• Addio, amico mio

    Dare l'addio ad un amico

    La seconda volta che decisi di dare l'addio ad un amico, accadde per motivi di denaro.
    Non avrei mai creduto di poterlo fare perchè stupidamente, mi reputavo un gradino superiore.
    Sbagliavo.

    Spesso, ricevo incarichi di lavoro informatico: rimozione virus da computer infetti, velocizzare sistemi operativi che girano su hardware obsoleto, recupero dati da hard disk, ecc.
    Le solite cose che normalmente un appassionato svolge quasi giornalmente.
    Ho sempre chiesto 50€ per queste mansioni, anche se richiedevano più del tempo previsto.
    (Sono caro? Si e difatti, a volte, accadono cose straordinarie.)

    Ricordo tempo fa che resuscitai letteralmente un portatile talmente lento che il proprietario ne aveva già decretato la fine.
    Dopo quasi una settimana di lavoro, scoprii il sistema per farlo decollare, ma non voglio divagare oltre.
    L'ottobre del 2014 lo ricorderò come il mese della delusione.
    Rimasi sbalordito al punto di prendere una decisione importante: dimenticare l'esistenza di una persona.

    Ci vedevamo spesso, andavo a trovarlo per pura amicizia.
    Condividevamo parecchie cose, dalla passione per Internet a quella della fotografia.
    Si discuteva per ore di musica, acquisti e tecnologia.

    Un giorno, egli decise di affidarmi un hard disk esterno da 1Tb: a suo dire, erano presenti 900gb di foto erroneamente cancellate.
    "Certo, è possibile recuperarle", dissi. "L'importante è che tu non abbia scritto altri dati, su quel supporto".
    "In verità, ho scritto qualcosa, poco meno di 1gb ma tutto il resto dovrebbe essere ancora recuperabile", disse con quel suo modo unico di parlare, distogliendo l'attenzione da un lavoro a computer.
    "Proviamo", proposi. "Portamelo e vediamo cosa posso fare."

    Dopo qualche settimana, mi fece avere il disco fisso e un portatile.
    Gli telefonai per sapere cosa avrei dovuto fare con quel laptop.
    "Va lento, Andrea. Va pianissimo e ci sono alcuni virus. Inoltre, recuperami se puoi tutte le foto e puliscilo".

    Quel laptop, era infetto dalla bellezza di oltre 200 virus diversi e si spegneva a metà lavoro.
    Avevo quasi rinunciato alla manutenzione: "Purtroppo, non posso metterci le mani. Si spegne senza preavviso. Te lo devo restituire, non ne vale la pena, ha qualche problema hardware".
    "OKay", disse telefonicamente. "Lasciamo perdere il portatile. Mi interessa solo l'hard disk".

    Dopo qualche ora, scoprii che il presunto problema hardware di quel laptop era semplice polvere nelle ventole. Si surriscaldava e la CPU andava in protezione.
    Durante una pausa da lavoro, lo smontai e lo soffiai con aria compressa.
    Proseguii quindi con la manutenzione, portando alla conclusione il lavoro: il completo recupero dei dati, l'assoluta rimozione dei virus, degli spyware, degli hijack e un'ottimizzazione generale delle risorse. Era come nuovo!

    Per l'hard disk il discorso fu leggermente diverso perchè scoprii un fatto curioso: il file system era in FAT32.
    Strano. Oggi, a parte alcune chiavette USB, i dischi da 1Tb (non a stato solido), escono di negozio su NTFS.
    Come mai quel disco era in FAT32?
    Lasciai tutto com'era e procedetti al primo tentativo di recupero dati; tentativo infruttuoso, in quanto ciò che vidi non furono 900gb di foto cancellate ma centinaia e centinaia di file da poche decine di kilobyte, con estensione raw, sovrascritti e irrecuperabili.
    Scoprii in seguito cos'erano quei file.

    Di sicuro, non erano presenti 900gb di foto. Recuperai tutto il recuperabile su un altro supporto e convertii il file system in NTFS per poter scrivere alcune ISO da 4gb.
    Quattro / cinque giorni di lavoro, svolto prevalentemente nelle ore di pausa pranzo, con la forchetta in una mano e il mouse nell'altra, la sera, dopo cena e diverse ore di scansioni notturne.

    Gli telefonai e lo avvertii che sarei passato a consegnargli portatile e disco fisso, perfettamente funzionanti.

    Quando mi vide, aprì l'anta di un armadio per prendere un portafogli.
    Lo interruppi: "Ascolta, solitamente per questi lavori prendo 50€".
    Percepii distintamente un'insolita tensione che mi spinse a chiedere fosse troppo.
    "Si, è tanto ma pago sempre il dovuto", rispose titubante.
    "Bene, scappo. Sono sul lavoro. Se hai problemi, non esitare a chiamarmi".
    Mi diressi verso l'uscita del suo ufficio con un insolito presagio. Era come se si fosse rotto qualcosa.
    Si. Era successo qualcosa a cui non ero preparato.

    Dopo qualche giorno, andai a trovarlo. Volevo spezzare il ghiaccio.
    "Sai, sono molto deluso", proferì evitando di guardarmi.
    "Avrei dovuto consegnare il disco fisso a qualcun altro in grado di recuperare i dati", disse sedendosi.
    "Impossibile recuperare dati su quel disco. Il file system è stato convertito in FAT32 e tutto è andato perduto e sovrascritto. Mi spiace".
    "E poi, da un amico, non mi sarei mai aspettato una cifra del genere. 50€! Ma scherziamo?", proseguì come se non mi avesse sentito.

    Rimasi interdetto.
    Ma come, pensai?
    Se sei un amico, dovresti tentare di darmi di più di quella cifra e, d'altro canto, siccome io sono tuo amico, dovrei tentare di chiedertene meno!
    Perchè gli amici devono funzionare a senso unico, senza scambi alla pari?
    Forse, il tempo impiegato per un lavoro, per uno dei due "è perso" mentre per l'altro "è speso"?

    "Ma... quattro giorni, capisci? Quattro giorni di lavoro svolto nelle ore pausa, a pranzo e la sera. Capisci?", patteggiai.
    Non mi ascoltava.
    Sosteneva le sue ragioni facendo leva sul significato del valore dell'amicizia.
    "Avresti dovuto dirmelo ed io ti avrei detto di non proseguire. Piuttosto, ne avrei acquistato un altro, di computer".

    Ecco il primo errore. Fu il primo momento in cui lo vidi vacillare.
    La frase era palesemente priva di senso.
    Anzi, un'accezione sottile la conteneva: 'piuttosto che darli a te, ne avrei dato di più ad un negozio'.
    Possibile?

    Aveva ragione.
    Non avevo erogato un preventivo.
    Ecco il secondo errore, questa volta, mio. Il punto era solo quello.
    Non avevo avvertito il mio amico che avrei chiesto denaro e mi sarei dovuto prostrare di fronte alla sua magnanimità dell'offrirmi un regalo "fra amici".
    Una pacca sulla spalla, una bottiglia di vino e una risata.
    Ad essere sincero, non so quante pacche sulle spalle dovrei ricevere per compensare cinque giorni di lavoro ma proseguiamo.

    "fammi capire una cosa", chiesi confuso. "Come mai quel disco era in FAT32?"
    "E' vero, mi ero scordato di dirtelo. Lo avevo convertito durante un tentativo di recupero dati", concluse annunciando un errore. Il terzo!
    "Mi spiace, ma durante una simile conversione, non è quasi più possibile recuperare dati. Se formatti - non a basso livello - mantenendo il file system, i dati si recuperano facilmente ma una conversione simile è a senso unico. I dati vengono persi irrimediabilmente. Esistono ditte in grado di compiere simili operazioni ma...." Mi fermai e capii.
    Il problema principale era quello appena ammesso. I file non furono cancellati. Fu convertito il file system!
    Ed io lo venni sapere solo allora. Era il terzo errore.

    "In ogni caso, 50€, Andrea, chiesti e pretesi da un amico, sono troppi. Non me l'aspettavo da te. Ti avrei dato 20€ e avrei voluto regalarti qualcosa per ricambiare. Sei troppo attaccato ai soldi. Sei venale", mi insultò, concludendo con il quarto errore.
    Eh si. Perchè sai com'è, il valore di qualcosa regalato è evidentemente inferiore al corrispondente reale. Perchè "non mi regali" qualcosa che per me possiede lo stesso valore di...  30€, ad esempio?
    Pensa, amico mio, mi avresti pagato "i giusti" 20€ preannunciati e altri 30€ al posto di qualcosa di regalato, magari per te privo di valore (e probabilmente, anche per me). Mi avresti dato 20+30 = 50€, no?
    Che strana coincidenza, pensa che te ne avrei chiesto proprio 50€, amico mio.

    Ma non andò così.
    Mentre parlava e sosteneva altre tesi circa lo scarso valore del mio compito svolto, iniziai a pensare.
    Non lo ascoltavo. Lo guardavo negli occhi e non lo seguivo.
    Pensavo.
    Ero concentrato su una piccola svolta che la mia vita avrebbe conseguito di li a poco.
    Mi sorpresi in un pensiero infimo. Cosa perdo se non ti frequento più, amico mio?
    Ho bisogno di te? Posso fare a meno di te?
    Facendo un rapido riassunto, direi di si, amico mio.
    Direi che non ho molto da perdere. Amico mio.

    Terminai gloriosamente le mie elucubrazioni: "tempo fa ti realizzai un sito gratis. Ricordi? Non ti chiesi mai niente. Lo feci con il cuore".
    "Sapevo che saresti arrivato li. Questo forse è il modo per riscattare quel tempo perso", rispose.

    E fu allora che commise l'ultimo, quinto, errore.
    Mi resi conto che, per la seconda volta, nella mia vita, a suo dire, avevo perso tempo con la sua persona. Egli stesso me lo confessò.
    Balbettando, me lo disse chiaro e tondo.
    Ma ciò che più mi sbalordì fu la mia cecità di fronte ad una persona anziana dentro, incollata a preconcetti irremovibili.
    Intelligente a suo modo - come tutti noi - ma... vecchia dentro.

    Privo di parole e svuotato, mi alzai lentamente e me ne andai.

    Oggi, lo vidi al supermercato. La strana sensazione che provai fu un'indifferenza mai sperimentata.
    Ricordo situazioni simili in cui l'imbarazzo prevalse ma oggi... no. Quando lo vidi, mi sorpresi a guardarlo con aria di sufficienza.

    Eh si. Ho dato l'addio ad un amico, per denaro.
    So dove ho sbagliato. Lui lo avrà capito? Non mi interessa, sai?
    È pazzesco come non mi interessa.

    Ah, dimenticavo: quei file con estensione RAW  che trovai sul disco erano i cluster dell'ex NTFS.
    Erano gli header delle famose foto che egli stesso aveva sovrascritto, evitando accuratamente di dirmelo.
    Apparivano come centinaia e centinaia di miniature di foto, che all'epoca, avrebbero occupato 900gb e che ora nessuno avrebbe mai più recuperato.
    Apparivano come scusante per avergli chiesto troppo.

    Andrea Giudice dice no

  • Arriva l'Esercito di Silvio!

    Arriva l'esercito di Silvio? Ma va

    Fantastico, guarda questo sito: http://www.esercitodellaliberta.it

    Ti chiederai: hanno cambiato il nome di un partito?
    Forza Italia non demorde e ci riprova?

    No, niente di tutto questo.
    Probabilmente, Forza Italia non sa neppure che esiste, quel sito.
    Indaghiamo un po'.

    Il sito è realizzato con Wordpress.
    Cos'è wordpress? Un cms, ovvero, uno script che gestisce un portale.
    E' sufficiente installare un tema grafico, applicare qualche modifica ai contenuti ed ecco il sito funzionante al 100%

    Ad esempio, questo sito su cui stai leggendo è creato con Joomla, un altro CMS liberamente scaricabile, e un template di Shape5.
    Però, un conto è Andrea Giudice che non ha molta voglia di scrivere un sito partendo da zero, un conto è Forza Italia.
    E' un po' come se Facebook usasse Wordpress.

    Nel caso del sito in oggetto, il template grafico (a pagamento con licenza al costo di 45$) che hanno utilizzato è "canditate".
    Lo trovi qui.

    Proseguiamo.
    Chi ha creato quel sito? Chi è il genio?
    Il vecchio e fedele Whois ce lo dice subito in questa pagina.
    Scopriamo un sacco di cose interessanti ma soprattutto, un nome: Simone Furlan.
    Chi è Simone Furlan?

    In questo caso, Google ci viene d'aiuto.
    Simone Furlan promuove un altro sito che gestisce "Forza insieme".
    Non pubblico l'url perchè il sito in questione contiene un malware. Confido nel fatto che il Furlan ne sia all'oscuro.

    Il Furlan è un'attivista di destra che probabilmente non ha trovato appoggi con la sua idea "Forza Insieme" ed ha avuto la fantasmagorica idea di unirsi a qualcun altro, le cui sorti,però, pare non vadano poi neanche tanto bene.

    C'è poco da dire.
    La pagina contatti non offre credibilità: un numero di cellulare?
    Arruolarsi? Ma in che?
    E poi che succede?

