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Musica e SIAE? Non funziona

Quanti musicisti sborsano ancora la tassa annuale SIAE?
Costi non giustificati e nessun guadagno per un sogno che "potrebbe" avverarsi"; quale sogno, poi? Il famigerato disco?
Pensate davvero di sfondare il mercato con l'inedito del secolo che vi farà diventare famosi?

Prego di  diventare famoso

Tralasciamo per un momento i deliranti desideri di notorietà; non intendo rovinare i vostri sogni ma oggi quasi più nessuno vende dischi.
Le reunion dei gruppi ne sono la prova: vi siete mai chiesti perchè i gruppi del passato si separavano ed oggi tornano assieme come vecchi amiconi?
Oggi i ricavi provengono unicamente da concerti ed eventi live ed una reunion è sempre proficua.
I musicisti che riescono a giustificare i costi di una produzione in studio sono pochissimi.

La frase che si sente per radio "il singolo più venduto" è una delle più grosse cazzate che si possano raccontare.
Qualche tempo fa alcune etichette acquistavano migliaia di copie delle proprie pubblicazioni su iTunes per scalare le classifiche.
E cosa ne pensate delle intramontabili frasi "Il nuovo Michael Jackson" o "I nuovi Beatles"?
O ancora, l'unico artista che ha superato le vendite dei Beatles!

L'artista è decimato letteralmente dalla pirateria e dalla disinformazione musicale.
Non stiamo a raccontarcela: se troviamo in rete un download gratuito, di certo non andiamo su iTunes o in negozio ad acquistare il brano.
Ed ecco i nostri hard disk pieni zeppi di MP3 che non ascolteremo mai e pronti a condividere su emule per guadagnare crediti, onde procedere con nuovi download.
La morte della musica oggi ha il nome di "sharing selvaggio", e badate che chi lo pratica, comunque è sempre disposto ad acquistare qualsiasi sciocchezza in giro per i negozi ma non è disposto a spendere una Lira per un artista.
E poi c'è la palla dei prezzi alti dei CD: qualcuno ha provato inutilmente ad abbassarli (fonte) ritrovandosi nelle condizioni iniziali: vendite quasi nulle.

Soluzioni?

I produttori hanno ideato un nuovo modus operandi per sopravvivere: i talent show.
X-Factor, Amici e programmi affini creano "il personaggio" e con mirati obiettivi, riescono a vendere anche qualche CD.
Da qui, ecco fiorire i talent scout: persone ignoranti in campo musicale che si proclamano oculati scopritori di nuovi talenti.
Un esempio? E' sufficiente leggere i vari manifesti in giro per i paesi: gare tra gruppi, festival ed altre inutili sciocchezze dove alla fine si spera, si aspetta e si invecchia con mai nulla di certo in mano.

E' il retaggio degli anni passati, quando il modo migliore per vendere era quello di creare un alone di misticismo e leggenda attorno ad un artista.
Ed ogni giorno gruppi ed artisti, magari anche bravi, spediscono migliaia di CD a produttori e talent scout (?) sperando vengano ascoltati.

Come ho già sottolineato, in questo campo troviamo personaggi frustrati e giudici improvvisati in grado di selezionare cantanti o musicisti, mettendo in palio la solita "conoscenza" altolocata.
Oppure, la vincita di una serata: "hanno detto che mi faranno sapere" e ancora frasi rimandatorie senza sbocco alcuno.
E intanto il tempo passa.

Ragazzi, rassegnatevi. Dalla musica non c'è più guadagno e nessuno difficilmente investirà su di voi.
Usate il computer per fare musica (spero) e vi dicono che oramai grazie ad esso tutti sanno comporre. Io dico invece che oggi se producete una schifezza non avete più la scusa del nastro rovinato o del mixer rumoroso.
Con l'appoggio del computer, il presunto talento del musicista è più in risalto che mai; se sei un cagnaccio, oggi ce ne accorgiamo tutti. Prima, forse, no.
Ma allora tutto è vano? A parer mio no.

Tutto comincia dal suono

Se nessuno investe per farti registrare in uno studio professionale, studia da fonico arrangiatore in modo da creare il suono.
Scrivimi e ti consiglio un bravissimo fonico, amico, in grado di insegnarti come portare a termine un mix in maniera impeccabile.
Investi il tuo tempo per capire come produrre audio professionale, anche senza attrezzature esose.

Qualche anno fa, su un importante forum pubblicai due arrangiamenti dello stesso brano:
Un file era portato al mixdown tramite UAD-2 e LiquidMix; nell'altro arrangiamento adoperai plugin nativi di Cubase e qualche altro software free.
Ci credete che l'unica differenza percepibile era un leggero e maggiore (voluto) loudness sul primo lavoro?

Canti?

Avete un'idea musicale. La sviluppate e buttate giù la struttura di un brano.
Scrivete un testo, cercate un/una cantante intonato/a e gli/le fate interpretare la vostra idea, se voi non siete in grado.

