione

    Pubblico le foto delle mie vacanze e uso l'hash #HOLIDAYS: 2.000.000 di utenti.
    Se scelgo #VACANZE, scendo un po': 1.200.000
    E #MIEVACANZE? 900.000
    Provo con #LEMIEVACANZE? 132

    (i numeri me li sono inventati)

    Quale hash sceglieresti per portarti traffico?

    Innanzi tutto, gli hashtag fungono da contenitore dei post.
    Il tipico utente ovviamente sceglierà il primo hash, quello da 2.000.000 di utenti e non contento, ne aggiungerà almeno altri 20 di cui 15 stupidate inventate sul momento (#bestlife, ecc).

    Per una volta, cerca di resistere; non fare il bimbominkia e usa un solo hash, quello da 132 utenti.

    Accadrà che se il tuo profilo è leggermente autorevole (leggi più avanti per sapere cos'è l'autorevolezza di un profilo), molto probabilmente sarai in testa in quell'elenco di 132 utenti e se stai pubblicando qualcosa di interessante (le tue vacanze NON SONO INTERESSANTI, credimi), è facile accumulare followers; al contrario, se usi quello da 2.000.000 di utenti, sarà quasi impossibile apparire in testa su quella lista.

    Come usare gli hash?

    Usane due o tre, non di più
    Collegali tra loro in una frase a senso compiuto, come fosse un discorso (Queste sono #lemievacanze in Puglia durante una #pausadirilassamento - #PAUSARELAX sarebbe stato improponibile sicuramente per il numero altissimo di utenti, quindi, inutile).

    Non usare scemenze inventate come #bestforever. Sii coerente e tematico nel hash: Best forever è una scemenza che raggruppa nulla qualsiasi cosa.

    Cos'è l'autorevolezza di un profilo?

    Sarà solo il numero dei followers? No.

    Quando pubblichi un selfie - a pochi interessa vedere quanto sei carina o carino a parte quelli che ti conoscono che ti daranno il like - creerai poco coinvolgimento, quindi, difficilmente raccoglierai followers (a meno di non essere davvero ma davvero bella/o).

    Se tanti altri profili autorevoli ti daranno il like, tu diverrai INTERESSANTE, ovvero AUTOREVOLE.
    In definitiva, per essere autorevole, devi essere interessante e smettere di pubblicare selfie (e foto delle vacanze).

    Cosa sa Instagram di te?

    Vai su Impostazioni ---> Sicurezza ---> Dati di accesso ---> Interessi pubblicitari

    Adesso, sfrutta queste cose che hai imparato per fare ADV e smetti di farti selfie con la bocca a culo di gallina davanti ad uno specchio, elemosinando like.

    Ragiona come un SEO e ne scoprirai di belle, cose come il meta della home di ogni profilo:
    <meta name="robots" content="noimageindex, noarchive">

    Ma di questo, ne parlerò in un altro post.

    Questo è il mio account Instagram

     

     

     

  • L'efficacia della linkbuilding nel 2019

    Backlink e linkbuilgind 2019

    L'efficacia della linkbuilding nel 2019

    Sono molto incerto sull'efficacia della linkbuilding nel 2019.
    Sarà ancora uno dei punti fondamentali della SEO?

    C'è stato un periodo in cui per ottenere un backlink era facilissimo: lo si chiedeva e tanti saluti.
    Poi, c'erano le directory; le cose erano sempre facili ma in seguito arrivarono le prime batoste: penalizzazioni ed ore di lavoro inutili perchè tutti quei link pareva non servissero a nulla.
    Arrivò poi l'era del guest post che Google non apprezza da una vita.
    E poi, il nofollow dai forum, dai commenti e... Ma insomma, da dove dovrebbero arrivare questi benedetti link?
    La SEO in tre righe.

    A stare a vedere c'è anche una questione importante.
    Se prima c'era utenza in rete che scriveva su blog e forum, oggi siamo tutti o quasi, sui social networks e come si condivide un link sui social?
    Esistono naturalmente i tasti di condivisione oppure, per i più smaliziati, si copia incolla l'url direttamente.

    Fai caso: quando vedi un anteprima di un link in giro per Facebook, Twitter o Linkedin, clicca e controlla se nella pagina su cui atterri esistono i tasti di condivisione.
    Se non ci sono, qualcuno ha condiviso l'url e gli altri (quasi tutti), hanno ricondiviso un post che se era interessante, sarà diventato virale.
    Ti ho appena svelato un segreto per fare successo in rete: essere interessanti.

    Insomma, oggi condividere un link non è semplice.
    Internet è popolato da utenza che non ha idea di come si navighi realmente in rete, è sufficiente sentire frasi come "l'ho letto su Internet" quando invece si trattava di un post su Facebook; si scambia questa piattaforma per Internet, ragazzi!

    Tipi di link

    Esistono due tipi di segnali che i motori di ricerca considerano.
    I link espliciti ed impliciti.

    I link espliciti sono i classici link condraddistinti dal href="url".
    Avranno senso in termini SEO se il sito ospitante è tematico e autorevole, oppure testata giornalistica online, autorevole.
    Piccola digressione: come farà Google a distinguere una testata giornalistica da un altro normale sito? Risposta: microdati e iscrizione alle Google news.
    Ottenere un link da un sito simile è cosa buona anche se di tematica differente (mio personale caso di studio su una testata giornalista locale discretamente autorevole e un forum che gestivo qualche anno fa, tuttora in standby).

    I link impliciti sono le citazioni semantiche.
    Si, Google tiene in considerazione le discussioni che parlano di un sito. Possono essere anche i famosi segnali dai social network.
    Come fare quindi per far si che la discussione parli esclusivamente di un sito e non di un altro? Come dare certezza assoluta al motore di ricerca che quella discussione sta parlando di noi?
    Semplicemente ottenendo un link nofollow oppure, menzionare il nome di dominio senza link (ad esempio www.andreagiudice.eu).
    Esiste un caso di studio che lo conferma (non trovo più il link).

    L'arte del nofollow

    Sono contrario ad una link building che punti esclusivamente alla home page.
    Di recente sto posizionando un sito: www.noleggiaeparti.it

    Il sito è soggetto ad una strategia Google ADS, quindi, trattasi di una SEO discretamente inutile (anche se non completamente per questi motivi) e difficile se non impossibile: un sito con due pagine, tendenzialmente monopagina a parer mio è un problema posizionarlo ma qualcosa accadrà.

    Nolegga e parti fa parte del gruppo Arielcar.
    Sul sito di Ariel Car esiste una pagina che parla di Noleggia e parti: in fondo, l'operatore ha messo un link alla home di Noleggia e parti, come ci si dovrebbe aspettare.
    Non contento di questo link, sono riuscito a convincere l'editore di quella pagina ad aggiungere un nofollow verso la home e un link dofollow verso la pagina "chi siamo".
    Ad essere sincero, non so cosa accadrà per cui ti invito ad osservare i cambiamenti nelle serp.

    Conclusioni

    Nessuno oggi ti da un link facilmente.
    Non è mai stato inventato il tasto "condividi link sul tuo blog", ma tutti possono parlare di te sui social network.
    Se a parlare di te è un profilo autorevole come quello di un influencer, ben venga.
    Questo significa che se crei un profilo su Twitter solo per linkare qualcuno, otterrai solo una perdita di tempo come la otterrai elemosinando like su Facebook, pratica che considero pietosa.
    E qui si aprirebbe un intero capitolo a quelle aziende che ti procurano migliaia di followers lungo i social networks.

    Le più comuni suite di software per fare SEO tengono in considerazione i segnali provenienti dai social network.
    La pratica più vantaggiosa sarà quindi quella di cercare un profilo adatto, ovvero:

    • non chiuso ai motori di ricerca
    • ben ottimizzato, ovvero con i titoli e i contenuti attinenti alla tematica che vuoi trattare
    • che sia seguitissimo in modo da generare effetti virali.

    Poi, giusto per contraddirmi, il sottoscritto gestisce ancora una directory dofollow ma la tengo solo perchè è un vecchio cimelio a cui sono affezionato.
    PS: osserva il rel="friend" nel link

     

     

  • L'elenco delle suppliche che a noi SEO tocca sentire quasi tutti i giorni


    L'elenco definitivo delle suppliche che i SEO sentono quasi tutti i giorni

     

    L'elenco è in costante aggioronamento. Chi partecipa viene citato con un link (dofollow).
    Scrivete nei commenti o sui social e vi aggiungo.

    Dateci sotto.

     

    • Voglio pochi testi perché 'tanto nessuno li legge
    • Guarda che la SEO è morta, oramai
    • Tu fammi il sito e i testi te li passo io
    • Il mio sito dev'essere molto visual e poco textual (evviva gli inglesismi)
    • Le immagini sono sgranate; migliora la qualità più che puoi
    • Voglio un filmato che duri almeno 20 minuti prima che l'utenza navighi per il sito
    • Voglio che il mio sito salti fuori in prima pagina
    • Se clicco tante volte sul mio sito, questo diventa più visibile?
    • Un mio amico (mio cugino, il figlio dell'amica di mia moglie, ecc), mi ha detto che nei testi è meglio ripetere tante volte la parola chiave (grazie, Karim Medana Medana)
    • Voglio che all'apertura della home parta una canzone
    • Si deve vedere bene da PC fisso, da cellulare non lo apre nessuno
    • Se smetto di pagare il sito non si vede più?" (o "non viene più fuori"). (grazie Andrea Tartara)
    • Se cerco la parola chiave XXX non mi vedo (grazie Francesco Ammenti)
    • Voglio un contatore delle visite
    • Scelgo una lista di parole chiave e te la mando
    • Se scrivo il nome del mio dominio non appaio più in prima riga
    • Trattami bene, che poi ti faccio fare altri lavori
    • C'è poco budget, ma è un cliente importante
    • Ci rimangono male perché si fidano di te
    • Fammi lo sconto, i testi te li passo io (Grazie Andrea Lioci)
    • "Ce l'ha un sito, vero?"
      "Sí sí!"
      "Mi dà l'indirizzo che faccio un po' di controlli?"
      "Certo! eccolo: [email protected]. (grazie Gabriele Goldoni)
    • Grazie! Finalmente il mio sito è visibile e ricevo un sacco di ordini. Non ho più bisogno della sua assistenza posso andare avanti pure da solo (grazie Angelo Malfitano)
    • Ma non puoi prendere le immagini da repertorio su internet!” @qualcuno di voi sa il link del sito di repertorio? (grazie Angelo Malfitano)
    • "Le immagini te le avevo mandate io già pronte fatte da un fotografo...”
      PS: sono arrivati gli screenshot delle immagini con la barra di Windows sullo sfondo (grazie Angelo Malfitano).
    • Io ce l'ho già un sito su facebook. Ed ho anche tanti amici! (grazie Cristina Benedetto)
    • Mi chiama un cliente. Lamenta:
      "il mio concorrente è più visibile"
      "Come fa a saperlo?"
      "Me l'ha detto Google al telefono questa mattina"
      (in mattinata lo aveva chiamato la sollita web agency che spacciandosi per Google, lo aveva avvertito che i suoi concorrenti erano più visibili)

     

     

  • L'ottimizzazione delle immagini nella SEO

    Una fotografia ottimizzata a venezia retta da un braccio.

     

    Come migliorare la SEO ottimizzando le immagini

    Sulla ottimizzazione delle immagini per la SEO ne ho lette tantissime ma quasi tutti gli articoli non trattano alcuni punti che oggi ho intenzione di affrontare.
    Sulle immagini per la SEO, Google ne parla almeno dal 2006.

    Questa è una SEO tecnica spesso trascurata o abusata; ti spiegherò come ottimizzare le tue immagini per migliorare la visibilità e smetterla una volta per tutte di inserire nel TAG ALT la parola chiave di una pagina.

    Spiegherò cos'è l'ottimizzazione delle immagini e perché è importante; i passaggi per integrarle nelle tue pagine e quali strumenti puoi utilizzare per garantire un'ottimizzazione perfetta (come ad esempio Google Vision API).


    Cos'è l'ottimizzazione delle immagini?

    Ottimizzare le immagini è una delle migliori pratiche SEO per ottenere i maggiori vantaggi possibili in termini di posizionamento ed esperienza utente, ad esempio, come implementare le migliori pratiche di codifica, aggiungere il markup schema per oggetti immagine, utilizzare la più alta risoluzione disponibile, ecc.

    Disegno di Andrea Giudice ultima cena

    La mia visione dell'ultima cena (non sono solo SEO!)
    (dal sito dei Pulpi)

    Perché la tecnica di ottimizzazione è importante per la SEO

    Esistono milioni di SERP che traboccano di copie di immagini che coprono tutti i cluster delle parole chiave, ciascuno con migliaia di backlink.

    Un essere umano non sarebbe in grado di valutare 10 pagine; ai nostri occhi quelle immagini sono tutte meravigliose (e spesso uguali).
    Eppure Google non ha problemi a capire che i primi 3 risultati, che ottengono circa il 55% dei click, dipendono da come pubblichi le immagini sul tuo sito.

    Guarda queste due pagine e cerca di trovare le differenze che rendono un'immagine più posizionabile dell'altra:

      
     

    Noti differenze?
    Non ce ne sono, per un essere umano sono copie identiche.

    Ora dai un' occhiata a questi due blocchi codice:

    <img src="/2020/cane.webp" width="40%" height="auto" />
    .cane {
    background:url(/2020/cane.webp) no-repeat center center;
    background-size: contain;
     

     

    Anche se il risultato visivo sulla pagina è lo stesso, il codice è completamente diverso, al punto che quello di sinistra probabilmente non sarà neanche indicizzato.
    Il codice è ciò che il motore di ricerca legge; questo è uno dei motivi per cui devi seguire le migliori pratiche quando aggiungi immagini alle pagine del tuo sito.
    Questi punti sono molto importanti per i motori di ricerca proprio perchè essi leggono il codice html della pagina.

    Chi deve fare dell'ottimizzazione delle immagini una priorità?

    Anche se ogni sito web dovrebbe ottimizzare le immagini, sicuramente i primi a farlo dovrebbero essere gli e-commerce.

    Un'elevata concorrenza e una forte dipendenza dall'impatto da contenuti visivi rende questo settore il primo a necessitare una buona ottimizzazione delle immagini.
    Considera che con centinaia di migliaia di pagine, ognuna con più immagini di un prodotto, gli e-commerce avranno maggiori possibilità di guadagnare visibilità.
    Se aggiungi il fatto che una corretta ottimizzazione delle immagini offre più spazio per implementare parole, questa necessità diventa evidente.

    Le migliori pratiche per l'ottimizzazione delle immagini

    Ora che abbiamo stabilito cos'è l'ottimizzazione delle immagini e perché è così importante, esaminiamo i dettagli.

