Intervista ad Andrea Giudice

Published On: Febbraio 3rd, 2026-3,3 min read-0 Comments on Intervista ad Andrea Giudice-

Pensavi che fare il libero professionista significasse solo lavorare in pigiama sul divano? Andrea Giudice demolisce il mito: tra clienti che spariscono perché “mio cugino fa anche il magazziniere”, sveglie che non suonano mai prima delle 9:00 e l’audacia di rispondere a un colloquio con un “vediamo se siete voi a piacermi”.

Un racconto senza filtri su come sopravvivere a 22 anni di partita IVA senza perdere il sonno (perché quello è sacro) e puntare tutto sul personal branding per smettere di rincorrere le aziende e farsi finalmente citofonare da loro.

Intervista ad Andrea Giudice: cosa comporta essere un libero professionista

Lara: Ti chiedo da quanto lavori in autonomia?

Andrea Giudice: Lavoro in autonomia da 22 anni. Nel frattempo facevo anche il dipendente, però avevo già la partita IVA. Poi, a causa di alcune incomprensioni, mi hanno licenziato ed è stata la mia fortuna: avevo già un buon giro di clienti e ho continuato su quella strada al minuto 00:00:12.

Lara: Che tipo di clienti hai oggi e come ti arrivano?

Andrea Giudice: All’inizio commettevo l’errore di molti: cercavo i clienti abbassando i prezzi per essere competitivo. È un errore gravissimo: se costi poco, significa che vali poco. Oggi mi rivolgo a grandi aziende B2B e sono loro a chiamare me. Dopo 20 anni di personal branding, il mio lavoro è proprio farmi trovare ed emergere. Chi dice di non avere tempo per curare il proprio sito, in realtà sta dicendo che non ha tempo per il proprio lavoro al minuto 00:01:02. Mi trovano tramite i motori di ricerca, il mio sito che curo ogni giorno e, soprattutto, LinkedIn.

Lara: Quindi oggi i clienti ti trovano in automatico?

Andrea Giudice: Sì, e il bello di essere “senior” è che non devi più candidarti tu. Anzi, quando mi chiedono perché mi sono candidato, rispondo: “Aspettiamo di vedere se siete voi ad andare bene per me”. L’audacia premia, serve a capire se il cliente è un “rompicoglioni” o se si può lavorare bene insieme al minuto 00:03:17.

Lara: Come decidi se un cliente è un buon cliente?

Andrea Giudice: Si vede subito. Se un’azienda grande non ha un sito web o ce l’ha fatto male, significa che non ha idea di cosa voglia dire investire nel marketing. In ogni momento qualcuno ti sta cercando online: se non ti trova, chiamerà un altro al minuto 00:04:07.

Lara: L’ultima volta che hai perso un cliente?

Andrea Giudice: Ne perdo continuamente, ma non per gli errori tecnici. Gli errori capitano a chi lavora e bisogna prendersi la responsabilità. Recentemente ho perso un cliente nel settore dei presepi perché ha deciso di affidare tutto (social, Google, magazzino) a una sola persona. Io mi occupo di SEO e non ho tempo per fare tutto il resto; chi dice di riuscirci forse ha giornate di 50 ore al minuto 00:05:05.

Lara: Qual è la parte più pesante del tuo lavoro?

Andrea Giudice: Quando i clienti pagano in ritardo, una cosa purtroppo molto italiana. Poi c’è la formazione: devo studiare continuamente. Ora mi aiuta molto l’intelligenza artificiale (come Gemini). Mi pesa anche dovermi svegliare presto: per me “presto” è prima delle 9:00. Essere freelance significa essere liberi, anche di dormire 8 o 9 ore per essere rigenerati al minuto 00:08:14.

Lara: In cosa senti di sprecare energie?

Andrea Giudice: Non direi sprecare, perché anche lo studio è tempo investito che poi rivendo. Mi pesa molto la fatica mentale e l’eccesso di meeting. Ho limitato le riunioni a massimo due al giorno: non si può stare sempre davanti alla telecamera al minuto 00:09:44.

Lara: Se potessi risolvere una sola cosa, quale sarebbe?

Andrea Giudice: Mi ispiro al libro The One Thing. Al momento, il mio obiettivo è trasferirmi a Dubai, dove ho già aperto un’agenzia. È la cosa che migliorerebbe la mia vita adesso al minuto 00:10:52.

Lara: Cosa succederebbe se non la risolvessi?

Andrea Giudice: Niente di grave. Non dobbiamo dividere l’Andrea che lavora dall’Andrea persona: siamo un’unica entità. L’importante è provarci per non dire un giorno “sono troppo vecchio”. Se non dovesse succedere, continuerei comunque a fare quello che faccio, perché mi rende felice e mi sento appagato al minuto 00:12:36.

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Sono nato ad Alessandria il 10.4.1966
Sono consulente SEO dal 2000 e Google ADS dal 2004
Parlo fluentemente inglese