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Intento di ricerca nella seo

 

Guida all'intento di ricerca

Freddie Mercury è morto all'età di 45 anni a causa di una broncopolmonite aggravata dall'AIDS
Troverai un articolo su Wikipedia, un Knowledge Panel sulla destra ed altro.

 

Intento di ricerca su Google

 

Adesso prova ad aggiugnere la parola "comprare".
Invece di informarti su come acquistare dei resti del cantante, scoprirai che esiste un libro su Amazon, oggetti su ebay, ed altro.

 

Intento di ricerca su Google

 

Il motore di ricerca oggi cerca di capire non solo il "cosa" della tua ricerca, ma anche il "perché".

Lo scopo principale di Google è quello di capire e mostrare il risultato migliore corrispondente a ciò che stai cercando.
L'attività della SEO, a sua volta, cerca in tutti modi di comunicare a Google che il tuo sito è il miglior risultato per una particolare ricerca.
Ad oggi, questo ha molto a che fare con l'intento di ricerca dell'utente invece che il semplice utilizzo della giusta quantità di parole chiave.

I. Definizione dell'intento e come influenza la ricerca

 

Definizione dell'intenzione di ricerca su Google

 

L'intento di ricerca (ovvero l'intenzione dell'utente e della parola chiave) è il motivo ultimo per cui un utente sta cercando.
L'intento dell'utente è sempre stato l'obiettivo più importante per i motori di ricerca.
Prima che l'AI venisse implementata tra gli algoritmi di Google, l'intenzione a corrispondenza aveva molto più a che fare con la semplice parola chiave presente nei contenuti.

Questa ricerca funziona ancora quando l'intento è unico ma spesso esiste divario tra i termini che gli utenti digitano nella barra di ricerca e ciò che pretendono dai risultati e qui entrano in gioco gli algoritmi di IA, attivati dal 2013 in avanti.

Esempio: la query TV sfocata.
La SERP non mostrerà tutte le pagine in cui sono menzionate le parole "sfocato" e "TV" ma risponderà all'intento di riparare un televisore; vedrai risultati come "Come correggere la scarsa qualità dell'immagine", "La mia TV ha un'immagine sfocata".

Google non mostrerà le parole chiave digitate in grassetto, ma corrispondenze all'intento di ricerche di qualcuno che cerca di risolvere un problema TV.

Come siamo arrivati a tanto?
Google utilizza un algoritmo di Intelligenza Artificiale chiamato RankBrain.
BankBrain calcola i dati storici sul CTR delle SERP in tempo reale; analizzando lo storico del comportamento degli utenti, Google può elaborare un'ipotesi su cosa intendiamo cercare quando digitiamo determinate parole chiave.

Oggi, se non si gestisce l'intento di ricerca e si lavora solo a parole chiave, c'è una grossa possibilità di non apparire più tra le SERP.
Insomma, è inutile cercare di migliorare il ranking di una pagina riempiendola di parole chiave; questa tecnica non funziona più come un tempo.

Questo è il motivo per cui il matching user intent dovrebbe essere la volta di successo del lavoro di ogni SEO, che dovrà evitare di inserire semplicemente una o due parole chiave per le quali si intende migliorare il ranking.

II. Tipi di intento di ricerca

Possiamo inserire le ricerche in quattro categorie principali, in base all'intento dell'utente:

  • Gli utenti hanno bisogno di spostarsi.
    Sia online che nella vita reale, un utente potrebbe semplicemente cercare su Google qualcosa tipo: "andrea giudice"; "consulente seo novi ligure".
    Oppure cercare l'indirizzo di un luogo del mondo reale: "cinema a novi ligure".
  • L'intento dell'utente potrebbe anche essere quello di ottenere informazioni su qualcosa: "come guarire dal Corona Virus"; "Qual'è la capitale Italia"; "come fare per posizionare un sito".
    In questo caso, l'intenzione non è di acquisto ma di ottenere una risposta, magari leggendo e osservando i contenuti.
  • Nel caso di un acquisto, l'utente vorrà spendere, quindi userà termini come "comprare", "prezzo", "economico", e spesso farà ricerche locali come "noleggio bici a Novi Ligure".
    Le persone in questo caso cercano una pagina di un prodotto, con un layout semplice che mostra un prezzo o un pulsante "acquista".
  • Oppure ancora un mix tra i precedenti; gli utenti potrebbero fare ricerche commerciali perchè non ancora pronti ad acquistare. Essi stanno estrapolando informazioni su alcuni servizi/prodotti di nicchia: È meglio "questo o quello", "le migliori auto", ecc.