    Anche se tratterò alcuni principi che nella pratica hanno dimostrato di funzionare, come per ogni consiglio SEO è necessario prendere tutto come una goccia nell'oceano, perchè il posizionamento potrebbe avvenire in modo diverso per diversi argomenti e settori verticali competitivi.

    Tutto quello che devi sapere sui tag <img

    Il consiglio più importante per l'ottimizzazione delle immagini è usare il tag <img> insieme all'attributo <alt> in modo da ottenere qualcosa di simile:

     

    <img src="/andrea-giudice.jpg" alt="il peggior seo del mondo">

     

    Dove il tag <img> aggiunge l'immagine e l'attributo <alt> la descrive.

    In generale, questa è la prassi ma le cose come al solito, sono molto più complicate.

    Perché compilare il testo <alt

    Quando Google fa il crawling di una pagina, prima scarica tutto il contenuto testuale come un grande ammasso di codice, poi inizia a suddividerlo in gruppi.
    A questo punto entra in gioco l'HTML-5, perchè i tag semantici aiutano Google a orientarsi intorno al testo e a fargli capire come stanno le cose.

    Il tag <img> con l'attributo <alt>, quindi, viene letto esattamente nello stesso modo degli altri contenuti testuali, ad esempio raggruppati dal tag <p>.

    Una volta che Googlebot arriva al tag immagine, accadrà una delle seguenti cose, a seconda di come hai implementato l'attributo <alt>:

    • Nessun attributo <alt> - Scenario peggiore.
      Google non sarà in grado di ottenere alcun contesto per quell'immagine e la tratterà come irrilevante.
      Quel tipo di immagine non si indicizzerà mai e potrebbe anche danneggiare il posizionamento della tua pagina.
    • Attributo <alt> vuoto - Situazione migliore.
      Trovando un tag <alt> vuoto, il motore di ricerca considererà automaticamente la tua immagine come decorativa e cercherà di ottenere il significato attraverso il contesto dei paragrafi testuali che la circondano.
    • Attributo <alt> correttamente compilato - Situazione più utile ai fini del posizionamento.
      Il crawler utilizzerà l'attributo <alt> per capire il significato di quell'immagine e poi lo integrerà analizzando il testo circostante per valutare correttamente il significato, il suo contesto e la rilevanza per l'utente.

    Prima che il crawler analizzi il codice html, tag, script, ecc (il tag <img> non è ancora elaborato), l'attributo <alt> è considerato allo stesso modo di qualsiasi altro contenuto testuale che fa parte della pagina web.
    Questo è esattamente il motivo per cui le immagini richiedono l'attributo <alt>, anche vuoto; in seguito potrai studiare il testo da inserirci per migliorare il potenziale di ranking.

    Il tag <img> prevede anche l'attributo <title> per specificare il titolo dell'immagine e i motori di ricerca lo usano solo per valutare un'immagine se non esiste attributo <alt>.
    Se l'attributo <alt> è compilato, il <title> non avrà peso SEO.

    Importante: il nome del file dell'immagine non influenza il posizionamento in alcun modo.

    Didascalia nell'immagine

    Ahrefs consiglia di usare le didascalie, ma anche in questo caso le cose non sono così semplici.

    Il tag <img> non prevede l'attributo <caption>.
    <caption> è un attributo del tag <figure>, tag usato per aggiungere immagini a una pagina web.

    Perché allora non usare <figure> invece che <img>, visto che <figure> comprende anche dell'attributo <caption>?

    <figure>, a differenza di <img>, ha uno scopo ben specifico: è usato per dire ai motori di ricerca che l'immagine al suo interno è indipendente dal contesto della pagina.
    In altre parole, <figure> neutralizza completamente qualsiasi aumento di ranking che la tua immagine potrebbe fornire alla pagina.

    <figure> è un po' simile a <section> o ai CSS.

    All'interno del <caption> puoi aggiungere testo che sarà letto dai motori di ricerca ma non avrà una grande influenza in termini di posizionamento dell'immagine.

    Come scrivere l'attributo perfetto <alt> per la SEO

    Un gatto nero con gli occhi gialli

    I tag <alt> non devono essere implementati solo come descrizione delle immagini ma come parte del testo che stai scrivendo nella pagina.

    • L'immagine che descrivi nell'attributo <alt> deve essere effettivamente pertinente con il testo della pagina.
    • Ricorda che l'attributo <alt> di un'immagine non è il suo nome di file, né il duplicato del suo titolo.

    Il testo dell'<alt> dovrebbe essere in grado di sostituire la tua immagine, e funzionare bene nel contesto della pagina web che la circonda.

    I due errori più comuni sono:

    • Copiare il titolo dell'immagine o la pagina web stessa e usarli come testo <alt>
    • Usare lo stesso identico testo <alt> per immagini diverse.

    Evita il più possibile questi errori, perché il crawler semplicemente ignora il testo duplicato dell'<alt> come lo farebbe con qualsiasi altra copia.

    Compilare il testo <alt> a caso, inserendo ad esempio le parole chiave come se non ci fosse un domani, ed evitando di descrivere l'immagine come realmente appare ai tuoi occhi, non migliora l'ottimizzazione e indebolisce l'efficacia delle foto che avrebbero potuto aiutarti a raggiungere una visibilità migliore.
    Google, l'immagine la interpreta - leggi più avanti - quindi, cercare di ingannarlo serve a poco.

    Per compilare il tag <alt> devi seguire la stessa procedura per la compilazione dei testi come nel tag <p>.

    Rendi il testo <alt> comprensibile: inizia con la lettera maiuscola come se fosse un normale paragrafo e metti un punto alla fine della frase prima di chiudere il tag.

    Come utilizzare gli attributi src e srcset per indicizzare immagini di alta qualità

    All'interno del tag <img>, due importantissimi, e sempre trascurati, attributi per la SEO sono <src> e <srcset>.
    Ecco come appaiono nel codice:

    <img alt="testo dell'alt" src="/immmagine1.jpg" srcset="/images/tags/immagine2.jpg 370w, /tags/immagine3.jpg 600w" dimension="370px">

    L'attributo <src> specifica l'URL sorgente dell'immagine che si vuole implementare.

    L'attributo <srcset> è apparso con l'HTML-5 qualche anno fa e il suo compito è quello di definire un insieme (src_set) di immagini con diverse dimensioni, risoluzioni, ecc.

    Questo stratagemma viene applicato in modo che il browser mostri solo le immagini che si adattano perfettamente al dispositivo che ospita la pagina.
    La domanda logica che un esperto SEO si porrà sarà: ma quale immagine all'interno di questo set viene indicizzata da Google?

    Semplice: per indicizzare un'immagine si usa sempre e solo l'attributo <src>. Per mostrarla a dimensioni differenti si utilizza l'attributo srcset.

    Questo significa che, a meno che non sia necessario supportare i vecchi browser è possibile fare in modo che Google indicizzi la tua immagine ad alta risoluzione, mentre l'utente che accede alla pagina otterrà l'immagine che meglio si adatta al suo dispositivo.
    Sarà quindi sufficiente inserire la miglore immagine nell'src e quelle ridotte nell'attributo <src_set>.

    Questa tenica può aiutarti enormemente, considerando che la qualità dell'immagine è un importante fattore di ranking.

    La risoluzione delle immagini, quindi, è importante quando si cerca di classificare contenuti visivi ma fai attenzione perchè Googlebot è in grado di capire se hai usato un software per aumentare le dimensioni e sarà in grado di capire se è sfocata, difficile da leggere, ecc.

    Considerando che vale comunque la pena avere immagini ad alta risoluzione indicizzate, anche rilevandole come sfocate saranno comunque indicizzate e meglio considerate.

    Alcuni software gratuiti per modificare le proporzioni delle immagini che funzionano molto bene sono Fastone Image o ImageMagick, perchè dispongono di molti filtri per ridurre gli artefatti del ridimensionamento.

    Come usare il markup dello schema ImageObject per aumentare il tuo potenziale di ranking

    Sono appassionato di dati strutturati perchè sono un ottimo strumento per ottenere alcune funzionalità tra le SERP per portare a CTR più elevati.
    Detto questo, esistono centinaia di markup disponibili che Google è in grado di leggere, anche se purtroppo questi codici non influenzano il posizionamento.

    Il markup più importante per la SEO delle immagini è ImageObject di schema: viene usato per segnalare dove si trova l'immagine e per dare molte informazioni aggiuntive.
    Quanto segue è la versione base: 

    <img itemprop="contentUrl" alt="descriione dell'immagine" src="/image.url.jpg"/> 
    <meta itemprop="contentUrl" content="miniatura.jpg"/>

    Il motivo principale per cui dobbiamo usare questo attributo è l'attributo <thumbnail>.

    Attributo Thumbnail

    Sia per le immagini degli articoli che per le immagini dei prodotti, Google ha una linea guida:

    "Per ottenere i migliori risultati, crea diverse immagini ad alta risoluzione [...] con le seguenti proporzioni: 16x9, 4x3 e 1x1".

    Ciò significa che per ogni immagine che si carica, è necessario avere anche tre immagini aggiuntive che abbiano questi rapporti.

    Naturalmente, l'utente non dovrà vedere queste tre immagini aggiuntive.

    Attraverso l'attributo <thumbnail>, sarai in grado di aggiungere tre versioni per ciascuna immagine della tua pagina.
    Queste miniature, a loro volta, verranno indicizzate e saranno quelle che appariranno tra le serp.

    Se la pagina web contiene i markup che a sua volta contengono i link alle immagini che l'utente non vedrà mai grazie ai meta tag, il cui compito è quello di dire al motore di ricerca che quelle immagine sono anteprime e Google, a sua volta, utilizzerà quelle miniature nei risultati della ricerca.

    Dove trovare le immagini?

    Le immagini le trovi sui soliti siti stock ma dovresti crearle originali.
    Questa è una questione molto importante in ottica SEO, oltre che di unicità di contenuti.

    Va da sé che non si dovrebbe mai rubare il contenuto grafico visivo di un altro sito web sei vuoi evitare un avviso DMCA per violazione di diritti d'autore.

    Sappiamo che l'unicità dell'immagine è un fattore importante per l'ottimizzazione; nonosante ciò, molti si rivolgono ancora alle immagini stock (me compreso), semplicemente perché sono più facili da reperire.

    In termini di severi sforzi di ottimizzazione, tuttavia, è sempre preferibile creare immagini e non utilizzare quelle reperibili sui siti stock, anche se le si acquista.
    Considera sempre che anche se hai acquistato un'immagine, Google non lo sa. Quello che il motore di ricerca riscontrerà sarà un'immagine indicizzata tempo indietro, proprio da quei siti, quindi, sarà una copia. 

    Google sa da dove proviene quell'immagine, chi è il suo creatore, la data di pubblicazione, ecc.
    Ciò significa che anche se l'hai pubblicata sul tuo sito web, l'unico modo per trarne qualche vantaggio è assicurarsi di ottenere la massima qualità possibile, preferibilmente - una qualità superiore a quella indicizzata in passato dalla versione trovata sui siti stock.

    Sfortunatamente, vendere un'immagine con una risoluzione uguale o ridotta rispetto a quella visibile è una pratica nota ai fornitori. 
    Quell'immagine quindi, non ti aiuterà per niente in ottica SEO, addirittura, forse dovresti chiedere i soldi indietro.

    Avvengono spesso furti online e dato che Google ama le pagine con immagini, e creare contenuti grafici originali richiede molte risorse, spesso accade che un altro furbastro rubi le tue foto cercando di utilizzarle per posizionarsi ed ottenere visibilità.

    Per tutelarti, dovresti sempre aggiungere alcuni attributi specifici che indicano chi è il proprietario dell'immagine, attraverso lo standard IPTC o il markup ImageObject.

    I tre attributi più importanti sono:

    • Autore (artista; creatore) - l'autore dell'immagine
    • CopyrightNotice - link alla licenza di copyright e la sua descrizione
    • Fonte (credits) - link al proprio sito web o al sito web da cui si è presa l'immagine.

    Se i tuoi concorrenti si limitano a copiare l'immagine, Google ti considererà proprietario e ti darà preferenza a causa di questi tag.
    Se la concorrenza cancellerà quei tag, Google ti darà comunque la preferenza in quanto ci incoraggia a utilizzarli.
    Se la concorrenza utilizzerà la tua stessa licenza, potrai rivalerti con una marca temporale e procedere per vie legali.

    Quale formato immagine funziona meglio per la SEO?

    Tempo fa c'erano molti formati immagine tra cui scegliere: JPEG, PNG, GIF.
    Oggi la questione dell'estensione "migliore" si risolve molto più facilmente: il formato webP è in assoluto il migliore.

    Quasi tutti i browser supportano il webP in modo nativo, la conversione richiede pochissimo tempo.
    Il webP è circa il 25% inferiore rispetto all'equivalente versione in JPEG e PNG, che si tratti di immagine senza perdita dati o meno.

    Certo, esistono formati che offrono livelli di compressione maggiori ma non sono supportati da tutti i browser.

    Il formato webP è supportato da oltre l'80% di tutti i browser.
    Conviene quindi investire in questo 80%; per l'altro 20%, potremo contare sempre sul buon vecchio JPEG.

    Unico punto: pare che ad oggi i social abbiano qualche problema nel creare l'anteprima col formato webp tramite opergraph.
    In questo post, ad esempio, tutte le immagini sono in webP e per creare l'anteprima ho dovuto usare un JPG.

    Lazy Load e CDN: convegono?

    Un consiglio molto diffuso tra i SEO è quello di usare il Lazy Load e le CDN per le immagini.
    Sono considerate pratiche obbligatorie se si vuole aumentare la velocità di caricamento della pagina.

    La velocità della pagina è importante, naturalmente, ma davvero dovremmo sacrificare altri aspetti dell'ottimizzazione per migliorare marginalmente i tempio di caricamento?

    Dovremmo fidarci di Lazy Load?

    Il Lazy loading è una tecnica di codifica: non si caricano immediatamente tutti gli oggetti presenti ma solo durante lo scroll.
    In breve: se non hai bisogno di alcuna ottimizzazione delle immagini e vuoi concentrarti sulla velocità della pagina, usa il Lazy.

    Se, invece, miri al posizionamento e non hai centinaia di immagini per pagina, allora evita il lazy load.

    Il problema è che è molto difficile capire come Googlebot interpreta la logica dei JS sulle nostre pagine web.
    Per questo motivo, il Lazy Load può rendere inutili tutti i vantaggi che nostre immagini portano al sito e spesso la percezione di velocità di caricamento è un compromesso trascurabile.