    Aggiornamento: dai un'occhiata qui.
    A quanto pare, ad oggi (29.5.13) gli "arruolati" sarebbero oltre 8000.
    Da dove arriva la fonte di questi dati?
    In ambito persuasione,si chiama consenso sociale. Visto che sono in molti, posso farlo anche io.
    Che io sappia, questo numero è una frottola colossale.
    Vorrei vedere il database per sapere con certezza se quel numero di iscritti è reale,
    Se permetti, io non ci credo.

    Aggiornamento del 30.5.13

    Oggi ho fatto una scoperta che ha dello STUPENDO.
    Sulla home page dell'esercitodellaliberta.it è presente un contatore che dovrebbe avanzare ad ogni iscrizione.

    Analizzando il sorgente della pagina si evince chiaramente che i numeri sono impostati manualmente!
    Questo il motivo per cui il conteggio non avanza se ti iscrivi (no, non mi sono iscritto).
    Ogni 24 ore, "qualcuno" si inventa un numero, possibilmente ALTISSIMO.
    Guardate il codice:


    <div id="sidebar" class="blue">
    <div class="widget box"><h3>Persone arruolate</h3><div>            <div class="textwidget"><div style="font-size:30px; font-weight:bold; width:250px; height:160px">
    <div style="position:absolute; top:22px; left:22px"><img src="http://www.esercitodellaliberta.it/wp-content/upload/2013/05/contatore.png" align="middle" style="z-index:0"/></div>
    <div style="position:absolute; top:84px; left:54px">1</div>
    <div style="position:absolute; top:84px; left:97px">5</div>
    <div style="position:absolute; top:84px; left:139px">8</div>
    <div style="position:absolute; top:84px; left:181px">4</div>
    <div style="position:absolute; top:84px; left:224px">2</div>
    <div style="font-size:14px; color:#FFF; position:absolute; top:134px; left:68px">Aggiornato ogni 24 ore</div>
    </div></div>


    Alle 8.15 di oggi, il contatore è rimasto identico alle 17.30 di ieri.
    Si vede che qualcuno ieri sera ha fatto tardi e si è dimenticato di inventar.. ops.. di aggiornare il numero.

    Ma non è una meraviglia?

    Simone, c'è ancora la sinistra da provare. Ma poi tutti quei domini che fine faranno?
    Dovrai attendere che scadano altrimenti qualcuno fa un Whois e scopre che prima eri di destra.

     

    Logo dell'eservito di Silvio

  • Avventura al Centro Vodafone di Novi Ligure

    Avventura al Centro Vodafone - Novi Ligure

    7.2.2014 - ore 15.30
    "Mi è arrivato un sms da Vodafone relativo ad un'offerta sulla sostituzione gratuita della mia sim 3g con una 4g".
    "Mi fa vedere l'sms?"
    "Mi sa che l'ho cancellato."
    "Un attimo che telefono e mi informo."

    Dopo pochi minuti:
    "Mi spiace, senza sms non possiamo procedere."
    "Abbia pazienza, ma voi considerate un sms come un documento ufficiale?"
    "Non possiamo fare nulla, mi spiace."
    "Senta, non voglio polemizzare ma guardi che un sms è falsichicabile in diversi modi, specie con Android."
    "Mi spiace. Arrivederci."

    Esco dal locale con [BEEP] per traverso e procedo con una breve telefonata al 190.
    "Si, leggo dallo storico l'sms. Glielo rimando ma perchè non lo hanno fatto loro, quelli del centro?"

    Cosa deduci da questa piccola avventura?
    Nell'sms ci sarebbe stato un codice che avrebbero verificato dal loro accesso sui sistemi Vodafone. L'sms quindi non sarebbe stato falsificabile.
    Ebbene, allora perché dai loro sistemi non hanno 'voluto' leggere lo storico dei miei sms?

    Che tristezza.
    Mi tocca tornare a prendere la mia nuova sim e dirgli di leggere questo post.

    Aggiornamento 7.2.2014 - 19.00
    Ho fatto leggere l'sms per ritirare la sim. Il codice non gli serviva. Dal numero sono risaliti al mio nominativo e mi hanno cambiato la sim.
    Che mondo fantastico.

  • Come liberarsi da TeleTu?

    TeleTu? Un pacco!

    Teletu chi ci rimette sei tu

    Basta TeleTu, è ora di finirla


    Anche se hai cambiato nome da Tele2 a TeleTu, le cose non cambiano.
    Come posso liberarmi di te?
    Arrivi a chiamarmi due volte al giorno: proprio non ricordi che sono uno di quelli fuggiti a gambe levate dai tuoi sistemi?
    Se non rammenti, ti rinfresco la memoria.

    Quando non eri ancora un maiale giallo

    Nel 2004 ero tuo cliente.
    Allora ti chiamavi Tele2 e mi offrivi (pagavo per) una discreta ADSL: i 4mb c'erano tutti, senza strane limitazioni o cali di banda dipendenti dall'orario.
    Poi, un giorno, mi telefonasti: "Abbiamo modo di liberarti dal canone telefonico. Vuoi passare con noi anche con la linea voce?"
    A quei tempi, l'ADSL te la offriva (la compravi da) un altro operatore, la linea voce rimaneva sempre di proprietà Telecom.
    L'offerta (il contratto) era interessante, non si poteva rifiutare. Accettai.
    Ed ebbe inizio il dramma.

    L'ADSL rallentò al punto che in alcuni orari una connessione 56k analogica era più performante. Non esagero.
    Ma i veri problemi si manifestarono sulla linea voce: saltuariamente, il telefono era inattivo.
    Ragazzi, va bene Internet ma il telefono di casa mi serve.

    Per trovare una soluzione, mi proposi di scaricare un software dal tuo sito che effettuava test approfonditi sulla connessione di rete.
    Un'idea effettivamente geniale. Non so se con la nuova gestione offri ancora questa opzione.
    Questo programma, una volta eseguito, dava il via ad una serie di ping a vari server, connessioni simultanee, download, upload, ecc, e scriveva i risultati in un file di log da spedirti via email.

    Nella disperazione più totale, ti inviai questo log e dopo qualche giorno ricevetti una tua email: "secondo i nostri controlli non risultano presenti anomalie e tutto procede regolarmente, bla bla, ed altre stupidaggini.

    Ma la mia ADSL, nel frattempo, non funzionava. Ed io ero incazzato più che mai.
    Feci decine di telefonate e lamentele ma quello che non sai, probabilmente, è che mi venne un'idea malsana.

    Il genio del male contro Tele2

    Ripresi mano al log che qualche mese prima ti inviai ed applicai una serie di modifiche che neanche in un centro psichiatrico potrebbero ideare. Era un file di testo e non fu difficile farlo.
    Cambiai valori dei tempi di risposta reputati normali o nella media in latenze assurde che tanto ricordavano l'epoca, da me vissuta, dei modem a 9.6K sulle bbs radio.
    Sogghignando ma anche un po' piangendo, ti Spedii quel nuovo diabolico log e sai cosa mi rispondesti?
    La medesima cosa!! Mi dissi che tutto era regolare e non risultavano anomalie sulla mia linea. Quei rapporti, manco li leggevi!

    Ogni commento è superfluo

    Non so ora come girino le cose con TeleTu.
    Ai tempi era tutto un disastro. Disservizi a non finire e ADSL lentissime.

    La nostra vita è permeata di offerte vantaggiose in cui il termine "qualità" non viene neanche nominato.
    Ci siamo forse dimenticati che una cosa è vantaggiosa se è di qualità, non se costa meno.
    Se costa meno è economica, non vantaggiosa.

    Nonostante sia iscritto al registro delle opposizioni, TeleTu continua imperterrito a chiamarmi.
    Avranno cambiato gestione ma non credo proprio abbiano effettuato un aggiornamento dell'hardware per cui suppongo che le loro ADSL facciano sempre pena.

    TeleTu va bene per chi non ha idea di cosa sia una vera ADSL.
    Ho un contratto con Telecom, un'Alice 10mb. A qualsiasi ora del giorno il download si attesta intorno ai 1200kb/s, con un upload medio di 75kb/s
    Sarà fortuna ma sono ben contento di pagare un canone per qualcosa che funziona. Ho una servizio vantaggioso.

    Questa è la mia avventura con Tele2 che ai tempi si vociferava vendesse gli indirizzi email agli spammer (ricevi spam sulla tua casella @teletu.it, eh?! Ti sei mai chiesto perchè?)

    Se avete idea su come farli smettere di telefonarmi, vi prego, ditemelo.

  • Come mandare a casa un professionista gli ultimi 10 minuti prima di uscire

    Come si lascia a casa un professionista

    Come mandare a casa un professionista gli ultimi 10 minuti prima di uscire

    Il primo colloquio si era svolto in tono amichevole; d'altronde, il piccolo capo, socio del Grande Capo, lo conoscevo da anni.
    L'idea di creare una sezione marketing in azienda, però, era di un subalterno - che chiamerò Roberto (nome inventato) - incaricato di gestire diverse situazioni aziendali.

    La proposta era semplice: "Tu stai qui e curi i tuoi clienti. Se c'è bisogno del tuo servizio, noi possiamo offrirlo e ti passiamo lavoro. Chiediamo solo che tu venga qui almeno 2 o 3 volte alla settimana. Sei a costo zero".

    Inizialmente, le cose andarono benone, a parte lo stare con un gruppo di persone con una decina di anni in meno che ti ridacchiavano dietro (lo facevo anche io da giovane, nulla da dire), però col tempo, accadde che le richieste lavorative si fecero sempre più frequenti, al punto che misi in attesa alcuni miei progetti, perdendo oltretutto diversi clienti non potendoli più assistere.

    Roberto prometteva di attivare un contratto con frasi del tipo: "dobbiamo svegliarci, dobbiamo muoverci, ho visto il capo e ha detto che...", ecc.
    Tutte fesserie, ovviamente perchè il grande capo mancoo sapeva che io fossi li.

    Nel frattempo, mi notò un'agenzia di Genova che mi chiamò per un colloquio.

    Accettai l'incarico firmando un contratto di sei mesi; in fondo, l'altra azienda, nonostante le promesse di un contratto imminente e mai stipulato, mi aveva solo chiesto di stare li ad occupare una sedia, ed io mi attenni sempre ai patti, anche se verbali.
    Grande errore!

    Le fesserie di Roberto

    In realtà, non avrei mai immaginato che Roberto mi stava sfruttando, raccontando cose incredibili per gli uffici, al piccolo capo e al Grande Capo.
    Una delle più straordinarie storielle, ad esempio, fu raccontata in un ufficio del gruppo:
    "La SEO sul vostro sito non si può fare per via dei tag H1 che poi diventano H2, H3, ecc" (?).
    (ndr: frase ascoltata personalmente da una registrazione vocale che qualcuno presente in quell'ufficio, incredulo, mi passò)

    Chissà perchè Roberto non volle mai proporre la SEO a quel sito. Non lo capimmo mai ma una cosa fu sicura: non fece una gran figura ai miei occhi, ne a quelli dei presenti in quell'ufficio.

    Non solo SEO

    Ma come ogni buon SEO sa, il lavoro non è solo posizionare e analizzare siti ma fornire decine di consulenze ogni giorno a persone che non immaginano minimamente cosa significa ottimizzare per la rete, per cui il mio incarico stava in effetti diventando a tempo pieno e contemporaneo all'agenzia di Genova che mi passava lavori a più non posso.

    Riunioni, consulenze, incarichi imprevisti come sistemare siti web pur sapendo che il sottoscritto non conosceva una riga di codice, erano richieste continue e spesso confusionarie.
    Ma si sapeva: Roberto aveva promesso a qualcuno che in azienda stava per nascere l'Idea del Secolo: un gruppo di esperti del web, di cui lui la mente e noi il braccio. Fantastico.

    Organizzazione e fallimento

    I presupposti per il fallimento c'erano, il malcontento aleggiava tra i colleghi ed io faticavo a non esprimerlo perché le evidenze erano plateali.
    Un classico, ad esempio, era chiedere qualcosa ad un mio collega per farglielo modificare secondo i suoi gusti oppure, pretendere cose ridicole da un altro, ignorando questioni neuro marketing importantissime che lui semplicemente non ne conosceva l'esistenza.

    Roberto, negazionista di natura, si opponeva a qualsiasi ideaqualsiasi nostra proposta.

    Spesso ci chiedevamo: ma se non gli va bene ciò che facciamo, perché non se lo fa da solo? Che ci stiamo a fare noi, qui?

    Se ho un'idea e mi affido ad un professionista per realizzarla, non mi devo neanche porre il dubbio se la fa bene o male. Egli agirà sempre in base alla propria esperienza, i propri studi e non ai gusti personali, proprio perché è un professionista.
    Troppo facile farsi venire in mente cose e farle realizzare da altri, magari più in gamba di te ma che si attengano rigorosamente alle tue direttive.

    Non funziona così il mondo del lavoro, per fortuna.

    La morte del lavoro? La mancanza di entusiasmo

    L'entusiasmo di lavorare ad un progetto stava per essere sostituito dalla voglia di staccare e andare a casa alle 18 e non pensarci più.
    Roberto stava portando alla tomba tutto il gruppo.

    Ho sempre considerato questa sensazione come l'inizio del fallimento cerebrale di un professionista, la tomba della creatività e amici e vicini, questo te lo posso dire con certezza perché io stesso sono un creativo, senza ombra di smentita.