Queste categorie non rappresentano una regola fissa, naturalmente.
L'intento informativo dell'utente potrebbe trasformarsi molto facilmente in un intento di acquisto, oppure un potenziale acquirente potrebbe tornare a cercare altre informazioni in qualsiasi momento.

L'eccezione, probabilmente, è nell'intento di ricerca "arrivare da qualche parte".
Con una query di navigazione, l'utente cerca di raggiungere un particolare sito web o un prodotto/servizio di cui è già a conoscenza.
In questo caso, probabilmente esisterà un solo sito web che sta cercando di raggiungere mentre le altre categorie possono sovrapporsi grazie alla natura dell'acquisto online.

Determinazione dell'intento di ricerca

In una situazione in cui l'intento non è così facile, dovrai rivolgerti a Google con una semplice ricerca.
Digita semplicemente la domanda che ti interessa porre e osserva la SERP; questo semplice metodo ti svelerà quale intento il motore di ricerca ha collegato alle tue parole chiave.

Dai un'occhiata alle caratteristiche della SERP per capire quale sia l'intento per maggior parte degli utenti.
Tieni sempre conto di ciò che è posizionato più in alto, poiché ciò spesso riflette l'intento per maggior parte degli utenti.

Torniamo al nostro esempio "Freddie Mercury".

 

Intento di ricerca su Google

 

Si otterrà uno snippet in primo piano con alcune informazioni, e poi pagine informative.
Google non sa ancora cosa vogliamo sapere esattamente, quindi mostrerò nella posizione zero alcune indicazioni sulla vita dell'artista e a destra dove trovare le sue canzoni.

 

III. Integrare l'intento di ricerca con le parole chiave

La creazione di tutti i contenuti dovrebbe iniziare con una ricerca per parole chiave, tenendo sempre a mente l'intenzione dell'utente.

Proviamo con Rank Tracker.
Rank Tracker contiene alcuni moduli per gestire le parole chiave.

1 - Vai in Keyword Planner e inserisci le parole chiave di destinazione e attendi la fine della scansione: otterrai una lunga lista.

2 - Nell'angolo in alto a destra, potrai applicare filtri per selezioanre o escludere quelle di interesse.

 

Filtrare le parole chiave

 

3 - Se vuoi creare una pagina che si rivolge a una query transazionale in una particolare nicchia, aggiungi un multi filtroo contenente termini tipo, "prezzo", "usato", e così via.

4 - Potrai anche attivare il modulo Combinazioni di parole chiave per ottenere una serie di idee su come le parole chiave potrebbero essere organizzate e riordinate.
Fai comunque sempre attenzione perché a lavorare è una macchina, dopotutto. Non aggiungere parole chiave completamente prive di senso come bersaglio e usa questo modulo come fonte di ispirazione.

5 - Queste parole chiave saranno aggiunte automaticamente al Keyword Sandbox.
Lì saranno automaticamente suddivise in base alle categorie, ma potrai anche raggrupparle a tuo piacere, ad esempio, in un gruppo a nome di qualcosa come "Intento di ricerca - comprare".
Crea gruppi per ogni parola chiave che il tuo sito web cercherà di indirizzare.

Intento dell'utente come base della mappatura delle parole chiave

Affinché i tuoi contenuti intercettino sempre l'intento di ricerca del tuo potenziale cliente, dovrai lavorare in modo che sia esso a dettare ogni singolo passo del processo SEO.
La mappatura delle parole chiave, quindi, è determinante poiché gestirà la corrispondenza tra pagine e query di ricerca.

Ragionando a livello strutturale, dovresti usare la mappa delle parole chiave per tenere a mente l'intento che sta dietro ad ogni pagina

In questo modo, saprai quali pagine devono essere indirizzate a specifici intenti transazionali informativi.
Questo sistema dev'essere utilizzato come guida per la creazione dei contenuti.