    Per contro, Google ha raccomandato da diversi anni (più volte!) di usare il lazy load e questo punto ha confuso molti webmaster portandoli all'esasperazione.
    Googlebot non è in grado di leggere le istruzioni del lazy load poiché il crawler elabora il nostro codice solo come un enorme mucchio di testo HTML.

    Questo significa che usando il lazy loading ti dai la zappa sui piedi!
    Una soluzione potrebbe essere quella di usare il tag <noscript>, ma il crawler non è in grado di interpretare correttamente la logica js, quindi, siamo punto d'accapo.

    Le cose adesso vanno un po' meglio da quando Googlebot ha iniziato a usare Chrome 76 per eseguire la scansione delle pagine.
    Tuttavia, il problema persiste: i crawler semplicemente non riescono sempre a seguire in modo efficiente le istruzioni JS.

    Aggiungere un lazy load ad una pagina web con, ad esempio, 10 immagini non è molto funzionale: la maggior parte dell'utenza non sarà in grado di accedere alle tue immagini in modo ottimale e anche in questo caso, il lazy load non migliorerà molto la velocità.

    Per concludere, direi che se non ti interessa il traffico organico proveniente dalle immagini e hai una pagina con decine e decine, allora usa il lazy load.

    Dovresti usare una CDN?

    Le CDN (content delivery network) sono un sistema di server che vengono affittati per aumentare la velocità delle pagine e gestire un traffico eccessivo.
    In sostanza, le tue pagine web sono più veloci perché i server a cui stanno effettivamente accedendo sono più vicini fisicamente all'utenza.

    In breve: se hai a che fare con un'enorme traffico che riporta un ping al tuo server di oltre 80 ms, allora si, la dovresti usare, ma se così non fosse, la CDN può finire per crearti danno, perchè costringeremo i browser a sessioni più complesse per ottenere più o meno lo stesso risultato.

    Quando usare la CDN

    Per quanto riguarda i risultati effettivi, la CDN è utile solo in circostanze molto specifiche, ad esempio:

    All'improvviso si riceve molto traffico e i server non sono in grado di gestirlo.
    Quando la CDN ti fornisce un servizio o una funzione aggiuntiva, ad esempio la conversione di immagini in massa nel formato webP.
    A parte questo, la CDN non è indispensabile, e questo è dovuto alla natura stessa dei CDN.

    La CDN è funzionalmente un altro server che noleggi per fornire un'esperienza più veloce all'utenza, perchè "più vicino".
    Ma ciò che accade in realtà con una CDN funzionale è che, indipendentemente da come la si imposta, si sta costringendo i browser a creare due connessioni: una a voi, e una alla CDN.

    La CDN richiede un browser più veloce perchè sono necessari mediamente 30ms in più per creare una connessione alla CDN, senza considerare cose come TLS/SSL, congestione, routing, e così via.
    Questo significa che il ping non sarà il 30ms pubblicizzato, ma un valore molto più alto.

    Il tempo effettivo necessario per creare una connessione tra server e il browser potrebbe arrivare fino a centinaia di millisecondi e questo non è esattamente il vantaggio che cercavi di ottenere.

    La CDN può sicuramente essere una valida opzione ma solo se il ping della tua utenza supera gli 80-100ms.
    Considera anche che questo è il ping di un browser che accede ad un server lontano mezzo mondo (senza contare i problemi tecnici).

    Inoltre, ci è stato detto nell'ultimo decennio che la posizione dell'host influisce sul posizionamento e che è meglio avere i server più vicini al proprio pubblico.
    In una situazione in cui il ping è inferiore a 80ms, il framework CDN non fornirà grandi benefici peggiorerà le prestazioni.

    Come usare GoogleVision per capire come l'IA di Google vede le immagini

    Uno degli strumenti più utili nell'arsenale di ottimizzazione delle immagini dell'esperto SEO è l'API Cloud Vision di Google.
    Il servizio è a pagamento ma fortunatamente, c'è una prova gratuita funzionante, e usarla dopo aver terminato il periodo di prova è anche molto semplice.

    Carica l'immagine che vuoi aggiungere alla tua pagina web e guarda come Google la interpreta.
    Ecco cosa "capisce" Google in quell'immagine.

    Non male, no?
    È uno strumento molto utile.

    Attraverso di esso, vedrai come Google legge il testo presente nelle pagine, come quell'immagine funzionerà nella ricerca ed altro ancora.

    Nella colonna Etichette di Google Vision API, vedrai a quali query di ricerca l'analisi dei media punterà dopo che la tua immagine sarà stata scansionata, indicizzata e analizzata.

    L'industria che ne trarrebbe maggior beneficio è quella dei servizi medici ma purtroppo, un numero enorme di immagini caricate su quei siti web finisce per essere etichettata come "contenuto per adulti".
    Quelle immagini, quindi, ottengono solo penalizzazioni e finiscono per non essere mostrate come risultato di una ricerca sicura e poiché la ricerca sicura è l'impostazione predefinita per la maggior parte dell'utenza che fa ricerche - e noi stessi di solito non la togliamo quando cerchiamo un servizio medico - questi siti web finiscono per subire perdite di posizionamento e bassi CTR.

    Conclusione

    Esistono altri punti che non mi sono soffermato a descrivere ma credo di essere stato abbastanza esaustivo.
    Trovo molto interessante il fatto che Google riconosca le immagini tramite AI e le posizioni correttamente se l'ALT corrisponde a ciò che esso vede.
    Dai, smettiamola di mettere una parola chiave nell'ALT a caso. La pacchia è finita da tempo.

    L'ottimizzazione delle immagini richiede un sacco di tempo, risorse e spesso un fotografo professionista. Questo è il motivo per cui è trascurata.

    Se la SEO è costosa, questo è uno dei motivi; quando ti viene fatto un preventivo per posizionare il tuo sito, chiedi sempre se le immagini sono originali.

     

  • Le campagne AdWords rendono di più se associate ad una strategia SEO?

    Le campagne AdWords rendono di più se associate ad una strategia SEO?

    Le campagne AdWords rendono di più se associate ad una strategia SEO?

    Certo che si.

    Innanzi tutto, il target gli annunci dinamici viene popolato di categorie relative ad ogni pagina del sito e già questo dovrebbe essere un motivo per affidarsi ad uno Specialista SEO (ops... scusate, un SEO Specialist) è sempre cosa ideale ma una figura simile richiede costi maggiori?

    Si e no.

    Si

    Un SEO attiverà un copywriter per stendere i testi del tuo sito, oltre che, naturalmente, la strategia aggiuntiva e l'utilizzo di software costosi.
    Un esempio di due siti che sto seguendo lo trovi in queste due pagine:
    http://www.indaginidea.it
    (notare la pagina http://www.indaginidea.it/diritti-autore)
    e
    http://www.investigazioniares.it
    (notare la pagina http://www.investigazioniares.it/diritti-autore)

    No

    Un bravo SEO curerà anche la webusability che di certo, fa bene alle conversioni (aumento del punteggio sulle chiavi di ricerca significa diminuzione del CPC).

    Potrei fare decine di esempi di concorrenza che copia i contenuti testuali ed in seguito applica campagne AdWords ed improbabili strategie SEO.
    (dubbi? fai il tuo check su http://www.plagium.com o http://www.copyscape.com)
    Piccola nota, un competitor mi ha incuriosito: il sito riceve la bellezza di 26.000 backlink (il dominio ha un'anzianità di 17 anni).
    Molti backlink sono spontanei, altri, artificiali; nel mio caso, con l'ausilio di SEO Power Suite, ho cercato e creato un solo (!) backlink che fornisce una spinta maggiore di quei 26.000 link.
    Inoltre, la creazione di link impliciti ha evitato le penalizzazioni di Penguin ed un ottimo posizionamento su Bing, confermando quanto sta avvenendo sul motore di ricerca di casa Microsoft (web semantico).
    Ricordiamo che Bing porta mediamente il 30% del traffico (quanti utenti cambiano il browser di default?)

    Dopo un circa un mese, gli annunci dinamici godono di 7 categorie relative all'argomento principale, con un notevole incremento di traffico proveniente da chiavi di ricerca laterali (Come mi piace questo termine).
    A trarre vantaggio è anche il remarketing; gli annunci display appaiono a coloro che hanno cliccato fuori dagli orari di pianificazione (grazie di esistere coockie).

    Timore dell'annuncio sponsorizzato

    C'è un'altra questione cui vorrei sottoporre la tua attenzione: il timore di premere proprio sulla prima riga della prima pagina, aggravata dalla presenza di quell'iconcina verde "ann", sulla sinistra.
    Fai questo test. Cerca qualcosa che tra le serp presenti un annuncio sponsorizzato, poi, chiedi un'amico di fare quella ricerca e, senza dire nulla, osserva dove clicca.
    90 su 100, cliccherà non sulla prima riga ma sulla seconda a scendere, da Desktop e sulla prima o seconda, da cellulare.

    Conclusioni

    Un sito sottoposto ad una strategia SEO + Adwords costa meno nel tempo e rende di più.
    Provare per credere.

     

     

  • Linkbuilding dai social networks

    Fare SEO con i social networks

    Sarà possibile fare attività SEO linkbuilding dai social networks?
    Ho preso in analisi tre piattaforme:

    • Facebook
    • Linkedin
    • Twitter

    Linkbuilding da Facebook

    Iniziamo da dove gli spider dei motori di ricerca hanno accesso.
    Su tutte le pagine c'è questo meta:

    <meta name="robots" content="noodp,noydir" />

    Il noodp e noydir servivano per evitare che Google prendesse la descrizione da DMOZ o la directory di Yahoo!.
    Considerato che oramai queste directory non esistono più, ha poco senso lasciare queste direttive ma male non fanno (li uso pure io ancora e sono presenti anche su questo sito).

    Il robots.txt di Facebook 

    Quello che conta è il robots.txt di Facebook:
    https://www.facebook.com/robots.txt

    La prima cosa che noto è la gestione separata di molti bot e alla fine di tutto il robots.txt, appare un'inesorabile:

    User-agent: *
    Disallow: /

    Speranza di fare linkbuilding da Facebook?

    La mia pagina fan è indicizzata con questo url:

    https://www.facebook.com/consulente.seo.google.ads/

    I profili personali vengono indicizzati due volte:

    https://it-it.facebook.com/andreagiudice
    https://www.facebook.com/andreagiudice

    Relativamente alle pagine fan, tra le serp di Google sono visibili i singoli post; sui link che pubblichiamo Facebook inserisce due direttive: nofollow e noopener.
    Nel codice, quindi, avremo:
    <a href="https://www.andreagiudice.eu" rel="nofollow noopener">www.andreagiudice.eu</a>

    Il nofollow non trasferisce rank (e soprattutto salva Facebook da un uso smodato di link da parte dei SEO).

    L’attributo noopener assicura che la pagina aperta in una nuova scheda non possa assumere il controllo della pagina originale. È utile sia per la sicurezza che per le prestazioni.

    Linkbuilding si o no?

    Dipende.
    L'attributo nofollow crea un'inequivocabile citazione al tuo sito, ti protegge da penalizzazioni ma va gestito se vuoi che porti risultati.
    In che modo?
    Semplicemente creando una pagina interessante agli occhi dei motori di ricerca e agli utenti; la tua pagina fan deve essere pertinente con la tematica del sito a cui punta.
    Come fare?

    Quando pubblichi un link, FB si va a pescare gli OpenGraph di quella pagina linkata e crea un'anteprima testuale.
    Aggiungi del testo supplementare che non sia presente nella pagina di origine, nel meta description e nell'openGraph. Allunga il brodo in maniera... interessante! Scrivi!
    Non cercare di ingannare nessuno; se non sei interessante, l'utenza lo capisce e poi lo capisce anche Google, non ti preoccupare.  ;)

    Il succo è sempre: la vera linkbuilding di oggi è la citazione tematica da qualcuno di autorevole.
    Quindi, la domanda è: Facebook è autorevole?

    Analizziamo Facebook

    La home page di Facebook ha un ranking pauroso.
    Ad oggi, leggo che riceve 22.642.965.080 backlink. Spyglass misura un valore di inlink pari a 100.
    (l'InLink si rifà all'algoritmo originale del pagerank, quindi un pg di 10!).

    Le cose però cambiano scendendo a livello di profilo personale.
    Il mio, ad esempio (quello raggiungibile da https://it-it.facebook.com/andreagiudice) non riceve backlink ma misura un inLink di 100.
    Stessa cosa per la mia pagina fan:
    Backlink 0 ma inLink pari a 100.

    Tutto questo cosa significa?
    Se una pagina con un valore così alto di rank ti menziona, qualcosa deve succedere a livello di guadagno di visibilità tra le serp.

    C'è solo da chiedersi, perchè creare un sito o una pagina per usarla come piattaforma di linkbuilding?

    Consideriamo sempre che è sufficiente un solo backlink da un dominio: se ne crei altri, i successivi hanno sempre meno valore.
    Certo, la pagina porterà traffico - solo se la sponsorizziamo, ovviamente, altrimenti ci mettiamo al pari di quelli che elemosinano i like - ma perchè fare una sponsorizzazione su FB e non su Google, a questo punto?
    Morale della favola: usare la pagina fan di FB per fare linkbuilding a mio parere serve solo se ti impegni per creare contenuti rilevanti; devi usare la pagina fan con la tecnica del guest-post, ma con nofollow.
    Chiediti quindi: quei contenuti che andresti a scrivere sulla pagina fan, perchè non metterli sul tuo sito? Ma soprattuttom quale tipo di utenza porti da Faebook?

    C'è ancora un punto da tenere presente: raggiunta un'alta visibilità, devi convertire quell'utenza, altrimenti a che serve essere visibile? Che tipo dei SEO saresti?

    La visibilità è sempre la prima fase del funnel.
    Concentrati anche sulla fase successiva perchè va pari passo con la prima: ti trovano, okay, ma ti devono chiamare e tu devi fatturare.
    Essere solo visibile equivle a ricevere patte sulle spalle, l'equivalente dell'inutilità dei like di Facebook.

    Linkbuilding da Linkedin

    Ecco il robots.txt di Linkedin:
    https://www.linkedin.com/robots.txt

    Interessante il commento finale: per aprire la scansione a nuovi crawler scrivere una mail a [email protected]

    Deduco che il robots.txt nei social sia progettato appositamente per le sponsorizzazioni ma indipendentemente da questo, fare linkbuilding da Linkedin è un po' un problema.
    Gli articoli non vengono indicizzati; praticamente, è bloccato tutto. Solo i profili personali sono aperti e appaiono tra le serp ma in un sottodominio con suffisso equivalente alla tua zona.
    Questo è il mio profilo:
    https://it.linkedin.com/in/consulente-seo-novi-ligure-alessandria

    SEO da Linkedin

    ATTENZIONE: aggiornamento in questo post.