    Tutorial: come lasciare a casa un professionista in una mossa

    E così, dopo 10 mesi, la sera stessa prima di andare in vacanza, Roberto mi disse che doveva parlarmi.
    Quel venerdì avevo intenzione di uscire mezz'ora prima; quando entrai nel suo ufficio, notai immediatamente uno sguardo basso e remissivo.
    Non mi guardava negli occhi e con un tono imbarazzato, mi disse: Andrea, per ora stai a casa. Non mi va di farti venire qui in questo periodo di vacanze.

    Erano le 18.15.
    Fino alle 17.30 avevo programmato la settimana successiva presso la loro azienda e Roberto mi stava annunciando che il Grande Capo gli aveva appena annunciato cvhe non aveva più bisogno di me in azienda.
    Aveva anche preparato il terreno con il piccolo capo, raccontandogli che il Grande Capo voleva chiudere con me.

    Rimasi talmente sbalordito che farfugliai qualcosa tipo: "okay, va bene".
    Mi alzai, andai a salutare tutti, feci su la mia roba e uscii dall'ufficio.

    Ricordo che il piccolo capo mi disse: "Errore nostro nel non averti fatto un contratto".
    Se non mi hai fatto un contratto, almeno tutelami, no? Pensai salutandolo con un sorriso.

    In serata, chiamai Roberto.
    "Ma da quanto tempo sapevi della cosa, per curiosità?"

    Visibilmente in difficoltà, farfugliò una serie di frottole che si rilevarono tali dopo circa tre mesi, quando vidi qualcuno di persona e mi confermò che il Grande Capo non sapeva neppure della mia presenza in azienda.

    Morale

    Scrivi sempre tutto, anche con amici o presunti tali. Tutelati con un contratto. Sempre!
    Mi attenni sempre ai patti e mi beccai dello "stronzo" quando accettai il contratto dell'agenzia di Genova. Persi anche alcuni clienti per dare la massima disponibilità a quell'azienda.

    Roberto non lo vidi più.
    Qualcuno mi confermò la sua perseveranza in quella metodologia: recarsi in uffici e raccontare cose differenti rispetto a quelle dette in altri reparti, senza immaginare, o sperando, che poi costoro poi non comunicassero le impressioni tra loro.

    Roberto, se vuoi fare il manager, smettila di improvvisarti psicologo.
    Non lo sei.

    Durante le riunioni avevi la presuzione di umiliare i partecipanti; ricordo che un giorno, uno del nostro gruppo che avevi creato riceveva messaggi da un altro capo presente in sala. Il messaggio recitava "Non arrabbiarti, ignoralo. Non farci caso, non senti com'è insicuro?" (parole testuali).

    Mi sono affidato ad un pasticcione e non lo perdonerò mai perché non ne sono capace.

    Porto rancore verso chi mi fa del male, a dispetto di chi dice di essere migliore in tal senso; se mi spiegate come si fa a perdonare, vi prego fatemi un corso. Sono disposto a pagare.
    Mi piace pensare che Roberto fosse solo talmente dispiaciuto che non ha avuto i coglioni per annunciarmi che mi avrebbe lasciato a casa.

    E proprio perché non hai avuto i coglioni che non ti perdonerò mai, Roberto.

     

     

     

  • Come riconoscere un professionista

    Come riconoscere un professionista in rete

    Come riconoscere un professionista

    Ecco  qualche riga dedicata a coloro che stanno per affidare la propria attività ad un webmaster che promette miracoli.
    Siediti comodo, sto per raccontarti una storiella che mi è accaduta qualche mese fa.

    Un anno di SEO

    Chiudo l'assistenza 2018 ad un mio cliente, una grossa azienda con 60 ettari di terreno (adesso sul nuovo sito c'è scritto "quasi 100 ettari" ma io ricordo che erano 60, boh).
    A gennaio 2019 mando la (ridicola) proforma per il compenso.

    Passa un mese ma di soldi non ne vedo.
    Dopo 50 giorni, mando una mail: prego di saldare la fattura xxx.
    Niente.

    Dopo 60 giorni, scrivo un terzo sollecito via PEC.
    Ancora niente soldi ma nel frattempo accade l'incredibile. Il sito viene bucato e l'azienda si ritrova una home defacement da oscar.

    Seconda PEC con in copia un avvocato: il pagamento arriva dopo 30 minuti.
    Ma perchè, dico io?

    Li contatto dicendo che da contratto, se scadono le tempistiche cancello le copie di backup ma possiedo un'installazione corrotta che avrei potuto recuperare se avessero firmato un contratto di assistenza annuale: per 600€ avrei ripristinato il vecchio sito, perfettamente SEO compatibile e avrebbero ripreso un posizionamento da favola accumulato in anni di strategie.

    Ma si sa: quando in aria aleggia il fantomatico professionista del momento, ovvero, il cugino o il figlio dell'amica che fa dei lavori stupendi e prende poco, siamo davanti alla solita antifona.
    Per quanto poco potesse chiedere la nuova figura che mi avrebbe sostituito, sicuramente sarebbe stato più di 600€, non credi?

    Oramai era tardi

    Ma oramai il figlio dell'amica era partito alla carica!
    Addirittura, lo usavano come interfaccia counicativa nei miei confronti; un giorno mi scrisse diverse email per capire le mie intenzioni (e sentirsi rispondere di farsi gli affari propri).

    Poveracci: usavano un ragazzino di 22 anni!

    Insomma, come avrai capito, persi il cliente e quel ragazzino gli fece un sito talmente disastrato da mettersi le mani nei capelli.
    Testi scopiazzati dalla rete, wide link ovunque privi di nofollow ed altre chicche da manicomio. L'anti SEO per eccellenza.

    La cosa triste è che tutti contenuti testuali del vecchio sito, compresi quelli in inglese, vennero persi durante l'attacco informatico; attacco che avvenne grazie ad una grave falla presente su quell'installazione Joomla non più aggiornata.

    Appena fu messo online il nuovo "portale" (se così si può chiamare), mandai una mail al mio ex referente e con tono patetico gli ricordai che i loro vecchi testi erano sempre disponibili su Web Archive.
    Avrei recuperato tutto per quei famigerati 600€, gli dissi, ma non rispose mai e sono convinto che si tenne per se quell'email.
    Chiunque conosce l'esistenza di Web Archive; chiunque sia in rete almeno da una decina di anni e non faccia troppo uso di Facebook nel tempo libero.

    In tutto questo chi ci ha perso?

    La domanda è: chi ci ha perso di più?
    Io ho perso un cliente certo, loro cosa hanno guadagnato?
    Non lo sapranno mai perchè la SEO, vedi, per molti è una materia oscura. Potrei raccontarti qualsiasi esoteria al riguardo ma i dati alla mano, alla fine, dicono la verità e parlo di Google Analytics e di quanti clienti ti contatteranno se un sito è realmente SEO compatibile.

    Riconoscere un professionista: come?

    Come fai a riconoscere se la persona a cui stai affidando alla rete la tua azienda, è un professionista?
    Rispondi a queste semplici domande e trai le tue conclusioni.

    • Lavora gratis per fare vedere quanto è bravo?
    • Hai bisogno di foto o contenuti e lui te li crea gratuitmente?
    • Ti fa un prezzo da amico?
    • Il tuo nuovo webmaster ha usato nel tag title una stringa corrispondente al nome del dominio?
    • Ha investito tempo e risorse per un suo sito personale o ha solo una pagina Facebook?
    • Ha stabilito una data di scadenza e consegna? L'ha rispettata?
    • Hai letto il suo listino prezzi - se ne ha uno - ed ha previsto ogni inconveniente che gli può capitare mentre ti assisterà?
      Ad esempio, un classico è cambiare ISP. In tal caso, 99 su 100 nel tuo ufficio smetterà di funzionare la posta ed egli dovrà venire a riconfigurare tutto: te lo fa gratis?
      L'ha previsto?
    • Se cambia ISP ti ha chiesto se usi il POP o l'IMAP?
    • Quante pagine ha il nuovo sito? 3? 4? Non può chiederti oltre 2000€; 2500 con la configurazione della posta presso il tuo ufficio.
      Ovviamente, sto parlando di un libero professionista e non di un azienda che necessariamente ti chiederà almeno il doppio ma con un'altra portata di servizi, come fornirti server e personale dedicato.
    • Nel costo totale, ha aggiunto un certificato https gratuito o a pagamento (40€ se non è un ecommerce, più o meno).
    • Se accetta di conferire con l'ex webmaster non è un professionista per il semplice motivo che non rispetta un collega, ovvero, non è affatto un collega ma un improvvisato.
    • Quanti anni ha di gavetta?
    • Sapevi che per definizione non può esisere un SEO Junior?

     

     

     

  • Fossi un politico in cerca di voti, cosa dovrei fare?

    Politici in cerca di voti

    Se voleste decidere di creare un'azienda politica (i partiti politici sono aziende, nel caso non ve ne foste accorti), quali canali sfruttereste oggi per attirare clienti (votanti)? TV? Volantini per strada?
    Iniziereste a fare demagogia: parlereste di cose attuali e temi scottanti come fossero parte del vostro programma politico, programma che chiaramente non conoscerà nessuno.
    Già, perchè nessuno conosce il programma politico dei partiti. Si vota solo per simpatie.
    E i politici questo lo sanno. Quelli "bravi" hanno addirittura uno staff di esperti della persuasione in grado di fare miracoli (...).

    Un politico pollastrone

    Apparire simpatici è la prima regola della persuasione: l'abito fa il monaco.
    Oggi, quindi, cosa si può sfruttare oltre la demagogia che non andrà mai fuori moda?
    Ma Internet, no? Internet e Facebook.

    Su Facebook abbiamo modo di attirare l'attenzione in mille modi; inutile che ve li elenchi. Si parte dal sesso e si arriva al Cute.
    Ora: secondo voi, come dovrebbe apparire un profilo di un neo politicante su Facebook?
    Simpatico, non troppo bello, alla portata di tutti, che scriva con le "kappa", ecc...
    Che parli quindi il linguaggio dei giovani.

    Molti storceranno il naso.
    Eppure dovesse arrivare il giusto pollastro di turno al momento opportuno, il buon 80% dell'utenza di rete ci cascherebbe in pieno ed alle urne avrebbe una percentuale altissima di votanti.
    Sarebbe poi sufficiente che colpisse nei punti deboli delle persone con frasi ad effetto, fenomeni "Cute", ecc.

     

    Di quale schieramento politico sarà mai costui? Non riesco proprio ad immaginarlo.
    Un tizio così è da sfruttare, non credete?

    Non ridete, ci cascherete(mo?) tutti. E' già successo.

  • Il misterioso Copyright su una mia opera

    Copyright contro Creative Commons

    A fine aprile 2012 decidevo di mettere online un sito dedicato ai (miei) disegni di un personaggio di (mia) fantasia: il Pulpi e la prima cosa da pianificare fu la protezione dell'opera artistica da eventuali plagi.
    A chi rivolgersi?
    La SIAE sarebbe stata l'ultima della lista per i suoi dubbi costi ingiustificati.
    Dopo qualche ricerca in rete trovo una possibile soluzione: Copyright.it

    CopyRight
    Navigando il sito per cercare la pagina dei contatti, mi accorgo di strane interpretazioni html presenti in alcune pagine che mi lasciano qualche perplessità sulla nazionalità del webmaster ma procedo comunque con i contatti.

    In giornata mi arriva una telefonata da un numero sconosciuto: "Buon giorno, lei è il signor Giudice Andrea? La nostra azienda si occupa di protezione delle opere secondo l'accordo di Berna, ecc"
    La discussione procede verso la mia necessità: la protezione di un opera che apparirà su un sito web.
    Nonostante l'approccio iniziale discretamente persuasivo (telefonata personalizzata e assistenza diretta con un operatore), storco il naso quando mi viene offerta la prima proposta disegnata attorno alla nota strategia di scarsità: "Se è interessato, sino alla fine del mese sarà valida un'offerta in base alla quale potrà proteggere l'intero sito web comprendente il personaggio delle sue strisce".

    Essendo webmaster fra me e me mi pongo subito una domanda: che significa proteggere un sito web?
    Posso capire il mio personaggio ma che c'entra il sito?
    Proteggerei gli script? La grafica?
    Inoltre, quel termine di fine offerta imminente mi infastidì non poco.
    Rendere un oggetto scarsamente fruibile lo si rende più appetibile per la strategia di scarsità: "Ultime offerte, affrettatevi", vi dice nulla?

    Gentilmente chiedo all'operatore un approfondimento tecnico riguardo questo tipo di offerta e la risposta fu "Le invio una email con descrizioni dettagliate".
    Questa è l'email ricevuta.