L'intento di ricerca oggi è la base per creare contenuti SEO; deve essere considerato sia quando si ottimizzano le pagine già presenti sul tuo sito web, sia quando si pianificano nuove sezioni.

IV. Ottimizzare il tuo sito web per l'intento di ricerca

Esisteranno molte più domande informative che transazionali ma credo che nessuna delle due ottimizzazioni dovrebbe essere il fulcro assoluto di qualsiasi sito web.
Un sito web dovrebbe rispondere a tutti gli intenti che un utente potrebbe necessitare. Puntare il tuo sito web ad un unico intento di ricerca non è la migliore strategia.

Una persona interessata ad una particolare nicchia, leggendo un articolo informativo su un certo prodotto potrebbe rapidamente interessarsi e acquistarlo.
L'ideale quindi sarebbe una pagina che copre un'intenzione di ricerca informativa che linka quella di acquisto e pagine che coprono diversi intenti, dovrebbero essere linkate a loro volta tra loro.

A quell'utente bisogna dare possibilità di passare a pagine che soddisfino i suoi intenti informativi verso altri prodotti e, in ultima analisi, effettuare un acquisto.

Regole per l'ottimizzazione dei contenuti per l'intento di ricerca

Regola n. 1. Assicurati di usare parole chiave appropriate per l'intento a cui miri

Le parole chiave utilizzate in modo appropriato e intelligente dovrebbero essere parte naturale di qualsiasi contenuto.
È necessario fornire a Google le parole chiave che i suoi bot si aspettano di trovare in una pagina che copre la tua nicchia di mercato.

Per esempio, come regola generale, le query informative contengono parole come:

  • Guida
  • Tutorial
  • Descrizione
  • Come posso
  • Dalla A alla Z
  • Che cosa è
  • Come
  • Quali sono i vantaggi di
  • Come fare per
  • Modi per

In una pagina di questo tipo dobbiamo usare le parole chiave e una vasta gamma di sinonimi.
Circonda sempre le parole chiave a cui stai puntando con termini tipo "cos'è", "come fare", "guida", ecc.

Regola n. 2. Determina l'intento di ricerca guardando le caratteristiche della SERP

Hai mai sentito parlare delle ricerche a zero click?
Sono di gran moda al momento. È la fantomatica posizione zero.
Il motivo è dovuto alla caratteristiche della SERP.

Perché le caratteristiche della SERP sono importanti per l'intento di ricerca?
Google sta effettivamente cercando di trattenerti il più a lungo possibile sulla sua piattaforma.
Una volta che il motore di ricerca ha compreso il tuo intento, non cercherà di darti semplicemente i soliti 10 link in blu ma anche funzionalità aggiuntive e profilarti.

Per questo motivo è necessario conoscere esattamente le caratteristiche della SERP dove andrai a posizionarti.
Una query come "quando è morto Freddie Mercury" non si tradurrà in un clic, poiché l'utente otterrà la risposta direttamente in SERP.

D'altra parte, query come "come fare una campagna di link building" condurranno inevitabilmente l'utente al tuo sito web, poiché è un grande argomento che richiede un vero e proprio studio.
I risultati delle ricerche che contengono "compra" o "acquista" potrebbero anche finire con una SERP contenente la casella "People ask also box".

Box ask people: le persone cercano

In questo caso, il tuo sito web apparirà nella SERP due volte!

Ancora più importanti sono le query che attivano un knowedge panel (difficile da ottenere), e i Featured Snippet (facili da ottenere)

Nel Featured Snippet viene mostrato ciò che Google considera la tua migliore risposta.
Ciò che vediamo nei Featured Snippets spiegazioni e i punti chiave.

Esempio: una ricerca standard di Google per un SEO: "Come ottenere i featured snippets".

Quello che apparirà sarà uno snippet del sito web di Semrush, che avrà configurato i dati strutturati per creare questo contenuto.

Ma le funzioni SERP sono importanti anche se non si finisce in una casella People Ask Box (Le persone hanno chiesto anche) o in un Featured Snippet.
Quando si consulta un Ask Box, si leggono le domande dell'utenza e le risposte e questi dati sono oro colato per un SEO.