    Google vede la pagina di ingresso del tuo profilo e un link con Anchor che punta ad un redirect tipo 301 (secondo http://www.redirect-checker.org) al tuo sito personale ma la cosa triste è il blocco del robots che nega l'accesso allo spider.
    Il link verso il mio sito, difatti è:
    https://www.linkedin.com/redir/redirect?url=http%3A%2F%2Fwww%2Eandreagiudice%2Eeu&urlhash=7k4n&trk=public_profile_topcard_website

    Purtroppo, il robots.txt blocca con un disallow la funzione di redirect:
    Disallow: /redir*

    Quindi, inserire il link al sito personale nel profilo non serve a nulla.

    Proseguiamo con l'analisi: su Linkedin abbiamo due possibilità di scrivere: tramite gli articoli con l'editor Pulse e i post.
    I primi non vengono indicizzati per via del blocco con il robots; i secondi, si.

    Se in un articolo pubblichi un link includendo la stringa https, il social crea uno shortlink (https://lnkd.in/xxxxxx), una redirezione automatica.
    Se ometti di scrivere https, come anchor rimane il nome di dominio e non viene creato lo short-link.

    Abbiamo detto che Google indicizza gli articoli, quindi, vedrà la stringa corrispondente al nome di dominio, un link che punta ad una pagina di login.
    Come risultato, avremo una citazione semantica senza trasferimento di rank.

    Sfruttare linkedin per fare linkbuilding: la seo con i social networks

    Quindi, nella pagina che vede Google - ovvero, priva di login - apparirà l'anteprima di un solo post; gli altri post saranno accessibili, solo soto login - dal link Visualizza tutte le attività.
    A questo punto, ti invito a dedurre come fare apparire sempre agli occhi di Google un link nella pagina del tuo profilo. Mica posso dirti tutto, dai! 

    Autorevolezza di Linkedin

    Concludo l'analisi SEO di Linkedin dicendo che la sua Home page riceve 6.843.464.311 backlink con un inLink di 100.
    Stiamo parlando di cifre spaventose a livello SEO.
    Approfittane.


    Linkbuilding da Twitter

    Ecco il robots.txt di Twitter:
    https://twitter.com/robots.txt

    Nel sorgente c'è un timido e inutile meta robots per l'ex dMoz:
    <meta name="robots" content="NOODP">

    Cosa vede Google

    Google vede la pagina del profilo personale e i post.
    A sinistra, vedrà il link al tuo sito, la cui anchor è il nome del dominio e link:
    http://t.co/4dKHaDJVNf

    Fare SEO con Twitter e i social networks

    Secondo http://www.redirect-checker.org/ t.co crea di un redirect 301, quindi, abbiamo un segnale SEO da Twitter.

    Per quanto riguarda i post, qualsiasi link si immetta, viene creato uno short-link tipo t.co/xxx (301).
    Per preservare l'anchor, è sufficiente evitare di mettere il www o l'https.
    Nel mio caso, quindi, inserirò semplicemente andreagiudice.eu: Twitter lascerà l'anchor andreagiudice.eu (citazione semantica) e creerà un reditect 301 verso il mio sito.

    Autorevolezza di Twitter

    Twitter riceve la bellezza di 22,460,505,381 backlink con un inlink di 100.
    Numeri da capogiro ma che possono avere effetto solo se la tua tmatica e pertimente.
    Cosa pubblichi? Se sei seguito da altri utenti con profili pertimenti, i tuoi post appariranno anche su altre bacheche e se pertinenti con la tua attività, potrebbero avere effetto.
    Se nessuno ti segue, non sei interessante e se non sei interessante... addio agli affetti positivi della SEO.
    Tutto torna.

    La SEO e i social

    È inutile giarci attorno. I social hanno cambiato modo di fare SEO e ne ho parlato in un post.
    Il succo di quell'articolo è: ma oggi chi ti da un link? Google sa benissimo che nessuno - o quasi - ti da links, quindi, quali segnali ascolta il motore di ricerca?

    In questo articolo ho usato il termine "citazione semantica".
    Esiste un caso di studio noto che ha affrontato come Google segua un link anche senza href nel codice. È sufficiente il nome del dominio e per curiosità, presto proverò la cosa di persona e pubblicherò il risultato.

     

     

  • Mini guida all'uso di Bing Webmaster

    Bing Webmaster accessi con vari account

    Strumenti webmaster di Bing

    Mini guida all'uso di Bing Webmaster

    La mole di articoli o post con argomento i vari tools che Google mette a disposizione per i Web master è impressionante.
    Meno, moolto meno il materiale inerente Bing Webmaster.
    Per questo ho pensato di scrivere questa mini guida.

    Introduzione: Bing è un motore di ricerca, e può sempre portare traffico, e per quanto minima possa essere la portata, è sempre molto di più di nulla !
    Per cui non si devono trascurare Bing, ma anche DuckDuckGo, Yandex e gli altri motori di ricerca.
    Se state sbuffando e commentando tra voi e voi: “Uffa un altro account e un altro accesso da memorizzare !”, prima buona notizia: si può accedere a Bing Web Master Tool con diversi account, tra cui l’account di posta di Google !
    Per cui, siccome siete sicuramente assidui frequentatori del mondo dei tools di Google, il problema dell’accesso è risolto !
    Usate il vostro indirizzo gmail !
    Bing Webmaster accessi con vari account
    Seconda bella notizia: si possono importare i dati del sito (o dei siti) che state gestendo, grazie alla sincronizzazione di Bing Webmaster con Google Search Console !!!
    Tool per importare un sito grazie sincronizzazione con la Google Search Console
    Ora che abbiamo rotto il ghiaccio, lo strumento è molto intuitivo, infatti è dotato di un menu di navigazione a tendina con le sotto-voci dei vari menu tematici.
    Menu principale di sinistra
    Come per altri strumenti di analisi tecnica per siti web, così anche all’interno di questo di Microsoft, possiamo trovare link che portano ad altri tools relativi a ben più approfonditi servizi che vanno a scandagliare anche gli aspetti più reconditi della SEO.
    Altri tools raggiungibili da link interni ad un altro tool
    Una voce all’interno del menu “Configura Sito”, che si spera non verrà mai utilizzata…è: "Rimuovi consenso da collegamenti".
    Consente di mantenere il profilo relativo ai backlink pulito.
    È possibile utilizzare questo strumento per inviare URL di pagine, cartelle o domini che potrebbero contenere backlink verso il nostro sito apparentemente sospetti o provenienti da siti indesiderati o di scarsa qualità.
    È l’equipollente del Disavow Tool di Google Search Console.
    Per sbarazzarsi di questi backlink non richiesti in quanto in odore di spam o di scarsa qualità, procedere come segue:

    • Utilizzare il menu a discesa per specificare se rimuovere un intero dominio, una directory o una singola pagina;
    • Inserire l’URL del dominio, della directory o della pagina che desideriamo ripulire;
    • Cliccare su “Rimuovi Consenso”.

    Un passaggio che non si può trascurare, salvo rari casi, è l’equivalente di Google Maps, ossia “Bing Places per le aziende”

    .

    L'equipollente di Google Maps di Bing Webmaster

    Segnalo infine un disservizio che è già da alcuni mesi che è presente, nonostante il messaggio che verrà risolto a breve… Probabilmente il mio “il più presto possibile” non coincide con le tempistiche dei programmatori di Microsoft. Un vero peccato, perché non si tratta di un servizio marginale, la convalida del markup di Schema.org, ad oggi, è un tool pressochè imprescindibile.

    Disservizio al controllo del mark-up

    Personale considerazione sull’interfaccia e sull’esperienza utente, le cosidette UX e UI, che ho trovate molto intuitive, facile la visualizzazione, utili sono poi anche i “fumetti” che si aprono a pop-up quando ci si posizione sull’icona della “i” bianca su fondo scuro per avere delle “dritte”; davvero molto efficace ! Concludo con una carrellata di screen shot, che spero sia utile per dare un’idea (la più precisa possibile) dello strumento, che per me merita un bell’ 8+ !

    Esempio di un sotto-menu

    Esempio di sotto-menu a tendina

    Tutto quanto è stato messo...all'indice :)!

    Esplora Indice

    Dulcis in fundo...

    Invio della Site Map

     

     

  • Passare dall’era del Motore di ricerca, all’era del Motore di risposta !

    adeguarsi alla ricerca vocale

    passare alla ricerca vocale

    Passare dall’era del Motore di ricerca, all’era del Motore di risposta !

    I dispositivi mobili insieme all'assistenza dell’AI e, naturalmente,ad un'enorme quantità di dati analizzati al giorno, stanno portando ad un grande cambiamento in termini di come ci poniamo di fronte all'utilizzo dei motori di ricerca: da una breve ricerca digitata a una lunga richiesta dettata a voce.

    E da un elenco di risposte da scorrere, leggere e poi scegliere quella che abbiamo riconosciuta essere quella giusto per noi (in SERP), ai motori di ricerca che lo fanno per noi !

    L’ AEO è simile alla SEO

    La differenza principale è che la ricerca viene dettata al dispositivo, tecnicamente chiamata "parola chiave long tail" dal punto di vista SEO.
    La conseguenza di ciò è che i ricercatori cercano qualcosa che risolva specificamente un'esigenza precisa.

    Invertendo la supposizione di cui sopra, si otterrà che maggiore sarà la qualità dei contenuti che è possibile fornire per risolvere un problema, fornire un servizio o vendere un prodotto, maggiore sarà la capacità del proprio sito Web di rispondere a specifiche domande vocali.

    Per sfruttare ciò a tuo vantaggio e mantenere i motori di ricerca come amici anziché come concorrenti, devi solo fornire contenuti ben strutturati, contenuti gerarchicamente ben strutturati!
    Non importa se è lungo, non importa se fatto con dati strutturati o buon uso di intestazioni (h1... h6) e tabelle!

    Sii chiaro e concentrato sulla risposta giusta !
    È facile quando questo avviene utilizzando la regola d'oro delle 5W + H (Who, When, Where, Why, What + How), meno facile quando devi affrontare i bisogni che richiedono una ricerca come:
    "Google trovami un ristorante pizzeria qui in zona" utilizzato dai potenziali clienti con la ricerca vocale.

    Il rischio è quello di essere presenti in SERP nella cosiddetta "posizione zero" che significa poi posizione "zero CLIC al tuo sito", minor traffico organico, perdita di soldi!

    Il tuo potenziale cliente è e resterà un cliente del motore di ricerca e non diverrà un tuo cliente.

    Per adeguare il tuo sito, contattaci per una consulenza a mezzo:

    sito: https://www.surfacingserpseo.expert
    mail: [email protected]
    Tel:  370 3795655

     

     

     

  • Piccolo caso di studio SEO sulla sitemap.xml

    La sitemap e l'errore della search console

     

    Piccolo (e banale) caso di studio SEO sulla sitemap.xml

    Voglio condividere questo piccolo e banale caso di studio SEO sulla sitemap.xml

    Cos'è successo?

    Metto online un sito: lightman.it.
    Il sito tratta un argomento a me molto caro: spettacoli con laser.

    Durante la creazione di una pagina e per errore assegno ad essa un meta noindex, poi a lavori ultimati invio la sitemap.xml

    Nella sitemap.xml il tag relativo a quella pagina è:

    <url>
    <loc>https://lightman.it/cake-mapping/</loc>
    <lastmod>2020-05-01</lastmod>
    <changefreq>weekly</changefreq>
    <priority>0.9</priority>
    </url>

    Mi accorgo della svista e rimuovo il noindex dopo l'invio della sitemap ma oramai è troppo tardi: a differenza di tutte le altre, quella pagina non viene indicizzata e a nulla servono i tentativi di rimediare l'errore perchè un nuovo invio della sitemap e la forzatura una nuova scansione dell'url tramite la Search Console, la pagina continua a non apparire tra le serp.
    Google ha considerato come valida solo la prima scansione del bot e una volta trovato il noindex, la pagina è diventa inaccessibile, o meglio, non indicizzabile.

    Cos'è accaduto agli occhi di Google?

    • Tramite il primo invio della sitemap.xml, Google ha riceve l'url della pagina;
    • La pagina riporta un noindex, quindi non deve essere indicizzata;
    • La scansione del bot deve avvenire una volta alla settimana, secondo quanto ho indicato dal <changefreq>, a partire dal 1 maggio 2020; la successiva scansione avverrà l'8 maggio.

    Come ho risolto?

    • Banalmente, ho cambiato la data della sitemap.xml portandola al 2020-04-01 (un mese indietro);
    • Ho rimosso il noindex;
    • Ho re-inviato la sitemap.xml con la data aggiornata.

    Dopo qualche ora, la Search Console mi ha inviato un messaggio:

    Copertura rilevati sul sito https://lightman.it/. Al proprietario del sito https://lightman.it/: Search Console ha rilevato che il tuo sito è interessato da 1 problemi Copertura: Errori principali Gli errori potrebbero impedire la visualizzazione della pagina o della funzionalità nei risultati della Ricerca. Sul tuo sito sono stati trovati i seguenti errori: L'URL inviato contiene un tag

    Google ha notato quindi un conflitto:

    • la prima sitemap.xml chiedeva di indicizzare una pagina contenente un noindex;
    • la seconda sitemap, riportava una data differente e riproponeva lo stesso url (ricordo che in precedenza, avevo inviato più volte la sitemap.xml, riportante però la stessa data).
    • Il pulsante risolvi i problemi di copertura mi ha portato allo strumento per convalidare la rimozione del noindex, ovvero, il problema di copertura.

    Probabilmente, prima o poi la notifica dei problemi di copertura mi sarebbe arrivata ma cambiando la data della sitemap.xml ho atteso poche ore.

    Conclusioni

    Pare banale ma la data nella sitemap.xml determina il momento di partenza per il conteggio del valore del tag <changefreq>.
    Talmente banale che finora non lo avevo ancora letto da nessuna parte, neppure sulla pagina del ufficiale dove viene descritto il protocollo: https://www.sitemaps.org/protocol.html

    Il giorno dopo, mi è arrivato questo messaggio dalla Search Console:

    Problema risolto con la sitemap.xml e il noindex

    Avessi cambiato l'url della pagina, avrei risolto immediatamente ma non mi sarei divertito.

     

     

  • Posso pagarti a rate? Me ne accorgo meno

    Posso pagarti a rate? Me ne accorgo meno

    Furbo; #coglioneNo

    Qualche giorno fa sono venuto a conoscenza del progetto #coglioneNo

    Dirti che è la storia della mia vita è riduttivo.
    È un po' che rifiuto incarichi gratuiti, a meno che, ovviamente, non scelga io di farlo.

    Ecco l'hit parade delle cazzate che mi tocca sentire quando qualcuno si affida ai miei servizi.

