Non so a quanti altri SEO sia mai capitato di dover spiegare a qualcuno (cliente o no) il perché non ha senso cercare di indicizzare una keyword composta da un solo termine. A me molte volte.
Di seguito spiego come la risolvevo io.
Ci sono nel vocabolario italiano molte parole “polisematiche”. Poli-cheee!
Quelle parole che hanno più significati di senso compiuto, e che hanno bisogno del contesto per essere comprese. Meglio adesso!
Esempio: la parola “piano”.
Oppure parole che cambiano di significato in funzione di dove cade l’accento fonetico (quello non scritto):
Infine ci sono anche parole che avevano più significati, ma il progresso, gliene ha tolto uno: ad esempio pizza.
Penso sia chiaro che il significato principe sia quello dell’alimento, ma i meno giovani ricorderanno che la pellicola cinematografica avvolta sul rocchetto veniva chiamata appunto pizza!

Esempio di pizza da mangiare e pizza cinematografica.
Però a complicare le cose ci si è messa la ricerca vocale!
Eh sì, perché se io dettassi al mio smartphone: ”Piano” (con la maiuscola), in quanto voglio sapere la biografia di Renzo Piano? se digito la differenza c’è, anche se pur minima, ma se detto, noooo!
Ed infine ci sono i false friends linguistici! (Tombola!)
Se io non avessi impostato una lingua sul mio smartphone (cosa pressochè impossibile) e dettassi: “coriandoli” cosa cercherebbe il motore di ricerca!
Il Carnevale o i Confetti!
Sì, perchè in inglese confetti indica i coriandoli italiani!
E chissà quali e quanti altri esempi con lo Spagnolo o il Portoghese!
Aspetto ludico/goliardico: riporto l’esperimento di Seo Gardening, che scrisse un articolo per indicizzare il termine “SEO Copriwater” .
Immagino abbiate letto SEO Copywriter, e qui i termini sono pure 2!
Morale: le keyword generiche (non di brand) vanno contestualizzate grazie ad altri termini!
Ancor di più oggi che la ricerca vocale premia le long tail keywords!