    *
    Buongiorno Gentile Andrea,
    Le premetto che mi ha fatto piacere parlare con Lei quest'oggi.
    Come promesso Le riporto le coordinate per creazione del Suo account e l'acquisto del pacchetto in offerta di:
    Deposito Copyright sito web di 10pagine + 1 Deposito Copyright gratis pari a 149 Euro Iva inclusa valida per 30 anni riconosciuta in 164 Paesi secondo la Convenzione di Berna.
    [...]
    *

    L'email conteneva in allegato un documento in PDF relativo all'accordo di Berna, liberamente rintracciabile ovunque in rete ma della descrizione relativa alla protezione di un sito web, nulla.
    Quello che però più mi lasciò perplesso fu l'indirizzo del mittente: il dominio di partenza della loro email era un account di Gmail; già mi immagino qualcuno tra voi aggrottare la fronte.
    Risposi chiedendo spiegazioni:

    *
    Ha fatto piacere anche a me parlare con lei ma nel PDF che mi ha mandato c'è ben poco, o nulla.
    Dal file si deduce però un link: http://www.wipo.int/treaties/en/ShowResults.jsp?lang=en&treaty_id=15
    Da esso si giunge alla sezione copyright italiana: http://www.wipo.int/treaties/en/Remarks.jsp?cnty_id=973C

    Le dirò: sono un po' perplesso. Il sito http://copyright.it non appare su http://www.wipo.int
    Che c'entra quindi quel PDF?
    Inoltre, perchè mi sta scrivendo da un account @gmail.com ?
    Credo che non dovrebbero esserci problemi ad aprire una casella di posta sul dominio www.copyright.it che risulta essere registrato a questi dati
    Se mi manda il documento che le ho richiesto contenente i dati tecnici di come un sito viene sottoposto al processo di copyright, posso considerare l'offerta ma a queste condizioni è difficile effettuare una transazione di denaro online.
    Sono convinto che convenga con me.
    [...]
    *

    La mattina del giorno seguente ricevetti un'altra telefonata:
    "Buon giorno, copyright. Come sta?" (altra strategia di persuasione: interessarsi alla persona del cliente e chiacchierare sulla sua salute e mai della propria perchè non interessa a nessuno)
    Ridendo, risposi: "Bene, lei? A me interessavano quei documenti. me li fareste avere?"
    Risposta: "Non c'è problema signor Giudice, le facciamo avere tutto".

    Dopo due giorni di silenzio, decido di scrivere questa email.

    *
    [...]
    Credo che nel nostro breve rapporto siano sorte alcune incomprensioni.
    Premetto che alcune tecniche dette "leve persuasive" non hanno molto effetto su di me conoscendone i principi.
    Un esempio eclatante, è l'offerta a scadenza della protezione sul sito (leva persuasiva detta principio di scarsità).
    "Il come sta" e il "mi fa piacere di averle parlato" crollano un po' dopo la totale assenza di trasparenza da parte vostra.

    Le ho chiesto infatti dati tecnici su questa offerta ma mi è stato inviato materiale fuorviante reperibile normalmente ovunque in rete.
    Le chiamate arrivano da numeri nascosti, evidentemente, effettuate via Internet non dall'Italia (USA?).

    Dalla Chat risponde un utente americano.
    Il sito copyright.it ha un rank di 2 nonostante gli evidenti link che puntano ad esso.
    Sul sito si nota una discreta superficialità comune ai siti di SPAM non italiani.

    Quando si compila il form per l'invio delle email viene richiesto un codice captcha in realtà inesistente.
    Le email arrivano da un account di GMail.

    Oggi poi il culmine: alla mia legittima richiesta su una conoscenza più approfondita a livello tecnico dell'offerta proposta è caduta "misteriosamente" la linea.
    Non mi pare di aver chiesto nulla di strano, finora.

    Posso dire che la percezione del servizio di Copyright è di vaga superficialità.
    Si ha l'impressione di comunicare con qualcuno che espleta le veci di un altro ente, per cui la domanda viene spontanea: perchè non contattare l'ente direttamente?
    Il nostro rapporto termina amichevolmente qui.
    Se ho dato l'impressione del pretenzioso è semplicemente perchè finora non ho ottenuto alcuna risposta alle semplicissime domande che ho posto prima di aderire ad un servizio per me molto importante.
    [...]
    *

    Ad oggi non più ricevuto notizie da parte loro.

    Non ho idea di come "funzioni" Copyright.
    Il modo di presentarsi traballa di fronte a chi sul web ci sa fare.

    Chi abbocca?

    Chi abbocca a questi servizi online?
    Credo gli inesperti della rete ma poi, scusate, ma il termine "esperti" in questo caso è davvero fuori luogo.
    Non mi è parso di essere un hacker dando un'occhiata veloce al mittente di una casella di posta o insospettendosi di fronte ad elementari manovre persuasive da supermercato.

    E' proprio per questi motivi che a volte quando sento o leggo di persone a cui hanno "clonato la Postepay" (?) mi viene il sospetto che costoro tralascino le più semplici misure precauzionali, come chiudere la sessione dopo aver effettuato una transazione con la banca (no, non basta chiudere il browser), o loggarsi da computer di cui non si conoscono le misure di sicurezza installate (Antivirus? Quale? Configurazione?).

    In alcuni alberghi, ad esempio, sono disponibili alla clientela computer liberamente accessibili e connessi alla rete.
    Mi è capitato di recente di osservarne uno in un albergo in riviera romagnola.
    Alla tastiera, un tizio connesso a Facebook.
    Non fu tanto il sito ad attirare la mia attenzione quanto l'antivirus installato: Avast.
    Nulla da obiettare: è un ottimo software che fa il suo dovere (avrei preferito un Kaspersky) ma in access point pubblici non dovrebbe esistere l'obbligo di un log delle connessioni e dell'attività dell'utenza?
    Chi mi dice quindi che in questo log non vengano riversate anche le credenziali di accesso ai siti come nome utente e password?

    Si chiamano KeyLogger i programmi che scrivono su file tutto ciò che viene digitato da tastiera e tutti gli antivirus, normalmente, segnalano un eventuale presenza ma in caso di bisogno è possibile installarli e impostare l'antivirus in modo da ignorarli.
    Vi pare paranoia sulla sicurezza questo modo di vivere la rete?
    E' così da "hacker" evitare di spargere password ovunque, magari anche quella di Facebook?
    Mai sentita la frase "sono entrati nel mio account di Facebook. Chissà come avranno fatto.

    Torniamo al tema principale: rimane in sospesa la questione della protezione dei Disegni del Personaggio Pulpi.
    Mai sentito parlare della licenza Creative Commons?
    Vi spiego in due righe come funziona.
    L'opera è tua. Bene, sei tu che ne decidi come gli altri la devono usare.
    Sul sito Creative Commons è possibile scegliere la licenza ottimale per le proprie necessità, consultando la versione semplificata e in seguito, approfondendo (con dizionario alla mano) la versione estesa.

    Sul sito dove vuoi applicare la tua licenza, apporrai la seguente stringa "Protetto da Creative Commons, [modello], un po' come ho fatto io nella pagina licenza dei Pulpi.
    Semplice, no?

    Dichiarare la data di creazione e deposito dell'opera.

    Già, perchè se qualcuno copia i miei Pulpi e applica la stessa licenza, come dimostro che c'ero prima io?
    Ecco che subentra la marca temporale, un servizio che con pochi Euro dimostra la paternità di un opera da una certa data in poi.

    Con i Pulpi mi sono affidato a CostoZero.
    Previa un'offerta da pochi Euro, è necessario mandare una email contenete in allegato l'opera compressa e crittografata.
    E' importante adottare una crittografia pesante.
    Esistono ottimi software in rete che svolgono tale funzione tramite algoritmi quasi inviolabili. Sono d'obbligo password da almeno da 20 caratteri e non la solita che usate per tutto.
    CostoZero archivierà l'allegato e vi invierà un file denominato "marca temporale" in grado di comprovare l'autenticità e la paternità dell'opera.
    Aggiungo che esistono altri servizi dediti alla creazione di marche temporali, ad esempio, Aruba.

    Cosa impariamo da questa avventura?

    Che gli enti di una generazione fa, preposti alla tutela di opere artistiche non sono ancora pronti ad Internet.
    Paiono addirittura disadattati e spaesati in un nuovo ambiente.
    La Creative Commons è nata su Internet per mano di qualcuno del mestiere (fonte).

    Chi vogliamo combattere con i vecchi sistemi, la pirateria?
    Non ce la faremo MAI; ecco perchè bisogna andare incontro alla diffusione e non arrestare il processo.
    Nel caso non ve ne foste accorti, oggi nessuno vende più con la musica. Si guadagna solo con i concerti.
    Se la mia musica è diffusa ed io sono famoso, verranno in tanti a vedermi suonare dal vivo ma questo è un altro e lungo discorso.


    Che ne è stato di Copyright?
    Non ho idea. Spariti.

    Copyright, no grazie

     

  • Il mistero di chi fa SEO: la nuova stregoneria moderna

    Il mistero di chi fa SEO: la nuova stregoneria moderna!

    Ci risiamo: manco a farlo apposta oggi mi ha scritto uno staff che gestisce una directory molto frequentata della rete, proponendomi un ottimizzazione per uno dei siti di mia moglie che sto posizionando con discreti risultati: spettacoli per bambini
    Questa è la sintesi dello scambio email intercorso.
    Leggi attentamente.

    [...]
    Comunque molto carino il Suo sito e la Sua iniziativa, però vedo che non riceve molto traffico. Forse potrebbe lavorare a qualche convenzione o organizzare qualche concorso a premi giocato online (ovviamente senza soldi) così porta traffico proveniente da genitori e parenti.

     

    La ringrazio per i consigli [nome].
    Ma... mi tolga una curiosità: come fa a sapere che non ricevo molto traffico?

     

    Il marketing è il nostro mestiere
    Abbiamo dei software che ci riportano degli indicatori; tramite i valori visualizzati possiamo dedurre una serie di condizioni, tra cui il traffico afferente

     

    Se non avete il codice di Google Analytics non potete vedere nulla.
    E questo vede, lo so perchè noi studiamo SEO da sempre.
    Il sito riceve una media di 800 contatti mensili con punte di 5000.

    Mi dica, qual'è il nome di questo software miracoloso che bypassa il codice UA-39454906-1 di Google?
    Sono molto curiosa.

     

    Non studiate abbastanza ;)
    Possiamo lavorare per voi, ma non possiamo rivelare i nostri segreti, mi spiace.

     

    Chi abbocca?

    Pescatore

    Il SEO: il mistero della rete! Un brivido che scorre lungo la schiena: come faranno costoro a fare apparire un sito meglio di un altro?
    Roba segretissima da hacker?

    Ma va.

     

     

  • La bufala dei 432hz e il festival dell'oriente a Milano

    La bufala dei 432hz ed il Festival dell'oriente a Milano (2014)

    Il 27 aprile 2014 sono stato al Festival dell'oriente, Milano.
    Ragazzi, io ne ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi, al punto che le navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione erano sciocchezze, in confronto.

    Pensa: c'era la macchina in grado di fotografare l'aura!
    Composta da una comune telecamera e un semplice sistema di acquisizione, un software sovrapponeva, ad arte, un alone colorato tramite saturazione e traslazione cromatica, ingrandito e sfocatissimo attorno alla tua immagine. Ecco pronta l'aura.
    No, non emettiamo alcun "campo ionizzato" come pubblicizzato in quello stand, l'aura è tutt'altro, se vogliamo essere precisi ma sai, in un luogo dove in tutti gli angoli c'erano persone dotate di "doni" particolari, tutto fa minestrone.

    L'aura al festival dell'orienteLa mia AurEa

    Ed oltre aver visto anche i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser, avvistai aggeggi in grado di rilevare le "dannosissime" onde geomagnetiche, chiaramente, nocive alla salute.
    Dotati di pseudo mini-antenne stile TV (a quale frequenza risuonano quei dipoli? Non ha importanza, quello che conta è l'apparenza e la forma da ricevitore esotico), vu-meter e due o tre pulsanti, quei dispositivi sarebbero in grado di rilevare... cosa? Non ho mica capito, sai?
    Quale stadio esoterico di ingresso (front end) adotterebbero quei ricevitori? Forse, cristalli Jedi?
    Ma si, in fondo, il mistero dell'elettronica è talmente diffuso che ai boccaloni puoi fare credere qualsiasi cosa.

    Quello che però continuo a non capire, scusa tanto, è la famosa frequenza di accordo a 432hz, lungo la quale mezza Internet si sbizzarrisce in definizioni fantasmagoriche, quasi sempre in contraddizione con altri blog, forum e siti vari, un po' come se questa faccenda nessuno l'avesse ancora chiarita (o inventata?) per bene.

    Il mistero dell'accordo a 432 hz, ma si, "quella dell'universo"

    Lo standard attuale di accordo per gli strumenti musicali è il LA a 440hz.
    Se hai voglia di conoscere il perchè ed il percome, fai un salto qui.

    È luogo comune, per gli esoterici che te la vogliono raccontare, affermare che la frequenza 432hz è la stessa dell'universo.
    Scusa ma io questo concetto proprio non lo capisco, anche perchè tutte le volte che qualcuno ha provato a spiegarmelo, ho sempre tentato di approfondire l'argomento in quanto apparentemente molto interessante; pare però che tutto affondi in (pre?)concetti da mezza bugia/mezza verità, ed alla fine, la confusione pseudo scientifica la fa da padrone.
    In pratica, ho la vaga sensazione che tutti alla fine mi dicano: "e che ne so perchè è la frequenza dell'universo? L'ha detto mio Cuggino. Per me è così".

    Insomma, nessuno è in grado di spiegarmi qual è il vantaggio di accordare a 432 e ad oggi rimango ancora in attesa di delucidazioni.
    Cosa significa, esattamente? In teoria, l'universo presenta un'oscillazione di 8Hz ma... intanto, dove starebbe scritto? Un'oscillazione di cosa? Magnetica? Gravitazionale? Neutronica?
    Nessuno lo sa.

    432 o 440hz ?