    • Prima di tutto c'è: ti pago in due o tre rate
      Pensaci, è meraviglioso.
      Pagandomi a rate hai trovato il modo di farti pesare meno un pagamento.
      Peccato che, in egual misura, "peserà" meno anche a me.
    • Secondo di tutto c'è: ti pagherò con gli introiti del tuo lavoro
      Eh si, hai scoperto il modo di farmi lavorare in modo impeccabile. Se sbaglio, non prendi/prendo soldi.
      Facciamo così: io sarò impeccabile fin dall'inizio e tu mi paghi subito tutta la cifra.
      Se sbaglio nel lavoro, sarai tu a pentirti di aver scelto il webmaster non idoneo, non io il cliente non adatto.
    • Terzo di tutto c'è: la sera nel tempo libero, dacci un'occhiata, dai...
      Certo, tanto il mio tempo libero è "la sera".
      Invece che farmi i cavoli miei, devo pensare ai tuoi, perchè, ovviamente, il tuo tempo è più prezioso del mio, che discorsi.
    • Quarto di tutto c'è: sei un amico da tanto tempo
      Evidentemente, sono solo io ad esserti amico e tu no, perchè in tal caso, mi daresti qualcosa in nome della nostra vecchia amicizia, che dici?
    • Quinto di tutto c'è: sei un creativo, a te costa nulla. Io non riesco: inventami uno slogan per il mio workshop
      Tu guadagnerai qualcosa grazie a questo slogan, giusto?
      No? Allora non te lo faccio. Non ti conviene.
    • Sesto di tutto: ti faccio una sorpresa, ti pago con un regalo
      Eh si, tu mi regalerai qualcosa che, guarda caso, per te non ha valore (e sicuramente, anche per me, scommettiamo?).
      Oppure, mi regalerai la classica bottiglia di vino che tu non hai pagato e che ricicli da una vita.
      Facciamo così: se mi dai qualche soldo, sono più contento.
    • Settimo di tutto: visto che quel sito l'hai fatto gratis per volontariato, puoi fare un piccolo sforzo anche per me?
      Ho realizzato un sito web per il canile di Novi Ligure, donandolo all'associazione ARCA Novese.
      Un lavoro stupendo, corredato di SEO, servizi fotografici e aggiornamenti e quant'altro.
      Devi sapere che al Canile di Novi Ligure, decine di volontari aiutano i dipendenti a pulire i box e i cani, ogni giorno della settimana, weekend compresi.
      Potresti provare a chiedere a quei volontari se fossero disposti a pulire casa tua durante weekend.
      'Tanto, lo fanno gratis per il canile e con un piccolo sforzo, possono rammendare anche casa tua, no?
      Ah, dimenticavo: prima di chiederglielo, portati bende, cerotti e stampelle. Potrebbero servirti per tornare a casa.
    • ottavo di tutto: quante storie: mio cugino sa fare le stesse cose che fai tu e le fa pure gratis. 'Tanto, con i software di oggi e Google non serve una scienza.
      Ecco, fammi un favore: vai da tuo cugino e digli se ha tempo per me. Gli passerei due o tre clienti, poi i soldi, però, li prendo io che sono un coglione, 'tanto lui lo fa gratis, no?
    • Nono di tutto: "vorrei aprire un dominio, mi dai una mano?".
      Dopo qualche mese, arriva l'altra richiesta: "Ora che ho aperto un dominio, mi dici come si entra nel pannello di controllo? Ti rubo solo 5 minuti, poi con Whatsapp è così comodo passarmi le password...".
      Insomma, avrai capito la strategia.
      Fare passare tempo e diluendo le richeste cosa accade?
      Ma ovvio: la percezione di lavoro diminuisce al punto che non mi accorgo di lavorare per te gratis e, siccome il cliente non ha fretta, con i suoi tempi si ritrova un sito pronto.
      Una richiesta ad un amico, l'altra a suo cugino (si, quello che lavora gratis), un'altra richiestuccia ad un altro amico ed il gioco è fatto.
      La cosa divertente è che alla fine dei lavori, costoro si ritrovano per le mani un vero disastro, perché nella tecnica del "chiedo-attendo-chiedo" non è stata contemplata una consulenza di qualcuno che ne capisce un minimo (è costosa una consulenza? Ma va: a volte può essere gratuita davanti ad una pizza) ma un obiettivo apparente è stato raggiunto.
      Vuoi fare il/la furbastro/a con me? Sappi che ce la puoi fare a fregarmi, perché vedi, io alla fine sono un tonno e nutro sempre fiducia in tutti.
      Con il tempo, però mi sono fatto furbo e sono in grado di smascherare in un istante queste persone: hai presente quel poliziotto corrotto che nel film 'Nikita' mostrava la capacità di sentire se mentivi o dicevi la verità, annusandoti? Ecco, io ho sviluppato questo sesto senso.
    • Dieci di tutto: MrRiccardo mi scrive:

      Un cliente mi chiama perché la posta sul proprio iPhone non funziona.
      Organizzo il viaggio da Milano a Livorno e arrivato sul posto, trovo il telefono del titolare con i parametri errati - faccio presente che l'azienda ha un IT interno.
      Risolto il problema mi portano altri 15 iPhone da configurare.
      A questo punto chiedo il rimborso spese da Milano a Livorno, rimborso che viene prontamente negato.
      Saluto tutti e torno in stazione. Dopo un mese cambiamo gestore.

    Ce ne sono altre ma ora non mi sovvengono.
    Questo post lo aggiornerò di frequente. Mi diverte.

    C'è poco da fare. Molti dei miei servizi li eseguo con passione, forse troppa, e si capisce perchè qualche furbone crede che io sia ripagato unicamente dallo stesso piacere che provo nel prestarmi.
    Certo che sono ripagato da ciò che faccio, è per questo che chiedo tanto, così sono ripagato maggiormente.

    Evidentemente, costoro sono talmente insoddisfatti del proprio mestiere che non reputano possibile che qualcuno ricavi godimento e denaro da una passione, quella dello spendere il proprio tempo in qualcosa di soddisfacente.

     

     

  • Quando e dove mettere backlink a scopo SEO?

    Attivare in ritardo un backlink ad un sito

    Sono stato chiamato per una consulenza SEO circa l'attivazione di backlinks in articoli già presenti su blog sparsi in rete. Conviene?
    La domanda era:

    è meglio mettere un link su un articolo già posizionato (presente da diverso tempo) o farne uno ex novo e attendere che si indicizzi?

    Cos'è un articolo e cos'è una pagina statica

    Partiamo dalla differenza tra articoli e pagine statiche, come chiamo le sezioni dei siti che non mutano.
    Un articolo è una pagina che descrive un evento, un prodotto o qualcosa mentre un pagina statica è una sezione che parla di un prodotto, un attività o qualcosa che appare sul sito.
    In pratica, articolo o pagina sono identici?
    Si, se non cura la parte SEO.

    La differenza la farà la configurazione dei microdati che diranno ai motori di ricerca che il primo è una pagina statica (https://schema.org/LocalBusiness o altro), e il secondo è un articolo (https://schema.org/Article) con tanto di autore, data di pubblicazione, ecc.

    La risposta alla domanda sarà:
    Se scrivi un articolo, dovrai far in modo che sia tale agli occhi dei motori di ricerca e la logica porta a pensare che il link appaia in concomitanza della pubblicazione.
    Se aggiungi un link in una pagina - secondo un mio caso di studio del 2012 relativo al sito imballaggiprotettivi.com (che ora non è più attivo) - questo porterà spinta nelle serp.
    (Analizza pure i backlink a quel dominio, se ci sono ancora)

    Link nofollow

    Piccola chicca?
    Nell'articolo, prediligi link nofollow verso la home page e usa come anchor il nome del brand.
    Piazzali in alto, una o due righe sotto l'H1 e scrivi tanto in quella cacchio di pagina (ma tanto!) su argomenti tematici al sito cui punti il link.

    Quindi, riassumiamo:
    Crea articoli o pagine statiche con i microdati.
    Linka subito su articoli e tarda pure su pagine statiche.

     

     

  • Quanto conta il Page Rank

    Page Rank contro Contenuti: ecco a voi Panda

    Da diverso tempo gestisco una directory per incrementare la link popularity dei siti che vengono proposti.
    Il Page Rank di questa directory ad oggi è 2 e probabilmente non salirà più.

    In precedenza il page Rank di Pagine Web Italiane 3 ma in seguito, dopo la famosa aggiustatina agli algoritmi di Google, è sceso a 2.
    Dopo questo ritocco, per lo più estetico, sui forum si è assistito a vere e proprie scenate di panico dopo che i webmaster di sono visti scendere il PR di uno o due punti.

    La questione è che oggi come oggi il PR vale poco o niente.
    Se vogliamo dirla tutta, io sono per la seconda: il PR non vale più niente.
    Se il SEO è una materia oscura e misteriosa dove nulla è certo se non i risultati derivati da prove ed esperimenti, ti chiederai come giungo alla conclusione che il PR oggi non fornisce valore ad un backlink.

    Prova ad analizzare un competitor di un sito che stai posizionando (con Spyglass).
    Noterai che esso riceverà valore anche da siti il cui PR vale zero. Approfondendo le analisi su quei domini verificherai di persona la potenza di Panda, uno degli ultimi aggiornamenti di Google: a darti autorevolezza è la tematica di un dominio, non il PR.

    Tornando al discorso della directory che gestisco, devi sapere che Pagine Web Italiane non è un raccoglitore di PR.
    Qualche tempo fa, infatti, i SEO gestivano le directory per riuscire ad ottenere PR altissimi in modo da sfruttare backlink per posizionare altri siti.

    Le cose sono cambiate.
    I siti che vengono proposti nelle categorie sono attentamente selezionati in base alla tematica trattata.
    Quando una categoria raggiunge un certo numero di inserimenti a tematica comune, la pagina darà una spinta notevole alla link popularity di ciascun dominio inserito all'interno di essa.
    Questo dovrebbe anche farti riflettere su come scegliere una directory: diffida sempre di quelle directory con la categoria "varie".

    Per l'inserimento di un sito su Pagine Web Italiane propongo tre tipologie di link:

    • senza scambio link e senza nofollow
    • senza scambio link con nofollow
    • con scambio link obbligatorio senza nofollow


    La differenza (persuasiva) sta nelle tempistiche di inserimento.
    La prima opzione (senza scambio link, privo di nofollow) inserirà un sito dopo 365 giorni esatti ma probabilmente le tempistiche verranno ridotte entro breve.
    La seconda opzione aggiunge l'attributo nofollow e le tempistiche si attestano a 30 giorni.
    La terza opzione, con scambio link e senza nofollow è quasi immediata: in meno di 24 ore il link al tuo sito è attivo.
    Tutte le proposte sono accettate unicamente dopo la validazione di una email di conferma.
    È molto triste constatare che dopo un anno di attesa, il sito viene eliminato perchè l'email non è stata confermata.

    Pagine Web Italiane e fatti divertenti

    Vorrei portarti all'attenzione un fenomeno divertente che la directory mette in luce.
    Alcuni sedicenti webmaster ed esperti SEO propongono spesso i propri link nella directory.
    Questi webmaster non prevedono pagine con scambio link nei loro siti per cui scelgono l'opzione con una tempistica accettabile: la seconda, con nofollow.

    Dopo 30 giorni il proprio sito è approvato.
    La domanda è: ma possibile che un esperto di SEO accetti un backlink con attributo nofollow?
    Affideresti il posizionamento del tuo sito a costui?

    Questi esperti di posizionamento sono coloro che ti posizionano un sito con chiavi inutili, magari a tre parole e poco ricercate.
    In breve: se un sito viene posizionato con la chiave "belzebù mangia minestrone", probabilmente si piazzerà in prima pagina, prima riga a livello mondiale entro pochi giorni.
    Chiediti: questa chiave chi la cercherà?

    serp di Google

    In prima posizione su Google e con traffico illimitato

    Tutto questo alla stregua di quelle email promettenti posizionamenti miracolosi e aumenti di traffico a livelli impressionanti.
    Ne ricevi di queste email?
    Non credere a nulla di tutto ciò: il SEO è una pseudo scienza i cui risultati sono frutto di prove empiriche e dall'esito incerto.
    Non esiste nessun trucco o cifre astronomiche per apparire primi nelle serp. Tutte palle.

    Hai trovato il mio sito? Macchè, me l'hai detto tu che esiste

    Quando ti propongono la realizzazione di un sito chiediti: ma questo portale sarà visibile solo a coloro cui ne comunico l'esistenza o a coloro che fanno una ricerca su Google, Bing o Yahoo?
    Non mi stancherò mai di ripetere che possedere un sito non posizionato è come avere una vetrina con un muro davanti: il negozio lo conosceranno solamente coloro che verranno a conoscenza della sua esistenza tramite te e le statistiche da me provate di persona parlano chiaro:
    nella mia città ho realizzato due siti, entrambi per la stessa tipologia di prodotto.

    Si tratta di due centri ottici e solo uno di loro ha voluto sottoporre a SEO il suo sito.
    Quindi: stessa città, stesso bacino d'utenza, stesso prodotto: Novi Ligure, due centri ottici di cui solo uno sottoposto a SEO.
    Ebbene, il sito sottoposto al SEO riceve una media di 800 contatti mensili con punte di 5000; l'altro si assesta a 35 visite mensili.
    Se sei interessato posso mandarti i report di Analytics.

    Le gente vuole solo immagini e non legge

    Vuoi farti realizzare un sito?
    Ad oggi è importante scrivere contenuti. Scrivi, scrivi e scrivi!
    Poi, dopo che ti sei stancato e non sai più cosa mettere in quei testi, scrivi ancora.

    Ricorda che sui motori di ricerca l'utenza cerca scrivendo; non ti troveranno mai immettendo immagini nella casella di Google.
    Più contenuti scriverai, più facilmente ti troveranno perchè il sito sarà più facilmente categorizzabile.
    Inoltre, le chiavi usate da chi ti cerca sono imprevedibili: chi ti ha fatto un sito ti comunicherà sempre con cosa ti hanno trovato grazie ai rapporti di Google Analytics (pretendilo!).

    A volte fare SEO diverte

    Ricordo sempre con divertimento le chiavi usate per trovare il mio sito dei Pulpi.
    A natale qualcuno cerca sempre disegni tematici (la neve,Gesù bambini da colorare...) e il sito dei Pulpi salta sempre in evidenza fuoriviando l'utenza con vignette natalizie satiriche davvero divertenti e poco... religiose.
    Un SEO sa come posizionare un sito e in questo caso quando regalo satira religiosa a chi cerca la vignetta del Bambin Gesù, mi fa sempre ridere a crepapelle immaginare la faccia di chi si trova davanti alcune vignette divertenti.

