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Backlink e linkbuilgind 2019

L'efficacia della linkbuilding nel 2019

Sono molto incerto sull'efficacia della linkbuilding nel 2019.
Sarà ancora uno dei punti fondamentali della SEO?

C'è stato un periodo in cui per ottenere un backlink era facilissimo: lo si chiedeva e tanti saluti.
Poi, c'erano le directory; le cose erano sempre facili ma in seguito arrivarono le prime batoste: penalizzazioni ed ore di lavoro inutili perchè tutti quei link pareva non servissero a nulla.
Arrivò poi l'era del guest post che Google non apprezza da una vita.
E poi, il nofollow dai forum, dai commenti e... Ma insomma, da dove dovrebbero arrivare questi benedetti link?
La SEO in tre righe.

A stare a vedere c'è anche una questione importante.
Se prima c'era utenza in rete che scriveva su blog e forum, oggi siamo tutti o quasi, sui social networks e come si condivide un link sui social?
Esistono naturalmente i tasti di condivisione oppure, per i più smaliziati, si copia incolla l'url direttamente.

Fai caso: quando vedi un anteprima di un link in giro per Facebook, Twitter o Linkedin, clicca e controlla se nella pagina su cui atterri esistono i tasti di condivisione.
Se non ci sono, qualcuno ha condiviso l'url e gli altri (quasi tutti), hanno ricondiviso un post che se era interessante, sarà diventato virale.
Ti ho appena svelato un segreto per fare successo in rete: essere interessanti.

Insomma, oggi condividere un link non è semplice.
Internet è popolato da utenza che non ha idea di come si navighi realmente in rete, è sufficiente sentire frasi come "l'ho letto su Internet" quando invece si trattava di un post su Facebook; si scambia questa piattaforma per Internet, ragazzi!

Tipi di link

Esistono due tipi di segnali che i motori di ricerca considerano.
I link espliciti ed impliciti.

I link espliciti sono i classici link condraddistinti dal href="url".
Avranno senso in termini SEO se il sito ospitante è tematico e autorevole, oppure testata giornalistica online, autorevole.
Piccola digressione: come farà Google a distinguere una testata giornalistica da un altro normale sito? Risposta: microdati e iscrizione alle Google news.
Ottenere un link da un sito simile è cosa buona anche se di tematica differente (mio personale caso di studio su una testata giornalista locale discretamente autorevole e un forum che gestivo qualche anno fa, tuttora in standby).

I link impliciti sono le citazioni semantiche.
Si, Google tiene in considerazione le discussioni che parlano di un sito. Possono essere anche i famosi segnali dai social network.
Come fare quindi per far si che la discussione parli esclusivamente di un sito e non di un altro? Come dare certezza assoluta al motore di ricerca che quella discussione sta parlando di noi?
Semplicemente ottenendo un link nofollow oppure, menzionare il nome di dominio senza link (ad esempio www.andreagiudice.eu).
Esiste un caso di studio che lo conferma (non trovo più il link).

L'arte del nofollow

Sono contrario ad una link building che punti esclusivamente alla home page.
Di recente sto posizionando un sito: www.noleggiaeparti.it

Il sito è soggetto ad una strategia Google ADS, quindi, trattasi di una SEO discretamente inutile (anche se non completamente per questi motivi) e difficile se non impossibile: un sito con due pagine, tendenzialmente monopagina a parer mio è un problema posizionarlo ma qualcosa accadrà.

Nolegga e parti fa parte del gruppo Arielcar.
Sul sito di Ariel Car esiste una pagina che parla di Noleggia e parti: in fondo, l'operatore ha messo un link alla home di Noleggia e parti, come ci si dovrebbe aspettare.
Non contento di questo link, sono riuscito a convincere l'editore di quella pagina ad aggiungere un nofollow verso la home e un link dofollow verso la pagina "chi siamo".
Ad essere sincero, non so cosa accadrà per cui ti invito ad osservare i cambiamenti nelle serp.

Conclusioni

Nessuno oggi ti da un link facilmente.
Non è mai stato inventato il tasto "condividi link sul tuo blog", ma tutti possono parlare di te sui social network.
Se a parlare di te è un profilo autorevole come quello di un influencer, ben venga.
Questo significa che se crei un profilo su Twitter solo per linkare qualcuno, otterrai solo una perdita di tempo come la otterrai elemosinando like su Facebook, pratica che considero pietosa.
E qui si aprirebbe un intero capitolo a quelle aziende che ti procurano migliaia di followers lungo i social networks.

Le più comuni suite di software per fare SEO tengono in considerazione i segnali provenienti dai social network.
La pratica più vantaggiosa sarà quindi quella di cercare un profilo adatto, ovvero:

  • non chiuso ai motori di ricerca
  • ben ottimizzato, ovvero con i titoli e i contenuti attinenti alla tematica che vuoi trattare
  • che sia seguitissimo in modo da generare effetti virali.

Poi, giusto per contraddirmi, il sottoscritto gestisce ancora una directory dofollow ma la tengo solo perchè è un vecchio cimelio a cui sono affezionato.
PS: osserva il rel="friend" nel link

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