    A differenza dei 440hz, i 432hz sarebbero un multiplo di 8hz, quindi armonica.
    Alla faccia, siamo alla 54esima armonica! Ma con quale grado di attenuazione, espresso in dB?
    Peccato che anche 440hz siano un armonica di 8hz, esattamente la 55esima.
    Quindi? Che succede, a 440hz, cioè, alla 55esima armonica, l'attenuazione sarebbe troppo elevata rispetto alla precedente?
    Qualcuno ha analizzato lo spettro? E, poi scusa, lo spettro di cosa?
    Lo spettro delle onde GeoChieroMisticoMagneticoTelluricoMentali? Perchè in tal caso, mi piacerebbe vedere quale strumento è stato utilizzato, per l'analisi.

    A quanto ne so io, in antichità i vari sciamani non badavano alla frequenza di accordo dei mantra; come mai ai nostri tempi è nata questa malinconia all'ordine dell'Hertz?
    Va bene, accordiamo uno strumento a 432hz, e in quella fiera ne potevi vedere di tutti i colori, di strani strumenti: dalle campane in cristallo (rigorosamente in quarzo, si sa, più esoterico del vetro), ad alcuni abomini in lamiera dal suono dubbio e noiosissimo ma che, per qualche mistero ancora non ben compreso, sarebbero in grado di... emm... di fare cosa? Non lo so.

    In ogni caso, scusa, ma se uno strumento è accordato a 432 hz, cosa significa? Che il LA oscillerebbe a tale frequenza? E le altre note? Su quale scala temperata?
    E si, carissimo esotericone mio, perchè non tutte le scale sono uguali: in alcune il raddoppio di ottava, non corrisponde necessariamente ad un raddoppio di frequenza. Solo nel temperamento equabile, esiste un raddoppio, tipicamente, in occidente.

    Fatto sta che a 432hz risuonerebbe... cosa? Risuona qualcosa con massa e densità accordate, dipendentemente dal rapporto tra massa e densità del corpo e mezzo di propagazione ma se vuoi terapizzarmi, devo avere fortuna ch'io abbia tali caratteristiche fisiche, perchè se risuonassi per sbaglio a 440, tutto sarebbe da ricalcolare e accordare.
    Ma poi, scusa, tu sai cos'è la risonanza? Mai sentito parlare del signor Tesla?

    Bada che stiamo parlando di segnali audio, perchè se l'universo emana oscillazioni (?) in un campo magnetico, dovrai trattami con un elettromagnete e un oscillatore a 8hz (sinusoidale?).
    E Poi. perché, dovrei sottopormi a quel campo RF quando ogni giorno della mia vita sarei sottoposto a quella frequenza, dall'universo stesso?
    Eggià, perchè se tu mi tratti ad 8hz, dovrai anche essere in fase, con quella forma d'onda presente nel Tutto; in caso contrario (controfase) andrai ad annullarti!
    Pensa che disastro ambientale.

    Stiamo parlando di un'armonica, non una fondamentale. Intendo dire, le armoniche sono multipli, no?
    Che influenza potrebbero avere, essendo armoniche e non fondamentali?
    Mi sto cominciando a chiedere se il mio pianoforte (7 ottave) avrebbe occupato meno spazio con un'ottava sola; le altre sei a che servono?
    Un po' come dire: mi hanno fermato a 200km/h ed ho contestato che in realtà andavo ad un multiplo di 100km/h, quindi, in accordo con il codice stradale.

    Ironia a parte, vorrei qualche risposta decente.
    Vorrei anche evitare di vedere una lunga coda di boccaloni che si vogliono fare fotografare l'aura e non l'aurEa, come pronunciato da una ragazza dall'espressione stupita e sognante, in coda e in procinto di tossire 20 Euro.

    E magari, dato che ci siamo, vorrei evitare di vedere dei gran copia-incolla sull'argomento tra un sito e l'altro.

    Pesce accordato a 432hz

    Pesce accordato a 432hz

  • La buffonata di un abbonamento digitale ad una rivista

    Come scaricare in PDF una rivista abbonandosi ma riceverla sempre in cartaceo

    (post aggiornato il 10.12.14)

    A Giugno (2014) chiesi la conversione di un abbonamento ad una rivista da cartaceo a digitale.
    La testata è CM&PS (a buon intenditor, pochi caratteri ASCII).
    Quanto segue è il sunto di una situazione che mi ha lasciato attonito.

    Niente PDF per gli abbonati digitali

    Qualche giorno fa mi recapitano la rivista in formato cartaceo (dicembre 2014).
    Insospettito da questa nuova (ed ennesima) consegna, scrivo alla casa editrice, ufficio abbonamenti.
    Dato che ci sono, approfitto anche per chiedere dove e come si scarica il PDF, essendo (e credendo d'essere) un abbonato digitale.
    Mi viene risposto che sono detentore di un abbonamento cartaceo e che il formato digitale non è possibile scaricarlo in PDF.
    Ma come?
    Ricordo benissimo di aver chiesto un abbonamento digitale. Ricordo anche di averlo pagato meno rispetto a quello cartaceo.

    Per dimostrare che chiesi un abbonamento digitale, inoltro una serie di email scambiate a giugno 2014 proprio con quell'ufficio.
    D'un tratto, qualcuno si accorge che il mio abbonamento è attivo ma in formato in cartaceo: "Dovrebbe versare un supplemento di 10€", la risposta.

    Che dire?
    Mi pare fantascienza abbonarsi ad una rivista e non avere diritto al PDF ma ancor di più, trovo surreale dover pagare 10€ per continuare a riceverla, per un errore LORO, perchè, vedi, qualcuno non commutò il mio abbonamento da cartaceo a digitale ed io pagai il rinnovo, con 10€ di sconto.
    Accorgendosi dell'ammanco, ora pretendono i 10€.

    Insomma, secondo te, se non mi lamentavo, avrei continuato a ricevere il formato cartaceo? Io dico di si.
    Chiedendo numi circa l'impossibilità di scaricare il PDF, qualcuno si accorge del proprio sbaglio ed ora vuole i soldi mancanti.

    Non trovi che tutto ciò sia magnifico per un abbonato storico a quella rivista?
    Come se non bastasse, trovo molto divertente la pubblicità che la casa editrice si auto celebra nelle pagine della rivista; un colosso del genere che cade in tranelli così biechi e non da la possibilità di scaricare il PDF, demandando la lettura ad un'azione terrificante di "sfogliare online"?!?
    Non è che per caso, alla fine dei conti, non è molto "colosso", questa casa editrice?

    La cosa pazzesca è che la rivista si può sfogliare online anche sotto abbonamento cartaceo.
    Una volta stipulato l'abbonamento, ti creano un account, ti forniscono un codice di attivazione (?) e hai accesso ad una specie di script che ti fa sfogliare virtualmente la rivista.
    Terribile.

    La differenza quindi quale sarebbe? 10€ di sconto per non ricevere il periodico nella cassetta postale?
    10€ in meno per usufruire di quella specie di script che ti fa sfogliare la rivista?
    Pare una barzelletta. Ma scherziamo davvero?
    Se Amazon obbligasse i propri clienti a sfogliare online i files per Kindle, fallirebbe la vendita di eBook nel giro di un mese.

    La vicenda è a dir poco scandalosa e sono curioso di sapere come andrà a finire.
    Dovrò veramente elemosinare 10€ ad una casa editrice che in passato mi fregò per la prima volta, "dimenticando" un abbonamento di un anno aggiuntivo per una perdita dati nei loro computer? (tralasciamo).

    Nel frattempo, dopo un discreto numero di scambio email, oggi mi arriva un secondo codice di attivazione.
    A che servirà?
    Pare per... sfogliare ancora la rivista online.

    Aggiornamento del 6.1214

    Ci siamo accordati telefonicamente. E qui mi fermo.
    A quanto pare, la decisione di non rendere disponibile il PDF agli abbonati è stata presa dalla direzione per evitare, a loro dire, concorrenza editoriale alle edicole.
    A dire il vero, la faccenda non l'ho capita molto bene: la rivista non è disponibile nelle edicole, praticamente da nessuna parte. Quale concorrenza potrebbe produrre?
    Non è che per caso si teme la condivisione digitale, ovvero, la pirateria? Leggi qui.

    Sorvoliamo anche su questo particolare. Chi mi ha telefonato fa il suo lavoro e non si può biasimare.
    Rimane il fatto che oggi come oggi, chiunque distribuisce i PDF della riviste a cui si è abbonati; dalle testate di carattere elettronico (ed in Italia c'è un ottima rivista che con abbonamento cartaceo, ti da diritto addirittura al download del PDF), ai fumetti scaricabili in .CBR.

    Tutto è bene quel che finisce bene ma con uno smile triste.   :(
    E qui mi fermo.

    Aggiornamento del 10.12.2014

    Oggi mi è arrivata una email dove venivo avvisato dalla casa editrice che è stato attivato il pulsante download per gli abbonati digitali.

     

    Come scaricare il PDF di una rivista

  • La buffonata di un abbonamento digitale ad una rivista

    Come scaricare in PDF una rivista abbonandosi ma riceverla sempre in cartaceo

    (post aggiornato il 10.12.14)

    A Giugno (2014) chiesi la conversione di un abbonamento ad una rivista da cartaceo a digitale.
    La testata è CM&PS (a buon intenditor, pochi caratteri ASCII).
    Quanto segue è il sunto di una situazione che mi ha lasciato attonito.

    Niente PDF per gli abbonati digitali

    Qualche giorno fa mi recapitano la rivista in formato cartaceo (dicembre 2014).
    Insospettito da questa nuova (ed ennesima) consegna, scrivo alla casa editrice, ufficio abbonamenti.
    Dato che ci sono, approfitto anche per chiedere dove e come si scarica il PDF, essendo (e credendo d'essere) un abbonato digitale.
    Mi viene risposto che sono detentore di un abbonamento cartaceo e che il formato digitale non è possibile scaricarlo in PDF.
    Ma come?
    Ricordo benissimo di aver chiesto un abbonamento digitale. Ricordo anche di averlo pagato meno rispetto a quello cartaceo.

    Per dimostrare che chiesi un abbonamento digitale, inoltro una serie di email scambiate a giugno 2014 proprio con quell'ufficio.
    D'un tratto, qualcuno si accorge che il mio abbonamento è attivo ma in formato in cartaceo: "Dovrebbe versare un supplemento di 10€", la risposta.

    Che dire?
    Mi pare fantascienza abbonarsi ad una rivista e non avere diritto al PDF ma ancor di più, trovo surreale dover pagare 10€ per continuare a riceverla, per un errore LORO, perchè, vedi, qualcuno non commutò il mio abbonamento da cartaceo a digitale ed io pagai il rinnovo, con 10€ di sconto.
    Accorgendosi dell'ammanco, ora pretendono i 10€.

    Insomma, secondo te, se non mi lamentavo, avrei continuato a ricevere il formato cartaceo? Io dico di si.
    Chiedendo numi circa l'impossibilità di scaricare il PDF, qualcuno si accorge del proprio sbaglio ed ora vuole i soldi mancanti.

    Non trovi che tutto ciò sia magnifico per un abbonato storico a quella rivista?
    Come se non bastasse, trovo molto divertente la pubblicità che la casa editrice si auto celebra nelle pagine della rivista; un colosso del genere che cade in tranelli così biechi e non da la possibilità di scaricare il PDF, demandando la lettura ad un'azione terrificante di "sfogliare online"?!?
    Non è che per caso, alla fine dei conti, non è molto "colosso", questa casa editrice?

    La cosa pazzesca è che la rivista si può sfogliare online anche sotto abbonamento cartaceo.
    Una volta stipulato l'abbonamento, ti creano un account, ti forniscono un codice di attivazione (?) e hai accesso ad una specie di script che ti fa sfogliare virtualmente la rivista.
    Terribile.

    La differenza quindi quale sarebbe? 10€ di sconto per non ricevere il periodico nella cassetta postale?
    10€ in meno per usufruire di quella specie di script che ti fa sfogliare la rivista?
    Pare una barzelletta. Ma scherziamo davvero?
    Se Amazon obbligasse i propri clienti a sfogliare online i files per Kindle, fallirebbe la vendita di eBook nel giro di un mese.

    La vicenda è a dir poco scandalosa e sono curioso di sapere come andrà a finire.
    Dovrò veramente elemosinare 10€ ad una casa editrice che in passato mi fregò per la prima volta, "dimenticando" un abbonamento di un anno aggiuntivo per una perdita dati nei loro computer? (tralasciamo).

    Nel frattempo, dopo un discreto numero di scambio email, oggi mi arriva un secondo codice di attivazione.
    A che servirà?
    Pare per... sfogliare ancora la rivista online.

    Aggiornamento del 6.1214

    Ci siamo accordati telefonicamente. E qui mi fermo.
    A quanto pare, la decisione di non rendere disponibile il PDF agli abbonati è stata presa dalla direzione per evitare, a loro dire, concorrenza editoriale alle edicole.
    A dire il vero, la faccenda non l'ho capita molto bene: la rivista non è disponibile nelle edicole, praticamente da nessuna parte. Quale concorrenza potrebbe produrre?
    Non è che per caso si teme la condivisione digitale, ovvero, la pirateria? Leggi qui.

    Sorvoliamo anche su questo particolare. Chi mi ha telefonato fa il suo lavoro e non si può biasimare.
    Rimane il fatto che oggi come oggi, chiunque distribuisce i PDF della riviste a cui si è abbonati; dalle testate di carattere elettronico (ed in Italia c'è un ottima rivista che con abbonamento cartaceo, ti da diritto addirittura al download del PDF), ai fumetti scaricabili in .CBR.