    Ora che hai letto tutto, torna a scrivere per il tuo sito.

     

     

  • SEO Internazionale: sei in grado di gestirla?

     

    come fare una campagna seo internazionale

    Sei pronto ad una strategia SEO Internazionale?

    La tua attività è cresciuta al punto che stai iniziando a fornire servizi all'estero?
    Avrai iniziato a creare versioni in più lingue del tuo sito, un arduo compito per pianificare una campagna SEO internazionale, in realtà non così sconvolgente, se ti prepari e se segui un piano ben preciso.

    Cos'è la SEO internazionale?

    La SEO internazionale ti aiuta a distribuire contenuti in più lingue agli utenti (e ai motori di ricerca!) in diverse località del globo (o del disco per i terrapiattisti - scusa ma non ho resistito).

    La SEO internazionale, assicura che contenuti specifici vengano mostrati agli utenti nella loro posizione geografica o lingua parlata.
    Sebbene la SEO internazionale e quella regolare condividano le basi, richiedono approcci e tattiche diverse.

    La SEO internazionale comporta una comprensione più profonda legata a questioni tecniche e richiede una particolare pianificazione.
    Un piano di implementazione SEO internazionale può comprendere i seguenti passi:

    • Valutare la preparazione di mercato e linguistica a livello internazionale
    • Apparire a livello globale richiede un lavoro importante culturale molto importante
    • Prima di lanciare una campagna SEO internazionale, è necessario valutare le proprie aspettative e di conseguenza, capacità

    Questo ti aiuterà ad avere un quadro più chiaro di quanto questo passo ti costerà in termini di denaro, tempo e risorse.

    Per capire se la tua azienda è pronta, rispondi a queste domande:

    Sei pronto a gestire un'esperienza utente differente e specifica per utenti di diverse regioni/lingue?
    Apparire a livello globale non significa solo tradurre il tuo sito in una nuova lingua. È necessario creare un'esperienza utente specifica che tenga conto della lingua parlata degli utenti, della cultura e delle peculiarità del mercato di riferimento.

    Sei in grado di creare, rivedere e mantenere contenuti rivolti a utenti di diverse località e lingue?
    La semplice creazione di contenuti per ogni versione linguistica del sito non è sufficiente. Dovresti essere in grado di mantenere aggiornate le pagine, sia dal punto di vista grafico che testuale.
    Sei in grado di gestire tutto utilizzando solo le tue attuali risorse o avrai bisogno di aiuto, cioè, ampliare il tuo attuale team o gestirne uno dedicato per regione di destinazione?

    Sei pronto ad assistere i clienti in una nuova regione e lingua?
    L'espansione internazionale porterà più clienti ma avrai anche necessità di fornire assistenza il che significa che avrai bisogno di persone nel tuo team di supporto che parlino le lingue corrispondenti e che siano disponibili durante i diversi fusi orari.

    Rispondere a queste domande potrebbe mostrarti il quadro di cosa aspettarti in termini di investimenti necessari su risorse come un personale aggiuntivo.
    Queste risposte possono anche influenzare la scelta degli strumenti SEO da utilizzare.

    Identificare i potenziali mercati

    Quando inizieranno a contattarti (te lo auguro) clienti stranieri ti converrà pensare ai vantaggi di applicare una SEO internazionale che comprende un'analisi in grado di identificare il potenziale mercato a cui rivolgerti.

    Esiste un ottimo strumento che puoi iniziare ad utilizzare per valutare il tuo traffico: Google Analytics.
    GA ti dà la possibilità di analizzare il traffico complessivo che il tuo sito web riceve da diverse zone.
    Potrai valutarlo per ogni paese dal punto di vista commerciale, analizzando il numero di transazioni, le entrate e altri fattori che possono farti comprendere il potenziale di mercato.

    Apri il tuo account Google Analytics e vai su Pubblico ---> Dati geogarfici ---> Località:

    campagna seo internazionale

     

     

    C'è anche un altro modo per analizzare potenziali mercati utilizzando, ad esempio, strumenti come il Market Finder di Google.
    Si tratta di uno strumento per verificare le opportunità valutando l'interesse generale per la tua attività o i servizi che fornisci.

    Inseririsci il tuo URL e lascia che Market Finder analizzi il tuo sito.
    Il tool estrarrà le categorie del sito; avrai la possibilità di correggerle e a quel punto ti mostrerà i mercati potenzialmente interessati.

    Questa è la previsione dello stesso sito di prima.
    Parrebbe esista interesse verso gli USA e sicuramente, questo sarà una futura espansione in quel mercato per il mio cliente.

    analisi di mercato per la seo internazionale

    Fai una ricerca separata delle parole chiave per ogni lingua del sito

    L'obiettivo primario della SEO è quello di far apparire il tuo sito web nelle SERP per le parole chiave che gli utenti cercano.
    Questo è l'elemento di base che accomuna i SEO internazionali e quelli regolari.

    In termini di meccanica di ricerca per parole chiave, non esiste differenza se non una questione culturale ed è di fondamentale importanza fare una ricerca separata di parole chiave per ogni paese o versione linguistica del sito, perchè:

    Le parole chiave tradotte non sono le query di ricerca che la gente usa nella vita reale.
    Ovviamente non potrai semplicemente tradurre un elenco di parole chiave di destinazione per la versione del tuo sito web e utilizzarlo per ottimizzare le pagine in lingua straniera.
    Le parole chiave tradotte possono differire molto dalle query di ricerca reali che l'utenza usa. 

    La stessa lingua in paesi diversi ha sue peculiarità.
    Anche se le persone che vivono in paesi differenti parlano ufficialmente un'unica lingua, in realtà adottano diverse varianti, quindi possono cercare le stesse cose usando domande differenti.
    Prendiamo ad esempio la parola "scarpe da ginnastica".

    In questo caso, negli Stati Uniti, l'utenza cerca sneakers e se dovessimo definire le sneakers in generale, diremmo che sono scarpe sportive con suola in gomma.

    Nel Regno Unito, ad esempio, l'utenza cerca le stesse scarpe con suola in gomma che si chiamano "scarpe da ginnastica".
    Anche "corridore", "scarpe da tennis" e un paio di altri termini che significano relativamente lo stesso tipo di calzature.
    E se verifichiamo come le persone in diversi paesi anglofoni cercano queste calzature, vedremo risultati interessanti che Google Trends mostra.

    Per esempio, questo è il risultato per gli Stati Uniti.
    Le persone sono in gran parte interessate alle sneakers

    google trends sui risultati della seo internazionale

     

    Questi, invece, i risultati nel Regno Unito.
    Notare l'interesse per la parola chiave trainers sulla stessa intenzione di ricerca.

    la seo internazionale e le differenze sulle parole chiave

    Come identificare i concorrenti locali con Rank Tracker

    E' possibile utilizzare qualsiasi valido strumento SEO, io utilizzo Rank Tracker con licenza; la versione gratuita non salva il progetto ma funziona perfettamente e puoi già ottenere risultati su cui lavorare.
    Imposta il motore di ricerca: crea o apri il tuo progetto in Track Tracker e vai su Project Preferences ---> Preferred Search Engines.

    Usare uno strumento per la seo internazionale

     

    Cerca il tuo paese di destinazione e scegli il motore di ricerca su cui desideri monitorare i risultati facendo clic sul pulsante + a fianco alle voci

    Ulteriori configurazioni, per ogni motore di ricerca le ottieni cliccando sul pulsante Add Custom
    Per vedere i risultati mostrati agli utenti che parlano una determinata lingua specifica, scegli il menu a discesa.

    Per ottenere i risultati da QUALSIASI località, compresa una certa regione, città, puoi specificare tutto nel campo Preferred Location e cliccare sul pulsante Apply.

    Filtrare una regione o uno stato per la seo internazionale

    Scopri chi sono i tuoi concorrenti

    Torna a Preferences ---> Competitors.

    Clicca sul pulsante Suggest e lascia che lo strumento faccia la scansione al termine della quale ti offrirà una lista dei concorrenti nel mercato a cui ti rivolgi e avrai un'idea più chiara di come le persone cercano i prodotti o i servizi simili ai tuoi.
    Analizzare le parole chiave nella classifica della concorrenza da sempre è un punto importantissimo nella SEO.

    Analisi della concorrenza nella seo internazionale

     

    Adesso puoi arricchire il tuo elenco con nuove parole chiave nel tuo mercato di destinazione e analizzarne il KPI.

    Lavorare lato tecnico

    Apparire a livello globale richiede un notevole lavoro lato tecnico e se vuoi avere successo lo devi fare bene.

    La maggior parte delle questioni che riguardano la SEO internazionale, infatti, sono legate alla parte tecnica.
    Vediamo cosa è importante.

      1Scelta del dominio e della struttura del sito web
      Gli URL ottimizzati per lingua e regione sono uno dei segnali che i motori di ricerca prendono in considerazione a livello di ranking locale.

      La scelta del dominio è un punto cruciale in una campagna SEO internazionale.
      Esistono diverse opzioni, ognuna con i suoi pro e i suoi contro; potrai scegliere quello che meglio si adatta al tuo obiettivo e alle tue risorse.

      2I domini di primo livello codificati per paese (ccTLD) - www.example.com.
      Si ritiene che questo tipo di dominio sia un forte segnale SEO per Google, sul pubblico e sul paese a cui punta.
      Questa scelta di solito si accompagna a quella dell'hosting locale.

      Potrebbe avere senso nel caso in cui si punti a un paese in cui le persone parlano una certa lingua o se esistono requisiti legali per i ccTLD per gestire una determinata attività in rete.

      3Sottodomini - www.uk.example.com
      Questo tipo di dominio permette di creare più lingue o esempi di paesi per indirizzare gli utenti in determinate strategie marketing.
      Attenzione: un sottodominio richiederà una SEO separata perchè si dovrà creare un sito per ogni sotto dominio. Te la sconsiglio di cuore.

      4Sottodirectory - www.example.com/uk/
      Le sottodirectory sono l'opzione più semplice da implementare e mantenere, è sufficiente creare una cartella dedicata ad ogni lingua sul proprio sito web.
      Il grande vantaggio di questi tipi di dominio è che ereditano il valore di ranking del dominio principale e allo stesso tempo, è possibile tenerne traccia separatamente in Google Analytics e Google Search Console.

      5Impostazione di Hreflang
      Il segnale più potente che segnala ai motori di ricerca a quale pubblico si rivolge una versione del sito web, in termini di lingue e (o) ubicazione, è un attributo hreflang.

     

    Attributo HREFLANG: come usarlo?

     

    usare l'urfslang nella seo internazionale

     

    Gli hreflang sono riferimenti ipertestuali per una lingua specifica, più regioni con la stessa lingua, o una regione con più lingue di una pagina web.
    L'attributo hreflang può essere implementato in 3 modi diversi:

    • 1nella sezione <head> di una pagina
    • 2nelle sitemap XML
    • 3nell'intestazione HTTP per i file non HTML.

    Nel codice, l'attributo si presenta così:

    <link rel="alternate" href="https://dominio.com/it" hreflang="it-it">

    Cerchiamo di capire come funzionano gli hreflang

    rel="alternate" indica che c'è una pagina alternativa da servire ad un pubblico specifico;
    L'elemento href= contiene l'URL della pagina alternativa;
    L'elemento hreflang= indica la lingua e il paese di destinazione dell'URL alternativo.

    Gli hreflang funzionano molto bene se implementati correttamente e sono piuttosto critici. I problemi più comuni che si presentano quando si implementa hreflang sono i seguenti:

    • 1Le diverse versioni di una pagina sono annidate sotto un unico ccTLD.
    • 2Nell'annotazione di hreflang viene utilizzato un codice ISO errato.
    • 3Hreflang indica solo una regione.
    • 4Hreflang indica gli URL relativi.
    • 4Hreflang bloccato per errore, ed altro ancora.

    Tutti questi problemi disorientano i motori di ricerca lasciandoli all'oscuro su quali contenuti servire a questo o quel pubblico.
    Imparare ad impostare correttamente l'hreflang risulta quindi indispensabile.

    Localizza il tuo contenuto

    Ultimo ma non meno importante, il contenuto del tuo sito web.
    Il contenuti sono il bene più prezioso che vuoi donare a tuoi utenti.

    Dovrai creare contenuti mirati a livello internazionale tenendo conto non solo della lingua parlata dai tuoi utenti target, ma anche delle differenze culturali e delle peculiarità del mercato.
    La semplice traduzione delle tue pagine non può funzionare perchè dovrai localizzare tutto il sito in base alla lingua e alle caratteristiche culturali dei tuoi utenti.
    La localizzazione linguistica può essere semplice se accetti i seguenti compromessi che possono compromettere la resa totale del progetto:

    Assenza di personale locale.
    Esiste una controversia sul gestire o meno un team nella nella tua regione di destinazione.
    Espandere il team è un'opzione costosa, quindi in caso di budget limitato, affronterai il problema in altri modi. Tuttavia, avere uno staff dedicato locale ha i suoi vantaggi.

    Un personale madrelingua è più consapevole delle peculiarità del mercato e può suggerire come lavorare su parole chiave, slogan, ecc.
    I madrelingua parlano la stessa lingua del tuo target di riferimento, mentre il tuo personale interno potrebbe non essere a conoscenza di tutte le piccole sfumature e delle frasi di uso comune.

    Incoerenza nei contenuti localizzati.
    È un problema comune che si verifica quando un team distribuito lavora sulla localizzazione. Possono esistere termini tradotti in modi diversi e questo può disorientare gli utenti, il che è un male in termini di esperienza utente.
    In questo caso, la cosa migliore da fare è quella di creare un glossario dei termini importanti e incoraggiare il team di localizzazione ad attenersi ad esso.

    Contenuti scarsamente ottimizzati.
    Anche un contenuto localizzato di alta qualità può non essere ottimizzato per le parole chiave di destinazione.
    Sarà necessario quindi elaborare regole di ottimizzazione da fare seguire al team di localizzazione.

    Backlink di qualità.
    I backlink sono ancora uno dei segnali più importanti ma la link building è una parte spesso trascurata in una strategia SEO internazionale.
    Ciò avviene per diverse ragioni, dalla mancanza di risorse al dare priorità ad altre strategie, come l'ottimizzazione SEO onsite.

    Linkbuilding internazionale

    La SEO internazionale è un grande progetto a sé stante, in cui nessuna tecnica può essere omessa se si vuole raggiungere il successo.
    Diamo quindi un'occhiata a quali tecniche di link building possono essere efficaci in una strategia SEO internazionale.

