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Perchè usiamo gli inglesismi

Ecco perchè usiamo gli inglesismi

Perchè secondo te usiamo gli inglesismi a sproposito?
Io credo che tentiamo di mascherare il provincialismo che c'è in noi con tanta fuffa.

Ma si, dai, siamo super eroi che nascondiamo la nostra vera identità da paesani dietro una maschera fatta di terminologie d'alta metropoli.
Siamo tutti italiani provenienti da paesini come Travaghero o Tassarolo (con tutto il rispetto) ma esterniamo città come New York o Losangeles!

dishwhaser o lavapiatti

Affermare che siamo dish washer fa più effetto che dichiararci lavapiatti; uno store manager non è un semplice magazziniere di paese, cazzo!

Quanta fuffa sui social

Ed eccoci catapultati su Linkedin, il social network più ricco in assoluto di fuffa - dove secondo una mia stima, l'80% pubblica o consiglia qualcosa che neanche ha letto. Lo dimostra il fatto che se tenti una discussione sull'argomento, quasi nessuno è in grado di rispondere.
Abbiamo poi un 7% che scrive articoli di mano propria e un 3% che crede di essere su Facebook quando pubblica contenuti emotivi come gattini o aforismi - ricordo sempre che le citazioni e gli aforismi si usano per allungare il brodo, ergo, usiamo una frase di un altro perchè non sappiamo come legare un discorso o concludere con poesia un argomento, dimenticando che possiamo anche evitare finire nel ridicolo (ai miei occhi, si) - ma questo è un altro discorso.

Si, siamo tutti super eroi che devono nascondere la propria insicurezza o peggio, l'incapacità di gestire la lingua italiana perchè sono un figo se mi spaccio per Google partner ma soprattutto, produco fuffa perchè non sarò mai socio (magari!) di Google.

Sono un tipo semplice

Qualche tempo fa un amico mi ha fatto passare uno dei momenti più divertenti degli ultimi anni.
Marco (non dirò il vero nome) presidiava in un brief... emm... in una riunione di stabilimento.

Egli è un pezzo grosso li dentro, nel senso che ne capisce e pochi osano contraddirlo.
Ebbene, d'un tratto un ingneniere gli ha chiesto:

Come viene gestita la centrale in termini di setting plan o production baseline?
Senza frare una piega, Marco ha risposto: al mattino guardo fuori dalla finestra e mi regolo in base all’umore. Sono un tipo semplice.

Silenzio in sala, sguardi perplessi. Ma la perplessità, secondo me, stava nella domanda!
Ma la smettiamo di ostentare Losangeles quando siamo di Buffalora? (con tutto il rispetto).

Insicuri.
Persone che interiormente vivono in un paesello con un osteria in centro e alla sera vanno a giocare a ramino con un bicchiere di vino davanti.

Irritants! Dio santo

La novità adesso è nei luoghi di lavoro: per omologare una situazione sgradevole e fastidiosa, viene imposta la categoria degli irritants.
C'è un neon che lampeggia? Una porta che cigola?
Quello è un irritants; non un fastidio perchè se fosse semplicemente un fastidio da lamentare al capo, quel cazzo di neon te lo saresti tenuto per sempre e tanti saluti.

Invece no. Ora categorizzando un neon che lampeggia come irritants, i capi sono autorizzati a sostituirlo.
Ma ti rendi conto?

Scusa tanto ma io non ne posso più di questi paesanelli che si credono agenti speciali infiltrati in azioni da forze speciali.
Ma la smettiamo?

Non contenti, poi, mettono tutto nero su bianco, come l'immagine (autentica) di copertina di questo articolo.

Eccone un'altra (rigorosamente autentica):

Inglesismi

Ma parlate come mangiate, direbbe Elio.
PS: GRAZIE, Marco che mi aggiorni su tutte le fesserie che ascolti in quelle tristissime riunioni buffaloresi.
Con tutto il rispetto, ovviamente.

 

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