    Tutto è bene quel che finisce bene ma con uno smile triste.   :(
    E qui mi fermo.

    Aggiornamento del 10.12.2014

    Oggi mi è arrivata una email dove venivo avvisato dalla casa editrice che è stato attivato il pulsante download per gli abbonati digitali.

     

    Come scaricare il PDF di una rivista

  • La burocrazia dell'ASL e le donazioni di sangue a Novi Ligure

    Un donatore di sangue contro la burocrazia digitale di Novi Ligure

    Pensa che non vado a donare il sangue per riuscire a stare a casa dal lavoro: se riesco, infatti, cerco di andarci il sabato mattina e non durante la settimana.
    Mi crea un'immensa soddisfazione fare qualcosa di buono. E' sempre stato un mio obiettivo ma questo è un altro discorso.

    In cambio, quindi, chiedo karma positivo e... una semplice busta cartacea con i risultati delle analisi, perchè sai, chiedere un PDF allegato ad un'email sarebbe troppo, scherzi?
    Mi va bene così: arriva una lettera e la passo allo scanner.

    Sta di fatto che dopo quasi un mese senza aver ricevuto alcun risultato (ed è la terza o quarta volta che accade), questa mattina decido di fare un salto al centro trasfusionale di Novi Ligure per chiedere una stampa (già, perchè sai, chiedere un PDF allegato ad un'email sarebbe troppo, scherzi?).
    Insomma, salta fuori che il mio indirizzo di residenza in loro possesso non è aggiornato.

    Chiedo di modificare i dati e in risposta, vengo a sapere che non possono compiere l'operazione in quanto accedono al database dell'ASL solo in lettura.
    Ma come, rispondo: e i dati di un nuovo donatore come fate ad inserirli?
    Dopo un'espressione vacua e confusa seguita da un "boh?" reciproco, mi viene un'idea: "reinseritemi come nuovo donatore", propongo.

    "Ma perderà tutto il suo storico", mi informano perplessi; "e chi se ne frega", replico sorridendo.
    L'infermiera prova ma alzando lo sguardo dal monitor del computer, mi dice: "non è possibile farlo perchè il suo nominativo esiste già".

    Soluzione: devo recarmi di persona (già, perchè sai, comunicare la variazione via email sarebbe troppo, scherzi?) da qualche impiegato in giro per gli uffici dell'ASL di Novi Ligure.

    Mi ricorda la barzelletta delle password.

  • La mia avventura con Vodafone

    SIM colorate

    Vodafone e le vantaggiose offerte mai attivate

    Ad aprile 2015, Vodafone mi chiamò per propormi una nuova offerta: 1000 minuti, 1000 sms (qualcuno li usa ancora?), 2gb di traffico, per due Euro in più, rispetto alla Smart 200 (200 minuti, 200sms - qualcuno li usa ancora?), 1gb di traffico.
    Accettai e dopo aver registrato e confermato il nuovo contratto, l'operatrice mi avvisò che entro massimo 48 ore la nuova offerta sarebbe attivata e così, dopo 2 giorni, mi arrivò un SMS (ecco chi li usa ancora) dicente che la Smart 200 era stata disattivata.

    Il mio traffico telefonico, che raramente arrivava a 200 minuti mensili e sfiorava il Gb ogni trenta giorni, continuò imperterrito, anzi, con maggior tranquillità, mi trovai a navigare in rete, preoccupandomi di meno in caso non fossi sotto qualche WiFi e, perchè no, facendo qualche (inutile) telefonata in più.

    Ma dopo un mese, per la precisione, il 21 maggio 2015, arrivò un SMS da Vodafone: credito residuo insufficiente.
    Perplesso, controllai sull'Internèt del computer, accedendo al mio account Vodafone e cosa scoprii, caro mio?
    Che il gestore mi spianò il credito di 118,60€ in un mese.

    Attonito, chiamai subito il 190 e timidamente, l'operatrice mi chiese se ricevetti la notifica di attivazione della nuova offerta.
    Sbalordito, risposi di no e chiesi conferma su quanto mi aveva chiesto: avevo sentito bene?
    Potrei farle decine di esempi di SMS mai ricevuti; pensare che qualcuno ha messo il doppio baffo blu di avvenuta consegna e lettura dei messaggi.
    Da quando un SMS ha valore commerciale?

    Sarebbe stata aperta una pratica.
    Chiusi la comunicazione ed immediatamente, il cellulare emise un suono: un SMS mi avvisò che non c'era credito sufficiente per attivare la nuova offerta 1000 minuti, ricaricare entro 7 giorni.
    Fantastico.

    Non potevo credere a quanto mi stava accadendo.
    Attesi qualche giorno e il servizio clienti si fece sentire.
    "Mi dia un buon motivo per rimanere con Vodafone; le dico serenamente che ho intenzione di passare ad un altro gestore".
    "Non si preoccupi: Vodafone le regala l'attivazione di una nuova offerta e..."
    Interruppi quella ridicola proposta:
    "Ascolti, forse non mi sono spiegato. Vodafone mi deve rimborsare i soldi oppure, convertirli in traffico! Si rende conto che 120 € li avrei spesi in un anno?"
    "Si... ma... lei non ha ricevuto la notifica. Avrebbe dovuto chiamare il 190 e..."
    "Coooosaaa? Vodafone mi propone un'offerta ed io, in seguito, devo richiamare per lamentarmi che non viene attivata? Abbia pazienza ma piuttosto, sarei rimasto con Smart 200 e poi, oltre il danno, la beffa: l'offerta è stata attivata dopo 30 giorni! Lo sappiamo benissimo che i gestori ci macinano in questi giochetti; inoltre, è praticamente impossibile chiamare il 190!"
    "Mi spiace..."
    "Guardi, in tutta serenità, le dico che oggi, con Vodafone ho chiuso. Passo ad un altro gestore che non vede l'ora di avermi come cliente. Buona giornata".

    Ti sei divertito a leggere questa mia novella? In rete ne trovi a migliaia, di casi simili.
    Non caricare mai oltre una certa cifra sul credito. Se ti accade una cosa del genere, non hai più modo di recuperare ne soldi, ne traffico.

    Di sicuro, il gestore al quale sono passato, non sarà tanto differente. Sono più che sicuro che sono tutti uguali ma da me, Vodafone, soldi non ne vedrà più.

  • La qualità costa sempre uguale

    Sconto sui siti web di qualità

    La qualità costa sempre uguale?

    (Mi fai un po' di sconto?)

    E poi arrivò il momento in cui mi chiesero i costi.
    "Considerando che si tratta di un sito multilingua", risposi "e che comprenderà un catologo prodotti con una licenza da acquistare, posso farvi mille Euro, ragazzi. Di meno non riesco, non ci sto proprio dentro.
    Me li vorrete dare 10€ all'ora?", scherzai.

    Vidi lo sdegno negli occhi e l'inequivocabile messaggio del linguaggio del corpo: l'allontanarsi dal tavolo con un sospiro, per appoggiarsi allo schienale della sedia.

    "Di meno, non puoi fare? Devi fare un po' meno, Andrea. Il preventivo l'ho già comunicato al capo", piagnucolò.
    "Ragazzi", continuai, "per mille Euro vi faccio un lavoro superbo. Per meno, vi faccio un lavoro da meno."
    "No no, tu devi dare sempre il meglio per quella cifra, dai, suvvia!"
    "Si ma, ragazzi, è un multi lingua, avete idea?", insistetti. "Se chiedo il 30% sul totale per ogni lingua aggiuntiva, c'è un motivo. Fare un sito in due lingue, tecnicamente è come crearne due, capite?"

    Niente. Solo sguardi decisi e indignati.

    Per quello che devo fare io, va bene

    Insomma, capisci dove voglio arrivare?
    So benissimo che esistono persone che con meno della metà creano ottimi siti web; quale sarà però la differenza, secondo te, rispetto ad un lavoro da mille Euro?
    Se non conosci la risposta, andrai sul classico "per quello che devo fare io sul web, va bene anche spendere 400€".

    Ma perchè - dimmi - dovrei lavorare per la gloria?
    Un sito, oltre le spese delle licenze, lo pago di prima persona con l'asset più prezioso che esiste: il tempo, quello che ho impiegato per studiare e il quello che ti dedico; il tempo della mia vita.
    Ed ecco arrivare chi lucra su quel (mio?) tempo, perchè se un sito funziona (e ti posso assicurare che i siti che faccio, funzionano e tu sai cosa intendo per funzionare, vero?), oltre spendere meno, costui ci guadagna pure.
    Insomma, dopo un certo periodo, l'unico ad averci rimesso, secondo te chi sarà se non il sottoscritto?

    Tu che ne capisci, come si fa a...

    Sotto certi aspetti, il mio mestiere non è molto divertente.
    Qualche giorno fa mi arrivò un messaggio su Whatsapp: "Andre, come faccio a scaricare un video da Facebook, da un certo minuto in avanti?"

    Cosa noti di strano in questa domanda innocente?
    Come minimo l'avrai riletta senza notare nulla, quindi, te lo dico io, facciamo prima.
    In quella domanda, manca una semplice formula: "approfitto di te perchè le tue consulenze sono gratuite".

    Ebbene, prova a ricevere almeno 10 messaggi simili al giorno, perchè sai, tu ne capisci, che vuoi che ci sia di male ad aiutare un amico nel tempo libero?
    "Abbi pazienza, tu non eri un amico? Perchè non mi ricompensi in qualche modo per le mie consulenze, amico mio?"

    Sappi che se mi chiedi un lavoro, io ti chiederò cifre proporzioali al mio operato e se tenti di contrattare, io abbasserò la qualità. Il costo all'ora e quello dell'esperienza rimane invariato!

    Se insisti, alla fine, non farai altro che convincermi a non dirti che ridurrò la qualità finale. Tu sarai contento perchè risparmierai ed io faticherò meno.
    Dal mio punto di vista, ho guadagnato la stessa cifra e tu hai speso meno.

    Vuoi spendere meno?
    Non immagini quante webagency, cuggini e minghia_conosco_il_figlio_della_mia_amica_che_la_sera_si_mette_li_e_fa_dei_capolavori_dovresti_vedere_cos'ha_fatto_per_quell'azienda conosco che chiedono meno della metà.

    In fondo, per quello che vuoi fare tu in rete, possono andare bene anche loro, no?

  • Mi hai fregato un cliente! Macchè, te lo sei lasciato scappare

    Farsi rubare i clienti

    Qualche giorno fa un amico mi confidò che si affidava ad un'azienda locale per mantenere attive cinque caselle email con relativo nome di dominio:
    Dominio più cinque caselle email per la modica cifra di 180€ all'anno!

    Rimase perplesso quando mi vide sgranare gli occhi.
    Ma come: Aruba per 33€ annui ti offre lo stesso servizio, aggiungendoci anche un database MySQL e spazio web infinito.
    Volendo spendere un po' di più c'è anche Joomlahost che per 70€ annui offre un servizio altamente performante con caselle email infinite e dieci database.

    Inutile dire che convinsi il mio amico a scappare da quei ladroni.
    Chiesi subito in vece sua il codice "Auth Info" per il trasferimento di dominio e spostammo tutto su Aruba.

    Molto divertente la reazione di questa azienda informatica: la proposta immediata di un incontro per discutere la questione e offrire altri servizi a costi più bassi.
    In pratica, se non chiedevamo il codice Auth info, loro stavano ben attenti a "ricordarsi" di questo loro cliente che sborsava una cifra annua allucinante unicamente per usufruire di cinque caselle di posta che, volendo, si trovano pure gratis in rete (senza dominio personalizzato ma molto performanti, vedi GMail).

    Della serie: come faccio a spennare un pollo? Semplice: trova persone che masticano poco su un argomento e le rosoli a piacere sulla tua padella.

    Gli anni 90 sono finiti. Quelle spese risalgono a quell'epoca in cui Internet pareva il futuro. E lo è stato.
    Fatevi furbi.


     

     

     

  • Nuova Formula? Ma smettila di prendermi per il culo

    Una nuova formula per questo e quel prodotto

    In qualsiasi prodotto trovo questo avviso. Nuova Formula.
    Ma cosa vuol dire 'sto "nuova formula"?
    Che la formula precedente era difettosa?

    E poi, precedente a quando e cosa?
    Come faccio a conoscere la versione di questo aggiornamento, ovvero, acquistato un prodotto, come sapere se ne esiste uno più aggiornato e quindi, se mi stanno fregando?
    Non sei d'accordo?

    È una stupidata, lo so ma ci credi che ho la testa piena di queste scemenze pubblicitarie?
    Clinicamente testato...
    Antichi sapori...
    Basta!

    'O produttore, se scrivi "nuova formula rispetto a quella di settembre 2014", posso capire e sapere se il mio acquisto è stato aggiornato ma... in questo modo, tu mi stai prendendo per il culo, perchè, "nuova formula" è scritto ovunque! O-VUN-QUE!
    Scusa sai, mi fiderei maggiormente se ci fosse scritto "formula sempre adottata dal 1920".

    E poi, quali sarebbero i componenti di questa nuova formula? E quelli vecchi?
    Cos'è cambiato?

    Basta, ti prego: nuova formula "un par de balle".
    Sono stanco di leggerlo.
    Non prendermi per il culo.