    Sfrutta il profilo dei backlink del sito web principale.
    Normalmente, se il tuo sito web riceve traffico dall'estero, esiste una grande possibilità che abbia ricevuto link internazionali che puntano alla sezione di quella lingua.
    L'analisi del tuo profilo backlink ti aiuterà a definire distribuirli meglio nelle nuove sezioni: dovrai contattare i proprietari di quei siti e chiedergli di linkare la versione del tuo sito più rilevante per i loro utenti.

    Sfrutta i concorrenti.
    I tuoi concorrenti locali possono essere una grande fonte di opportunità di backlink di qualità.
    È sufficiente analizzare i loro profili backlink e, diciamolo pure, copiarglieli o... rubarglieli.

    Pensa oltre Google

    Anche se Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo, ne esistono molti altri alternativi e popolari in diverse regioni del mondo.
    Sarebbe poco saggio lasciarsi sfuggire queste altre opportunità.
    Vediamo quindi quali sono i motori di ricerca, oltre a Google, presenti e usati nelle diverse regioni del mondo.

    Europa

    Bing è il secondo motore di ricerca più popolare al mondo.
    È ampiamente utilizzato in Europa, soprattutto nel Regno Unito e in Francia, dove occupa rispettivamente il 4% e il 2,8% della quota di mercato.

    Russia e paesi di lingua russa

    Yandex ottiene circa l'1% del mercato mondiale delle ricerche.
    La quota di Yandex nel mercato russo delle ricerche raggiunge il 48%, mentre la quota di Google è di circa il 47%.

    Cina

    La Cina ha un gruppo di motori di ricerca propri, con Baidu come leader.
    Google in Cina è stato bandito.

    Conclusioni

    Pensare alla SEO internazionale solo come opzione ti porterà solo verso un insuccesso.
    La SEO internazionale va curata in ogni dettaglio: l'esperienza utente comprende implicazioni culturali che implica l'uso di keywords completamente impreviste.

    Non eistono dubbi su come scegliere il dominio: estensione di primo livello a carattere internazionale (.com?), directory separate per trattare ogni lingua e cura massima per l'hrflang.
    Il singolo dominio acquisirà ranking e lo distribuirà in tutte le sezioni con una rete di link interna appropriata.

    Quello che conta, comunque, sono sempre i contenuti che non possono essere semplicemente tradotti anche se in modo impeccabile.
    Ciò che fa la differenza sono le peculiarità culturali che solo un team locale è in grado di gestire.

    Se credi che per la tua azienda sia giunta l'ora di apparire a livello globale, inizia a pensare a come gestire correttamente una SEO internazionale, ovvero, un importante progetto indipendente su cui investire denaro, tempo e risorse.

    Pianifica ogni dettaglio, definisci in quali parti del processo il tuo team sarà responsabile.
    Avrai solo un'opzione se vuoi che il progetto funzioni: affiancarti a madrelingua.

     

     

     

  • Seo per keyword di un solo termine? Ecco perché no!

    Seo per keyword di un solo termine? Ecco perché no!

    Non so a quanti altri SEO sia mai capitato di dover spiegare a qualcuno (cliente o no) il perché non ha senso cercare di indicizzare una keyword composta da un solo termine. A me molte volte.

    Di seguito spiego come la risolvevo io.

    Ci sono nel vocabolario italiano molte parole “polisematiche”. Poli-cheee!
    Quelle parole che hanno più significati di senso compiuto, e che hanno bisogno del contesto per essere comprese. Meglio adesso!

    Esempio: la parola “piano”.

    • Piano inteso come privo di asperità: “sei in piano, puoi andare più veloce!”
    • Piano inclinato: geometria
    • Piano abbreviazione di pianoforte: “Jessica è quella al piano”
    • Piano dell’eclittica: astronomia
    • Piano diabolico, industriale , Piano Marshall…
    • Aggettivo: “Vai piano, eh!”
      Gergale: “Vacci piano, pestalo, ma lascialo cosciente!”

    Oppure parole che cambiano di significato in funzione di dove cade l’accento fonetico (quello non scritto):

    • Pesca à frutto o sport – Pèsca il frutto, Pésca lo sport.
    • Grandina: “Giovanni corri! Porta la macchina in garage: gràndina!”
      “Dio Sara! Quanto sei cresciuta! Sei proprio grandìna!”

    Infine ci sono anche parole che avevano più significati, ma il progresso, gliene ha tolto uno: ad esempio pizza.
    Penso sia chiaro che il significato principe sia quello dell’alimento, ma i meno giovani ricorderanno che la pellicola cinematografica avvolta sul rocchetto veniva chiamata appunto pizza!

    esempio di keyword di un solo termine o short tail keyword

    Esempio di pizza da mangiare e pizza cinematografica.

    Però a complicare le cose ci si è messa la ricerca vocale!
    Eh sì, perché se io dettassi al mio smartphone: ”Piano” (con la maiuscola), in quanto voglio sapere la biografia di Renzo Piano? se digito la differenza c’è, anche se pur minima, ma se detto, noooo!

    Ed infine ci sono i false friends linguistici! (Tombola!)

    Se io non avessi impostato una lingua sul mio smartphone (cosa pressochè impossibile) e dettassi: “coriandoli” cosa cercherebbe il motore di ricerca!

    Il Carnevale o i Confetti!
    Sì, perchè in inglese confetti indica i coriandoli italiani!

    E chissà quali e quanti altri esempi con lo Spagnolo o il Portoghese!

    Aspetto ludico/goliardico: riporto l’esperimento di Seo Gardening, che scrisse un articolo per indicizzare il termine “SEO Copriwater” .
    Immagino abbiate letto SEO Copywriter, e qui i termini sono pure 2!

    Morale: le keyword generiche (non di brand) vanno contestualizzate grazie ad altri termini!
    Ancor di più oggi che la ricerca vocale premia le long tail keywords!

     

     

  • Seo vs PPC: quale meglio ?

    SEO contro PPC? Quale strategia è migliore?

    Seo vs PPC: quale meglio ?

    E’ un annoso dilemma: meglio puntare sulla SEO o sul PPC ?
    I Seo rispondono in un modo (immaginate quale 😊) altri web marketer sono diametralmente sull’altra sponda, pronti a mettere la mano sul fuoco per il PPC.

    Ma ci sono anche coloro che affrontano il dilemma, con sangue freddo, analizzando le esigenze del cliente che hanno di fronte (ma anche al telefono…) e con una serie di domande procedono assieme all’interlocutore a formare una strategia che sia quella giusta.

    Semplice, no ? No, non è affatto così semplice ! 😊.
    Analizziamo ora le singole peculiarità dei “2 contendenti”, e traiamo le giuste conclusioni (il titolo di questo scritto è già parecchio indicativo…)
    SEO.
    A sentire gli studi più recenti, il traffico organico convoglia verso un sito più traffico di quello a pagamento, circa i 2/3, un 64%.

    Però, per ottenere una percentuale di traffico utile, il sito deve essere ovviamente ottimizzato in tutte le sue componenti, seguendo i dettami della SEO, altrimenti non raggiungendo la vetta della Serp per le specifiche keywords, non porterà acqua al mulino.

    La Seo, a fronte di investimenti iniziali più sostanziosi, e uno sforzo economico più moderato negli anni successivi al primo, è uno strumento che per portare risultati è da considerarsi idoneo nel medio lungo termine. Poi se il lavoro di adeguamento/mantenimento SEO viene costantemente fatto, il costo per ogni lead acquisito tende a diminuire nel tempo.
    Servono dunque pazienza e lavoro alacre e certosino !

    Alcune domande da porsi per valutare questo servizio sono:

    • Lo stato di salute (in ottica SEO) del sito;
    • Gli obiettivi da raggiungere e la tempistica per raggiungerli;
    • Il budget complessivo, o meglio, la percentuale a disposizione per il Web marketing (questo almeno per le aziende più strutturate);
    • Come gli internauti vedono il Brand, i servizi o prodotti dell’Azienda, e di conseguenza come si pongono nella ricerca da mobile, social, market-place ecc.
    • La concorrenza com’è posizionata.

    Cito Corinne McGinley che asserisce:
    SEO (Search Engine Optimization) can help your content rank higher and longer. Organic content found via search engines is more likely to be clicked on and trusted by audiences, more effective for local searches, and can grow your online presence for longer.

    Traduzione:
    La SEO (Search Engine Optimization) può aiutare i tuoi contenuti a posizionarsi sempre più in alto. I contenuti organici trovati tramite i motori di ricerca hanno maggiori probabilità di essere cliccati e considerati maggiorente affidabili dal pubblico, più efficaci per le ricerche locali e possono aumentare la tua presenza online più a lungo.

    Ed ora sempre grazie a Corinne McGinley alcune considerazioni psicologiche di approccio pro SEO:

    1. Nearly 80% of users ignore paid ads in search results. People tend to prefer organic links more than paid ones, and of the links search users click, about 70% are organic.
    1. Quasi l'80% degli utenti ignora gli annunci a pagamento nei risultati di ricerca. Le persone tendono a preferire i link organici più di quelli a pagamento e dei link su cui fanno clic gli utenti di ricerca, circa il 70% sono organici.

    2. Search is the #1 driver of traffic to content sites, beating social media by more than 300%. Organic search is one of the most effective marketing channels, often being a consumer's first point of contact with an organization.
    2. La ricerca è il primo canale di traffico verso i siti di contenuti, battendo i social media di oltre il 300%. La ricerca organica è uno dei canali di marketing più efficaci, essendo spesso il primo punto di contatto del consumatore con un'organizzazione.

    3. SEO drives 30% of traffic, and 20% of revenue. SEO ROI accumulates over time as content creators establish authority and visibility. Prospects often visit a website more than once before filling out a form or making a purchase, so ranking higher for more keywords increases the likelihood of conversions over time.
    3. SEO genera il 30% del traffico e il 20% delle entrate. Il ROI derivante dalla SEO si accumula nel tempo man mano che i creatori di contenuti creano autorità e visibilità. I potenziali clienti visitano spesso un sito Web più di una volta prima di compilare un modulo o effettuare un acquisto, quindi un posizionamento più elevato per più parole chiave aumenta la probabilità di conversioni nel tempo.

    4. 36.2% of consumers recognize links that are paid advertisements, but don't click on them. Many search users aren't able to differentiate between paid ads and organic links - in fact, only half of searchers correctly identify ads.
    In spite of this, consumers are still preferring the organic links over the PPC ones.

    4. Il 36,2% dei consumatori riconosce i link che sono pubblicità a pagamento, ma non fa clic su di essi. Molti utenti della ricerca non sono in grado di distinguere tra annunci a pagamento e link organici, infatti solo la metà degli utenti identifica correttamente gli annunci. Nonostante ciò, i consumatori stanno ancora preferendo i collegamenti organici rispetto a quelli PPC.

    5. 88% of searches for local businesses on a mobile device either call or visit the business within 24 hours. Local SEO has excellent SEO -- the number of local searches are increasing by 900% in two years, and by optimizing content and web pages for nearby audiences, organizations can see remarkable growth.
    5. L'88% delle ricerche di attività commerciali locali su un dispositivo mobile chiama o visita l'azienda entro 24 ore. La SEO locale ha una SEO eccellente: il numero di ricerche locali sta aumentando del 900% in due anni e ottimizzando i contenuti e le pagine Web per il pubblico di prossimità, le attività commerciali possono vedere una crescita notevole.

    6. One in ten blog posts are compounding. This means that organic search increases their traffic over time, and as the number of visitors aggregates, so does the number of conversions. Historical content is a critical part of both SEO and customer acquisition strategy.
    6. Uno su dieci post di blog è composto. Ciò significa che la ricerca organica aumenta il loro traffico nel tempo e, poiché il numero di visitatori si aggrega, aumenta anche il numero di conversioni. Il contenuto storico è una parte fondamentale della strategia di acquisizione di clienti e SEO.

    7. Organic SEO is about 5.66 times better than paid search ads. HubSpot's co-founder, Brian Halligan, ardently believes in an organic-first strategy for its longevity and strong conversion performance. According to HubSpot's inbound marketing philosophy, paid outbound marketing interrupts audiences with outreach they don't want, whereas organic optimization draws in consumers with content they love.
    7. La SEO organica è circa 5,66 volte migliore rispetto agli annunci di ricerca a pagamento. Il co-fondatore di HubSpot, Brian Halligan, crede ardentemente in una strategia organica per la sua longevità e le sue forti prestazioni di conversione. Secondo la filosofia di marketing in entrata di HubSpot, il marketing in uscita a pagamento interrompe il pubblico con la sensibilizzazione che non desidera, mentre l'ottimizzazione organica attira i consumatori con contenuti che amano.

    È più pensato per una strategia “tutto e subito”, da interpretarsi nel senso buono; approfondiamo.

    Per i siti nuovi, dato che prima di posizionarsi nei risultati della ricerca dei motori ed avere quindi traffico organico con la SEO passano mesi, partire con una campagna di PPC è praticamente obbligatorio.
    Si raccomanda caldamente di affidarsi a personale qualificato, meglio se con certificazione da parte di Google.

    Non necessita di un sito perfettamente in ordine con i requisiti della SEO, in quanto una campagna di PPC, si affida (quasi sempre) ad apposite pagine per la conversione, pagine chiamate “landing page”.

    Una campagna di PPC non si cura dei continui cambiamenti degli algoritmi dei motori di ricerca, continua imperterrita a portare i suoi frutti. (sempre sia gestita ed impostata da professionisti).

    Viene spesso impiegata per le keyword a fortissima concorrenza ove la SEO richiederebbe budget da Emiri e la pazienza di Giobbe.

    In modo particolare negli e-commerce, si pensi ad una keyword come “abbigliamento donna” o keyword in lingua inglese tipo “Personal trainer / shopper” !!!

    Ovviamente se (si) finisce il budget, finisce tutto e subito, non ci sono effetti memoria come per un sito che si è avvalso per anni di una buona SEO, che può “vivere di rendita” ancora per diverso tempo, qualora qualcuno avesse avuto la pazza idea di smetterla con la SEO !

    Da non sottovalutare poi gli Ad-Blocker, quelle app che bloccano le inserzioni a pagamento, che affliggono maggiormente il remarketing associato spesso al PPC.

    Vediamo ora i 7 punti da considerare relativi al PPC (sempre ringraziando Corinne McGinley), come fatto per la SEO:

    1. The top 3 paid advertising spots get 46% of the clicks on the page. According to Power Traffick, the top three links on a search engine results page (SERP) capture almost half of all traffic for that keyword. This data supports the PPC method as it involves buying ad space at the top of the SERP.
    1. I primi 3 spot pubblicitari a pagamento ottengono il 46% dei clic sulla pagina. Secondo Power Traffick, i primi tre collegamenti in una pagina dei risultati dei motori di ricerca (SERP) catturano quasi la metà di tutto il traffico per quella parola chiave. Questi dati supportano il metodo PPC in quanto comportano l'acquisto di spazi pubblicitari nella parte superiore della SERP.