Ricordate che i brani strumentali non hanno sbocco. Concentratevi sulla musica cantata.
Il cantante dovrà essere intonato e bravo. Incredibile, eh?!
Già, perchè ho un po' la sensazione che oggi tutti sappiano cantare.
Peccato che la maggior parte di questi talenti siano stonati e sperano in processi di pitch correct (autotune? Melodine?) in grado solo di rovinare la loro prestazione.
Provate ad ascoltare i primi lavori di Tiziano Ferro: se non avvertite l'effetto della correzione allora avete davvero bisogno di affinare l'orecchio e senza andare tanto nel passato, ascoltate tutti i pezzi cantati di Giovanotti. Pura e selvaggia correzione su una linea vocale stonata.

Non immaginate quanti cantanti incapaci sono passati dal mio studio.
Hai stonato in una parte? La ricanti, qual'è il problema? Io non ti correggo. Lo posso fare solo se non sei più in studio.

Siete italiani? Cantate in italiano!
Avete mai ascoltato un cantante straniero intonare la nostra lingua? Buffo accento, eh?!

Ora mando il brano in uno studio mastering famoso e...

Esportate il mix e se avete fatto un lavoro impeccabile, non necessiterete di mastering.
Non esiste mastering in grado di fare miracoli: se il mix è penoso, ad esempio perchè non usate filtri per separare le formanti, il risultato finale sarà sempre e comunque un disastro e nessun mastering vi salverà.
Non cascateci. Imparate a mixare!
Conosco fonici professionisti che rifiutano questa fase del lavoro.
E poi, definite il termine "mastering": migliorare il suono, dirà qualcuno.
Beh.. perchè non lo migliorate voi in fase di mix?
Un mastering perfetto dovrebbe aggiungere o togliere uno o due db di spettro qua e la; aggiungere armoniche (se necessarie e poche!) e limitare a -0,3db il picco.
Bene. Fatelo voi in fase di mix, no?
Vi parrà strano ma è proprio così.

Ora avete un lavoro finito e pronto per girare in radio.
Lo hanno ascoltato decine di persone e avete prestato attenzione solo ai giudizi negativi, quelli che vi hanno fatto migliorare il suono e la struttura del brano.
Alcuni musicisti vi avranno detto come cambiare qualcosa, altri ascoltatori non musicisti (li chiamo "ascoltatori ignoranti", importantissimi) si distraggono in alcuni punti del brano (parlano...).
Li chiamo "Beta Tester", fonici che mi aiutano con orecchie capaci e "fresche" a trovare subito difetti nell'audio e ascoltatori ignoranti: metto il CD in auto e li osservo senza dire nulla.

Insomma, avete capito che voi nel vostro brano contate poco ed il lavoro è stato corretto.
Ora?

Tutela

Le energie dovrebbero essere rivolte nella direzione della grande rete.
Andiamo sul sito della Creative Commons e creiamo la nostra licenza.
Apponiamo il codice html sulla nostra pagina di download e creiamo una marca temporale in grado comprovare legalmente la paternità del lavoro.
Si, perchè il brano è vostro e non è obbligatorio affidarsi ad un ente in grado di decidere la licenza o il copyright. Siete voi che decidete. Il brano è VOSTRO!

Per coloro che soffrono di dipendenza da Facebook, vi sconsiglio la pubblicazione su questo social network: avete mai letto le clausole che avete accettato quando vi siete iscritti?
Sapete che qualsiasi cosa pubblicate su Facebook non è più di vostra proprietà?
Invece che passare le ore del vostro tempo a scorrere le bacheche degli altri e condividere cazzate, date un'occhiata a quelle semplici regolette. Potrebbero interessarvi.

Il brano è mio.
O no?

Da parte nostra ci siamo sempre affidati a Copyzero.
Con un'offerta di pochi Euro sostenete il progetto e vi assicurate la paternità.
E la SIAE?
La SIAE è esclusa dal contesto. Non ha senso di esistere e comunque vi tutelerebbe a pari modo. Vi aspettate che la SIAE vi telefoni annunciando che il vostro brano è stato plagiato oppure che intervenga zittendo qualche artista copione?

Tenete sempre presente che la SIAE non tutela le opere ma ne assicura i proventi (e qui stendiamo un velo pietoso sui borderò).
Ed ora ponetevi questa domanda: avete proventi da riscuotere?
La tassa annuale è giustificata da questi ingenti proventi?
No? Ah, ma forse state aspettando "la telefonata"...

Da qualche anno lavoriamo in Creative Commons e CopyZero.
Nel 2008 abbiamo prodotto un brano dedicato all'alluvione di Genova che ha ruotato in alcune radio ed è stato scaricato centinaia di volte.
L'MP3 è disponibile su qualche circuito P2P.

Cosa abbiamo guadagnato?
Nulla. Ma di sicuro non abbiamo più speso tempo in bollettari inutili e tasse annuali allucinanti.

E in caso qualcuno fosse interessato ai vostri lavori, ovvero, se arrivasse la "famigerata" telefonata del produttore (ovviamente, in stile anni 80) ci si può sempre accordare e se proprio è necessaria l'iscrizione alla SIAE, siete sempre in tempo per procedere ma nel frattempo, risparmierete un po' di soldi da investire in un corso da fonico.

Il produttore di sicuro risparmierebbe e voi perdereste meno tempo su Facebook.

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