    La scritta Nuova formula su tutti i prodotti

  • Posso pagarti a rate? Me ne accorgo meno

    Posso pagarti a rate? Me ne accorgo meno

    Furbo; #coglioneNo

    Qualche giorno fa sono venuto a conoscenza del progetto #coglioneNo

    Dirti che è la storia della mia vita è riduttivo.
    È un po' che rifiuto incarichi gratuiti, a meno che, ovviamente, non scelga io di farlo.

    Ecco l'hit parade delle cazzate che mi tocca sentire quando qualcuno si affida ai miei servizi.

    • Prima di tutto c'è: ti pago in due o tre rate
      Pensaci, è meraviglioso.
      Pagandomi a rate hai trovato il modo di farti pesare meno un pagamento.
      Peccato che, in egual misura, "peserà" meno anche a me.
    • Secondo di tutto c'è: ti pagherò con gli introiti del tuo lavoro
      Eh si, hai scoperto il modo di farmi lavorare in modo impeccabile. Se sbaglio, non prendi/prendo soldi.
      Facciamo così: io sarò impeccabile fin dall'inizio e tu mi paghi subito tutta la cifra.
      Se sbaglio nel lavoro, sarai tu a pentirti di aver scelto il webmaster non idoneo, non io il cliente non adatto.
    • Terzo di tutto c'è: la sera nel tempo libero, dacci un'occhiata, dai...
      Certo, tanto il mio tempo libero è "la sera".
      Invece che farmi i cavoli miei, devo pensare ai tuoi, perchè, ovviamente, il tuo tempo è più prezioso del mio, che discorsi.
    • Quarto di tutto c'è: sei un amico da tanto tempo
      Evidentemente, sono solo io ad esserti amico e tu no, perchè in tal caso, mi daresti qualcosa in nome della nostra vecchia amicizia, che dici?
    • Quinto di tutto c'è: sei un creativo, a te costa nulla. Io non riesco: inventami uno slogan per il mio workshop
      Tu guadagnerai qualcosa grazie a questo slogan, giusto?
      No? Allora non te lo faccio. Non ti conviene.
    • Sesto di tutto: ti faccio una sorpresa, ti pago con un regalo
      Eh si, tu mi regalerai qualcosa che, guarda caso, per te non ha valore (e sicuramente, anche per me, scommettiamo?).
      Oppure, mi regalerai la classica bottiglia di vino che tu non hai pagato e che ricicli da una vita.
      Facciamo così: se mi dai qualche soldo, sono più contento.
    • Settimo di tutto: visto che quel sito l'hai fatto gratis per volontariato, puoi fare un piccolo sforzo anche per me?
      Ho realizzato un sito web per il canile di Novi Ligure, donandolo all'associazione ARCA Novese.
      Un lavoro stupendo, corredato di SEO, servizi fotografici e aggiornamenti e quant'altro.
      Devi sapere che al Canile di Novi Ligure, decine di volontari aiutano i dipendenti a pulire i box e i cani, ogni giorno della settimana, weekend compresi.
      Potresti provare a chiedere a quei volontari se fossero disposti a pulire casa tua durante weekend.
      'Tanto, lo fanno gratis per il canile e con un piccolo sforzo, possono rammendare anche casa tua, no?
      Ah, dimenticavo: prima di chiederglielo, portati bende, cerotti e stampelle. Potrebbero servirti per tornare a casa.
    • ottavo di tutto: quante storie: mio cugino sa fare le stesse cose che fai tu e le fa pure gratis. 'Tanto, con i software di oggi e Google non serve una scienza.
      Ecco, fammi un favore: vai da tuo cugino e digli se ha tempo per me. Gli passerei due o tre clienti, poi i soldi, però, li prendo io che sono un coglione, 'tanto lui lo fa gratis, no?
    • Nono di tutto: "vorrei aprire un dominio, mi dai una mano?".
      Dopo qualche mese, arriva l'altra richiesta: "Ora che ho aperto un dominio, mi dici come si entra nel pannello di controllo? Ti rubo solo 5 minuti, poi con Whatsapp è così comodo passarmi le password...".
      Insomma, avrai capito la strategia.
      Fare passare tempo e diluendo le richeste cosa accade?
      Ma ovvio: la percezione di lavoro diminuisce al punto che non mi accorgo di lavorare per te gratis e, siccome il cliente non ha fretta, con i suoi tempi si ritrova un sito pronto.
      Una richiesta ad un amico, l'altra a suo cugino (si, quello che lavora gratis), un'altra richiestuccia ad un altro amico ed il gioco è fatto.
      La cosa divertente è che alla fine dei lavori, costoro si ritrovano per le mani un vero disastro, perché nella tecnica del "chiedo-attendo-chiedo" non è stata contemplata una consulenza di qualcuno che ne capisce un minimo (è costosa una consulenza? Ma va: a volte può essere gratuita davanti ad una pizza) ma un obiettivo apparente è stato raggiunto.
      Vuoi fare il/la furbastro/a con me? Sappi che ce la puoi fare a fregarmi, perché vedi, io alla fine sono un tonno e nutro sempre fiducia in tutti.
      Con il tempo, però mi sono fatto furbo e sono in grado di smascherare in un istante queste persone: hai presente quel poliziotto corrotto che nel film 'Nikita' mostrava la capacità di sentire se mentivi o dicevi la verità, annusandoti? Ecco, io ho sviluppato questo sesto senso.
    • Dieci di tutto: MrRiccardo mi scrive:

      Un cliente mi chiama perché la posta sul proprio iPhone non funziona.
      Organizzo il viaggio da Milano a Livorno e arrivato sul posto, trovo il telefono del titolare con i parametri errati - faccio presente che l'azienda ha un IT interno.
      Risolto il problema mi portano altri 15 iPhone da configurare.
      A questo punto chiedo il rimborso spese da Milano a Livorno, rimborso che viene prontamente negato.
      Saluto tutti e torno in stazione. Dopo un mese cambiamo gestore.

    Ce ne sono altre ma ora non mi sovvengono.
    Questo post lo aggiornerò di frequente. Mi diverte.

    C'è poco da fare. Molti dei miei servizi li eseguo con passione, forse troppa, e si capisce perchè qualche furbone crede che io sia ripagato unicamente dallo stesso piacere che provo nel prestarmi.
    Certo che sono ripagato da ciò che faccio, è per questo che chiedo tanto, così sono ripagato maggiormente.

    Evidentemente, costoro sono talmente insoddisfatti del proprio mestiere che non reputano possibile che qualcuno ricavi godimento e denaro da una passione, quella dello spendere il proprio tempo in qualcosa di soddisfacente.

     

     

  • Topi e zanzare? Pest Reject

    Pest Reject contro topi e zanzare

    Sono rimasto letteralmente SBALORDITO di fronte alla tv mentre passava la pubblicità di una strabiliante novità tecnologica: il Pest Reject!

    Si tratta di un apparecchio in grado di proteggere da insetti, mosche, zanzare, ratti e ragni la nostra abitazione.
    Il funzionamento si basa su (parole testuali) impulsi elettromagnetici digitali, la stessa tecnologia delle schede grafiche presenti nel computer.
    Fantastico: per 69Euro te ne danno due.

    Per un momento ho creduto di assistere ad una puntata di Ciao Belli.

  • Una storia di un sito e un posizionamento SEO (prematuro)

    Disavventura SEO e sito web

    Storia di realizzazioni siti e posizionamenti SEO (pretesi?)

    Questa mi mancava. Sapevo esistesse quel tipo di clientela, ma non avevo messo in conto di poterla incontrare sul mio cammino.
    Questo è stato il mio primo errore.

    Finisco il sito ed andiamo online.

    Invio la sitemap ed il giorno dopo il sito (tre pagine) appare nella cache (site:suo_dominio.it).
    Fu l'inizio della tempesta.
    (quanto segue è il REALE scambio di email avvenuto)

    Come mai non appare se vado su Google?


    "Guarda che 48 ore sono pochine. Inoltre, come lo cerchi?".

    Digitando MioDominio" non appare! Così non serve a nulla un sito [...]


    "Perdonami, ma se digito [nome dominio . it], io lo vedo. Non è che per caso non inserisci l'estensione .IT? In ogni caso, abbi pazienza, ma tu non mi hai neanche chiesto una strategia di posizionamento e anche se l'avessi intrapresa, sarebbe comunque presto per poter vedere il tuo sito tra le serp, in prima pagina.
    Inoltre, come vuoi essere trovato con [nome dominio] o con il servizio che offri?

     

    No nooo... Andrea. Hai fatto un lavoro di m###a. Così è inutile!
    Il problema è stata la non chiarezza da parte tua..se mi avessi detto che serviva più testo lo avremmo fatto o noi o la tua copywriter [...]
    Andrea hai fatto tutto in piena autonomia, il sito è un sito pulito, classico, [nome] invece ha uno stile diverso, più estroso e se guardi la sua pagina Facebook non azzecca nulla con il sito e nemmeno con lei..
    Siamo stati 2 ore per una foto che poi è stata messa come chiedevo e tu dicevi che era impossibile, nessuno ha detto nulla, hai lavorato in piena autonomia , ma ora non so... la cosa ha del surreale...
    Inoltre la telefono oggi hai detto altro, che sarebbe stato impossibile avere indicizzazione anche senza testo, boh nn so forse hai troppo lavoro ma si sembra che ogni volta le versioni cambino... mi trovo spaesato e attonito.


    Detta tra noi, ricordo benissimo (secondo mio erorre: anche con gli amici, bisogna mettere gli accordi per iscritto! Mai accordi verbali!) che di persona gli feci vedere il template e gli dissi che avrei adoperato quello perché aveva scelto un ecommerce ed alla proposta "dei testi, se vuoi, se ne occupa la mia copywriter", mi sono sentito rispondere

    No, ci penso io. Lunedì hai tutto

    La litania proseguì lasciandomi sempre più sbalordito.
    Ma il vero problema è che chi mi parlava in quel momento non era lui, quindi, oltre a cercare di spiegare tecnicismi, dovevo mediare con una terza persona: la... 'sua committente' che chiamerò [NOME].

    Io non sono del mestiere ma come tutti gli ignoranti, vorrei almeno che il sito comparisse sul basico, cosa che ad oggi non accade.
    Cosa faccio a fare un sito se poi non lo vede nessuno?? Cosa che invece succede anche all'edicola qui davanti ????.
    Anche io non capisco il tuo comportamento, che sinceramente non mi aspettavo, forse hai tanto lavoro e non riesci a starci dietro e forse hai chiesto pochi soldi e quindi ti sei limitato al basico, ma nessuno ti ha chiesto di fare un sito alla cifra concordata.
    Percepisco che ogni cosa sia impossibile, poi approfondisco/approfondiamo e la cosa diventa possibile (vedi foto  dell'altro giorno) vedi le foto nelle 4 piastrelle che all'inizio non si potevano fare poi si, per poi finire alla visibilità del sito [....].
    A [CITTA'] ci sono 1000 persone che fanno il tuo stesso lavoro, ma ho voluto presentarti a [NOME] perché mi sembrava che tu potessi dare un apporto al suo progetto, mi spiace questo... ed il mio comportamento è legato a questo.
    Sono giorni che chiedo in giro Andrea, mi dicono che è impossibile quello che ci sta succedendo, anyway nessun problema.
    Poi non commento il tuo curriculum e i risultati che fai ottenere, ci mancherebbe, vedo quello che è successo a me...
    Pazienza ti chiedo di darmi indicazioni per completare l'e-commerce come da accordi, poi capiamo come gestire il resto.
    Ps: Non parliamo di accordi perché non abbiamo mai visto delle ipotesi di sito, lo hai fatto in autonomia, hai scelto tu struttura, pagine etc etc , forse avresti dovuto presentare 2/3 opzioni con differenti costi, invece la strada è stata una sola, tracciata da te, senza precisazioni, senza postille, senza nessuna precisazione di visibilità, ed ora mi dici che ho un atteggiamento strano, boh mi ritrovo un sito che non lo vede nessuno, avresti dovuto per onestà intellettuale dirlo. No?

    48 ore!

    Dopo 48 ore di messa online, ho ricevuto decine di messaggi ed email simili.
    Addirittura, mi sono trovato a discutere su come elaborare una foto da 600x400px e sovrapporla ad un'altra con dimensioni di 1800x500px, senza deformarla o sgranarla:

    "Proviamo!"

    Ma ragazzi" dissi "non può funzionare" e tra me e me pensai: ora la elaboro e vediamo che dicono.
    Appena la foto apparve online (sgranatissima e deformata più che mai, mi sentii rispondere:

    Visto che è possibile farlo? Ti contraddici di continuo!

    ...e poi, ancora la lamentela del numero di pagine scelte e pubblicate (chissà con quale testo avrei dovuto crearne e sceglierne altre, oltre alla Home page. La sezione contatti e dove siamo e poi?).
    In un impeto di creatività, un giorno via Skype, [NOME] mi chiese di aggiungere decine di foto senza un contesto testuale. Semplicemente... aggiungerle.
    Acquistai anche 3 immagini da 123rf e gliele regalai. In seguito, due di esse non gli piacquero ma siccome le scelse [NOME], non potei dire nulla. Sai com'è.