Anche senza puntare ad una funzione particolare delle SERP, rispondere alle domande dell'utenza in modo pulito e conciso è il modo migliore per segnalare ad un motore di ricerca che il tuo sito è un ottimo candidato per apparire primo nei risultati.

Regola n. 3. Analizzare le prime pagine dei risultati per suggerimenti su forma e contenuto

In generale, se si vuole posizionare il proprio sito, è una buona regola cercare ciò che esiste già in SERP. E non intendo solo il contenuto, ma anche la forma.

  • Per un contenuto che copre l'intento di ricerca informativa, le forme più popolari sono elenchi, guide passo-passo, infografiche e, naturalmente, video esplicativi.
  • Per l'intento di ricerca transazionale, la pagina migliore da creare è una pagina di prodotto, pagine di prezzi, pagine di iscrizione, consultazioni gratuite, pagine di vendita.
  • Quando una persona ha intenzione di acquistare, cerca pagine di confronto, tabelle e recensioni.

Non è sufficiente che i tuoi contenuti siano informativi e utili, perché gli algoritmi di Google guardano anche a ciò che esiste già, al ranking e al comportamento trascorso dell'utente.
Non si può creare un contenuto e sperare in un ranking casuale.

Ammettiamo che si sta cercando di intercettare un intento di ricerca informativo e supponiamo che le pagine più alte per quella ricerca siano tutte brevi, pulite e suddivise in elenchi puntati.
Potrebbe quindi essere una buona idea aggiornare semplicemente i tuoi contenuti testuali, senza stravolgere troppo la formattazione.

Un altro esempio: stai ottimizzando il tuo sito per un intento di ricerca commerciale o di acquisto.
Analizza una dozzina di SERP e vedrai che la maggior parte di esse contiene pagine che annunciano offerte speciali nei loro titoli.
La SERP sarà piena di cifre tipo -20% di questo e -15% di quello.

Oltre a questo, tutte le pagine delle prime posizioni presentano un sacco di immagini con i pulsanti "Acquista".
Ottimizza quindi la tua pagina in base a quello che trovi in quella SERP.

Gli utenti vogliono una pagina ricca di immagini in cui è possibile acquistare direttamente; il prezzo è, ovviamente, un fattore importante e lo si implementa in modo che corrisponda al meglio al presunto intento dell'utente.

È importante sapere che tutto ciò non è un'operazione definitiva: Le SERP continuano a cambiare.
Per questo motivo è fondamentale che il tuo studio delle SERP sia regolare. Devi monitorare ciò che Google considera le migliori pagine che corrispondono all'intento di un utente oggi rispetto a tre settimane fa.

È possibile monitorare contemporaneamente un gruppo di SERP con Rank Tracker.
In Project Preferences ---> Rank Checking Mode è possibile impostare Rank Tracker per registrare la cronologia delle SERP.

Analisi storico delle serp di google

Questo ti permetterà di vedere come le SERP sono cambiate da quando hai iniziato a tracciare le tue parole chiave.

Il tuo sito deve comunicare d'essere la pagina perfetta per un particolare intento di ricerca.
Per questo motivo Google analizza le altre pagine che si stanno classificando e verifica cosa le rende migliori.

Conclusioni

La SEO oggi è un'impresa estremamente complessa.
Certo, un audit tecnico potrebbe sembrare più importante perchè farà sì che il tuo sito si comporti bene per ogni utente (velocità, profondità di click, web usability, ecc) ma la vera differenza la faranno i contenuti scritti in base alle domande che un determinato pubblico potrebbe porre: ricorda, gli utenti si aspettano di trovare risposte sulle tue pagine.

Aspettarsi è la parola chiave in questo caso.
Presentarsi come un tipo di pagina, un sito web, un'azienda ed un prodotto che un utente si aspetta di trovare è il modo che ti farà vincere.

Questo risultato lo raggiungi solo se tieni conto, oltre delle parole chiave, anche di tutti i possibili sinonimi e della storia della SERP.

 

 

 

Commenti   

0 # Claudio fizzeri 2020-04-19 21:07
Grande articolo.
Complimenti.
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0 # Giovanni seo 2020-04-20 07:47
Grazie Andrea. Sempre preciso.
Uso seo zoom ma le funzioni sono sempre quelle.
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