    2. Businesses make, on average, $3 in revenue for every $1.60 they spend on AdWords. PPC is a relatively inexpensive way to experiment, and there is a solid average ROI for investing in paid search ads.
    2. Le aziende realizzano, in media, $ 3 di entrate per ogni $ 1,60 che spendono in AdWords. PPC è un modo relativamente economico per sperimentare e esiste un ROI medio solido per investire in annunci di ricerca a pagamento.

    3. More than 615 million devices use Adblock. As a consumer, Adblock is amazing: it stops all those eerily targeted ads from popping up on your Facebook feed. However, as a marketer, it can be frustrating to invest in PPC if huge numbers of your target consumers will never see your ad. Additionally, this number is growing quickly: ad blocking has grown 15-30% in the last four years.
    3. Più di 615 milioni di dispositivi utilizzano Adblock. In quanto consumatore, Adblock è fantastico: impedisce a tutti quegli annunci stranamente mirati di apparire sul tuo feed di Facebook. Tuttavia, come operatore di marketing, può essere frustrante investire in PPC se un numero enorme di consumatori target non vedrà mai il tuo annuncio. Inoltre, questo numero sta crescendo rapidamente: il blocco degli annunci è cresciuto del 15-30% negli ultimi quattro anni.

    4. PPC Ads can boost awareness by 80%. In spite of ad blockers, PPC is still effective in increasing your brand's reach and awareness.
    4. Gli annunci PPC possono aumentare la consapevolezza dell'80%. Nonostante i blocchi pubblicitari, PPC è ancora efficace nell'aumentare la portata e la consapevolezza del tuo marchio.

    5. Google's algorithm updates don't affect PPC. While not a stat per se, a big benefit of PPC is that it's immune to Google's changing SERP ranking algorithm. In 2018, Google reported that they had updated their algorithm 3,234 times! If you're using the SEO method, you have to adjust your content optimization to rank better according to the updated algorithm requirements.
    5. Gli aggiornamenti dell'algoritmo di Google non influiscono sul PPC.
    Sebbene non sia una statistica in sé, un grande vantaggio di PPC è che è immune al mutevole algoritmo di classificazione SERP di Google. Nel 2018, Google ha riferito di aver aggiornato il loro algoritmo 3.234 volte! Se si utilizza il metodo SEO, è necessario regolare l'ottimizzazione dei contenuti per posizionarsi meglio in base ai requisiti dell'algoritmo aggiornati.

    6. "63% of people reported that they would click on a Google ad. A high CTR is the goal driving both PPC and SEO, and if the majority of surveyed consumers report that they would click into a paid search ad, it is a compelling statistic for investing in PPC."
    6. Il 63% delle persone ha dichiarato di voler fare clic su un annuncio Google. Un CTR elevato è l'obiettivo che guida sia PPC che SEO, e se la maggior parte dei consumatori intervistati riferisce che farebbero clic su un annuncio di ricerca a pagamento, questa è una statistica convincente per investire in PPC.

    7. "75% say it's easier to find what they're looking for from paid ads. The reason the first page of search results - especially the few few hits - get the vast majority of clicks is due to the combination of ease of use and finding what the searcher is looking for. Bidding on target keywords through PPC accomplishes both of these needs: the paid ads are easy to find at the top of the SERP and they answer the question of the searcher."
    7. Il 75% afferma che è più facile trovare ciò che stanno cercando negli annunci a pagamento. Il motivo per cui la prima pagina dei risultati di ricerca - in particolare quelle con pochi risultati - ottiene la maggior parte dei clic è dovuto alla combinazione di facilità d'uso e di ricerca di ciò che il ricercatore sta cercando. Fare offerte per parole chiave target tramite PPC soddisfa entrambe queste esigenze: gli annunci a pagamento sono facili da trovare nella parte superiore della SERP e rispondono alla domanda del ricercatore.

    Conclusioni

    A questo punto, penso sia chiaro che una strategia che preveda una sinergia tra i due tool, sia quella vincente.
    Il difficile sarà trovare l’equilibrio per quello specifico settore, prodotto, servizio e mercato.

    In alcuni casi sarà un 50 e 50, in altri un 30/70, in altri ancora un 80/20, ma comunque sia, i due sono integrabili.
    Fate far loro l’amore, non la guerra !

     

     

     

     

  • Sui siti porno in rete non ci va nessuno. Proprio nessuno

    Nessuno va sui siti porno

    Il 90% dell'utenza Internet non ammette di visitare la pornografia di rete.
    Sottolineo il termine usato: ammette.

    Ma si sapeva.
    Però un conto è saperlo per averlo letto, un altro conto è avere la prova che tutti noi visitiamo quei siti e a farlo sono anche "serie aziende".

    BackLink da siti porno

    Gestisco una directory: Link Popularity WebSites Directory

    Mediamente, arrivano due proposte di inserimento link alla settimana ma da qualche giorno il numero delle presentazioni ha subito un'impennata.

    Cari colleghi SEO, leggete.
    La mia Directory è stata trovata dall'amministratore di un noto portale di Pornografia che ha provveduto ad inviarmi una proposta di inserimento con link di ritorno.
    Il backlink è ancora presente sulle loro pagine.
    La loro proposta è stata rifiutata perchè non conforme alle norme di Link Popularity WebSites Directory ma la presenza del mio link sul loro sito ha sortito un effetto interessante: la directory d'un tratto, è diventata famosa.

    Conclusione: volete pubblicizzarvi?
    Prendetela come uno scherzo o come una notizia seria ma avete capito come fare.

    Tastiera con tasto PORN

     

  • Una storia di un sito e un posizionamento SEO (prematuro)

    Disavventura SEO e sito web

    Storia di realizzazioni siti e posizionamenti SEO (pretesi?)

    Questa mi mancava. Sapevo esistesse quel tipo di clientela, ma non avevo messo in conto di poterla incontrare sul mio cammino.
    Questo è stato il mio primo errore.

    Finisco il sito ed andiamo online.

    Invio la sitemap ed il giorno dopo il sito (tre pagine) appare nella cache (site:suo_dominio.it).
    Fu l'inizio della tempesta.
    (quanto segue è il REALE scambio di email avvenuto)

    Come mai non appare se vado su Google?


    "Guarda che 48 ore sono pochine. Inoltre, come lo cerchi?".

    Digitando MioDominio" non appare! Così non serve a nulla un sito [...]


    "Perdonami, ma se digito [nome dominio . it], io lo vedo. Non è che per caso non inserisci l'estensione .IT? In ogni caso, abbi pazienza, ma tu non mi hai neanche chiesto una strategia di posizionamento e anche se l'avessi intrapresa, sarebbe comunque presto per poter vedere il tuo sito tra le serp, in prima pagina.
    Inoltre, come vuoi essere trovato con [nome dominio] o con il servizio che offri?

     

    No nooo... Andrea. Hai fatto un lavoro di m###a. Così è inutile!
    Il problema è stata la non chiarezza da parte tua..se mi avessi detto che serviva più testo lo avremmo fatto o noi o la tua copywriter [...]
    Andrea hai fatto tutto in piena autonomia, il sito è un sito pulito, classico, [nome] invece ha uno stile diverso, più estroso e se guardi la sua pagina Facebook non azzecca nulla con il sito e nemmeno con lei..
    Siamo stati 2 ore per una foto che poi è stata messa come chiedevo e tu dicevi che era impossibile, nessuno ha detto nulla, hai lavorato in piena autonomia , ma ora non so... la cosa ha del surreale...
    Inoltre la telefono oggi hai detto altro, che sarebbe stato impossibile avere indicizzazione anche senza testo, boh nn so forse hai troppo lavoro ma si sembra che ogni volta le versioni cambino... mi trovo spaesato e attonito.


    Detta tra noi, ricordo benissimo (secondo mio erorre: anche con gli amici, bisogna mettere gli accordi per iscritto! Mai accordi verbali!) che di persona gli feci vedere il template e gli dissi che avrei adoperato quello perché aveva scelto un ecommerce ed alla proposta "dei testi, se vuoi, se ne occupa la mia copywriter", mi sono sentito rispondere

    No, ci penso io. Lunedì hai tutto

    La litania proseguì lasciandomi sempre più sbalordito.
    Ma il vero problema è che chi mi parlava in quel momento non era lui, quindi, oltre a cercare di spiegare tecnicismi, dovevo mediare con una terza persona: la... 'sua committente' che chiamerò [NOME].

    Io non sono del mestiere ma come tutti gli ignoranti, vorrei almeno che il sito comparisse sul basico, cosa che ad oggi non accade.
    Cosa faccio a fare un sito se poi non lo vede nessuno?? Cosa che invece succede anche all'edicola qui davanti ????.
    Anche io non capisco il tuo comportamento, che sinceramente non mi aspettavo, forse hai tanto lavoro e non riesci a starci dietro e forse hai chiesto pochi soldi e quindi ti sei limitato al basico, ma nessuno ti ha chiesto di fare un sito alla cifra concordata.
    Percepisco che ogni cosa sia impossibile, poi approfondisco/approfondiamo e la cosa diventa possibile (vedi foto  dell'altro giorno) vedi le foto nelle 4 piastrelle che all'inizio non si potevano fare poi si, per poi finire alla visibilità del sito [....].
    A [CITTA'] ci sono 1000 persone che fanno il tuo stesso lavoro, ma ho voluto presentarti a [NOME] perché mi sembrava che tu potessi dare un apporto al suo progetto, mi spiace questo... ed il mio comportamento è legato a questo.
    Sono giorni che chiedo in giro Andrea, mi dicono che è impossibile quello che ci sta succedendo, anyway nessun problema.
    Poi non commento il tuo curriculum e i risultati che fai ottenere, ci mancherebbe, vedo quello che è successo a me...
    Pazienza ti chiedo di darmi indicazioni per completare l'e-commerce come da accordi, poi capiamo come gestire il resto.
    Ps: Non parliamo di accordi perché non abbiamo mai visto delle ipotesi di sito, lo hai fatto in autonomia, hai scelto tu struttura, pagine etc etc , forse avresti dovuto presentare 2/3 opzioni con differenti costi, invece la strada è stata una sola, tracciata da te, senza precisazioni, senza postille, senza nessuna precisazione di visibilità, ed ora mi dici che ho un atteggiamento strano, boh mi ritrovo un sito che non lo vede nessuno, avresti dovuto per onestà intellettuale dirlo. No?

    48 ore!

    Dopo 48 ore di messa online, ho ricevuto decine di messaggi ed email simili.
    Addirittura, mi sono trovato a discutere su come elaborare una foto da 600x400px e sovrapporla ad un'altra con dimensioni di 1800x500px, senza deformarla o sgranarla:

    "Proviamo!"

    Ma ragazzi" dissi "non può funzionare" e tra me e me pensai: ora la elaboro e vediamo che dicono.
    Appena la foto apparve online (sgranatissima e deformata più che mai, mi sentii rispondere:

    Visto che è possibile farlo? Ti contraddici di continuo!

    ...e poi, ancora la lamentela del numero di pagine scelte e pubblicate (chissà con quale testo avrei dovuto crearne e sceglierne altre, oltre alla Home page. La sezione contatti e dove siamo e poi?).
    In un impeto di creatività, un giorno via Skype, [NOME] mi chiese di aggiungere decine di foto senza un contesto testuale. Semplicemente... aggiungerle.
    Acquistai anche 3 immagini da 123rf e gliele regalai. In seguito, due di esse non gli piacquero ma siccome le scelse [NOME], non potei dire nulla. Sai com'è.

    La decisione: fine di tutto

    Stremato, stressato e spossato all'inverosimile, decido di abbandonare il progetto perché era più il tempo speso a spiegare come gira il mondo "dell'Internet" che quello dedicato alla realizzazione del loro sito, per il quale NESSUNO ha MAI chiesto di applicare la SEO page off.
    Le loro lamentele sulla mancata visibilità suonavano come un "ho acquistato un auto da lei: ora mi deve spiegare perchè i camion ed i pulman non si fermano allo stop quando passo io".
    Ma caspiterina: guardi Google o il tuo sito? A me che mi frega cosa ti mostra Google nei risultati? Google NON è il vostro sito!
    Mica abbiamo parlato di strategia SEO! Ma anche se fosse, dopo 48 ore cosa pretendete?
    Queste mi sono sembrate ragioni più che sufficienti per abbandonare il campo. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se mi avessero pagato per una strategia SEO (sono molto caro, tra l'altro) e non avessero trovato il proprio sito tra i primi risultati delle serp, dopo ben 48 ore.
    L'ultimo posizionamento che ho curato (www.imballaggiprotettivi.com) apparve tra i primi risultati dopo 22 giorni con una timida chiave e ad oggi, è primo con sei entità a discreto traffico.

    Proposi allora di fornir loro gli accessi (direct admin, FTP, ecc) e offrii in omaggio alcune licenze (a pagamento) di due estensioni di Joomla, che erano installate sul sito e le tre foto acquistate su 123rf (una installata. Le altre due...

    non mi rappresentano, anche se le ho scelte, scusa.


    Tralasciamo lo sbattimento per l'anticipo sulla scelta e l'acquisto dell'hosting, la richiesta di autchcode per un trasferimento di dominio e la disponibilità CONTINUA per password, email, viaggio in sede, consulenze, ecc.

     

    Voglio un rimborso

    Niente da fare.

    "Vogliamo il rimborso"

    Dopo questa decisione, misi il sito offline e tanti saluti ad un mese di sbattimento.

    Ovviamente, possedere gli accessi ad un sito così strutturato, significava darlo in mano ad un altro webmaster che, non solo si sarebbe trovato il lavoro fatto (una SEO page on perfetta con tanto di report di Suite Power SEO Enterprise) ma avrebbe potuto anche far sì che Google, piano piano, creasse la sua Knowledge tab, il punto su GMap (si, il sito era gelolocalizzato con microdati).

    Conclusione

    Se hai intenzione di diventare mio cliente, sappi che dopo quest'avventura, ho aggiunto il punto 21 al contratto (parte dell'Oscon, altro contratto che fornisco in cartaceo o PDF su certificata.
    Contratto che peraltro mai diedi loro (2° mio ENORME errore) perché non ritenni necessario dovermi tutelare.

    Prima di venire a cercarmi, forse è meglio che consulti tuocuggino o il figlio-dell'amica-di-tua-mamma,-si,-quello-che-chiede-poco-ma-lavora-bene,-ha-fatto-un-sacco-di-lavori.

    La mia esperienza sul web, ad oggi significa non solo saper lavorare con php, html, css, ecc, ma anche non commettere più due grandi errori.

     

     

     

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