    La decisione: fine di tutto

    Stremato, stressato e spossato all'inverosimile, decido di abbandonare il progetto perché era più il tempo speso a spiegare come gira il mondo "dell'Internet" che quello dedicato alla realizzazione del loro sito, per il quale NESSUNO ha MAI chiesto di applicare la SEO page off.
    Le loro lamentele sulla mancata visibilità suonavano come un "ho acquistato un auto da lei: ora mi deve spiegare perchè i camion ed i pulman non si fermano allo stop quando passo io".
    Ma caspiterina: guardi Google o il tuo sito? A me che mi frega cosa ti mostra Google nei risultati? Google NON è il vostro sito!
    Mica abbiamo parlato di strategia SEO! Ma anche se fosse, dopo 48 ore cosa pretendete?
    Queste mi sono sembrate ragioni più che sufficienti per abbandonare il campo. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se mi avessero pagato per una strategia SEO (sono molto caro, tra l'altro) e non avessero trovato il proprio sito tra i primi risultati delle serp, dopo ben 48 ore.
    L'ultimo posizionamento che ho curato (www.imballaggiprotettivi.com) apparve tra i primi risultati dopo 22 giorni con una timida chiave e ad oggi, è primo con sei entità a discreto traffico.

    Proposi allora di fornir loro gli accessi (direct admin, FTP, ecc) e offrii in omaggio alcune licenze (a pagamento) di due estensioni di Joomla, che erano installate sul sito e le tre foto acquistate su 123rf (una installata. Le altre due...

    non mi rappresentano, anche se le ho scelte, scusa.


    Tralasciamo lo sbattimento per l'anticipo sulla scelta e l'acquisto dell'hosting, la richiesta di autchcode per un trasferimento di dominio e la disponibilità CONTINUA per password, email, viaggio in sede, consulenze, ecc.

     

    Voglio un rimborso

    Niente da fare.

    "Vogliamo il rimborso"

    Dopo questa decisione, misi il sito offline e tanti saluti ad un mese di sbattimento.

    Ovviamente, possedere gli accessi ad un sito così strutturato, significava darlo in mano ad un altro webmaster che, non solo si sarebbe trovato il lavoro fatto (una SEO page on perfetta con tanto di report di Suite Power SEO Enterprise) ma avrebbe potuto anche far sì che Google, piano piano, creasse la sua Knowledge tab, il punto su GMap (si, il sito era gelolocalizzato con microdati).

    Conclusione

    Se hai intenzione di diventare mio cliente, sappi che dopo quest'avventura, ho aggiunto il punto 21 al contratto (parte dell'Oscon, altro contratto che fornisco in cartaceo o PDF su certificata.
    Contratto che peraltro mai diedi loro (2° mio ENORME errore) perché non ritenni necessario dovermi tutelare.

    Prima di venire a cercarmi, forse è meglio che consulti tuocuggino o il figlio-dell'amica-di-tua-mamma,-si,-quello-che-chiede-poco-ma-lavora-bene,-ha-fatto-un-sacco-di-lavori.

    La mia esperienza sul web, ad oggi significa non solo saper lavorare con php, html, css, ecc, ma anche non commettere più due grandi errori.

     

     

     

  • Voglio diventare un musicista famoso senza SIAE. Come?

    Musica e SIAE? Non funziona

    Quanti musicisti sborsano ancora la tassa annuale SIAE?
    Costi non giustificati e nessun guadagno per un sogno che "potrebbe" avverarsi"; quale sogno, poi? Il famigerato disco?
    Pensate davvero di sfondare il mercato con l'inedito del secolo che vi farà diventare famosi?

    Prego di  diventare famoso

    Tralasciamo per un momento i deliranti desideri di notorietà; non intendo rovinare i vostri sogni ma oggi quasi più nessuno vende dischi.
    Le reunion dei gruppi ne sono la prova: vi siete mai chiesti perchè i gruppi del passato si separavano ed oggi tornano assieme come vecchi amiconi?
    Oggi i ricavi provengono unicamente da concerti ed eventi live ed una reunion è sempre proficua.
    I musicisti che riescono a giustificare i costi di una produzione in studio sono pochissimi.

    La frase che si sente per radio "il singolo più venduto" è una delle più grosse cazzate che si possano raccontare.
    Qualche tempo fa alcune etichette acquistavano migliaia di copie delle proprie pubblicazioni su iTunes per scalare le classifiche.
    E cosa ne pensate delle intramontabili frasi "Il nuovo Michael Jackson" o "I nuovi Beatles"?
    O ancora, l'unico artista che ha superato le vendite dei Beatles!

    L'artista è decimato letteralmente dalla pirateria e dalla disinformazione musicale.
    Non stiamo a raccontarcela: se troviamo in rete un download gratuito, di certo non andiamo su iTunes o in negozio ad acquistare il brano.
    Ed ecco i nostri hard disk pieni zeppi di MP3 che non ascolteremo mai e pronti a condividere su emule per guadagnare crediti, onde procedere con nuovi download.
    La morte della musica oggi ha il nome di "sharing selvaggio", e badate che chi lo pratica, comunque è sempre disposto ad acquistare qualsiasi sciocchezza in giro per i negozi ma non è disposto a spendere una Lira per un artista.
    E poi c'è la palla dei prezzi alti dei CD: qualcuno ha provato inutilmente ad abbassarli (fonte) ritrovandosi nelle condizioni iniziali: vendite quasi nulle.

    Soluzioni?

    I produttori hanno ideato un nuovo modus operandi per sopravvivere: i talent show.
    X-Factor, Amici e programmi affini creano "il personaggio" e con mirati obiettivi, riescono a vendere anche qualche CD.
    Da qui, ecco fiorire i talent scout: persone ignoranti in campo musicale che si proclamano oculati scopritori di nuovi talenti.
    Un esempio? E' sufficiente leggere i vari manifesti in giro per i paesi: gare tra gruppi, festival ed altre inutili sciocchezze dove alla fine si spera, si aspetta e si invecchia con mai nulla di certo in mano.

    E' il retaggio degli anni passati, quando il modo migliore per vendere era quello di creare un alone di misticismo e leggenda attorno ad un artista.
    Ed ogni giorno gruppi ed artisti, magari anche bravi, spediscono migliaia di CD a produttori e talent scout (?) sperando vengano ascoltati.

    Come ho già sottolineato, in questo campo troviamo personaggi frustrati e giudici improvvisati in grado di selezionare cantanti o musicisti, mettendo in palio la solita "conoscenza" altolocata.
    Oppure, la vincita di una serata: "hanno detto che mi faranno sapere" e ancora frasi rimandatorie senza sbocco alcuno.
    E intanto il tempo passa.

    Ragazzi, rassegnatevi. Dalla musica non c'è più guadagno e nessuno difficilmente investirà su di voi.
    Usate il computer per fare musica (spero) e vi dicono che oramai grazie ad esso tutti sanno comporre. Io dico invece che oggi se producete una schifezza non avete più la scusa del nastro rovinato o del mixer rumoroso.
    Con l'appoggio del computer, il presunto talento del musicista è più in risalto che mai; se sei un cagnaccio, oggi ce ne accorgiamo tutti. Prima, forse, no.
    Ma allora tutto è vano? A parer mio no.

    Tutto comincia dal suono

    Se nessuno investe per farti registrare in uno studio professionale, studia da fonico arrangiatore in modo da creare il suono.
    Scrivimi e ti consiglio un bravissimo fonico, amico, in grado di insegnarti come portare a termine un mix in maniera impeccabile.
    Investi il tuo tempo per capire come produrre audio professionale, anche senza attrezzature esose.

    Qualche anno fa, su un importante forum pubblicai due arrangiamenti dello stesso brano:
    Un file era portato al mixdown tramite UAD-2 e LiquidMix; nell'altro arrangiamento adoperai plugin nativi di Cubase e qualche altro software free.
    Ci credete che l'unica differenza percepibile era un leggero e maggiore (voluto) loudness sul primo lavoro?

    Canti?

    Avete un'idea musicale. La sviluppate e buttate giù la struttura di un brano.
    Scrivete un testo, cercate un/una cantante intonato/a e gli/le fate interpretare la vostra idea, se voi non siete in grado.

    Ricordate che i brani strumentali non hanno sbocco. Concentratevi sulla musica cantata.
    Il cantante dovrà essere intonato e bravo. Incredibile, eh?!
    Già, perchè ho un po' la sensazione che oggi tutti sappiano cantare.
    Peccato che la maggior parte di questi talenti siano stonati e sperano in processi di pitch correct (autotune? Melodine?) in grado solo di rovinare la loro prestazione.
    Provate ad ascoltare i primi lavori di Tiziano Ferro: se non avvertite l'effetto della correzione allora avete davvero bisogno di affinare l'orecchio e senza andare tanto nel passato, ascoltate tutti i pezzi cantati di Giovanotti. Pura e selvaggia correzione su una linea vocale stonata.

    Non immaginate quanti cantanti incapaci sono passati dal mio studio.
    Hai stonato in una parte? La ricanti, qual'è il problema? Io non ti correggo. Lo posso fare solo se non sei più in studio.

    Siete italiani? Cantate in italiano!
    Avete mai ascoltato un cantante straniero intonare la nostra lingua? Buffo accento, eh?!

    Ora mando il brano in uno studio mastering famoso e...

    Esportate il mix e se avete fatto un lavoro impeccabile, non necessiterete di mastering.
    Non esiste mastering in grado di fare miracoli: se il mix è penoso, ad esempio perchè non usate filtri per separare le formanti, il risultato finale sarà sempre e comunque un disastro e nessun mastering vi salverà.
    Non cascateci. Imparate a mixare!
    Conosco fonici professionisti che rifiutano questa fase del lavoro.
    E poi, definite il termine "mastering": migliorare il suono, dirà qualcuno.
    Beh.. perchè non lo migliorate voi in fase di mix?
    Un mastering perfetto dovrebbe aggiungere o togliere uno o due db di spettro qua e la; aggiungere armoniche (se necessarie e poche!) e limitare a -0,3db il picco.
    Bene. Fatelo voi in fase di mix, no?
    Vi parrà strano ma è proprio così.

    Ora avete un lavoro finito e pronto per girare in radio.
    Lo hanno ascoltato decine di persone e avete prestato attenzione solo ai giudizi negativi, quelli che vi hanno fatto migliorare il suono e la struttura del brano.
    Alcuni musicisti vi avranno detto come cambiare qualcosa, altri ascoltatori non musicisti (li chiamo "ascoltatori ignoranti", importantissimi) si distraggono in alcuni punti del brano (parlano...).
    Li chiamo "Beta Tester", fonici che mi aiutano con orecchie capaci e "fresche" a trovare subito difetti nell'audio e ascoltatori ignoranti: metto il CD in auto e li osservo senza dire nulla.

    Insomma, avete capito che voi nel vostro brano contate poco ed il lavoro è stato corretto.
    Ora?

    Tutela

    Le energie dovrebbero essere rivolte nella direzione della grande rete.
    Andiamo sul sito della Creative Commons e creiamo la nostra licenza.
    Apponiamo il codice html sulla nostra pagina di download e creiamo una marca temporale in grado comprovare legalmente la paternità del lavoro.
    Si, perchè il brano è vostro e non è obbligatorio affidarsi ad un ente in grado di decidere la licenza o il copyright. Siete voi che decidete. Il brano è VOSTRO!

    Per coloro che soffrono di dipendenza da Facebook, vi sconsiglio la pubblicazione su questo social network: avete mai letto le clausole che avete accettato quando vi siete iscritti?
    Sapete che qualsiasi cosa pubblicate su Facebook non è più di vostra proprietà?
    Invece che passare le ore del vostro tempo a scorrere le bacheche degli altri e condividere cazzate, date un'occhiata a quelle semplici regolette. Potrebbero interessarvi.

    Il brano è mio.
    O no?

    Da parte nostra ci siamo sempre affidati a Copyzero.
    Con un'offerta di pochi Euro sostenete il progetto e vi assicurate la paternità.
    E la SIAE?
    La SIAE è esclusa dal contesto. Non ha senso di esistere e comunque vi tutelerebbe a pari modo. Vi aspettate che la SIAE vi telefoni annunciando che il vostro brano è stato plagiato oppure che intervenga zittendo qualche artista copione?

    Tenete sempre presente che la SIAE non tutela le opere ma ne assicura i proventi (e qui stendiamo un velo pietoso sui borderò).
    Ed ora ponetevi questa domanda: avete proventi da riscuotere?
    La tassa annuale è giustificata da questi ingenti proventi?
    No? Ah, ma forse state aspettando "la telefonata"...

    Da qualche anno lavoriamo in Creative Commons e CopyZero.
    Nel 2008 abbiamo prodotto un brano dedicato all'alluvione di Genova che ha ruotato in alcune radio ed è stato scaricato centinaia di volte.
    L'MP3 è disponibile su qualche circuito P2P.

    Cosa abbiamo guadagnato?
    Nulla. Ma di sicuro non abbiamo più speso tempo in bollettari inutili e tasse annuali allucinanti.

    E in caso qualcuno fosse interessato ai vostri lavori, ovvero, se arrivasse la "famigerata" telefonata del produttore (ovviamente, in stile anni 80) ci si può sempre accordare e se proprio è necessaria l'iscrizione alla SIAE, siete sempre in tempo per procedere ma nel frattempo, risparmierete un po' di soldi da investire in un corso da fonico.

    Il produttore di sicuro risparmierebbe e voi perdereste meno tempo su Facebook.

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